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lunedì 13 agosto 2012

Cosa sono i files CHM

Sotto l’etichetta generica di e-book possono essere raccolti svariati tipi di files, a seconda delle proprie convinzioni personali e di ciò che siamo disposti a considerare come “libro”: alcuni scelgono di restringere il termine ai soli formati che abbiano un’aria sufficientemente libresca, come lo Epub, il MOBI e il PDF; altri preferiscono intendere il termine nella sua accezione più ampia e includono negli e-books qualsiasi testo scritto in formato digitale, a partire dal più semplice dei TXT prodotti da un Blocco Note. Questione di gusti e di convinzioni personali, appunto: il minimo comune multiplo è che sia scritto e in formato digitale. Il formato CHM si colloca appunto nella fascia grigia tra lo e-book fatto e finito, con tanto di copertina, indice, eccetera, e il file di testo puro e semplice: alcuni lo considereranno un formato per e-book, altri non lo riterranno degni. Qualunque sia la vostra scuola di pensiero, vi converrà sapere almeno cosa fare quando ve ne troverete davanti uno, dato che ha conosciuto una discreta diffusione in passato ed è tuttora utilizzato in molti contesti.
Il formato CHM è un formato proprietario, realizzato dalla Microsoft una quindicina di anni fa: ha visto la luce più o meno ai tempi di Windows 98, per intenderci. Nonostante questa sua origine “chiusa”, però, il formato CHM è stato allegramente vivisezionato e la sua struttura interna ormai è ben nota: per questo motivo vi capiterà di trovarlo anche in contesti che non hanno nulla a che fare con la Microsoft e con Windows, come alternativa a formati più rigidi, tipo il PDF. Anche il suo campo di azione si è allargato col tempo: se alla nascita era stato destinato alla realizzazione delle guide per i vari programmi (i vari files di “aiuto” che trovate per quasi tutti i programmi destinati all’uso su sistemi operativi Windows, per esempio), adesso è utilizzato per distribuire qualsiasi tipo di testo, libri inclusi.
Qui sopra potete vedere un esempio di file CHM: probabilmente ne avrete già incontrato almeno uno, nel corso della vostra vita al computer. Come potete notare, un file CHM dispone sia di un indice, nel riquadro di sinistra, sia di varie altre funzioni per modificare la visualizzazione del testo, che lo portano molto vicino ai normali lettori per e-books. Non solo: se andiamo a guardare sotto la pelle di un CHM, troveremo molte altre somiglianze con formati quali lo Epub e il MOBI, tanto che possiamo pensarlo come uno zio o un cugino dei formati e-book più diffusi oggi.
Un file CHM, infatti, è fondamentalmente una raccolta di files HTML rilegati assieme. Si prendono i vari capitoli del nostro testo in formato HTML, li si raccoglie assieme, si compila un indice coi link alle varie sezioni dei vari capitoli e poi si comprime il tutto: ecco realizzato un CHM. Se ricordiamo quale sia la struttura di uno Epub, vedremo che la differenza non è molta. È anche facile capire la comodità di un formato dinamico come questo, rispetto alla rigidità di un PDF: come i formati e-book più famosi oggi, si tratta sempre di “sito compresso”, che può modificare il proprio aspetto per adattarsi alla dimensione dello schermo.
