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lunedì 14 novembre 2011

La ricerca per immagini: Tineye e Google

La ricerca tramite immagini, come abbiamo già visto, consiste nell’utilizzare una immagine come base per effettuare una ricerca di altre immagini, nonché di pagine su cui sono state pubblicate. In altri termini, noi inseriamo una immagine nel motore di ricerca (caricandola dal nostro computer, o copiando l’indirizzo dell’immagine) e il motore di ricerca ci dirà su quali siti possiamo trovare quella stessa immagine, oppure una immagine simile (in certi casi).
A cosa può servire una ricerca di questo tipo? Può servire a soddisfare diverse esigenze, la cui importanza poi è del tutto soggettiva. Per esempio, può servire a trovare l’origine di una immagine, cercando la pagina su cui è apparsa per la prima volta. Se l’immagine fa parte di una serie, potremmo trovare il resto della serie, cercando tra le pagine su cui la foto è stata pubblicata. Inoltre, in questo periodo di caccia alle streghe del copyright, può essere molto utile per scoprire tutti i siti e le persone che hanno utilizzato una determinata immagine, se siamo talebani del copyright e vogliamo punire chiunque abbia osato condividere una immagine realizzata da noi. Infine, può servire a fornirci maggiori informazioni su una immagine, sempre cercando tra le varie pagine su cui è stata caricata.
Prima dell’ingresso di Google in questo settore, avvenuto in estate, il motore di ricerca di riferimento è stato Tineye, il quale però presenta alcune differenze rispetto al servizio offerto da Google. Osservando più in dettaglio queste, differenze, possiamo capire meglio come funzioni e quanto funzioni questo tipo di ricerca, ossia la ricerca tramite immagini.

Tineye è (era?) il motore di ricerca più usato, per localizzare una determinata immagine. Ecco come ci si presenta:

Il suo utilizzo è piuttosto semplice, così come sono piuttosto semplici anche le sue funzioni. Basta caricare una immagine dal nostro computer e lanciare la ricerca: in breve, Tineye ci dirà su quali siti appaia la nostra immagine. Tutto qui. Tineye stesso si presenta come strumento per la tutela del copyright, secondo quanto dicevo sopra, e come sua principale ragione di essere indica proprio quella di cercare tutte le pagine su cui una determinata immagine è stata usata.
Il principio di base è analogo a quello di un comune motore di ricerca: invece di cercare le pagine su cui appaiono le parole che abbiamo inserito, cerca le pagine su cui appare l’immagine che abbiamo inserito. Una ricerca per immagini, tuttavia, implica un lavoro più complesso rispetto a una semplice ricerca per parole e richiede determinate tecniche di riconoscimento dell’immagine, che per un occhio umano sono molto banali ma per un computer sono molto complicate. Non è dunque un lavoro così facile, come potrebbe sembrare, e questo spiega i risultati non sempre precisi che otteniamo.
A ogni modo, Tineye si limita a cercare copie esatte dell’immagine, per cui il processo di riconoscimento è sì fondamentale, ma non è spinto all’eccesso. Questo, semmai, succede con Google e il suo motore di ricerca per immagini.

Google è entrato nel campo della ricerca tramite immagini con l’obbiettivo di fare molto di più, rispetto ai motori di ricerca visti fino a questo momento. Il che era alquanto prevedibile, da parte del leader mondiale (o almeno occidentale) nella ricerca in Rete. Vediamo dunque cosa ha aggiunto, rispetto a motori come Tineye.
Innanzitutto, ecco come ci si presenta:

