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domenica 26 agosto 2012

Come funziona la cache di un browser


La cartella cache di un browser e il suo funzionamento è un tema che spunta spesso nei commenti ad altri articoli, soprattutto quando si parla di pagine web che funzionano in modo anomalo, ma mi accorgo or ora di non aver mai scritto nulla di specifico a riguardo. Vedrò di rimediare.
Un browser è un programma con cui ci si collega alla Rete e si visitano siti: Internet Explorer, Firefox, Google Chrome, Safari, Opera e così via, a seconda delle preferenze. Navigando in Rete, un browser salva una copia di tutto ciò che noi visitiamo e visualizziamo: pagine, foto, video, eccetera. Queste copie sono salvate in una particolare cartella del nostro computer, ossia la cache: ne esiste una per ogni browser che utilizziamo e, se il computer è condiviso tra più utenti, ne esiste anche una per ogni utente.
A cosa serve salvare una copia delle pagine che visitiamo? Fondamentalmente, a semplificare e velocizzare le nostre visite future. Quando ci colleghiamo a una pagina, infatti, svariati files sono scaricati sul nostro computer: la pagina stessa (di solito un file HTML), le immagini contenute nella pagina, un eventuale foglio di stile che specifica come visualizzare la pagina (un file CSS), vari contenuti multimediali come video o audio (se presenti), eccetera. Questo accade perché, quando ci colleghiamo a un sito, di fatto ci stiamo collegando a un altro computer, ossia il server su cui si trova il sito; il server risponde alla nostra connessione inviandoci il materiale richiesto, ossia la pagina che vogliamo visitare. Questo materiale è scaricato nella cartella cache del nostro browser e da lì è recuperato, per mostrarcelo sullo schermo. Tutto ciò avviene dietro le quinte: dal nostro punto di vista, invece, abbiamo semplicemente aperto una pagina di un sito.
Quando torniamo a visitare quella pagina, però, il nostro browser caricherà prima di tutto i files che ha già salvato nella propria cache, invece di scaricare nuovamente ogni cosa dal server; una volta caricati questi, avrà bisogno di scaricare soltanto gli eventuali aggiornamenti che ci sono stati dopo la nostra ultima visita. Così facendo, la pagina si caricherà più in fretta, perché la maggior parte del materiale era già nel nostro computer, e il server dovrà lavorare di meno, dato che solo una piccola percentuale di materiale dovrà essere inviato al nostro computer.
La cache, dunque, contiene una copia di tutte le pagine che abbiamo visitato e di tutto ciò che era contenuto in quelle pagine. Questa situazione presenta diversi aspetti positivi: se una pagina è stata salvata nella nostra cache, potremo recuperarla e vederla anche offline, ossia senza bisogno di essere connessi alla Rete; tutte le foto e le immagini di vario genere che abbiamo visto su questo o quel sito saranno salvate in una cartella del nostro computer, da cui le potremo recuperare: i video di YouTube e di altri siti analoghi saranno stati salvati all'interno della nostra cache e li potremo recuperare da lì, se non conosciamo altri modi per scaricarli; e così via. D’altro lato, potrebbe non essere piacevole sapere che tutto ciò che abbiamo visitato si trova memorizzato nel nostro computer: anche per questo motivo, ogni browser dispone di una funzione per svuotare la cache, ossia cancellare tutto il suo contenuto.
Svuotare la cache è anche una classica misura di primo intervento, quando si verificano problemi con qualche sito. Se in un sito ci sono state modifiche alla sua struttura dopo la nostra ultima visita, e in particolare modifiche agli script (JavaScript in particolare) che lo fanno funzionare in un certo modo, è possibile che si verifichi un conflitto tra la copia della pagina salvata nella cache e la nuova versione della pagina: svuotando la cache, costringiamo il nostro browser a ricaricare da zero la pagina, scaricando tutti i files dal server, e questo è spesso sufficiente a risolvere problemi di piccola entità. Svuotare la cache è infine una misura utile per liberare spazio sul nostro disco fisso, soprattutto se non abbiamo impostato un limite di dimensione alla cartella utilizzata, e molti programmi di “pulizia”, come CCleaner, propongono lo svuotamento della cache tra le opzioni per liberare spazio. A voi decidere se ne valga la pena o meno.
La cache di un browser è una normale cartella del nostro computer ma, di solito, è una cartella a cui è piuttosto complicato accedere, perché da nessuna parte è specificato dove sia e, spesso, è inserita tra i files nascosti, se stiamo utilizzando un sistema operativo Windows. Esistono però metodi per stanarla, che variano a seconda del browser che utilizziamo: ogni browser la crea in un punto diverso, giusto per semplificare le cose.

