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sabato 12 gennaio 2013

Come incorporare font in uno EPUB

Premessa generale: in questo articolo utilizzerò la parola “font” al maschile, in quanto mi riferisco al file in cui la rappresentazione grafica dei caratteri è contenuta, non a valigette piene di pezzetti di piombo fuso, in uso qualche secolo fa. Se siete grafici e tutto ciò vi provoca convulsioni, oppure vi ferisce nel profondo del vostro spirito, stringete i denti e sopportate coraggiosamente o, se non ci riuscite, chiudete la pagina. Detto questo, passiamo a cose più importanti.
Quando si scrive un documento con un elaboratore di testi, come Word, Writer o quel che preferite, è normale selezionare un tipo di carattere e vederlo poi mantenuto nel corso del testo. Può essere un Times New Roman, uno Arial, un Verdana, può essere il carattere preimpostato nel nostro programma o altro ancora, ma la selezione è fatta e si manterrà ogni volta che apriremo quel testo su qualsiasi computer, a condizione che su quel computer sia installato il font da noi scelto. Se non siamo sicuri che il tipo di carattere da noi scelto sia disponibile su ogni computer, spesso abbiamo la possibilità di incorporare il font, ossia di “appiccicare” al nostro testo il file che contiene il set di caratteri in uso: operazione consigliata soprattutto quando si realizzano PDF, per inciso.
Quando realizziamo uno EPUB, il discorso cambia, ma non troppo. A differenza di quanto si possa pensare, o a differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, la conversione in EPUB di un documento di testo raramente mantiene lo stesso tipo di font, che avevamo selezionato per il documento originale; anzi, di solito non lo mantiene. Possiamo dunque realizzare uno splendido testo con il carattere X, che ci soddisfa graficamente ed esteticamente, convertirlo poi in EPUB, aprirlo sul nostro lettore preferito e vedere che l’e-book usa invece il carattere Y. Normale amministrazione: il tipo di carattere del documento originario non si trasferisce automaticamente nello EPUB, ma viene tradotto con un tipo “neutro”, lasciando al lettore la possibilità di selezionare il carattere con cui rappresentare il testo.
Perché accade tutto questo? Per vari motivi. Prima di tutto, il lettore potrebbe non contenere tutti i tipi di font disponibili sul nostro elaboratore di testi. Un file di font tende a occupare parecchi MB di spazio in memoria, soprattutto se è Unicode: su un computer, questo non è solitamente un problema, dato che un disco fisso è grande a sufficienza e ha spazio da vendere; un lettore portatile, invece, ha maggiori limiti in fatto di spazio e non può concedersi il lusso di avere centinaia di font installati. Un Kindle, ad esempio, ha uno spazio effettivo in memoria poco superiore ai 3 GB, nella versione attuale: siamo parecchio lontani dalle centinaia di GB di un computer fisso. Un’altra ragione pratica è la dimensione dello schermo. Quel carattere che è così bello sul nostro schermo da venticinque pollici, e che riempie così bene la pagina, potrebbe dare risultati molto diversi sui due-tre pollici di uno smartphone. A ogni modo, il punto è questo: normalmente, in uno EPUB non è specificato il tipo di font da utilizzare, ma è lasciata libertà di scelta al dispositivo su cui sarà riprodotto, il quale potrà così impostare il carattere in base alle proprie disponibilità e alle dimensioni dello schermo.
Se vogliamo che il nostro EPUB utilizzi un certo tipo di carattere, dovremo dunque specificarlo noi stessi, al momento della creazione, e aggiungere il relativo file su cui il carattere si trova. Dovremo dunque incorporare il font e ordinare ai lettori di utilizzarlo, ogni volta che riproducono il testo. Vedremo adesso come si possa fare tutto ciò con Sigil.
