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mercoledì 24 aprile 2013

Pulire il computer con CCleaner – Aggiornamento


È passato ormai parecchio tempo dal mio primo articolo dedicato a CCleaner (oltre due anni, per essere più precisi) e, siccome nel frattempo i suoi sviluppatori non sono rimasti a guardarsi le mani, ma lo hanno aggiornato di continuo, inserendo nuove funzioni, è forse il caso di prenderlo di nuovo in esame e vedere cosa sia cambiato e come sia oggi questo programma.
Prima di tutto, presentiamolo. CCleaner è un programma di servizio, che permette di mantenere pulito il computer, almeno sui piano dei contenuti (non lo spolvera ancora al nostro posto, se è a questo che stavate pensando), ma anche di svolgere altre piccole attività legate alla gestione del computer, che normalmente richiederebbero qualche peregrinazione tra le pieghe del Pannello di Controllo di Windows. CCleaner nasce come programma per aiutare la manutenzione del sistema operativo Windows, che spesso rischia di diventare ingestibile se abbiamo la mania di installare e disinstallare nuovi programmi di continuo (il Registro di Sistema piange, ogni volta che lo fate): con una pulizia regolare, oltre a liberare spazio su disco, possiamo anche ridurre le probabilità di schermate blu e altri crash di sistema, ma anche contenere il calo progressivo di velocità, sia in fase di accensione, sia durante il resto del tempo. Precisiamo che non fa miracoli, ma una corretta igiene del computer ne allungherà l’aspettativa di vita.
Di recente, CCleaner è stato reso disponibile anche per sistemi operativi Macintosh, forse perché l’aumento degli utenti (e soprattutto degli utenti non specialisti) ha reso necessario prepararsi a una certa manutenzione anche di questi sistemi. Dubito comunque che, in futuro, ne uscirà mai anche una versione per sistemi operativi a base Linux, ma staremo a vedere. A parte questo, CCleaner è disponibile in due versioni, gratuita e a pagamento: qui ci occuperemo della versione gratuita, che è la più usata.
Ecco come si presenta, su un sistema operativo Windows:
Nella parte alta, che qui ho tagliato perché non ci interessa, sono indicate alcune informazioni generali sul programma e sul computer: versione del programma, sistema operativo del computer, tipo di processore, quantità di RAM, eccetera. Sono dati che presumibilmente dovremmo già conoscere, ma ci sono comunque ricordati, per sicurezza. La parte più interessante è quella inferiore, cioè il pannello del programma vero e proprio.
Sulla sinistra vediamo indicate quattro sezioni: Pulizia, Registro, Strumenti e Opzioni. Già dal nome, dovrebbe essere facile intuire a cosa servano, ma procederò con una spiegazione più dettagliata, soffermandomi in particolare sulle novità.
Pulizia è dove ci occupiamo della pulizia del disco fisso, ossia l’eliminazione di files temporanei, files cestinati e tutto che i vari programmi producono di continuo e che, dopo un certo periodo, può essere eliminato senza problemi (o almeno, di solito è senza problemi). Col pulsante Analizza possiamo avviare una prima scansione del sistema, con un preventivo dello spazio che può essere liberato, suddiviso per voci; il pulsante Avvia pulizia, invece, avvierà la pulizia (strano, ma vero). Questa sezione è poi volta suddivisa in due schede: Windows e Applicazioni.
Nella scheda Windows troviamo tutti quei programmi, in dotazione in un sistema operativo Windows, su cui CCleaner può agire: cliccando sul quadratino accanto a ogni voce, la possiamo selezionare o deselezionare, decidendo così se sottoporla o meno alla pulizia. Le varie voci dovrebbero essere autodescrittive, ma per il reparto “Avanzate” abbiamo anche un popup esplicativo, che appare quando selezioniamo una voce e ci avvisa di possibili “effetti collaterali”.
Nella scheda Programmi troviamo una lista di programmi che non sono di base inclusi in Windows, ma che potremmo avere installato: programmi come Firefox, Google Chrome, i vari prodotti Adobe, ma anche Windows Media Player, che non è considerato parte integrante del sistema operativo, anche se è sempre presente al suo interno. Come per la scheda precedente, ogni voce può essere selezionata o deselezionata con un click, per includerla o meno nella pulizia. Come nota a margine, segnalo che compattare il database di un browser è operazione piuttosto lenta: se la selezionate, siate pronti ad aspettare un poco più a lungo.