Internet Explorer
È probabilmente il più semplice, per cui partiremo da lui. Il percorso classico per raggiungere la cartella cache è 
Strumenti -> Opzioni Internet -> Impostazioni -> Vedi files
Con alcune varianti, questo percorso è rimasto valido attraverso le varie versioni del programma. Con Internet Explorer 9, ad esempio, potrete partire cliccando sulla rotellina in alto a destra, invece che dal menu “Strumenti”.

Firefox
Semplice, ma non immediato. Scrivete nella barra degli indirizzi about:cache e si aprirà una pagina con l’indirizzo in cui si trova la cartella cache (Cache Directory) e una voce “List Cache Entries” che vi permetterà di vedere un elenco dei contenuti della cache. C’è però una brutta notizia: il contenuto della cache non è direttamente accessibile, in quanto crittografato.

Google Chrome
Complicato. Molto spesso è già difficile trovare la cartella in cui è stato installato (se utilizzate Windows, sappiate che non è nella cartella “Programmi”, come forse vi aspettavate), figuriamoci poi la cartella cache. Se avete una icona sul desktop per lanciare Chrome, oppure nel menu di avvio (o facente funzione di, a seconda del sistema operativo), allora potrete cliccare col tasto destro su quella icona, guardare le Proprietà e trovare così l’indirizzo in cui è installato Chrome: la cache, di solito, si troverà in Chrome/User Data/Default/. Anche in questo caso, però, non potrete accedere direttamente al contenuto dei files, in quanto crittografati.

Se utilizzate un sistema operativo Windows, un modo molto più semplice per accedere alla cache e aprire o salvare altrove i files contenuti, è quello di ricorrere a uno dei “CacheView” prodotti e distribuiti gratuitamente dalla NirSoft: sono programmino che non richiedono installazione e hanno il solo scopo di permettere un rapido e semplice accesso alla cache di diversi tipi di browser.
Se infine vi state chiedendo quali siano i collegamenti tra la cache di un browser e la cache di Google, sappiate che non ci sono collegamenti diretti, ma solo ideali: la cache del browser raccoglie una copia delle pagine che abbiamo visitato; la cache di Google raccoglie una copia della versione diù recente di tutte le pagine che gli spider di Google hanno visitato. In pratica, la cache di Google può essere considerata come una specie di cartella cache della intera Rete, o almeno di quelle parti della Rete che sono accessibili agli spider.

mercoledì 16 marzo 2011

Internet Explorer 9, le novità

Internet Explorer 9, l'ultimo aggiornamento del browser Microsoft, da un paio di giorni è scaricabile nella sua versione definitiva anche per l'Italia. L'obbiettivo di questo aggiornamento è di recuperare terreno nei confronti dei suoi principali concorrenti, ossia Mozilla Firefox e Google Chrome, che negli ultimi tempi hanno continuato a erodere ampie fette di mercato: offrire dunque un prodotto concorrenziale, in grado di tappare le falle dei precedenti Internet Explorer e, perché no?, fare meglio della concorrenza.
Ci sarà riuscito? Proviamo a dare un'occhiata alle novità.
Ecco intanto il nuovo volto di Internet Explorer 9.