Abbiamo già parlato di come usarlo, per cui adesso parleremo meglio di come funzioni. Una volta caricata o inserita l’immagine da cercare, Google ci restituirà tutte le pagine su cui detta immagine compare. Fin qui nulla di diverso rispetto a Tineye, anche se il numero di risultati è mediamente maggiore. Ciò che Google ci offre in più è la possibilità di cercare anche immagini simili a quella che abbiamo caricato: simili sia come soggetto, sia come disposizione degli elementi. Tra le immagini che Google ci suggerisce, in fondo a una nostra ricerca, potremo dunque trovare altre foto con la spessa persona (o almeno con quella che Google interpreta come la stessa persona), oppure altre foto con la stessa ambientazione o lo stesso stile. Ed è qui che comincia la difficoltà vera e propria, rispetto alla semplice ricerca di una immagine identica.
Le reti neurali sono forse lo strumento più usato nel campo del riconoscimento delle immagini e sono uno strumento piuttosto avanzato, nel campo dell’intelligenza artificiale. Non scenderò qui nei dettagli, perché sarebbe estremamente complicato, ma mi limiterò a sottolineare una caratteristica base delle reti neurali: la capacità di apprendimento. Una rete neurale può essere allenata e può imparare a svolgere sempre meglio un determinato compito. Nel campo del riconoscimento delle immagini, più una rete neurale è allenata e più i suoi margini di errore saranno ridotti: in altri termini, col tempo e con varie prove diventerà sempre più brava a riconoscere una immagine.
Tutto questo per dire che la ricerca per immagini di Google, in teoria, dovrebbe migliorare col tempo e dare risultati sempre più vicini all’ottimale. È tutto da dimostrare che ci riesca davvero, ma personalmente l’ho trovata migliorata rispetto all’estate. Vedremo poi come proseguirà.
Un’altra opportunità offerta da Google è quella di cercare parole assieme alle immagini: basta che le scriviamo nel solito riquadro di Google, accanto all’immagine, e le due ricerche saranno incrociate, con la speranza di dare risultati più vicini a ciò che desideriamo noi. In caso di scarsi risultati, sarà Google stesso a suggerirci di aggiungere qualche parola, per descrivere meglio la nostra ricerca di immagini.

lunedì 4 luglio 2011

Ricerche per parole chiave, immagini, suoni

Dopo aver parlato in più articoli di come effettuare ricerche di vari tipi, vediamo di riassumere gli strumenti che ci possono essere di aiuto, a seconda di cosa stiamo cercando. Come ormai dovreste sapere, infatti, accanto alla semplice e tradizionale ricerca per parole chiave (che possiamo svolgere su qualsiasi motore di ricerca), esistono anche altri tipi di ricerca, basati su altri fattori: la ricerca a partire da una immagine, per esempio, oppure la ricerca a partire da un segmento musicale (beh, più o meno musicale: dipende da quanto siamo intonati...). In certi casi, poi, esistono strumenti più accurati dei tradizionali motori di ricerca, per esempio se vogliamo trovare un MP3, un album o in generale un file da scaricare (senza ricorrere a eMule o Torrent).
Ecco dunque una breve lista di risorse utili, per facilitare e sveltire le nostre ricerche. Ove possibile, ho anche inserito il link all’articolo in cui descrivo, in dettaglio, come funzioni quel tipo di ricerca.

Ricerca per parole

Il normale e tradizionale tipo di ricerca, che tutti usiamo quotidianamente: apriamo un motore di ricerca, come Google, scriviamo le parole chiave che descrivono l’argomento di nostro interesse e poi setacciamo i risultati, per trovare quello più adatto a noi. Ci sono accorgimenti per migliorare la qualità di una ricerca, per precisarla e per ottimizzarla; nel caso di Google, li ho già descritti in due articoli, parlando delle funzioni di ricerca di Google e di come ottimizzare le ricerche (sempre su Google). Vi rimando a quelle pagine, per i dettagli. Se poi siete interessati a cercare non tanto una parola, quanto una persona (o un nickname), allora potreste provare con Pipl, un motore di ricerca dedicato proprio a questo.
La ricerca per parole è la più comune ed è anche la più indicata, se siamo interessati a informazioni, testi o qualsiasi altra cosa che abbia una forma scritta. A volte, però, non siamo interessati a ottenere una informazione, ma a qualcosa di più concreto: un file da scaricare, per esempio, oppure una o più immagini, o anche un motivetto che abbiamo in testa ma a cui non sappiamo dare un nome. Se il nostro problema è di questo tipo, allora possiamo ricorrere a strumenti diversi dal classico motore di ricerca.