Il primo passaggio è aggiungere il file di font. Come possiamo vedere, Sigil contiene una cartella dal nome “Fonts”, il cui scopo è facile da intuire. Clicchiamo col tasto destro su quella cartella, scegliamo “Aggiungi File Esistente” e cerchiamo sul nostro computer il file da aggiungere. Un file di font, almeno nei sistemi operativi Windows e Linux, è molto spesso un file TTF o OTF; dove si trovi, nel vostro computer, è un altro paio di maniche e dipende dal sistema operativo, dal modello e anche da come potreste aver deciso di modificarlo voi. Se avete Windows, per esempio, dentro la cartella “Windows” del vostro disco fisso dovreste trovare la cartella “Fonts”, che contiene appunto tutti i tipi di carattere disponibili sul vostro computer. Altri sistemi la collocheranno in altri luoghi: buona ricerca.
Una volta aggiunto il font, dovremo spiegare ai lettori come trovarlo e come utilizzarlo. Per fare questo, sarà necessario modificare il foglio di stile del nostro EPUB, ossia quel file con estensione CSS, che dovremmo trovare nella cartella “Styles”, se la creazione dello EPUB si è svolta in modo corretto. Se avete mai lavorato direttamente su pagine web, per modificarne l’aspetto, allora dovreste essere familiari col CSS; se non lo avete mai fatto, procederò con una breve spiegazione.
Un file CSS è un documento su cui sono registrate le regole da seguire, per riprodurre una pagina web: come deve essere formattato il testo, quale tipo di carattere utilizzare, quanto spazio lasciare ai bordi come margine, che dimensione devono avere i vari tipi di titolo, quanto deve rientrare il capoverso rispetto alle altre righe, che colori utilizzare, eccetera eccetera. Il CSS può anche essere inserito all'inizio di ogni pagina, volendo, ma l’uso di un file indipendente inserito nella cartella “Styles” renderà molto più felice il vostro dispositivo di lettura. A ogni modo, se vogliamo inserire un determinato carattere, dovremo descriverlo nel CSS.
Supponiamo che il nostro font sia “Esempio.otf” e che vogliamo utilizzarlo per tutte le pagine del nostro EPUB. Per prima cosa, nel file CSS dovremo dichiarare il tipo di font che sarà utilizzato, con un codice di questo tipo:
@font-face {
    font-family : Esempio;
    font-weight : normal;
    font-style: normal;
    src : url(../Fonts/Esempio.otf);
}
L’attributo “font-family” serve a dare un nome al font; questo nome ci servirà più avanti, quando indicheremo il font da utilizzare nel documento. L’attributo “src” serve a indicare il percorso per raggiungere il file: quei due puntini iniziali non sono lì per bellezza, ma fanno parte del percorso e devono essere aggiunti. Gli altri due attributi, font-weight e font-style, sono opzionali e servono nel caso dobbiamo specificare un carattere da utilizzare solo col grassetto, oppure solo col corsivo.
Adesso che abbiamo dichiarato il carattere, dovremo anche specificare dove e come deve essere usato. Per utilizzarlo ovunque nel documento, basta aggiungere un codice di questo tipo:
body {
    font-family: "Esempio", serif;
}
Questa riga dice che, per la parte di documento all'interno del tag <body> (ossia tutto il documento), dovrà essere utilizzato il font “Esempio” (il font-family da inserire qui è lo stesso che abbiamo utilizzato poco prima, per definire il carattere). Quel “serif”, invece, indica cosa bisogna fare, se il lettore non supporta l’uso di font incorporati: in questo caso, il lettore dovrà utilizzare il tipo di carattere che, nella sua memoria, possiede l’attributo “serif”. Noi non sappiamo quale sia, ma ce n’è sempre almeno uno e così abbiamo preparato una “scappatoia”, in caso di problemi di caricamento.
A titolo di esempio, potete scaricare qui un modello di EPUB con font incorporato, giusto per vedere come funzioni in concreto: non è nulla di interessante, giusto un paio di frasi per dare una dimostrazione di font incorporato correttamente. Siete liberi di sventrarlo e vivisezionarlo come preferite.

