lunedì 29 ottobre 2012

Chat e messaggi di Facebook: novità


Visto che i cambiamenti di aspetto e di funzionalità del reparto “Messaggi” di Facebook continuano, sempre seguendo la filosofia di rendere indistinguibili i messaggi e le sessioni di chat, dovrò procedere anche io con una integrazione di quanto detto in precedenza, anche in risposta a domande che sono arrivate.
Se clicchiamo sulla voce “Messaggi”, nella colonna di sinistra della Home, con la grafica attuale si aprirà una pagina che presenta, in alto, alcune voci di menu; sulla sinistra avremo una lista dei messaggi (o delle sessioni di chat, a seconda del punto di vista) più recenti; al centro troveremo il messaggio (o la sessione di chat) che abbiamo aperto. La lista dei messaggi non presenta particolari sorprese, mentre più interessante (beh, per modo di dire) è il menu nella parte alta della pagina. Questo:
Come già visto con l’introduzione dell’indirizzo e-mail di Facebook, continua il tentativo di creare un ambiente e-mail alternativo. O almeno, ciò che Facebook concepisce come posta elettronica.
Posta in arrivo è la sezione che raggiungiamo all'apertura della voce “Messaggi”: presenta la lista di tutte le conversazioni che abbiamo avuto coi nostri amici e, come messaggio in evidenza, ci mostra l’ultimo che abbiamo visualizzato, oppure l’ultima conversazione che abbiamo fatto. Va sottolineato, però, che il concetto di “amico” ha una connotazione un po’ diversa dal solito: nel caso dei messaggi, Facebook considera “amici” tutti quelli con cui “siamo connessi su Facebook”, qualunque cosa intenda per “essere connessi”. In linea di massima, però, saranno soprattutto gli amici e, di tanto in tanto, gli amici di amici che contattiamo più spesso. Tutto ciò che riceviamo in questa “cartella” ci è segnalato con una notifica e il numerino in evidenza accanto alla voce “Messaggi”, nella Home.
Altri è il settore riservato ai messaggi dei “non-amici” e dei vari gruppi a cui siamo iscritti. I messaggi che finiscono qui, di solito, non ci sono segnalati da una notifica, né sono conteggiati nel numero accanto a “Messaggi”; se però espandiamo quella voce, troveremo il loro numero accanto ad “Altri”. O almeno, in alcuni casi si può ancora espandere. Come in una vera casella di posta, anche qui può succedere che certi messaggi finiscano per sbaglio tra gli “altri”, mentre noi li avremmo voluti inserire tra gli amici: in questo caso, basta spostare il messaggio nella casella giusta.
Altro, infine, è un menu che ci permette di accedere a tre sezioni ulteriori: Non letti, dove ovviamente sono raccolti i messaggi che non abbiamo ancora letto, Archiviati, dove possiamo spostare le discussioni che non vogliamo cancellare, ma neppure avere intorno (uno sgabuzzino virtuale, insomma), e Spam, dove finiscono i messaggi etichettati come spam. Possiamo accedere a ognuna di queste sezioni e spostare, cancellare o fare ciò che vogliamo ai messaggi contenuti.
Il pulsante “Azioni”, in alto a destra, ci permette di eseguire varie azioni sul messaggio che abbiamo selezionato: nell'immagine precedente avevo già espanso il menu, per facilitarne lo studio, ma in alcuni casi possiamo trovare anche voci ulteriori, rispetto a quelle “di base”, che vediamo sopra. Alcune di queste voci dovrebbero essere di immediata comprensione, altre potrebbero avere bisogno di due parole in più: mi dedicherò a queste ultime, soprattutto perché sono poche.
Elimina messaggi ed Elimina conversazione sono due voci simili, ma non uguali. Elimina messaggi ci permette di selezionare singoli messaggi all'interno della conversazione che abbiamo aperto al centro della pagina (per selezionare i messaggi, basta cliccare nel quadratino che ogni messaggio ha sulla sinistra): una volta selezionati i messaggi che vogliamo cancellare, clicchiamo su questa voce e saranno rimossi. Elimina conversazione, invece, ci permette di cancellare l’intera conversazione che abbiamo avuto con una persona, dal primo all'ultimo messaggio: considerato che Facebook ha registrato tutto ciò che abbiamo scritto in chat o via messaggio fin dal giorno della nostra iscrizione, selezionare questa funzione rimuoverà veramente tutto, non solo la conversazione di ieri sera o di due giorni fa. Cancellare una conversazione, o un messaggio, servirà solo a farlo sparire dal nostro profilo: non lo farà sparire anche dal profilo della persona con cui stavamo parlando.
Abbandona la conversazione è una voce che appare soltanto in un caso: una chat di gruppo, oppure un messaggio inviato a più destinatari. In effetti sarebbero due casi distinti, ma Facebook non fa differenza e li tratta allo stesso modo, per cui è di fatto un caso solo. Se ci troviamo coinvolti in una chat di gruppo, o se abbiamo ricevuto un messaggio indirizzato a più persone, possiamo usare questa voce per “toglierci” dal messaggio-chat e non ricevere ulteriori notifiche, quando qualcuno scriverà nella chat-messaggio.
Sposta nella cartella X ci permette di spostare una conversazione in un’altra cartella della posta: possiamo spostare da Posta in arrivo ad Altri, oppure da Altri a Posta in arrivo. È la funzione che ci serve, se vogliamo recuperare un messaggio che i “filtri intelligenti” di Facebook (trovo sempre molto buffo l’uso e abuso dell’aggettivo “intelligente”, oggigiorno) hanno catalogato come “messaggio di interesse secondario”.
Per le altre voci non dovrebbero esserci problemi di comprensione.
Ancora una parola sui messaggi/chat di gruppo. È possibile inviare un messaggio a un massimo di 250 destinatari in una volta sola, oppure aggiungere lo stesso numero di persone a una chat di gruppo: il risultato sarà lo stesso, visto che Facebook tratta allo stesso modo messaggi e chat. È una funzione da utilizzare con cautela, perché presenta gli stessi rischi di un’idra, soprattutto se inviamo il messaggio/chat a un numero elevato di persone. Il destinatario di un messaggio/chat collettivo, se non gradisce, può lasciare facilmente la conversazione, come abbiamo già visto; il mittente, però, potrebbe avere qualche problema in più, se volesse cercare di annullare la sua azione, ritrovandosi così nei panni di “Topolino, apprendista stregone”. Non è possibile annullare un messaggio che abbiamo inviato, per cui il mittente non può stroncare all'origine il messaggio collettivo che ha inviato, col rischio di essere trattato da spammer, se molti destinatari non apprezzeranno la sua idea: se avviamo una discussione troppo grande, possiamo solo aspettare che si esaurisca da sola, dopo che tutti avranno abbandonato o archiviato la discussione.