Ricerca di files

Se vogliamo scaricare un Mp3, oppure un programma, un video, o un file di qualsiasi tipo, Google potrebbe non essere lo strumento migliore. Possiamo dunque ricorrere alle funzioni di ricerca di un programma per la condivisione dei files, come eMule o i vari tipi di Torrent, oppure ci possiamo concentrare su un’altra risorsa, che negli ultimi tempi è diventata sempre più comune: i siti per la condivisione di files, come Mediafire, Megaupload, 4shared e mille altri.
FilesTube, allora, sarà il nostro migliore amico. Un motore di ricerca classico (alla Google, per intenderci), ma con una particolarità: non cerca tra le pagine di siti e blog, ma tra i contenuti dei siti di condivisione. Se siamo interessati, per esempio, alla canzone X, basterà cercare il titolo su FilesTube e, se qualcuno l’ha caricata su un sito di condivisione, come risultato otterremo il link da cui poterla scaricare. Un servizio molto comodo, che può accelerare le nostre ricerche. FileTram è un altro motore di ricerca per siti di condivisione, simile a FilesTube ma, al momento, con un database più piccolo tra cui cercare. Può sempre essere utile dargli una occhiata, però...

Ricerca per immagini

La nuova prateria della ricerca online è, al momento, la ricerca per immagini. In altri termini, la ricerca basata non su una o più parole chiave, ma su una immagine, presente sul nostro computer (e in questo caso la dovremo caricare sul motore di ricerca), oppure presente in un’altra pagina web (e in questo caso basterà inserire l’indirizzo dell’immagine). A cosa serve una ricerca di questo tipo? Principalmente, a trovare immagini simili a quella di partenza, oppure altre immagini in cui compaia lo stesso soggetto della foto che abbiamo inserito.
Precisiamo: è una funzione ancora molto sperimentale e spesso i risultati saranno poco utili, ma è anche una funzione destinata a crescere sia di importanza, sia di precisione nel prossimo futuro. Il riconoscimento delle immagini è un campo a cui si sta dedicando anche Facebook, che proprio di recente ha cominciato la sperimentazione di uno strumento per riconoscere e suggerire gli utenti presenti in una foto; Google ha appena presentato la sua funzione di ricerca per immagini e altri lo seguiranno. In breve, dopo aver passato anni a cercare utilizzando parole chiave, in futuro potremmo cercare usando immagini chiave.
Se siete dunque interessati a cercare immagini e foto, potete dunque provare con la ricerca per immagini di Google, oppure con altri siti analoghi, come TinEye.

Ricerca per musiche

Dopo le parole e le immagini, ecco i suoni. Se conosciamo le parole di una canzone, ma non il titolo, allora la soluzione migliore è una ricerca tradizionale con Google; se invece conosciamo il motivo di una canzone (la sua musica, insomma), ma non le parole o il titolo, allora esistono siti dedicati proprio a questo tipo di ricerca: la ricerca a partire da un frammento musicale. Anche a questo argomento ho già dedicato un articolo, parlando di come trovare una musica senza sapere il titolo.
Come per la ricerca per immagini, ci muoviamo in un campo molto sperimentale e dove non sempre i risultati saranno positivi, ma a volte potremmo ottenere una risposta ai nostri dubbi. Il primo sito di riferimento è Midomi, dove possiamo canticchiare o fischiettare un brano (della durata di almeno dieci secondi) e poi cercare la canzone che più assomiglia alla nostra interpretazione. Per usarlo, però, abbiamo bisogno di un qualche tipo di microfono collegato al computer (logicamente): una webcam può bastare, come alternativa.
Se non ce la sentiamo di cantare, possiamo sempre picchiettare il ritmo di una canzone, usando il sito SongTapper, oppure provare a suonare le note su una tastiera virtuale, utilizzando MelodyCatcher.