Come si può vedere subito, la volontà di emulare la grafica spartana e minimale di Google Chrome è presente e anche parecchio chiara. Nella parte più alta della finestra, sulla sinistra, troviamo le frecce e la barra degli indirizzi, racchiuse in un angolo. Alla loro destra, troviamo le etichette delle schede aperte: nell'immagine ce n'è una sola, quella di Google. Se non ci piace quella posizione, possiamo spostare le etichette in basso, come nelle precedenti versioni di Internet Explorer.
Sempre in alto, ma sulla destra, troviamo tre piccole icone: la prima (a forma di casetta) ci riporta alla pagina iniziale, la seconda (a forma di stella) apre la finestra dei Preferiti e della Cronologia, la terza (a forma di ingranaggio) apre una finestra con un menu degli strumenti che include alcune delle funzioni principali, come Stampa, Zoom, Opzioni Internet e altre. Come al solito, se vogliamo avete la barra del menu con le voci a cui siamo abituati (File, Modifica, Strumenti, eccetera), dovremo premere il tasto "Alt".
Questo per quanto riguarda l'aspetto. Vediamo invece le nuove funzioni di Internet Explorer 9.

La prima e più pubblicizzata novità è probabilmente la possibilità di aggiungere siti internet alla barra delle applicazioni di Windows. In pratica, possiamo trascinare una scheda dal browser alla barra delle applicazioni (ossia la barra che trovate in basso nello schermo del computer, con l'orologio, il tasto Start e tutte le icone dei programmi che avete aperto). A questo punto, la scheda si aggiungerà alle altre applicazioni e potremo aprire il sito corrispondente cliccando la sua icona, come faremmo per aprire un programma.
Altra novità, copiata allegramente da Google Chrome, è quella di poter effettuare una ricerca direttamente dalla barra degli indirizzi. In pratica, se invece di un sito noi scriviamo una parola, la barra degli indirizzi si conmporterà come un motore di ricerca e ci restituirà i risultati, oppure ci aprirà la pagina che più corrisponde al contenuto della nostra ricerca: possiamo scegliere noi. Per inciso, i motori di ricerca preinstallati sono AOL, Kelkoo e Yahoo, ma ne possiamo aggiungere altri.
Il Download Manager, che troviamo tra i nuovi strumenti (oppure cliccando CTRL + J), corrisponde all'equivalente di Firefox: gestisce lo scaricamento dei files, li salva nella cartella che abbiamo selezionato e conserva una lsita di tutto ciò che abbiamo scaricato, fino a che non la cancelliamo. Se abbiamo scaricato qualcosa, ma non ricordiamo più in che cartella l'abbiamo scaricato, allora possiamo aprire il download manager e controllarlo da lì. Offre anche la possibilità di controllare in automatico i files scaricati con l'antivirus del computer.
La Protezione da monitoraggio è una nuova funzione che serve ad aumentare la privacy. Come abbiamo già spiegato altrove, diversi siti hanno il simpatico vizio di schedare tutte le nostre attività sulle loro pagine e raccogliere altre informazioni fornite dal browser: Google Analytics è il classico esempio. Un problema a cui Internet Explorer era particolarmente vulnerabile e che ha spinto molti utenti a migrare verso browser più sicuri. Con questa nuova funzione, gli elementi-spia che si possono trovare in molti siti sono disabilitati. Per maggiori informazioni su come impostarlo, potete vedere la pagina della guida di Internet Explorer 9.
InPrivate Browsing è una funzione che corrisponde alle analoghe funzioni già presenti su Firefox e Chrome. Permette di cancellare le tracce della nostra navigazione in rete, eliminando i files temporanei, i cookies e le voci della Cronologia: se usiamo un computer condiviso con altri e non vogliamo far sapere loro che pagine abbiamo visitato, questa è la funzione che fa per noi. La si può attivare dal menu Strumenti, oppure con la combinazione di tasti CTRL + SHIFT + P. SHIFT sarebbe il tasto chiamato anche MAIUSC, di questi tempi.
Infine, è possibile ripristinare le schede, in caso di problemi durante la navigazione. In altri termini, le schede e i loro problemi sono trattati isolatamente: se una scheda si blocca, le altre continueranno a funzionare, invece di bloccare l'intero Internet Explorer. O almeno, così dicono, poi bisognerà verificarlo sul campo.