venerdì 26 ottobre 2012

Distribuire fumetti in formato EPUB


In più articoli ho già parlato del formato EPUB e dei suoi analoghi, come il MOBI per il Kindle; in particolare, mi sono soffermato sulla realizzazione di e-book in formato EPUB con un contenuto composto principalmente, o esclusivamente, da puro testo, cioè l’esatto corrispettivo digitale di un normale romanzo. Con lo EPUB 3, il nuovo standard per questo formato (come si può capire dal numero, è la terza versione dello standard, anche se in pochi si sono accorti della seconda), il campo di azione dello EPUB è stato allargato, ammettendo anche contenuti audio e video e fornendo il modo corretto di incorporare questi elementi in un file EPUB. Se adesso è almeno teoricamente possibile creare e-book in questo formato, che contengano anche elementi multimediali come appunto i video o registrazioni audio, resta ancora aperto un altro problema, ossia quello delle immagini. Più in particolare, il problema di come realizzare un e-book composto unicamente da immagini. Un fumetto, per esempio.
Il formato EPUB supporta le immagini fin dalla sua nascita e le incorpora nella pagina attraverso tag pressoché identici a quelli utilizzati per una pagina web (volendo vivisezionarlo, un EPUB è di fatto un sito compresso, a cui è stata data la forma di libro): <img> e </img>, con tutti gli attributi che si possono specificare al loro interno. Utilizzando Sigil, ad esempio, possiamo appiccicare una immagine nel punto della pagina che vogliamo, cliccando solo una icona e senza preoccuparci di tag e altro: resta poi da vedere se l’immagine manterrà la stessa posizione e lo stesso aspetto su qualsiasi dispositivo, dato che la struttura della pagina si adatta alle dimensioni dello schermo su cui è visualizzata, ma questo è un altro problema.
Se il nostro obiettivo non è quello di inserire qualche immagine all'interno di una pagina in cui predomina il testo, ma è invece quello di realizzare pagine composte da sole immagini, allora il discorso si complica. Creare una pagina bianca e poi incollarvi le immagini una dopo l’altra, come in una sorta di pellicola cinematografica, potrebbe apparire una soluzione accettabile, ma in realtà non è una grande idea: lo EPUB è un formato fluido, non rigido come il PDF, e ciò che vedete voi non è sempre e necessariamente identico a quello che vedranno gli altri. Due lettori diversi possono visualizzare uno stesso EPUB in modo molto diverso, sia per le differenze di dimensione dello schermo, sia per il diverso modo in cui è stato codificato il lettore: esiste uno standard per il formato EPUB, ma i dispositivi che leggono gli EPUB sono ancora piuttosto lontani dalla standardizzazione.
Alla ricerca di un sistema per distribuire fumetti in formato EPUB, potremmo allora imbatterci in questo sito: https://code.google.com/p/epub-revision/. In realtà, più che un sito è un deposito di appunti e codice, ma è comunque di discreto interesse, appartenendo al gruppo di lavoro che si occupa della gestione e stesura dello standard del formato EPUB per conto dello idpf (International Digital Publishing Forum). Se in questo sito visitiamo la sezione download, troveremo tre modelli di fumetto in formato EPUB, inseriti apposta per fornire esempi di altrettante soluzioni al problema: il fumetto si chiama Haruko, è un manga molto breve in lingua originale e ne possiamo scaricare tranquillamente tutte e tre le versioni, per procedere con una bella vivisezione e scoprirne i segreti.
harukoSVG.epub è il primo modello che troviamo, procedendo dall'alto verso il basso, e ci propone una possibile risposta al problema di come infilare un fumetto in un file EPUB: utilizzare immagini JPEG “inglobate” da un documento SVG. È una buona soluzione ed è quella che io consiglierei di esaminare per prima, anche se presenta alcuni inconvenienti (almeno per i miei gusti). In questo modello, ogni pagina del fumetto è rappresentata da un documento SVG: uno per ogni pagina, il che può portare a una discreta montagna di files, a seconda delle dimensioni del fumetto, ma questo è un problema che vedremo più o meno identico in tutte e tre le soluzioni. Il documento SVG, a sua volta, contiene una immagine JPEG, che è la pagina del fumetto: grazie all'uso di un codice JavaScript, una delle novità introdotte dallo EPUB 3, la dimensione dell’immagine è adattata alla dimensione dello schermo. Il JavaScript che se ne occupa è panelmo.js e lo trovate all'interno della cartella “script”: vivisezionate pure il file, per farvi una idea di come funzioni e di come si possa riprodurre l’effetto, se decidete di utilizzarlo.