Registro è una sezione dedicata alla pulizia del registro di sistema di Windows, operazione molto importante, ma anche molto delicata. Anche in questo caso, possiamo selezionare le varie voci da sottoporre a scansione, ognuna corrispondente a una porzione del registro; il pulsante Trova problemi esegue una scansione delle parti di registro che abbiamo selezionato e ci elenca tutti i problemi che potrebbe aver trovato; Ripara selezionati, infine, ci permette di procedere con la riparazione dei problemi trovati, che di solito consiste nella potatura delle chiavi di registro non utilizzate. Prima di cancellarle, però, abbiamo la possibilità di salvare una copia di backup, nel caso qualcosa dovesse andare storto: è utile farlo. Per utilizzare la copia di backup, in caso di bisogno, basterà poi un doppio click sul file corrispondente, per aggiungere di nuovo al registro le chiavi contenute nella copia.
Strumenti è un’altra sezione suddivisa in cinque schede, che in parte ripetono funzioni già incluse in Windows, ma spesso nascoste nei meandri del Pannello di controllo. È il caso ad esempio della prima scheda, ossia Disinstallazione, che ci mostra una lista di tutti i programmi installati sul nostro computer: selezionando un programma dalla lista, possiamo decidere di disinstallarlo o rinominarlo.
Avvio si è evoluto parecchio nel corso della storia di CCleaner e adesso presenta una serie di sottoschede, ognuna dedicata a un particolare problema. La prima, Windows, ci mostra l’elenco di tutti i programmi eseguiti all'avvio del computer: la lentezza del computer in fase di avvio è dovuta in parte al numero di programmi che deve eseguire, per cui da qui possiamo sveltire le operazioni, disattivando quei programmi che consideriamo non essenziali. Successivamente, troviamo una o più schede dedicate ai browser in uso sul nostro computer: Internet Explorer, Firefox, Google Chrome, e così via. Per ognuno, abbiamo una lista di applicazioni o estensioni, che sono avviate all'apertura del browser e che, di conseguenza, ne possono rallentare il caricamento: anche in questo caso, possiamo attivarle o disattivarle a nostro piacere. Procedendo, arriviamo ai Processi pianificati, che sono operazioni eseguite da Windows a intervalli regolari e periodicamente, in gran parte legato alla ricerca di aggiornamenti per questo o quel programma. A chiudere, troviamo il Menu contestuale, ossia quel menu che appare quando clicchiamo su qualcosa col tasto destro del mouse: a differenza dei precedenti, dove potevamo attivare o disattivare operazioni, qui possiamo attivare o disattivare le voci del menu.
Ricerca file è una novità e ci permette di cercare files doppi nel nostro computer; per files doppi si intendono naturalmente i files identici, che potrebbero essere presenti i più copie nel nostro disco fisso, per un qualsiasi motivo.
Ripristino sistema ci mostra la lista di tutti i punti di ripristino creati dal sistema operativo (o anche da noi) nel corso della sua attività. A esclusione dell’ultimo punto di ripristino, che non possiamo toccare, tutti gli altri possono essere eliminati, se vogliamo liberare spazio: starà poi a voi decidere se eliminarli e quali eliminare.
Bonifica drive permette di spazzare tutto lo spazio vuoto presente in un disco; volendo, permette anche di spazzare tutto il disco, il che equivale a una formattazione, ma in questo caso si perderà tutto il suo contenuto. La pulizia dello spazio libero, invece, serve ad assicurarsi che i files da noi cancellati rimangano cancellati, rendendone via via più difficile il recupero (più alto è il numero di sovrascrittura e più difficile sarà recuperare qualcosa); incidentalmente, di tanto in tanto ci si può ritrovare con più spazio libero di quanto ce ne fosse in precedenza, dopo questa operazione. In linea generale, la pulizia dello spazio libero su un disco è utile per ragioni di privacy o sicurezza, ma non è una priorità se non avete problemi di questo genere.
Opzioni, infine, racchiude tutte le impostazioni di CCleaner che potete personalizzare, per adattare il programma alle vostre preferenze e necessità. Sono tutte molto descrittive e non dovrebbero dare problemi particolari di comprensione. Sempre da qui, inoltre, possiamo avviare una ricerca di aggiornamenti del programma, oppure scegliere di passare alla versione Pro di CClenaer (ossia la versione a pagamento).