venerdì 26 ottobre 2012

Distribuire fumetti in formato EPUB


In più articoli ho già parlato del formato EPUB e dei suoi analoghi, come il MOBI per il Kindle; in particolare, mi sono soffermato sulla realizzazione di e-book in formato EPUB con un contenuto composto principalmente, o esclusivamente, da puro testo, cioè l’esatto corrispettivo digitale di un normale romanzo. Con lo EPUB 3, il nuovo standard per questo formato (come si può capire dal numero, è la terza versione dello standard, anche se in pochi si sono accorti della seconda), il campo di azione dello EPUB è stato allargato, ammettendo anche contenuti audio e video e fornendo il modo corretto di incorporare questi elementi in un file EPUB. Se adesso è almeno teoricamente possibile creare e-book in questo formato, che contengano anche elementi multimediali come appunto i video o registrazioni audio, resta ancora aperto un altro problema, ossia quello delle immagini. Più in particolare, il problema di come realizzare un e-book composto unicamente da immagini. Un fumetto, per esempio.
Il formato EPUB supporta le immagini fin dalla sua nascita e le incorpora nella pagina attraverso tag pressoché identici a quelli utilizzati per una pagina web (volendo vivisezionarlo, un EPUB è di fatto un sito compresso, a cui è stata data la forma di libro): <img> e </img>, con tutti gli attributi che si possono specificare al loro interno. Utilizzando Sigil, ad esempio, possiamo appiccicare una immagine nel punto della pagina che vogliamo, cliccando solo una icona e senza preoccuparci di tag e altro: resta poi da vedere se l’immagine manterrà la stessa posizione e lo stesso aspetto su qualsiasi dispositivo, dato che la struttura della pagina si adatta alle dimensioni dello schermo su cui è visualizzata, ma questo è un altro problema.
Se il nostro obiettivo non è quello di inserire qualche immagine all'interno di una pagina in cui predomina il testo, ma è invece quello di realizzare pagine composte da sole immagini, allora il discorso si complica. Creare una pagina bianca e poi incollarvi le immagini una dopo l’altra, come in una sorta di pellicola cinematografica, potrebbe apparire una soluzione accettabile, ma in realtà non è una grande idea: lo EPUB è un formato fluido, non rigido come il PDF, e ciò che vedete voi non è sempre e necessariamente identico a quello che vedranno gli altri. Due lettori diversi possono visualizzare uno stesso EPUB in modo molto diverso, sia per le differenze di dimensione dello schermo, sia per il diverso modo in cui è stato codificato il lettore: esiste uno standard per il formato EPUB, ma i dispositivi che leggono gli EPUB sono ancora piuttosto lontani dalla standardizzazione.
Alla ricerca di un sistema per distribuire fumetti in formato EPUB, potremmo allora imbatterci in questo sito: https://code.google.com/p/epub-revision/. In realtà, più che un sito è un deposito di appunti e codice, ma è comunque di discreto interesse, appartenendo al gruppo di lavoro che si occupa della gestione e stesura dello standard del formato EPUB per conto dello idpf (International Digital Publishing Forum). Se in questo sito visitiamo la sezione download, troveremo tre modelli di fumetto in formato EPUB, inseriti apposta per fornire esempi di altrettante soluzioni al problema: il fumetto si chiama Haruko, è un manga molto breve in lingua originale e ne possiamo scaricare tranquillamente tutte e tre le versioni, per procedere con una bella vivisezione e scoprirne i segreti.
harukoSVG.epub è il primo modello che troviamo, procedendo dall'alto verso il basso, e ci propone una possibile risposta al problema di come infilare un fumetto in un file EPUB: utilizzare immagini JPEG “inglobate” da un documento SVG. È una buona soluzione ed è quella che io consiglierei di esaminare per prima, anche se presenta alcuni inconvenienti (almeno per i miei gusti). In questo modello, ogni pagina del fumetto è rappresentata da un documento SVG: uno per ogni pagina, il che può portare a una discreta montagna di files, a seconda delle dimensioni del fumetto, ma questo è un problema che vedremo più o meno identico in tutte e tre le soluzioni. Il documento SVG, a sua volta, contiene una immagine JPEG, che è la pagina del fumetto: grazie all'uso di un codice JavaScript, una delle novità introdotte dallo EPUB 3, la dimensione dell’immagine è adattata alla dimensione dello schermo. Il JavaScript che se ne occupa è panelmo.js e lo trovate all'interno della cartella “script”: vivisezionate pure il file, per farvi una idea di come funzioni e di come si possa riprodurre l’effetto, se decidete di utilizzarlo.