giovedì 23 giugno 2011

Le funzioni di ricerca di Google

Google è uno strumento che ormai utilizziamo tutti, quotidianamente, per ricerche testuali di ogni tipo, ossia per cercare parole e argomenti che ci interessano tra miliardi di pagine della Rete. Bisogna dire, però, che anche se Google fa il possibile per aiutarci, attraverso i suoi suggerimenti mentre digitiamo le parole da cercare (suggerimenti non sempre pertinenti e corretti, ma questo è un altro paio di maniche), trovare esattamente quello che cerchiamo può non essere un compito facile. Esistono però dei sistemi per migliorare e perfezionare la ricerca, aumentando così le probabilità di avere successo e ottenere risultati che rispondano alle nostre domande. Vediamo in breve quali sono.

site: serve a limitare la ricerca ai contenuti interni a un determinato sito. Per esempio, se stiamo cercando tutti gli articoli online della Gazzetta dello Sport che parlano della Juventus, possiamo scrivere su Google juventus site:gazzetta.it e nei risultati saranno presenti soltanto le pagine dal sito della Gazzetta dello Sport. Se invece lo utilizziamo assieme a un dominio, ci restituirà tutti i risultati presenti nei siti che fanno capo a quel dominio. Per esempio, juventus site:.it ci permetterà di ottenere, come  risultati, soltanto le pagine del siti italiani.

“” Le virgolette di apertura e chiusura, usate in una ricerca, servono a limitare la ricerca solo a una frase esatta, oppure solo alle pagine in cui le parole tra virgolette compaiono in quell’ordine preciso. Le possiamo inoltre utilizzare per cercare una parola scritta in modo insolito e impedire che Google ci rifili il solito “Forse volevi cercare: ”, per correggere la nostra ricerca. Basta racchiudere tra virgolette le parole che vogliamo e Google le cercherà così come sono e nell’ordine in cui sono. C’è da tenere presente, però, che Google presta già attenzione all’ordine in cui abbiamo inserito le parole da cercare e tenterà di darci risultati in base a quella logica: le virgolette servono a rafforzare questo aspetto, oppure a segnalare che una o più parole (quelle tra virgolette) vanno cercare così come sono, anche se sono sbagliate.

- Se invece inseriamo il “meno” prima di una parola, diremo a Google di escludere quella parola da risultati della nostra ricerca. Ovviamente, questo strumento ci serve per eliminare possibili ambiguità nell’argomento che cerchiamo: possiamo usarlo, ad esempio, dopo aver inserito il titolo di un’opera che esiste sia come libro che come film, per eliminare tutte le voci che si riferiscono a quello che non ci interessa. Se cerchiamo harry potter –film, dai risultati della nostra ricerca saranno escluse le pagine che parlano del film. Se lo utilizziamo in combinazione con site:, possiamo escludere tutte le pagine che appartengono a un determinato sito: recuperando l’esempio precedente, la ricerca di juventus –site:gazzetta.it escluderà dai risultati tutte le pagine del sito della Gazzetta dello Sport.

+ ha la funzione opposta rispetto a -, che abbiamo appena visto. Se l’operatore – serve a escludere una parola dalla nostra ricerca, utilizzando + possiamo chiedere a Google di darci tutti i risultati che includono quella parola. Per esempio, se cerchiamo harry potter +film, i risultati che otterremo saranno quelli relativi al film, non al libro (o almeno non solo al libro). L’operatore + può essere usato al posto delle virgolette se stiamo cercando una parola sola, ma con una grafia insolita o errata. Per esempio, se cerchiamo soccuadro, Google sicuramente ci risponderà “Forse volevi cercare: soqquadro” e poi ci rifilerà tutti i risultati per la parola corretta. Per costringerlo a cercare la parola sbagliata, invece, dovremo scrivere +soccuadro, oppure racchiuderlo tra virgolette.