domenica 26 agosto 2012

Come funziona la cache di un browser


La cartella cache di un browser e il suo funzionamento è un tema che spunta spesso nei commenti ad altri articoli, soprattutto quando si parla di pagine web che funzionano in modo anomalo, ma mi accorgo or ora di non aver mai scritto nulla di specifico a riguardo. Vedrò di rimediare.
Un browser è un programma con cui ci si collega alla Rete e si visitano siti: Internet Explorer, Firefox, Google Chrome, Safari, Opera e così via, a seconda delle preferenze. Navigando in Rete, un browser salva una copia di tutto ciò che noi visitiamo e visualizziamo: pagine, foto, video, eccetera. Queste copie sono salvate in una particolare cartella del nostro computer, ossia la cache: ne esiste una per ogni browser che utilizziamo e, se il computer è condiviso tra più utenti, ne esiste anche una per ogni utente.
A cosa serve salvare una copia delle pagine che visitiamo? Fondamentalmente, a semplificare e velocizzare le nostre visite future. Quando ci colleghiamo a una pagina, infatti, svariati files sono scaricati sul nostro computer: la pagina stessa (di solito un file HTML), le immagini contenute nella pagina, un eventuale foglio di stile che specifica come visualizzare la pagina (un file CSS), vari contenuti multimediali come video o audio (se presenti), eccetera. Questo accade perché, quando ci colleghiamo a un sito, di fatto ci stiamo collegando a un altro computer, ossia il server su cui si trova il sito; il server risponde alla nostra connessione inviandoci il materiale richiesto, ossia la pagina che vogliamo visitare. Questo materiale è scaricato nella cartella cache del nostro browser e da lì è recuperato, per mostrarcelo sullo schermo. Tutto ciò avviene dietro le quinte: dal nostro punto di vista, invece, abbiamo semplicemente aperto una pagina di un sito.
Quando torniamo a visitare quella pagina, però, il nostro browser caricherà prima di tutto i files che ha già salvato nella propria cache, invece di scaricare nuovamente ogni cosa dal server; una volta caricati questi, avrà bisogno di scaricare soltanto gli eventuali aggiornamenti che ci sono stati dopo la nostra ultima visita. Così facendo, la pagina si caricherà più in fretta, perché la maggior parte del materiale era già nel nostro computer, e il server dovrà lavorare di meno, dato che solo una piccola percentuale di materiale dovrà essere inviato al nostro computer.
La cache, dunque, contiene una copia di tutte le pagine che abbiamo visitato e di tutto ciò che era contenuto in quelle pagine. Questa situazione presenta diversi aspetti positivi: se una pagina è stata salvata nella nostra cache, potremo recuperarla e vederla anche offline, ossia senza bisogno di essere connessi alla Rete; tutte le foto e le immagini di vario genere che abbiamo visto su questo o quel sito saranno salvate in una cartella del nostro computer, da cui le potremo recuperare: i video di YouTube e di altri siti analoghi saranno stati salvati all'interno della nostra cache e li potremo recuperare da lì, se non conosciamo altri modi per scaricarli; e così via. D’altro lato, potrebbe non essere piacevole sapere che tutto ciò che abbiamo visitato si trova memorizzato nel nostro computer: anche per questo motivo, ogni browser dispone di una funzione per svuotare la cache, ossia cancellare tutto il suo contenuto.
Svuotare la cache è anche una classica misura di primo intervento, quando si verificano problemi con qualche sito. Se in un sito ci sono state modifiche alla sua struttura dopo la nostra ultima visita, e in particolare modifiche agli script (JavaScript in particolare) che lo fanno funzionare in un certo modo, è possibile che si verifichi un conflitto tra la copia della pagina salvata nella cache e la nuova versione della pagina: svuotando la cache, costringiamo il nostro browser a ricaricare da zero la pagina, scaricando tutti i files dal server, e questo è spesso sufficiente a risolvere problemi di piccola entità. Svuotare la cache è infine una misura utile per liberare spazio sul nostro disco fisso, soprattutto se non abbiamo impostato un limite di dimensione alla cartella utilizzata, e molti programmi di “pulizia”, come CCleaner, propongono lo svuotamento della cache tra le opzioni per liberare spazio. A voi decidere se ne valga la pena o meno.
La cache di un browser è una normale cartella del nostro computer ma, di solito, è una cartella a cui è piuttosto complicato accedere, perché da nessuna parte è specificato dove sia e, spesso, è inserita tra i files nascosti, se stiamo utilizzando un sistema operativo Windows. Esistono però metodi per stanarla, che variano a seconda del browser che utilizziamo: ogni browser la crea in un punto diverso, giusto per semplificare le cose.

Internet Explorer
È probabilmente il più semplice, per cui partiremo da lui. Il percorso classico per raggiungere la cartella cache è 
Strumenti -> Opzioni Internet -> Impostazioni -> Vedi files
Con alcune varianti, questo percorso è rimasto valido attraverso le varie versioni del programma. Con Internet Explorer 9, ad esempio, potrete partire cliccando sulla rotellina in alto a destra, invece che dal menu “Strumenti”.

Firefox
Semplice, ma non immediato. Scrivete nella barra degli indirizzi about:cache e si aprirà una pagina con l’indirizzo in cui si trova la cartella cache (Cache Directory) e una voce “List Cache Entries” che vi permetterà di vedere un elenco dei contenuti della cache. C’è però una brutta notizia: il contenuto della cache non è direttamente accessibile, in quanto crittografato.