harukoJPEG.epub è il secondo modello e utilizza una struttura molto semplice: ogni pagina del fumetto è un file JPEG, cioè una normalissima immagine. La struttura dello EPUB, invece di presentarsi come una serie di documenti xhtml, si presenterà dunque come una serie di JPEG.
Struttura molto semplice, per l’appunto: una prima pagina “vera”, per introdurre l’opera, inserire titolo, nome dell’autore e altre eventuali note di copyright o edizione, dopodiché si passa a una serie di immagini. Il funzionamento è lo stesso di qualsiasi altro file EPUB, ma cambia il contenuto. Un limite di questo modello, però, è che le immagini non si ridimensionano automaticamente, ma mantengono sempre la stessa taglia, col rischio molto concreto di sforare. Anzi, diciamo pure che è una certezza, specialmente se vogliamo leggere il fumetto su dispositivi dallo schermo piccolo, come un qualsiasi smartphone.
harukoHTML.epub è il terzo modello ed è una via di mezzo semplificata dei precedenti. A ogni pagina del fumetto corrisponde una pagina in xhtml; questa pagina, a sua volta, contiene soltanto un elemento, ossia una immagine JPEG, come si può vedere qui sotto.
Rispetto al secondo modello, dunque, si aggiunge uno strato ulteriore, ossia la base xhtml che contiene l’immagine del fumetto: questa base ci permette, ad esempio, di inserire un testo che accompagni ogni immagine, ad esempio (la classica riga di testo in sovrimpressione  quando si passa col mouse sopra certe immagini), oppure di impostare una dimensione fissa per l’immagine, modificando il tag <img>. Ciò che non ci è permesso di fare, però, è di ridimensionare l’immagine in base alle dimensioni dello schermo, come accadeva col primo modello, trattandosi qui di una pagina normale e statica, senza JavaScript ad animarla. È però un buon compromesso, che chiunque può utilizzare con facilità.
Riassumendo, per adattare il formato EPUB al fumetto, ci sono proposti tre modelli: due sono statici, uno dinamico. I modelli statici sono semplici, richiedono strumenti disponibili fin dai primordi del formato EPUB, ma possono avere problemi di adattamento alle dimensioni degli schermi; per meglio dire, non si adattano proprio. Il modello dinamico, invece, ci mostra come applicare una delle novità maggiori dello EPUB 3, ossia la liberalizzazione del JavaScript,  creando così una pagina che sa adattare allo schermo anche un “rigido” JPEG; non è però semplice da utilizzare e l’idea di inserire JavaScript (o altri script) all'interno di un e-book mi disturba parecchio (ma questa è solo una mia opinione personale e ha pertanto poco valore).
Se si punta a distribuire un fumetto sul mercato degli e-reader dotati di dimensioni almeno decenti, tipo il Kindle, allora i due modelli statici possono bastare, in particolare il modello numero tre, che offre un maggiore controllo sulle immagini; se invece si vuole puntare a lettori di qualsiasi tipo e qualsiasi dimensione, allora sarà bene armarsi di tanta pazienza e affrontare il modello numero uno.

mercoledì 8 agosto 2012

Leggere e creare ebook con Calibre (aggiornato)

Avevo già scritto un articolo su Calibre, presentandone l’aspetto, le funzioni e aggiungendo una breve spiegazione su come usarlo per convertire testi digitali da un formato all’altro. Per la precisione, lo avevo scritto più di un anno fa. Considerato però che lo sviluppo di Calibre procede a velocità ben più elevate di un treno italiano, e che il suo sviluppatore, Kovid Goyal, ha rilasciato giusto all’inizio del mese la versione 0.8.63, forse sarà opportuno procedere con un aggiornamento del testo, giusto per non restare indietro.