Per aprire un file CHM esistono diversi sistemi. Se utilizzate un sistema operativo Windows, avrete già a disposizione tutti gli strumenti che vi servono: nella maggior parte dei casi basterà un doppio click sull’icona del file e si aprirà da solo. I files CHM scaricati dalla Rete, però, potrebbero darvi qualche problema: una volta aperti, può capitare che non vediate il testo normale, ma il classico messaggio di “pagina non trovata”, proprio come succede quando non riuscite a collegarvi a un sito. È una misura di sicurezza, utilizzata spesso da Windows. Se vi succede, cliccate col tasto destro del mouse sull’icona del file, selezionate la voce “Proprietà” dal menu contestuale e scegliete di “sbloccare” il file.
Altra cosa che potete fare coi files CHM, sempre in ambito Windows, è decomprimerli, ossia “smontare” il file ed estrarre tutte le pagine HTML di cui è composto: questa operazione, di solito, risolve qualsiasi problema di lettura dovreste avere, se proprio quel CHM on piace al vostro computer. Per smontare un CHM, dovrete passare dal celeberrimo “prompt dei comandi”, noto anche come “linea di comando” o con altri nomi: qualcosa che, probabilmente, molti utenti Windows non avranno mai fatto in vita loro, a meno che non siano vissuti nei tempi eroici in cui Windows girava ancora su DOS. Dopo aver cercato e avviato il programma cmd dal menu di avvio di Windows, dovrete digitare questo comando:
hh.exe –decompile destinazione nome_file.chm
Al posto di “destinazione” dovrete inserire nome e indirizzo della cartella in cui salvare le varie pagine HTML, una volta estratte dal file CHM; al posto di “nome_file.chm”, invece, dovrete inserire nomee  indirizzo del file CHM. Gli indirizzi del file e della cartella saranno qualcosa del tipo c:\Users\Tizio\Documents eccetera, a seconda di dove avete salvato il file originale e dove volete salvare il suo contenuto. Non lasciate spazi vuoti nel nome del file o nel nome della cartella.
Questa soluzione potrebbe risultare indigesta a molti di voi, oltre che difficile per chi utilizza un altro sistema operativo. Soluzioni alternative, che funzionano sia su Windows, sia su Linux, sia altrove, richiedono l’utilizzo di programmi esterni. Firefox, ad esempio, ci mette a disposizione una estensione per aprire i file CHM, ossia CHM Reader, che aggiungerà una voce “Apri files CHM” al menu di Firefox: potremo così aprire qualsiasi file CHM all’interno di Firefox e leggerlo da lì, proprio come faremmo con gli strumenti forniti da Windows.
Altra possibilità è quella di convertire un file CHM in un altro formato di nostra preferenza, utilizzando Calibre. Fra gli svariati formati che Calibre supporta, infatti, è incluso anche il CHM: basterà così aggiungere il file CHM a Calibre, scegliere di convertirlo e poi selezionare il formato di destinazione, che potrebbe essere uno Epub (per quasi tutti i lettori di e-book), un MOBI (per il Kindle), oppure altri ancora. Come per ogni conversione, non è garantito che il risultato sia allo stesso livello qualitativo dell’originale, ma di solito è sufficientemente buono da non badare alle differenze, almeno nei files di solo testo.