Google Chrome
Complicato. Molto spesso è già difficile trovare la cartella in cui è stato installato (se utilizzate Windows, sappiate che non è nella cartella “Programmi”, come forse vi aspettavate), figuriamoci poi la cartella cache. Se avete una icona sul desktop per lanciare Chrome, oppure nel menu di avvio (o facente funzione di, a seconda del sistema operativo), allora potrete cliccare col tasto destro su quella icona, guardare le Proprietà e trovare così l’indirizzo in cui è installato Chrome: la cache, di solito, si troverà in Chrome/User Data/Default/. Anche in questo caso, però, non potrete accedere direttamente al contenuto dei files, in quanto crittografati.

Se utilizzate un sistema operativo Windows, un modo molto più semplice per accedere alla cache e aprire o salvare altrove i files contenuti, è quello di ricorrere a uno dei “CacheView” prodotti e distribuiti gratuitamente dalla NirSoft: sono programmino che non richiedono installazione e hanno il solo scopo di permettere un rapido e semplice accesso alla cache di diversi tipi di browser.
Se infine vi state chiedendo quali siano i collegamenti tra la cache di un browser e la cache di Google, sappiate che non ci sono collegamenti diretti, ma solo ideali: la cache del browser raccoglie una copia delle pagine che abbiamo visitato; la cache di Google raccoglie una copia della versione diù recente di tutte le pagine che gli spider di Google hanno visitato. In pratica, la cache di Google può essere considerata come una specie di cartella cache della intera Rete, o almeno di quelle parti della Rete che sono accessibili agli spider.

mercoledì 25 gennaio 2012

CCEnhancer, l'espansione di CCleaner

Visto che è uscito il discorso nei commenti a un altro articolo, vediamo di fornire anche una breve presentazione ufficiale di questo programma, o meglio di questa espansione.
CCleaner ormai dovrebbe essere noto agli utenti Windows: è un programma molto utile per la manutenzione del proprio computer, ma anche per sottoporlo periodicamente a una bella dieta, eliminando tutti i dati superflui che parecchie applicazioni tendono ad accumulare nella memoria, fino a sommergere ampie sezioni del disco fisso. Maggiori dettagli sul suo funzionamento, se necessario, li potete trovare nell'articolo che vi ho dedicato.
CCEnhancer, come suggerisce il nome, è una espansione non ufficiale di CCleaner, che serve ad aggiungere nuove voci al menu di CCleaner, per permettere una pulizia ancora più mirata e ad ampio raggio a chi non si accontenta delle funzioni di base. Non è ufficiale in quanto non è stata sviluppata o distribuita dalla Piriform, ossia dalla casa produttrice di CCleaner, ma si appoggia in tutto e per tutto al programma originale, modificandone il file di definizione winapp2.ini, nel quale sono contenute le indicazioni su quali settori pulire e quali programmi monitorare, per individuale i loro dati cancellabili. Per gli utenti, tutto ciò si traduce in una sequenza molto semplice di operazioni:
-scaricare CCEnhancer;
-avviarlo;
-cliccare sul pulsante “Download Latest”.

Tutto qui. Da questo momento, ogni volta che avvierete CCleaner, troverete una lista molto più lunga di voci nella sezione “Pulizia”. Le voci aggiunte da CCEnhancer sono facilmente riconoscibili, perché contrassegnate da un asterisco che le distingue dalle voci di base, e sono tutte concentrate tra le “Applicazioni”, perché è a queste che si rivolge prima di tutto CCEnhancer: le applicazioni installate successivamente sul nostro computer, come browser, programmi di grafica, player audio e video, programmi di condivisione P2P e così via. Inoltre, aggiunge anche una bella selezione di nuove voci per Windows, sempre raccolte alla fine dell’elenco delle applicazioni. Nella maggior parte dei casi, troverete molte più voci di quante ne vorreste e soprattutto di quante ne sappiate riconoscere.
A chi serve CCEnhancer? Beh, in senso stretto possiamo dire che non serve a nessuno, perché si può usare la versione normale di CCleaner e vivere felici, senza accorgersi della differenza. Gli utenti più pignoli in fatto di pulizia, o affetti dalla sindrome di Richard Stallman, meglio nota come “devo far sparire tutte le tracce della mia esistenza dal computer che utilizzo”, troveranno in CCEnhancer un pratico compagno di bisboccia, che permetterà loro un maggiore controllo su ciò che vogliono cancellare.
Data l’enorme quantità di voci extra, sarebbe un compito improbo elencarle e presentarle tutte, ma in molti casi dovreste poter capire la loro funzione analizzando il nome, con una minima conoscenza dell’inglese. Tutto ciò che contiene la parola “cache”, ad esempio, si riferisce ai dati salvati da un determinato programma, per velocizzare la successiva apertura, nonché per tenere traccia di ciò che ha fatto in precedenza: potete svuotarle periodicamente, per eliminare il superfluo, ricordando però che il programma corrispondente potrebbe apparirvi più lento, al primo utilizzo successivo. Allo stesso modo, i “logs” sono un registro dell’attività di quel programma e possono essere ripuliti periodicamente, perché tendono ad accumularsi con l’uso. In caso di dubbio, provate prima a selezionare la voce su cui siete incerti, lanciate un’analisi e poi osservatene il responso, per vedere quanto spazio permetterà di liberare e cosa andrebbe a cancellare. Se a quel punto sarete ancora sicuri di volerlo pulire, potrete procedere con la pulizia vera e propria.
Passando ad aspetti più pratici, CCEnhancer è un programma gratuito e utilizzabile soltanto da chi possiede un sistema operativo Windows. Come del resto CCleaner. Anche se nella presentazione sul sito ufficiale non è espressamente indicato, dovrebbe richiedere anche l’esistenza sul computer dell’ambiente .NET Framework, con cui è stato realizzato: siccome tutti i sistemi Windows, almeno da Vista in poi, lo possiedono preinstallato, questa condizione non dovrebbe causare problemi a nessuno.