* ha una funzione di jolly, in una ricerca. Se lo utilizziamo all’interno di una frase, per sostituire una parola, Google cercherà di completare la frase inserendo, al posto dell’asterisco, le parole che ritiene più pertinenti alla nostra ricerca. Per esempio, può essere molto utile quando non sappiamo quale parola inserire e speriamo che San Google faccia per noi il miracolo: se non ci ricordiamo cosa abbia scoperto Newton, possiamo scrivere Isaac Newton ha scoperto * e lasciare che sia Google a completare la frase, dicendoci nei risultati che cosa abbia scoperto Newton.

Ci sono poi altri sistemi per ottenere risultati più vicini a quello che stiamo cercando e che non richiedono l’uso di operatori di Gooogle o altri simboli strani, ma solo del nostro cervello. Se ci interessa trovare (e magari scaricare) la versione e-book di un determinato libro, otterremo risultati migliori scrivendo come ricerca il titolo dell’opera, seguita dalla parola pdf, per esempio: scrivendo il signore degli anelli pdf sarà molto più facile ottenere, tra i primi risultati, un pdf scaricabile con il libro in questione. Allo stesso modo, scrivendo il titolo di una canzone seguito dalla parola mp3, ci sarà più facile trovare la canzone che cerchiamo in un formato scaricabile. Nel caso di un album, invece, dovremo utilizzare rar oppure zip dopo il suo nome, perché sono i formati compressi in cui normalmente gli album sono caricati. Per queste ricerche, però, spesso è più conveniente utilizzare FilesTube, invece di Google.

In linea generale, nelle nostre ricerche Google cerca di capire cosa sia che ci interessa davvero e, di conseguenza, cerca di restituirci un risultato il più possibile vicino alle nostre richieste. Non sempre ci riesce, ovvio, ed è quindi importante dargli una mano, rendendo il più chiare possibili le nostre ricerche. Piuttosto che limitarci a buttare una parola e sperare in bene, è utile scrivere una domanda, o una frase, che descriva in sintesi quello che ci serve sapere. Cercando pdf ci uscirà di tutto; se ci passiamo a come convertire pdf, anche il risultato sarà più preciso; se poi scriviamo come convertire pdf online, allora siamo quasi certi che, già nella prima pagina dei risultati, ci sarà qualcosa di utile per noi.

Tutto questo si riferisce alle ricerche per parole. Come abbiamo visto, però, di recente è stato anche introdotto uno strumento di ricerca per immagini, il che aumenterà il campo e la complessità delle nostre ricerche... ma questo è un altro discorso.