mercoledì 8 agosto 2012

Leggere e creare ebook con Calibre (aggiornato)

Avevo già scritto un articolo su Calibre, presentandone l’aspetto, le funzioni e aggiungendo una breve spiegazione su come usarlo per convertire testi digitali da un formato all’altro. Per la precisione, lo avevo scritto più di un anno fa. Considerato però che lo sviluppo di Calibre procede a velocità ben più elevate di un treno italiano, e che il suo sviluppatore, Kovid Goyal, ha rilasciato giusto all’inizio del mese la versione 0.8.63, forse sarà opportuno procedere con un aggiornamento del testo, giusto per non restare indietro.


Come potere vedere dall’immagine soprastante, l’aspetto di Calibre non è cambiato molto, il che è un bene: non ci sono problemi di adattamento visivo, per inseguire le nuove scelte grafiche del designer di turno, e questo è sempre un aspetto positivo. Ci sono però diversi cambiamenti nel motore, cioè nel luogo in cui è opportuno che siano i cambiamenti, ma a questi accenneremo poi.
Calibre è disponibile in lingua italiana ed è ricco di annotazioni che spiegano in breve lo scopo di ogni pulsante, al passaggio del mouse: il suo utilizzo dovrebbe quindi essere alla portata di tutti, dato che basta saper leggere l’italiano. Cliccando poi sulla freccia che troviamo accanto a ogni icona principale, nel menu in alto, potremo visualizzare tutte le altre opzioni connesse a quella icona, oltre alla principale.
Aggiungi libri permette di importare nuovi e-books, oppure nuovi files che vogliamo convertire in un qualche formato e-book. Le varie opzioni supplementari ci permettono di precisare come vogliamo importare i files, ma in linea di massima otterremo sempre lo stesso risultato: il file selezionato sarà aggiunto alla biblioteca di Calibre e comparirà nella parte centrale della finestra. il primo file, o libro, comparirà anche in un’anteprima nella colonna di destra, che includerà sia la copertina (ammesso che ne abbia una), sia i vari formati in cui possiamo leggere quel libro. Se vogliamo altri formati, basterà convertirlo, come vedremo poi. I formati che possiamo importare con Calibre, e successivamente aprire e leggere, sono parecchi: si va da classici formati da e-book, come lo Epub e il MOBI, al PDF, al DOC/DOCX, fino allo HTML e al semplice TXT. Diciamo che dovreste poter importare più o meno qualsiasi formato di testo.
Modifica metadati, con le sue varie opzioni supplementari, ci permette di modificare le informazioni per il libro che abbiamo selezionato nella parte centrale della finestra: potremo così aggiungere o modificare il titolo, il nome dell’autore, l’immagine di copertina, il codice ISBN, la data di pubblicazione, eccetera. Se useremo Calibre soltanto per organizzare la nostra biblioteca, come una sorta di iTunes per libri (molti utenti lo considerano così), allora la modifica dei metadati ci servirà soltanto per migliorare la catalogazione dei testi; se invece vogliamo usare Calibre per realizzare un e-book, allora la modifica dei metadati sarà un passaggio obbligato, prima di procedere con la conversione.
Converti libri serve appunto a convertire da un formato all’altro un qualsiasi file importato in Calibre. All'interno di Calibre, il formato in cui il testo si trova ha importanza secondaria, dato che il lettore di cui è fornito riesce ad aprirli tutti (anche se non necessariamente bene e in modo esteticamente soddisfacente); se però volete trasferire un libro su un lettore esterno, come ad esempio un Kindle, allora la conversione potrebbe essere fondamentale, per ottenere un formato che sia accettato dal vostro dispositivo di destinazione. Nel caso di un Kindle, ad esempio, potreste ritrovarvi a utilizzare spesso questa funzione, per convertire un e-book dal formato EPUB (non supportato dal Kindle) al formato MOBI (supportato dal Kindle). Il processo di conversione presenta parecchie opzioni, che però non sono cambiate: la spiegazione che avevo fornito in precedenza rimane dunque ancora valida. Dovrebbe però essere possibile ottenere risultati migliori da formati che, finora, erano risultati alquanto ostici da convertire.