Ricordiamo che Internet Explorer 9 è disponibile per Windows Vista e Windows 7, mentre Windows XP non è più supportato: se avete XP, dovrete rimanere alla versione 8 di Internet Explorer, oppure puntare su altri browser.

sabato 12 febbraio 2011

Come impostare un proxy

Abbiamo visto che i proxy sono uno strumento che ci serve ad aggirare filtri, censure e ad accedere a pagine che altrimenti sarebbero bloccate per noi o per il nostro paese. Possiamo usarli per visitare siti che il governo italiano ha bloccato, oppure possiamo usarli per accedere a siti bloccati sulla rete che stiamo utilizzando (scuola, biblioteca, ufficio, eccetera); possiamo anche usarli per nascondere la nostra identità e non farci subito localizzare dal sito che visitiamo. Invece di collegarci direttamente a un sito, noi ci colleghiamo al proxy e da lì raggiungiamo il sito che ci interessa.
Il problema principale è che la connessione sarà più lenta, utilizzando un proxy; il vantaggio è che potremo accedere a siti che altrimenti ci sarebbero vietati, ma anche che potremo accedere senza mostrare direttamente chi siamo.
Ma come facciamo a usarli, nello specifico?
Prendiamo come esempio un sito che ci fornisce proxy validi e aggiornati, come HideMyAss.
Se lo apriamo, troveremo una lista di proxy che possiamo utilizzare. Per ognuno di essi, sono indicati l'indirizzo IP, la porta e il paese del proxy. Il paese è molto importante da tenere presente: se usiamo un proxy degli USA, i siti a cui ci collegheremo ci vedranno come provenienti dagli USA, per esempio. Quindi, se noi vogliamo entrare in un sito che è accessibile solo per gli utenti di un determinato paese, dovremo cercare un proxy di quel paese.
Indirizzo IP e porta, invece, servono a configurare il proxy sul nostro browser, ossia sul programma con cui ci colleghiamo a internet. Vediamo come fare, a seconda del browser. Come esempio, prenderemo un ipotetico proxy che abbia 204.232.206.87 come indirizzo IP e 80 come porta.

Internet Explorer

Prima di tutto, apriamo Internet Explorer.
Dal menu "Strumenti", nella parte alta della finestra, clicchiamo sulla voce "Opzioni Internet". Se non ci appare il menu, in alto, clicchiamo prima sul tasto ALT per farlo apparire.
Dalla finestra "Opzioni Internet", clicchiamo sull'etichetta "Connessioni". Verso il basso, troveremo la voce "Impostazioni rete locale (LAN)": clicchiamo il pulsante "Impostazioni LAN".
Nella sezione "Server proxy", selezioniamo "Utilizza un server proxy per le connessioni LAN" e poi clicchiamo su "Avanzate". Nella nuova finestra, come indirizzo scriviamo l'indirizzo IP del proxy che vogliamo usare (nel nostro esempio, 204.232.206.87); come porta, scriviamo la porta a cui si collegherà il proxy (nel nostro esempio, 80).
Ok a tutto, riavviamo Internet Explorer e adesso dovremmo poterci collegare attraverso il nostro proxy.

Mozilla Firefox

Dal menu "Strumenti", scegliamo la voce "Opzioni", che dovrebbe essere l'ultima della lista.
Nella nuova finestra, clicchiamo sull'etichetta "Avanzate" (di nuovo l'ultima della lista) e poi su "Rete", tra le quattro etichette che ci appariranno in basso.
Nella sezione "Connessione" - "Determina come Firefox si collega a internet", clicchiamo su "Impostazioni".
Nuova finestra. Selezioniamo "Configurazione manuale dei proxy". Nella casella "Proxy HTTP", scriviamo l'indirizzo IP del proxy (nel nostro esempio, 204.232.206.87); come porta, scriviamo la posta a cui si collegherà il proxy (nel nostro esempio, 80).
Di nuovo Ok a tutto, riavviamo Firefox e dovrebbe essere a posto.

Google Chrome

Dalla finestra principale di Chrome, clicchiamo sulla chiave inglese, nell'angolo in alto a destra. Selezioniamo poi la voce "Opzioni".
Nella nuova finestra, clicchiamo sull'etichetta "Roba da smanettoni", poi cerchiamo "Rete" - "Imposta proxy per connessione alla rete". Clicchiamo sul pulsante "Modifica impostazioni proxy".
Come vedrete, ci manderà nella stessa finesta che abbiamo già usato per Internet Explorer. Il resto del procedimento, dunque, è identico a quanto già detto per Internet Explorer.