Un aspetto non direttamente legato a CCEnhancer, ma che potreste aver notato (o forse no), è la possibilità di cancellare vecchi punti di ripristino con CCleaner. Se avete bisogno di liberare spazio, è questa la prima sezione che dovrete controllare. Da Vista in poi, Windows ha la mania di creare un nuovo punto di ripristino ogni volta che scarica e installa aggiornamenti, ma anche in molte delle occasioni in cui noi installiamo qualche nuovo programma. Iniziativa lodevole, per carità, perché ci fornisce una via di fuga in caso di problemi: basta utilizzare un punto di ripristino precedente al problema per riportare il computer a uno stato in cui il problema non esisteva. Lodevole, già, ma anche molto dispendiosa, perché ogni punto di ripristino si mangia da 400 MB fino a quasi 1 GB, a seconda di ciò che avete installato sul vostro computer. Alla lunga, quindi, può essere difficile da sostenere. Dalla sezione “Strumenti”, però, potete selezionare “Ripristino di sistema” per eliminare i punti di ripristino più vecchi, che siete certi di non aver più bisogno di utilizzare.

martedì 14 giugno 2011

Il registro di sistema di Windows

Il registro di sistema è una componente fondamentale dei sistemi operativi Windows: per intenderci, è quella che molto spesso costringe a formattare il computer e ripartire da capo, quando il contenuto si altera o si danneggia in qualsiasi modo. Il registro, infatti, è un database (cioè una banca dati) in cui sono raccolte le impostazioni dell’intero sistema operativo, da quelle relative ai componenti più basilari del computer (come il funzionamento dei driver, del kernel e così via), fino alle impostazioni dei vari programmi che abbiano installato in seguito sul computer. Tutto va a finire nel registro di sistema.
Col tempo e con l’uso, il registro tende perciò a diventare voluminoso, ma soprattutto a riempirsi di elementi ormai inutili: rami morti, insomma, che si riferiscono alle impostazioni di programmi che abbiamo in seguito disinstallato, oppure a vecchie versioni di programmi in seguito aggiornati e così via. Questa è spesso la causa di rallentamenti nelle prestazioni del computer, nonché di varie instabilità nel sistema; ma ne parleremo poi.

Struttura del registro

Il registro è costituito da due componenti: keys (chiavi) e values (valori).
Le chiavi sono grossomodo cartelle, al cui interno si trovano sottocartelle, oppure valori.
I valori sono blocchi composti da un nome e da una informazione, il cui contenuto varia a seconda del valore che stiamo considerando. Un esempio alquanto stupido, ma anche semplice, potrebbe essere questo: “ROSSO=colore corrispondente alla lunghezza d’onda X sullo spettro luminoso”. In questo caso, “ROSSO” è il nome e la parte dopo = è l’informazione riferita a quel nome. Ovviamente, i valori contengono informazioni relative al funzionamento del sistema operativo: il mio era solo un esempio, per far capire la struttura.
Esistono almeno cinque chiavi fondamentali, al cui interno è distribuita la gran parte dei valori del vostro sistema operativo, e sono:

HKEY_CLASSES_ROOT – Contiene informazioni sui programmi che avete installato, sulle varie associazioni di files (con quale programma aprire i files che presentano una determinata estensione, insomma), eccetera.

HKEY_CURRENT_CONFIG – Contiene informazioni relative alla configurazione attuale del computer, cioè quella che state usando adesso. A ogni riavvio, il contenuto di questa chiave cambia, o può cambiare, a seconda di ciò che caricherete o utilizzerete.

HKEY_CURRENT_USER – Contiene informazioni e impostazioni relative all’utente che adesso sta utilizzando il computer.

HKEY_LOCAL_MACHINE – Contiene informazioni e impostazioni specifiche del computer, come la sua configurazione e così via.