Leggi ci permette di leggere un e-book, utilizzando il lettore interno di Calibre. Per leggere un libro, basta selezionarlo nella parte centrale della finestra e poi cliccare questo pulsante, oppure cliccare sul formato che vogliamo aprire nella colonna di destra della pagina: il risultato sarà lo stesso. Il lettore interno potrebbe non essere il sistema migliore per leggere un libro, dato il suo aspetto scabro ed essenziale, ma di sicuro è uno strumento comodo per aprire parecchi formati, senza bisogno di scaricarsi mille programmino diversi. Va anche bene per farsi una prima idea sul risultato di una nostra conversione e, se non ci soddisfa, ripeterla senza bisogno di uscire da Calibre.
Prendi libri ci permette di cercare libri su svariati negozi online e siti “biblioteca”, cercando per autore, titolo, libro e negozio; ci fornisce anche informazioni di massima sul tipo di protezione (o di limitazione, a seconda dei punti di vista) che quel negozio potrebbe apporre ai propri e-books. È da segnalare la presenza del Progetto Gutenberg, tra i “negozi” su cui possiamo cercare: lì potrete essere certi di non avere problemi di DRM e di non dover pagare, perché tutti i testi sono forniti liberamente e gratuitamente.
L’inquietante icona a forma di cuore, che comincia a pulsare se vi passiamo sopra il puntatore del mouse, serve a effettuare donazioni a favore di Calibre e del suo sviluppatore, se vogliamo. Se non ci interessa, possiamo ignorarla e vivere felici lo stesso.
Scarica notizie ci permette di ricevere una sorta di rassegna stampa da uno o più siti di nostra preferenza. Cliccando su questa icona, si aprirà una nuova finestra, dove potremo consultare una lista di fonti, in base alla lingua o al paese: un doppio click sulla lingua che ci interessa ed ecco che avremo l’elenco di tutte le fonti giornalistiche (beh, il termine è qui utilizzato in senso molto ampio, stiracchiandolo per tutte le sue estremità) disponibili per quella lingua. Se proviamo a guardare tra le fonti italiane, che sono 51 in questo momento, troveremo sia siti di quotidiani nazionali, sia siti di agenzie stampa (tipo l’ANSA), sia siti di altre entità non ben definibili, ma che possono anche essere considerate fonti di notizie, a seconda delle proprie convinzioni e dei propri gusti.
Aiuto ci aprirà il manuale di Calibre, che potremo consultare se siamo persi e non sappiamo come proseguire. Da sottolineare che il manuale è online, per cui è necessaria una connessione attiva, per poter utilizzare questa opzione.
Rimuovi libri ci permettere di togliere un libro dalla biblioteca di Calibre: questo non lo eliminerà dal computer, o almeno non necessariamente, ma lo toglierà dalla sezione centrale della finestra. Considerato però che questa funzione cancellerà la sottocartella relativa a quel libro, che si trova all’interno della cartella Calibre, questo potrebbe essere sufficiente a rimuovere il libro anche dal nostro computer, se non ne avevamo salvata una copia altrove. Di conseguenza, è opportuno fare attenzione prima di rimuovere qualcosa.
Il pulsante successivo, X libri (dove X sta per il numero di libri importati su Calibre), ci permette di trovare la biblioteca di Calibre, ossia la cartella “Calibre” che è stata creata da qualche parte nel nostro computer, al momento dell’istallazione, ed eventualmente di spostarla.
Salva su disco ci permette di salvare in un’altra sezione del nostro computer il libro che abbiamo selezionato: usato in combinazione col pulsante “Rimuovi”, può essere utile per salvare un e-book in una cartella diversa del computer, prima di toglierlo dalla biblioteca di Calibre.
Connetti/Condividi, come dice il nome, ci permette appunto di connetterci ad altri dispositivi e condividere cartelle o singoli libri. Tra le sue opzioni c’è anche quella di connettersi a iTunes, che può tornare comoda per collegare Calibre a dispositivi che utilizzano questo programma. Inoltre, è anche possibile condividere libri via e-mail.
Preferenze, infine, ci offe alcune opzioni per personalizzare Calibre, installando ad esempio nuovi plugin, oppure per risolvere eventuali problemi: da qui possiamo riavviare il programma in modalità debug, ad esempio, oppure lanciare un classico “wizard” che ci guiderà lungo le prime impostazioni di Calibre.