Come potere vedere dall’immagine soprastante, l’aspetto di Calibre non è cambiato molto, il che è un bene: non ci sono problemi di adattamento visivo, per inseguire le nuove scelte grafiche del designer di turno, e questo è sempre un aspetto positivo. Ci sono però diversi cambiamenti nel motore, cioè nel luogo in cui è opportuno che siano i cambiamenti, ma a questi accenneremo poi.
Calibre è disponibile in lingua italiana ed è ricco di annotazioni che spiegano in breve lo scopo di ogni pulsante, al passaggio del mouse: il suo utilizzo dovrebbe quindi essere alla portata di tutti, dato che basta saper leggere l’italiano. Cliccando poi sulla freccia che troviamo accanto a ogni icona principale, nel menu in alto, potremo visualizzare tutte le altre opzioni connesse a quella icona, oltre alla principale.
Aggiungi libri permette di importare nuovi e-books, oppure nuovi files che vogliamo convertire in un qualche formato e-book. Le varie opzioni supplementari ci permettono di precisare come vogliamo importare i files, ma in linea di massima otterremo sempre lo stesso risultato: il file selezionato sarà aggiunto alla biblioteca di Calibre e comparirà nella parte centrale della finestra. il primo file, o libro, comparirà anche in un’anteprima nella colonna di destra, che includerà sia la copertina (ammesso che ne abbia una), sia i vari formati in cui possiamo leggere quel libro. Se vogliamo altri formati, basterà convertirlo, come vedremo poi. I formati che possiamo importare con Calibre, e successivamente aprire e leggere, sono parecchi: si va da classici formati da e-book, come lo Epub e il MOBI, al PDF, al DOC/DOCX, fino allo HTML e al semplice TXT. Diciamo che dovreste poter importare più o meno qualsiasi formato di testo.
Modifica metadati, con le sue varie opzioni supplementari, ci permette di modificare le informazioni per il libro che abbiamo selezionato nella parte centrale della finestra: potremo così aggiungere o modificare il titolo, il nome dell’autore, l’immagine di copertina, il codice ISBN, la data di pubblicazione, eccetera. Se useremo Calibre soltanto per organizzare la nostra biblioteca, come una sorta di iTunes per libri (molti utenti lo considerano così), allora la modifica dei metadati ci servirà soltanto per migliorare la catalogazione dei testi; se invece vogliamo usare Calibre per realizzare un e-book, allora la modifica dei metadati sarà un passaggio obbligato, prima di procedere con la conversione.
Converti libri serve appunto a convertire da un formato all’altro un qualsiasi file importato in Calibre. All'interno di Calibre, il formato in cui il testo si trova ha importanza secondaria, dato che il lettore di cui è fornito riesce ad aprirli tutti (anche se non necessariamente bene e in modo esteticamente soddisfacente); se però volete trasferire un libro su un lettore esterno, come ad esempio un Kindle, allora la conversione potrebbe essere fondamentale, per ottenere un formato che sia accettato dal vostro dispositivo di destinazione. Nel caso di un Kindle, ad esempio, potreste ritrovarvi a utilizzare spesso questa funzione, per convertire un e-book dal formato EPUB (non supportato dal Kindle) al formato MOBI (supportato dal Kindle). Il processo di conversione presenta parecchie opzioni, che però non sono cambiate: la spiegazione che avevo fornito in precedenza rimane dunque ancora valida. Dovrebbe però essere possibile ottenere risultati migliori da formati che, finora, erano risultati alquanto ostici da convertire.
Leggi ci permette di leggere un e-book, utilizzando il lettore interno di Calibre. Per leggere un libro, basta selezionarlo nella parte centrale della finestra e poi cliccare questo pulsante, oppure cliccare sul formato che vogliamo aprire nella colonna di destra della pagina: il risultato sarà lo stesso. Il lettore interno potrebbe non essere il sistema migliore per leggere un libro, dato il suo aspetto scabro ed essenziale, ma di sicuro è uno strumento comodo per aprire parecchi formati, senza bisogno di scaricarsi mille programmino diversi. Va anche bene per farsi una prima idea sul risultato di una nostra conversione e, se non ci soddisfa, ripeterla senza bisogno di uscire da Calibre.