HKEY_USERS – Contiene informazioni e impostazioni di tutti gli utenti registrati sul computer. Da qui, saranno recuperate le informazioni relative all’utente attuale e inserite nella chiave relativa.

Ognuna di esse ha svariate sottochiavi, in cui sono ordinati tutti i valori del vostro sistema operativo, ma non ve le elencherò una per una: sono centinaia...
Esistono anche altre chiavi, ma queste sono le uniche che potrete vedere normalmente con l’editor del registro. Vi appariranno così:

Come vedete, ogni chiave è ramificata in una serie di sottochiavi, che compaiono tutte nella parte sinistra della finestra. sulla destra, invece, potete vedere il contenuto della chiave (o della sottochiave). Il programma per accedere al registro e modificarlo è Regedit.exe ed è presente su ogni sistema operativo Windows: per trovarlo, vi basta premere il tasto Start e poi scrivere “regedit”, nell’area di ricerca. Modificare a mano il registro, però, non è saggio, se non siete certi di quello che state facendo. Avete ottime probabilità di peggiorare le cose.

Pulizia del registro

Come abbiamo detto, è possibile accedere al registro di sistema attraverso il programma Regedit e da lì modificare o rimuovere valori e chiavi di sistema. Intendiamoci: si può, ma è pericoloso farlo. O almeno, è rischioso farlo. Potreste modificare o cancellare qualche elemento indispensabile per il computer e, in quel caso, se non avete salvato una copia di backup del registro, potreste anche essere costretti a formattare tutto. Meglio affidarsi a programmi specifici, per la manutenzione del registro.
Un ottimo programma, nonché gratuito, è CCleaner, di cui ho già parlato. Utilizzate la funzione di Pulizia Registro, per trovare i rami morti del vostro registro, salvate una copia (per precauzione) e poi procedete con la correzione degli errori.
Un altro programma che funziona bene, per quanto riguarda la manutenzione del registro, è TuneUp, che vi permetterà anche di comprimere e snellire il registro, oltre a renderlo più stabile. L’unico problema è che TuneUp è uno shareware e dunque non gratuito: potete usarlo in prova per un certo periodo, poi vi chiederà di registrarvi a pagamento. Ovvio, ci sono anche sistemi per procurarvelo non a pagamento, ma qui si andrebbe nel campo dell’illegalità, per cui lasciamo stare...

domenica 2 gennaio 2011

Pulire il computer con CCleaner

La manutenzione del proprio computer è fondamentale, se vogliamo che viva a lungo e funzioni bene.
Due sono le operazioni principali, per mantenere sano un computer: pulire e riordinare. Oltre, naturalmente, a evitare di prendersi qualche virus, ma di questo abbiamo già parlato. Partiamo dunque dalla pulizia.
Pulire il computer è importante, soprattutto se si usa un sistema operativo Windows. E mi riferisco alla pulizia del contenuto, come è ovvio: spolverare il computer è un'altra operazione importante, senza dubbio, ma per svolgerla non c'è bisogno di utilizzare programmi o di intendersi un minimo di informatica. Vediamo piuttosto come si pulisce il contenuto di un computer.
Un sistema operativo Windows ci mette a disposizione un primo strumento di pulizia del disco fisso, utile ma non sufficiente. La "Pulizia disco", a cui possiamo accedere dal menu "Proprietà" del nostro disco fisso (che di solito sarà C), ci serve infatti a liberare spazio sul disco fisso, eliminando files temporanei, contenuti del cestino e qualche anteprima salvata provvisoriamente. Si tratta dunque di svuotare, che non è la stessa cosa di pulire. Pulire un computer significa soprattutto eliminare tutte le scorie lasciate dai programmi che utilizziamo, ma anche le chiavi di registro ormai inutili, lasciate indietro da programmi disinstallati o aggiornamenti: sono queste le cose che più rallentano un computer e lo mettono a rischio, quando si accumulano troppo.
Come si puliscono queste parti?
C'è un programma fatto apposta per noi e per risolvere questo problema: CCleaner.

Sito ufficiale: http://www.piriform.com/ccleaner
Link per scaricarlo: http://www.piriform.com/ccleaner/download/standard
Link alternativo: http://www.filehippo.com/download_ccleaner