Le novità introdotte dalle ultime versioni, come dicevo, si trovano in gran parte sotto il cofano e non sono dunque visibili dall'esterno: miglioramenti a quasi tutte le funzioni di base, insomma, oltre che alla grafica del lettore interno. Degna di nota, però, è la possibilità di eseguire piccole modifiche ai libri in formato EPUB, disponibile cliccando col tasto destro del mouse sopra a un libro e selezionando "Ottimizza libro": sia chiaro, Sigil è tutta un'altra cosa, ma se vogliamo soltanto eseguire livevi correzioni, allora potrebbe essere sufficiente.

sabato 16 luglio 2011

Il formato MIDI

Siccome ogni tanto mi arrivano sulla conversione di un file audio dal formato MIDI al formato MP3 (e viceversa), vediamo di spiegare in breve e nel modo più semplice che cosa sia un file in formato MIDI e quali siano le sue caratteristiche principali. In questo modo, forse, sarà più facile capire i problemi e le difficoltà di una conversione MIDI -> MP3 (ma soprattutto MP3 -> MIDI), un tipo di conversione possibile, ma non automatica come tra altri formati.

Cosa è un MIDI

Un file MP3, così come un file WAV e più o meno qualsiasi altro formato audio “normale”, è una registrazione di uno o più suoni (o la campionatura di una forma di onda, se preferite fare i tecnici): una canzone, per esempio, o un discorso, o qualsiasi altra cosa che sia “audio”.
Un file MIDI, invece, non è la registrazione di un suono (o la campionatura di un’onda), ma è invece un insieme di dati che descrivono il modo in cui un certo brano musicale deve essere suonato. In un MIDI avremo allora una traccia per ogni strumento musicale e, in quella traccia, sarà contenuta la sequenza delle note suonate, la loro durata, modulazione e ogni altro effetto associato a essa. Non troveremo dunque la registrazione effettiva della musica, ma solo le indicazioni su come la musica deve essere suonata, strumento per strumento. La voce umana, invece, non è inclusa tra i dati che si possono immagazzinare in un MIDI e questo li rende perfetti per creare basi musicali.
Per riassumere in breve, possiamo immaginare un MIDI come uno spartito musicale e un MP3 come una esecuzione musicale. Non è una similitudine precisa, ma dovrebbe essere sufficiente per far capire la differenza tra le due forme.

Come funziona un MIDI

Come abbiamo visto, un MIDI non è la registrazione di una musica, ma una descrizione di come una musica debba essere suonata. Nel file MIDI sono dunque immagazzinati numerosi parametri audio, che servono a descrivere la musica: gli strumenti che la eseguono, le note da eseguire, la durata di ogni nota, il volume, eccetera. Di per sé, questi dati non ci dicono molto, proprio come uno spartito musicale non dirà molto a chiunque non sia un musicista. Il MIDI, dunque, ha bisogno di essere interpretato e trasformato in musica dall’azione congiunta della scheda audio del computer (se stiamo usando un computer) e di un programma che possa leggere i MIDI. Quasi tutti i programmi audio ci riescono, al giorno d’oggi, per cui questo non sarà un problema: lo apriamo con un Windows Media Player senza difficoltà, per intenderci. La difficoltà viene dopo.
A differenza di un MP3, infatti, la cui qualità dipende dalla registrazione e non dal programma con cui l’ascolto, l’esecuzione di un MIDI dipende interamente dal lettore che utilizzo, proprio perché il file non è una registrazione, ma un insieme di dati che devono essere interpretati ed eseguiti ogni volta. Per riprendere l’immagine già usata, possiamo dire che il MIDI è uno spartito e la sua esecuzione dipende dall’orchestra a cui lo affidiamo: una buona orchestra darà un buon risultato, una pessima orchestra darà un pessimo risultato.
Un file MIDI è dunque molto più piccolo e leggero rispetto al corrispondente MP3, proprio perché non contiene musica, ma solo una sequenza di dati che indicano come suonare la musica: in media, un MIDI sarà nell’ordine dei 50-70 KB di dimensione, mentre un MP3 raramente scende sotto i 2 MB, a meno che non sia una registrazione di pochi secondi. Da qui è facile capire come tutte le musiche dei vecchi videogiochi fossero MIDI, proprio perché occupavano poco spazio e ottimizzare lo spazio era un fattore-chiave all’inizio dell’era dei videogiochi. Il fatto che fossero  MIDI, poi, vi spiega anche perché la musica di uno stesso gioco potesse cambiare parecchio, a seconda del computer: dipendeva tutto dalla differenza nella scheda audio.

A cosa serve un MIDI

Oltre a essere utilizzato in tutti i vecchi videogiochi, il MIDI ha anche usi molto più concreti nel campo degli strumenti musicali elettronici, i quali interagiscono tra loro proprio attraverso un MIDI: il nome stesso del formato deriva da Musical Instrument Digital Interface, ossia interfaccia digitale per strumenti elettronici. Il che è normale, dato che il MIDI nasce proprio come formato standard per permettere agli strumenti di comunicare tra loro e interagire anche col processore a cui sono collegati. Se cercate dunque una base musicale da scaricare sulla vostra tastiera, insomma, dovrete cercarla tra i files MIDI.
Oltre che per gli strumenti, il MIDI è utilizzato spesso anche dai programmi (e dalle macchine) che si occupano di karaoke, sia a livello amatoriale che a livello professionale. Non potendo registrare la voce umana, il MIDI si presta molto bene a un uso come base musicale su cui cantare e le ridotte dimensioni permettono di immagazzinarne migliaia in pochissimo spazio. Dove serve una base musicale, il MIDI è quasi sempre la prima scelta.
Infine, anche per la maggior parte delle pagine web che decidono di mettere, some sottofondo, una  qualche musica, il MIDI è o dovrebbe essere la prima scelta, proprio per la sa dote di leggerezza: è molto più rapido e indolore scaricare un MIDI, piuttosto che attendere il caricamento e l’esecuzione di un MP3 o, peggio ancora, di un WAV.