Prendi libri ci permette di cercare libri su svariati negozi online e siti “biblioteca”, cercando per autore, titolo, libro e negozio; ci fornisce anche informazioni di massima sul tipo di protezione (o di limitazione, a seconda dei punti di vista) che quel negozio potrebbe apporre ai propri e-books. È da segnalare la presenza del Progetto Gutenberg, tra i “negozi” su cui possiamo cercare: lì potrete essere certi di non avere problemi di DRM e di non dover pagare, perché tutti i testi sono forniti liberamente e gratuitamente.
L’inquietante icona a forma di cuore, che comincia a pulsare se vi passiamo sopra il puntatore del mouse, serve a effettuare donazioni a favore di Calibre e del suo sviluppatore, se vogliamo. Se non ci interessa, possiamo ignorarla e vivere felici lo stesso.
Scarica notizie ci permette di ricevere una sorta di rassegna stampa da uno o più siti di nostra preferenza. Cliccando su questa icona, si aprirà una nuova finestra, dove potremo consultare una lista di fonti, in base alla lingua o al paese: un doppio click sulla lingua che ci interessa ed ecco che avremo l’elenco di tutte le fonti giornalistiche (beh, il termine è qui utilizzato in senso molto ampio, stiracchiandolo per tutte le sue estremità) disponibili per quella lingua. Se proviamo a guardare tra le fonti italiane, che sono 51 in questo momento, troveremo sia siti di quotidiani nazionali, sia siti di agenzie stampa (tipo l’ANSA), sia siti di altre entità non ben definibili, ma che possono anche essere considerate fonti di notizie, a seconda delle proprie convinzioni e dei propri gusti.
Aiuto ci aprirà il manuale di Calibre, che potremo consultare se siamo persi e non sappiamo come proseguire. Da sottolineare che il manuale è online, per cui è necessaria una connessione attiva, per poter utilizzare questa opzione.
Rimuovi libri ci permettere di togliere un libro dalla biblioteca di Calibre: questo non lo eliminerà dal computer, o almeno non necessariamente, ma lo toglierà dalla sezione centrale della finestra. Considerato però che questa funzione cancellerà la sottocartella relativa a quel libro, che si trova all’interno della cartella Calibre, questo potrebbe essere sufficiente a rimuovere il libro anche dal nostro computer, se non ne avevamo salvata una copia altrove. Di conseguenza, è opportuno fare attenzione prima di rimuovere qualcosa.
Il pulsante successivo, X libri (dove X sta per il numero di libri importati su Calibre), ci permette di trovare la biblioteca di Calibre, ossia la cartella “Calibre” che è stata creata da qualche parte nel nostro computer, al momento dell’istallazione, ed eventualmente di spostarla.
Salva su disco ci permette di salvare in un’altra sezione del nostro computer il libro che abbiamo selezionato: usato in combinazione col pulsante “Rimuovi”, può essere utile per salvare un e-book in una cartella diversa del computer, prima di toglierlo dalla biblioteca di Calibre.
Connetti/Condividi, come dice il nome, ci permette appunto di connetterci ad altri dispositivi e condividere cartelle o singoli libri. Tra le sue opzioni c’è anche quella di connettersi a iTunes, che può tornare comoda per collegare Calibre a dispositivi che utilizzano questo programma. Inoltre, è anche possibile condividere libri via e-mail.
Preferenze, infine, ci offe alcune opzioni per personalizzare Calibre, installando ad esempio nuovi plugin, oppure per risolvere eventuali problemi: da qui possiamo riavviare il programma in modalità debug, ad esempio, oppure lanciare un classico “wizard” che ci guiderà lungo le prime impostazioni di Calibre.

Le novità introdotte dalle ultime versioni, come dicevo, si trovano in gran parte sotto il cofano e non sono dunque visibili dall'esterno: miglioramenti a quasi tutte le funzioni di base, insomma, oltre che alla grafica del lettore interno. Degna di nota, però, è la possibilità di eseguire piccole modifiche ai libri in formato EPUB, disponibile cliccando col tasto destro del mouse sopra a un libro e selezionando "Ottimizza libro": sia chiaro, Sigil è tutta un'altra cosa, ma se vogliamo soltanto eseguire livevi correzioni, allora potrebbe essere sufficiente.