Safari

Dalla finestra principale di Safari, clicchiamo sul menu "Preferenze", poi sulla voce "Avanzate".
Altro clic sulla voce "Modifica impostazioni". Si aprirà adesso il pannello "Network".
L'ultimo passo consiste nel cliccare su "Preferenze di Sistema", per poi inserire le informazioni del proxy che abbiamo scelto. Come indirizzo scriviamo l'indirizzo IP del proxy che vogliamo usare (nel nostro esempio, 204.232.206.87); come porta, scriviamo la porta a cui si collegherà il proxy (nel nostro esempio, 80).
Ok a tutto, riavviamo Safari e tutto dovrebbe essere a posto.

mercoledì 19 gennaio 2011

Come bloccare Google Analytics

Google Analytics è un servizio gratuito, che Google mette a disposizione dei suoi utenti, in particolare webmaster, per studiare e monitorare tutti i visitatori del proprio sito internet.
Nasce come servizio di statistiche, che permette di registrare il numero di visitatori di un sito, la loro provenienza (ossia da quali pagine siano arrivati sul nostro sito), le parole che hanno cercato nei motori di ricerca (ossia Google) per trovarci, quali pagine del nostro sito ricevono più visite, quanto tempo un visitatore è rimasto nel nostro sito, ma anche altri elementi, come l'origine geografica del visitatore, che può essete tracciata fino alla città da cui il visitatore si collega, o anche la dimensione dello schermo usato da chi visita il sito. Tutto questo è finalizzato ad aiutare i webmaster, permettendo loro di conoscere gusti e interessi dei visitatori, in modo da poter migliorare il proprio sito e offrire servizi e contenuti sempre più adatti al loro pubblico di utenti. Così dice Google. Serve anche, come è ovvio, per pianificare e controllare al meglio le campagne pubblicitarie su internet, analizzando il modo in cui gli utenti reagiscono alle vostre campagne, per verificare quali siano più efficaci, quali da migliorare e così via.
Non so voi, ma io non sono molto entusiasta di tutto ciò. E non sono l'unico a pensarla così, tanto è vero che in Germania si discute già da un po' se sia legale o meno, come sistema di raccolta informazioni, proprio per una questione di privacy degli utenti. Non addentriamoci però in questioni legali e rimaniamo su altre questioni molto più pratiche: la velocità di connessione.
Google Analytics funziona inserendo nel nostro browser, ossia nel programma con cui navighiamo in internet, un cookie, cioè un piccolo file che serve per identificarci: una pratica comune a quasi tutti i siti internet, va detto. Grazie a questo, può sapere quando entriamo in un sito, quando ne usciamo, con che computer e con che browser lo visitiamo e, di conseguenza, anche il luogo in cui ci troviamo fisicamente, mentre lo visitiamo. Tutto ciò, però, comporta anche un rallentamento della nostra connessione: con Google Analytics attivo, ogni informazione sulle nostre azioni in un sito sarà inoltrata dal nostro computer ai server di Google, per segnalare cosa stiamo facendo e cosa abbiamo cliccato, e questo a ogni nostra azione. Il che, alla lunga e in periodi di traffico, rende più lenta la navigazione di un sito. Se poi utilizziamo servizi come Gmail, lo vedremo benissimo: entrare nella pagina di Gmail è molto più veloce, dopo aver disattivato Google Analytics. Questione di praticità, appunto. Per quanto riguarda la privacy, ognuno ha poi il diritto di gestirla come meglio crede.