Conversione da MIDI a MP3

Convertire un MIDI in un formato MP3 è una operazione possibile, ma non indolore, proprio come non è indolore l’operazione opposta, da MP3 a MIDI.
Nel primo caso, per ottenere un Mp3 si tratta praticamente di trovare una orchestra che possa suonare il nostro MIDI: per questo motivo, ogni programma di conversione ci offrirà una certa scelta di possibili “interpretazioni” del nostro MIDI, a seconda del numero e del tipo di strumenti che lo compongono. Se non siamo pratici di musica, dovremo procedere per tentativi, abbinando varie interpretazioni musicali fino a che non ne avremo trovata una che ci soddisfi (o almeno che ci faccia meno schifo delle altre). Un esempio gratuito e online è il sito HamieNET, dove appunto ci sono chiesti vari parametri da impostare, prima di poter convertire un MIDI.
Nel secondo caso, da MP3 a MIDI, si tratta di estrarre le informazioni sugli strumenti dal brano che viene eseguito: è come trascrivere lo spartito di un brano musicale (di ogni singolo strumento del brano musicale) mentre lo ascoltiamo. Si può fare, certo, ma il risultato potrebbe non essere molto preciso e accurato, perché dipende da come è eseguito il brano in questione. Migliore è la qualità del nostro MP3 di partenza e maggiori saranno le probabilità che la conversione vada a buon fine, sempre ricordando che, in ogni caso, l’eventuale parte cantata andrà persa.

domenica 17 aprile 2011

Creare un e-book in formato MOBI

Il MOBI è il formato tipico degli e-books per i lettori Kindle e, entro certi limiti, può essere considerato come un concorrente del formato EPUB. Oltre a essere utilizzato su questi lettori, però, il formato MOBI si può adattare anche ad alcuni cellulari, oltre che naturalmente ai computer. Abbiamo già visto come fare per aprire un e-book in formato MOBI sul nostro computer; vediamo oggi come creare un e-book in formato MOBI, ossia come convertire un documento in MOBI, così da poterlo utilizzare senza problemi su lettori Kindle (e altri supporti).

Calibre

Lo abbiamo citato già svariate volte e lo citeremo ancora. Calibre è un valido programma gratuito per la conversione e la gestione degli e-books, supporta la maggior parte dei formati attualmente in circolazione e, quindi, se la cava bene anche coi MOBI. Possiamo utilizzarlo per aprire e leggere gli e-books in questo fromato, ma possiamo anche usarlo per convertire un documento in formato MOBI, proprio come abbiamo già visto per gli EPUB.
Il processo di conversione è pressoché identico a quello già descritto per gli EPUB: la differenza principale è che dobbiamo ricordare di selezionare il formato MOBI come formato di uscita, in alto a destra nella finestra di conversione. Di base, come formato di uscita è indicato lo EPUB, per cui noi dovremo cliccare sulla freccia in basso, in modo da far apparire la lista completa, e poi selezionare il MOBI. Per il resto tutte le altre impostazioni le potete modificare a vostra scelta, come già visto: si raccomanda naturalmente di inserire i metadati.
I formati di partenza sono quelli già descritti nell'articolo in cui ho spiegato il funzionamento di Calibre, ma li possiamo riassumere qui: risultati ottimi coi files in formato HTML, dal discreto al buono coi files RTF, scarsi coi files PDF. Questo in linea generale, poi dipenderà naturalmente dal contenuto del singolo file.