harukoJPEG.epub è il secondo modello e utilizza una struttura molto semplice: ogni pagina del fumetto è un file JPEG, cioè una normalissima immagine. La struttura dello EPUB, invece di presentarsi come una serie di documenti xhtml, si presenterà dunque come una serie di JPEG.
Struttura molto semplice, per l’appunto: una prima pagina “vera”, per introdurre l’opera, inserire titolo, nome dell’autore e altre eventuali note di copyright o edizione, dopodiché si passa a una serie di immagini. Il funzionamento è lo stesso di qualsiasi altro file EPUB, ma cambia il contenuto. Un limite di questo modello, però, è che le immagini non si ridimensionano automaticamente, ma mantengono sempre la stessa taglia, col rischio molto concreto di sforare. Anzi, diciamo pure che è una certezza, specialmente se vogliamo leggere il fumetto su dispositivi dallo schermo piccolo, come un qualsiasi smartphone.
harukoHTML.epub è il terzo modello ed è una via di mezzo semplificata dei precedenti. A ogni pagina del fumetto corrisponde una pagina in xhtml; questa pagina, a sua volta, contiene soltanto un elemento, ossia una immagine JPEG, come si può vedere qui sotto.
Rispetto al secondo modello, dunque, si aggiunge uno strato ulteriore, ossia la base xhtml che contiene l’immagine del fumetto: questa base ci permette, ad esempio, di inserire un testo che accompagni ogni immagine, ad esempio (la classica riga di testo in sovrimpressione  quando si passa col mouse sopra certe immagini), oppure di impostare una dimensione fissa per l’immagine, modificando il tag <img>. Ciò che non ci è permesso di fare, però, è di ridimensionare l’immagine in base alle dimensioni dello schermo, come accadeva col primo modello, trattandosi qui di una pagina normale e statica, senza JavaScript ad animarla. È però un buon compromesso, che chiunque può utilizzare con facilità.
Riassumendo, per adattare il formato EPUB al fumetto, ci sono proposti tre modelli: due sono statici, uno dinamico. I modelli statici sono semplici, richiedono strumenti disponibili fin dai primordi del formato EPUB, ma possono avere problemi di adattamento alle dimensioni degli schermi; per meglio dire, non si adattano proprio. Il modello dinamico, invece, ci mostra come applicare una delle novità maggiori dello EPUB 3, ossia la liberalizzazione del JavaScript,  creando così una pagina che sa adattare allo schermo anche un “rigido” JPEG; non è però semplice da utilizzare e l’idea di inserire JavaScript (o altri script) all'interno di un e-book mi disturba parecchio (ma questa è solo una mia opinione personale e ha pertanto poco valore).
Se si punta a distribuire un fumetto sul mercato degli e-reader dotati di dimensioni almeno decenti, tipo il Kindle, allora i due modelli statici possono bastare, in particolare il modello numero tre, che offre un maggiore controllo sulle immagini; se invece si vuole puntare a lettori di qualsiasi tipo e qualsiasi dimensione, allora sarà bene armarsi di tanta pazienza e affrontare il modello numero uno.