Il nome può sembrare strano, con quella doppia C iniziale, ma ha un suo motivo "storico". Nella sua prima versione, questo programma si chiamava CrapCleaner, che potremmo tradurre come "Pulicacca" e che ci spiega subito quale sia il suo scopo: ripulire il nostro computer da tutti i rifiuti che seminiamo noi, utilizzandolo, e che seminano i vari programmi che utilizziamo. In seguito, visto il successo ottenuto, il nome del programmaa è stato cambiato per renderlo più politicamente corretto, così adesso abbiamo CCleaner, dove la prima C sta per la parola censurata.
Ma lasciamo perdere le note storiche e passiamo alle cose importanti. CCleaner è un programma gratuito e disponibile anche in italiano: a prima vista, e al primo utilizzo, può sembrare un po' complicato, ma non è difficile da impostare. Dopodiché, basterà usarlo periodicamente per fare pulizia con un clic.
Ecco come ci si presenta:
A sinistra, abbiamo una colonna con quattro icone: "Pulizia", "Registro", "Strumenti" e "Opzioni".
Pulizia serve a cancellare i files temporanei lasciati da molti programmi, come Internet Explorer, Firefox, Office, gli antivirus e le varie componenti di Windows. Rispetto al programma di "Pulizia disco", pulisce molto più a fondo e libera più spazio.
Registro serve a tagliare i rami secchi nel registro di Windows: operazione fondamentale, che potrebbe risparmiarci molti errori e blocchi di Windows stesso.
Strumenti raccoglie alcune funzioni a cui possiamo accedere anche dal Pannello di Controllo di Windows, come la disinstallazione di programmi o il controllo dei programmi che si avviano in automatico quando accendiamo il computer.
Opzioni, infine, ci permette di impostare le opzioni del programma stesso, come il controllo degli aggiornamenti, la lingua e così via.

Come funziona?
Partiamo dalla "Pulizia". Selezionando questa voce, troveremo una schermata con due etichette "Windows" e "Applicazioni". L'etichetta "Windows" ci serve a selezionare cosa vogliamo e cosa non vogliamo pulire tra le componenti fondamentali del sistema operativo Windows. L'etichetta "Applicazioni", invece, ci eprmette di scegliere tra i programmi aggiuntivi, come Firefox, Chrome, i programmi Adobe, Office e tutto quello che potremmo aver installato nel nostro computer. Una precisazione: questa sezione serve a far pulizia nel lavoro dei programmi, non a disinstallare i programmi. In pratica, si tratta di svuotare cartelle temporanee, eliminare files provvisori, che si sono prodotti mentre il programma era in esecuzione, e così via. Non cancellerete nessun programma, né i file salvati.
Dopo aver selezionato tutto quello che volete selezionare, cliccate su "Analizza" e CCleaner vi fornirà una stima dello spazio che libererete e di cosa sarà cancellato. Se vi sta bene, cliccate su "Avvia Pulizia"; in caso contrario, cambiate le voci selezionate, per ottenere risultati diversi.
La sezione "Windows" è divisa in varie parti.
Internet Explorer: qui potete selezionare quali parti di IE volete ripulire. Personalmente, suggerisco di selezionare "File Temporanei Internet" e "File Index.dat", per partire, e poi aggiungere "Cookie" e "Cronologia", se volete una pulizia più approfondita, facendo sparire le tracce di quello che avete visitato su internet. Eventualmente, anche gli "Indirizzi web digitati di recente".
Esplora Risorse: è il settore dedicato ai documenti apetti di recente, di cui Windows salva più copie durante il lavoro, e altre cose temporanee; io le selezionerei tutte, tranne "Esegui (nel Menu Start)".
Sistema: qui si cancellano i files temporanei prodotti dallo stesso sistema operativo. Il mio suggerimento è di selezionare le prime voci, fino a "Segnalazione Errore Windows" inclusa, e lasciar stare le ultime quattro, per una manutenzione di routine.
Avanzate: come dice il nome stesso, toccatele solo se conoscete e riconoscete le varie voci. Se non sapete cosa sia, non selezionatela. Personalmente, suggerisco di selezionare solo la prima voce, "Vecchi dati Prefetch", mentre potete lasciar perdere il resto. Ogni volta che cercate di selezionare una di queste voci, poi, vi apparirà una finestrella con la spiegazione di cosa state per cancellare: se adesso avete cambiato idea, basterà deselezionare la voce.
La sezione "Applicazioni" è divisa a propria volta in varie parti, a seconda di cosa avete installato sul vostro computer.
Se avete più di un browser, ossia più di un programma con cui navigare in Internet, lo troverete qui, con le opzioni che avevamo già visto per Internet Explorer. Per una normale manutenzione, suggerisco di selezionare solo "Cache Internet", "Sessione" e "Compatta Database", in questo modo non rischierete di perdere le pagine visitate più spesso. Volendo, anche "Cookie" può essere selezionato, con l'avvertenza che poi sarà necessario fare di nuovo login in tutti i siti a cui siete registrati.
Seguirà poi un elenco di programmi che avete sul vostro computer: potete selezionarli tutti, in questo modo ripulirete la spazzatura che lasciano in giro per il vostro computer, mentre sono in esecuzione.