KindleGen

Se Calibre non vi piace, o se il risultato non vi soddisfa, potete utilizzare un convertitore progettato apposta per i MOBI. Il primo esempio è KindleGen, un programma gratuito fornito dalla Amazon stessa (la casa produttrice dei lettori Kindle). Lo potete scaricare dal loro sito.
Precisiamo: non è un programma facile da usare e molti di voi lo troveranno indigesto. Tanto per cominciare, non ha una interfaccia grafica, ma è un programma da eseguire dalla linea di comando, come si faceva i vecchi tempi e come molti utenti Windows non sono più abituati a fare, da anni. Inoltre, vi permette di convertire in MOBI solo alcuni tipi di documenti, ossia i files in formato HTML (il formato di una classica pagina web, per intenderci). Un possibile vantaggio di KindleGen è che non richiede installazione: basta estrarlo dalla cartella compressa ed è già pronto per funzionare; inoltre, è disponibile sia per Windows, sia per Macintosh, sia per Linux.
Vediamo in modo molto schematico come si utilizza.

Windows

1-Estraete il contenuto della cartella ZIP in una destinazione a scelta; per semplicità, si suggerisce c:\KindleGen
2-Aprite una finestra di comando (la sottospecie di DOS presente sui sistemi operativi Microsoft). La trovate in "Tutti i programmi -> Accessori -> Prompt dei comandi", oppure scrivendo "cmd" nello spazio di ricerca del menu Start.
3-Scrivete c:\KindleGen\kindlegen . Se avete scelto una cartella diversa in cui estrarre KindleGen, la parte in rosso dovrà essere cambiata, per adattarsi al vostro percorso. In questo modo, vi apparirà una breve lista di istruzioni sull'uso di KindleGen (in inglese).Se non vi interessano, potete saltare questo passaggio.
4-Per convertire un file, spostatevi nella cartella in cui si trova il file, usando il comando "cd". Se si trova in Documenti, ad esempio, il percorso sarà qualcosa del tipo c:\users\nome\documents (dove "nome" è il vostro nome di utente) e dovrete quindi scrivere cd c:\users\nome\documents, per raggiungere la cartella in cui si trova il file da convertire.
5-Una volta che siete all'interno della cartella giusta, scrivete c:\KindleGen\kindlegen libro.html (dove "libro.html" è il nome del file da convertire,s eguito dal suo formato: cambiatelo in base al nome del vostro file).
6-Se tutto è andato bene, adesso troverete un file dal nome libro.mobi (di nuovo, al posto di "libro" ci sarà il nome del vostro file di origine).

Mac

1-Estraete il contenuto della cartella compressa in una cartella a vostra scelta. Per semplicità, si suggerisce la classica home directory (~).
2-Aprite una finestra di comando e scrivete ~/KindleGen/kindlegen , per vedere una lista di istruzioni sul funzionamento di KindleGen (se vi interessano). Se non vi interessano, potete saltare questo passaggio.
3-Per convertire un file, spostatevi nella cartella in cui si trova il file da convertire, usando il comando cd. Se il file si trova nel Desktop, per esempio, dovrete scrivere cd Desktop.
4-Una volta che siete nella cartella giusta, scrivete ~/KindleGen/kindlegen libro.html (dove "libro.html" indica il nome e il formato del file da convertire: cambiatelo a seconda del nome del vostro file).
5-Se tutto è andato bene, adesso troverete un file dal nome libro.mobi (di nuovo, al posto di "libro" ci sarà il nome del vostro file di origine).

Linux

1-Estraete il contenuto della cartella tar.gz nella directory ~/KindleGen (per semplicità).
2-Aprite una finestra di comando e scrivete ~/KindleGen/kindlegen , per vedere una lista di istruzioni sul funzionamento di KindleGen (se vi interessano). Se non vi interessano, potete saltare questo passaggio.
3-Per convertire un file, spostatevi nella cartella in cui si trova il file da convertire, usando il comando cd. Se il file si trova nel Desktop, per esempio, dovrete scrivere cd Desktop (ma se siete utenti Linux, non dovreste aver bisogno che sia io a spiegarvi come fare...).
4-Una volta che siete nella cartella giusta, scrivete ~/KindleGen/kindlegen libro.html (dove "libro.html" indica il nome e il formato del file da convertire: cambiatelo a seconda del nome del vostro file).
5-Se tutto è andato bene, adesso troverete un file dal nome libro.mobi (di nuovo, al posto di "libro" ci sarà il nome del vostro file di origine).