lunedì 20 giugno 2011

Google e la ricerca per immagini

Da qualche giorno è attiva una nuova funzione di Google, ossia la possibilità di eseguire una ricerca attraverso una immagine. In altri termini, al posto della classica parola o frase da cercare, adesso si può inserire su Google una immagine e cercare immagini simili, oppure altre immagini in cui compaia lo stesso soggetto dell’immagine usata come base per la ricerca.
Il progetto di effettuare ricerche sulla base di immagini, e non solo sulla base di parole, esiste già da diverso tempo ed è stato tentato da più motori di ricerca, con alterne fortune. Rispetto alla ricerca per parole, infatti, una ricerca per immagini richiede un processo molto più lungo e complicato, in quanto non basta trovare testi in cui compaia la parola che noi stiamo cercando, ma bisogna prima di tutto analizzare e riconoscere l’immagine, per poi cercare una immagine uguale o simile, tra tutte quelle presenti nel Web. Molte strade sono già state sperimentate per renderla pratica e non tutte ci sono riuscite. Anzi. Per fare alcuni nomi di motori di ricerca per immagini, citeremo il fu GazoPa, Tineye e Macroglossa.
I principi su cui si basa la ricerca per immagini sono diversi. Alcuni funzionano ricercando in Rete la stessa immagine che noi abbiamo inserito e quindi ci possono dare risultati soltanto se l’immagine stessa è stata caricata in Rete da qualcuno: in questo caso, sapremo in che pagine sia possibile trovarla e questo potrebbe esserci di aiuto per raccogliere maggior informazioni sull’immagine stessa, sulla sua origine e sul suo autore. Altro metodi di ricerca prevedono la ricerca attraverso campiture di colore, l’analisi della immagine tramite un riconoscimento ottico del carattere e altre tecniche che, in sostanza, riconducono allo stesso principio: analizzare la struttura dell’immagine, il modo in cui i colori sono distribuiti (disassemblando dunque un volto o un oggetto nelle tonalità di colore che lo compongono e ne formano l’immagine) e cercare poi, tra tutte le immagini a disposizione, quelle in cui i colori sono distribuiti in modo simile o identico alla foto che stiamo cercando. Più la distribuzione dei colori sarà simile e più anche i soggetti saranno simili, almeno in teoria. Come è facile immaginare, il processo richiede tempo e un database molto ampio di immagini tra cui cercare, per dare risultati apprezzabili. A volte il risultato è effettivamente simile alla nostra immagine di partenza, a volte non lo è.
La ricerca per immagini di Google tenta di migliorare e ottimizzare questo processo, sfruttando anche la potenza di calcolo e gli algoritmi di Google stesso per rendere più efficiente la ricerca di una immagine. Dapprima raccoglie l’immagine attraverso il riconoscimento ottico del carattere, per poi lavorare sulla immagine stessa attraverso una sorta di “occhio digitale”, per migliorare il sistema di riconoscimento e poter trovare anche immagini simili alla nostra, ossia immagini in cui compaia lo stesso soggetto o un soggetto molto simile a esso. Una ricerca che, a dire la verità, per adesso non mi è sembrata poi così precisa, ma sicuramente migliorerà col tempo e con l’utilizzo.
Passando alla pratica, vediamo come si usa in concreto la ricerca per immagini di Google.
Prima di tutto, per accedere basta cliccare su “Immagini”, in alto a sinistra nella pagina iniziale di Google. Ci apparirà questa pagina:
O almeno, per adesso appare questa pagina. Non escludo che, più avanti, sarà abbellita, magari anche solo togliendo le quattro immagini di prova che compaiono in basso.
Per cercare una immagine, abbiamo tre sistemi a nostra disposizione:
  1. trascinare una immagine dal nostro computer, o da una pagina web, e rilasciarla sulla casella di ricerca di Google Immagini;
  2. cliccare sull’icona della macchina fotografica, nell’angolo destro della casella di ricerca, selezionare "Carica un'immagine" e caricare una immagine dal nostro computer;
  3. cliccare sull’icona della macchina fotografica, nell’angolo destro della casella di ricerca, selezionare “Incolla URL immagine” e inserire l’indirizzo di una immagine che si trova in Rete.

Dopodiché, lanceremo la ricerca e aspetteremo il risultato, che dovrebbe arrivare in poco tempo. Google ci fornirà una serie di immagini simili a quella che abbiamo cercato, ossia una serie di immagini che raffigurato un soggetto uguale o simile a quello che abbiamo cercato: nel caso della foto di una persona, ad esempio, potrebbe restituirci come risultato le foto di persone simili, oppure altre foto in cui la stessa persona sia riconoscibile. Oppure potremmo ottenere immagini che non c’entrano nulla con quello che stiamo cercando: è una possibilità da tenere presente. L'affidabilità di questo tipo di ricerche, infatti, tende ad aumentare di pari passo col loro utilizzo e col numero di immagini a disposizione per eseguire la ricerca. Nei primi tempi, quindi, sarà più probabile ottenere risultati strani, ma pian piano dovrebbero diventare più precisi. In teoria.

Per semplificare il processo di ricerca, poi, Google ci fornisce anche due estensioni per Google Chrome e Firefox. Una volta installate le estensioni, basterà infatti cliccare col tasto destro del mouse su una immagine, per avviare la ricerca attraverso Google; il che può anche costituire un fastidio, se volevamo solo aprire il menu contestuale per motivi differenti, ma questo è un altro paio di maniche.