Passiamo al "Registro". Come detto, da qui si può fare pulizia nel registro di Windows. Se non sapete cosa sia il file di registro di Windows, ve lo spiegherò magari in un'altra occasione, perché sarebbe piuttosto lungo: diciamo che è un file molto particolare, in cui sono custodite tutte le impostazioni di Windows e dei programmi installati. Il cuore del vostro computer, insomma. Tenerlo pulito e in ordine è fondamentale, se volete evitare che Windows "impazzisca" spesso e volentieri.
Potete selezionare tutte le voci che trovate nella lista, con un'unica avvertenza: la seconda, ossia "Estensioni file non usate", potreste anche non selezionarla, se avete fretta. Non perché non sia importante, ma perché molto probabilmente vi ritroverete con una valanga di risultati e questo rallenterà il processo di pulizia: se avete tempo, selezionatela pure; se avete poco tempo, non selezionatela.
Cliccando poi "Trova Problemi", CCleaner eseguirà una prima scansione del vostro registro, cercando tutti i problemi nelle categorie selezionate. Completata la scansione, vi dirà quanti problemi avrà trovato: per correggerli, cliccate su "Ripara Selezionati". Prima di ripararli, però, vi chiederà se volete salvare una copia di backup: fatelo sempre. Se dovessero esesrci errori nella pulizia, con la copia di backup potrete risistemare tutto, annullando le modifiche effettuate.
Dopo aver cliccato su "Ripara Selezionati" e aver salvato la copia di backup, potrete riparare un errore alla volta, oppure ripararli tutti assieme in un colpo solo. Voi non dovrete fare nulla, non temete: il lavoro di riparazione lo farà CCleaner, a voi sarà richiesto solo di cliccare un pulsante.
Avvertenza. Se è la vostra prima pulizia del registro, vi conviene selezionare soltanto una voce alla volta, effettuare la scansione, salvare il backup e poi correggere gli errori. In questo modo, se il computer dovesse avere problemi, vi basterà ripristinare solo quella voce selezionata, invece di tutto il registro.

Negli "Strumenti" troviamo quattro voci sulla sinistra.
Disinstallazione serve a disinstallare un programma. Non l'avreste mai detto, vero? Funziona come l'equivalente che trovate nel Pannello di Controllo di Windows: selezionate il programma da disinstallare e poi cliccate "disinstalla", sulla destra.
Avvio vi mostra l'elenco di tutti i processi lanciati nel corso dell'avvio del vostro computer: più la lista è lunga, più il vostro computer impiegherà tempo ad avviarsi. Potete attivare o disattivare qualsiasi voce della lista, anche se vi sconsiglio di metterci mano, se non sapete cosa state facendo: potreste disattivare qualche componente fondamentale di un programma e scoprire poi che quel programma non parte più. Potete sempre riattivarla da qui e risolvere così il problema, certo, ma non c'è bisogno di complicarsi la vita facendo esperimenti alla cieca.
Ripristino Sistema vi serve a gestire i punti di ripristino sul vostro computer ed è uguale alla corrispondente funzione di Windows.
Bonifica Drive, infine, serve a pulire lo spazio vuoto sul disco fisso, una operazione che serve più che altro per motivi di sicurezza, nel caso abbiate dati sensibili sul vostro computer e vogliate essere sicuri che, dopo averli cancellati, siano spariti davvero. Potete ignorarla tranquillamente per la maggior parte della vostra vita. in condizioni normali, a meno che non abbiate effettivamente bisogno di pulire a fondo lo spazio libero del disco, per qualunque motivo di privacy.
Se volete utilizzarla, una sola cosa: come opzione per "Bonifica", selezionate sempre e solo "Solo spazio libero". Selezionare "Intero drive" equivale a formattare il computer, cioè cancellare TUTTO quello che si trova nella parte del computer che avete selezionato, incluso lo stesso Windows: è un po' come un tasto di autodistruzione, insomma. Meglio evitare.
Per il resto, se durante la bonifica vedrete diminuire lo spazio libero sul disco, non vi preoccupate: è normale. A mano a mano che procede con l'operazione, le parti già "pulite" saranno considerate come occupate, per distinguerle da quelle ancora da pulire  A fine operazione, tutto tornerà normale e spesso guadagnerete anzi un po' di spazio libero. Se anche a fine operazione lo spazio libero dovesse essere ridotto, allora qualcosa è andato male.

Le "Opzioni", infine, vi permettono di personalizzare il modo in cui usate CCleaner.
In gran parte sono voci intuitive, che dovreste capire già dal nome. Le uniche cose che vi suggerisco di fare sono:
Impostazioni - le prime 4 voci le potete lasciare in bianco; nel caso, selezionate solo la ricerca automatica degli aggiornamenti per il programma.
Avanzate - selezionate "Cancella file in Windows Temp solo se più vecchi di 24 ore" e "Chiedi se salvare un backup dei problemi di registro": il resto lo potete lasciare in bianco.