Mobipocket Creator

Altro programma gratuito per la conversione in MOBI. Rispetto a KindleGen, è molto più semplice da usare, soprattutto perché dispone di una interfaccia grafica, il che renderà tutto più facile per gli utenti Windows. Fra l'altro, è prodotto dalla stessa casa che distribuisce Mobipocket Reader e lo possiamo considerare come il "fratello" del lettore per MOBI: se Mobipocket Reader serve a leggere i MOBI, Mobipocket Creator serve appunto a crearli.
Un possibile svantaggio è la lingua inglese, per chi non fosse molto pratico, ma i comandi sono abbastanza chiari da poter essere memorizzati in poco tempo. Può convertire in formato MOBI i files HTML, i normali TXT (quelli prodotti dal "Blocco note", per intenderci), i files di Word e anche i PDF.
Questo in linea generale; per i dettagli sul funzionamento, vi rimando al prossimo articolo, che sarà appunto una guida a Mobipocket Creator.

giovedì 18 novembre 2010

Convertire video e audio con Format Factory


Per cominciare, parliamo di un programma semplice, potente e soprattutto gratuito, per convertire file video, file audio e altri ancora. Un programma che, oltretutto, è disponibile anche in italiano: Format Factory. Lo potete scaricare dal sito ufficiale, che non è particolarmente bello da vedere; la pagina per il download è questa:
che poi vi rimanderà qui:
Scaricatelo, controllate il file con l'antivirus (giusto per precauzione) e poi installatelo. A questo punto, possiamo imparare a usarlo.
L'interfaccia di Format Factory è abbastanza intuitiva, oltre a essere in italiano. Almeno per quel che riguarda le funzioni di base, ossia le varie conversioni tra formati video e audio. Se poi volete ottimizzare le conversioni, installare nuovi codec o modificare le impostazioni di base del programma, allora dovrete utilizzare il menu "Opzioni", ma vi suggerisco di farlo soltanto se sapete davvero quello che state per fare. Altrimenti, lasciate tutto così com'è e non avrete problemi.
Ma passiamo alle conversioni.
- Sulla sinistra dello schermo, potete vedere una lista di ciò che Format Factory converte: "Video", "Audio", "Immagine", "Dispositivo ROM" eccetera. A seconda di cosa volete ottenere come risultato della conversione, cliccate sulla voce corrispondente: se volete ottenere un file audio, cliccate "Audio"; se volete ottenere un file video, cliccate "Video", e così via.
- Adesso vi apparirà una lista dei formati in cui potete convertire il vostro file: scegliete quello che vi serve, in base alle vostre esigenze. Se avete bisogno di un video da usare in Windows Movie Maker, cliccate Video e poi Tutti verso WMV. Se volete estrarre l'audio da un video, cliccate Audio e poi Tutti verso MP3. E così via, a seconda di ciò che volete. Troverete la maggior parte dei formati audio e video in circolazione, per cui è molto probabile che ci sia anche quello che vi serve.
- Nella schermata che vi apparirà dopo aver selezionato il formato, cliccate su "Aggiungi File", per scegliere il file che volete convertire. Se ne avete più di uno, non dovete fare altro che continuare a cliccare Aggiungi File e scegliere, fino a che non li avrete inseriti tutti.
- Se volete, potete modificare le impostazioni per la conversione. Impostazioni Destinazione vi permette di modificare la qualità del file che otterrete (alta, media o bassa); Imposta Intervallo vi permette di selezionare soltanto una parte di file da convertire. Nella parte bassa dello schermo, invece, con Cartella di Destinazione potete decidere in quale cartella salvare il file convertito. Potete anche lasciare tutto com'è, se non avete esigenze particolari.
- A questo punto, quando avete scelto tutti i file da convertire, cliccate su OK in alto a destra e tornerete alla schermata principale. Per avviare la conversione, premete Vai, nella parte alta dello schermo. Dopodiché, dovrete solo aspettare che il programma finisca di convertire: il tempo dipende dalle dimensioni del file, dal formato in cui lo state convertendo ed eventualmente dalle impostazioni che avete scelto. I vostri file, una volta convertiti, vi aspetteranno nella cartella che avete scelto, oppure nella cartella di default, che è FFOutput, tra i vostri Documenti.