Come si può disabilitare Google Analytics, allora?
Ci sono diversi sistemi.
In seguito alla pressione di alcuni stati, in primis la Germania, Google stesso ha dovuto rilasciare un piccolo plug-in per permettere agli utenti di non essere tracciati da Google Analytics, per tutelarne la privacy. Sarebbe una piccola applicazione gratuita, che si installa all'interno del programma con cui navigate e blocca l'invio di informazioni ai server di Google. Al momento, però, è disponibile soltanto per Internet Explorer, Mozilla Firefox e Google Chrome. Lo si può scaricare appunto da Google, come tool per disattivare Analytics (cliccando la precedente scritta in verde, aprirete la pagina per scaricarlo).
Per gli utenti di Opera e Safari, invece, Google non ha preparato nessuna soluzione: è evidente che non vi vuole bene.
Per gli utenti di Firefox, che abbiano installato l'estensione Greasemonkey, è disponibile anche lo script googlePrivacy, che lavora anche meglio dell'applicazione fornita da Google stesso. GooglePrivacy, infatti, blocca il processo per cui, ogni volta che clicchiamo un link nel motore di ricerca di Google, viene spedito un segnale ai server di Google, per informarli su cosa abbiamo cliccato. Il che, oltre a ficcare il naso nella nostra privacy, rallenta la connessione e l'apertura delle pagine. Questo script blocca alla sorgente l'invio del segnale. Pare che funzioni anche per Google Chrome.
Un'altra possibilità, sempre per utenti Firefox, è usare l'estensione NoScript, a cui abbiamo già accennato parlando di pop-up e pop-under: se regolata a dovere, vi dà la possibilità di bloccare Google Analytics, senza nel contempo disabilitare altre parti delle pagine web che state visitando. Tutto sta a disattivare lo script giusto.
Infine, una soluzione radicale e alla portata di tutti i browser è quella di disabilitare il javascript: visto che Google Analytics lavora proprio utilizzando questo tipo di script, basta disabilitare il javascript per metterlo fuorigioco. Il problema è che si disabiliteranno nello stesso momento anche altre funzioni dei vari siti internet, che ormai utilizzano spesso e volentieri il javascript per i più svariati motivi.

sabato 15 gennaio 2011

Bloccare pop-up e pop-under

La pubblicità lecita, in internet, ci si presenta di norma in tre possibili aspetti: banner, pop-up e pop-under. Mi riferisco solo a quella lecita, ovviamente; gli spyware sono un caso a parte e rientrano nella pubblicità illecita: ne abbiamo già discusso e abbiamo spiegato come trattarli ed eliminarli. In ogni caso, anche gli spyware si servono spesso di pop-up e pop-under, sebbene in modo molto più invasivo e fastidioso, per cui possono rientrare nelle tre categoria sopra citate. Guardiamo come funzionano nei dettagli.

I banner sono la forma più innocua di pubblicità in internet. Ci appaiono come semplici inserti colorati, a volte rettangolari e a volte quadrati, che pubblicizzano un determinato servizio, prodotto o sito internet. Corrispondono grossomodo alla normale pubblicità che possiamo vedere all'interno della pagina di un giornale o di una rivista, magari a fondo pagina o in uno spazio laterale, e spesso, ma non sempre, hanno una qualche attinenza col contenuto della pagina: banner sportivi in un sito sportivo, banner tecnologici in un sito di informatica e così via. Se cliccati, di solito conducono al sito del prodotto pubblicizzato e in quel caso potrebbero anche cercare di rifilarvi qualche truffa, a seconda del prodotto in questione (come succede per qualsiasi pubblicità in qualsiasi luogo: mai fidarsi). Se li ignorate, sono fondamentalmente innocui.
Per eliminarli, gli utenti di Firefox possono usare AdBlock Plus, di cui abbiamo già parlato; ne esiste anche una versione per Google Chrome, scaricabile dalla pagina delle estensioni di Chrome.
In alternativa, li possiamo ignorare e basta, proprio come ignoriamo la pubblicità su rivista. Basta non cliccarli e non succederà nulla.

I pop-up sono le fastidiose finestre che si aprono quando entriamo in un sito, oppure quando clicchiamo qualcosa. Spesso hanno anche il brutto vizio di allargare o rimpicciolire la normale finestra di navigazione o alterarla in altri modi a noi non graditi. Spesso pubblicizzano siti di scommesse, oppure siti porno, o comunque siti "al limite". Come dice il nome stesso, spuntano fuori davanti a noi e ci coprono la pagina che volevamo vedere. Fastidiosi, appunto, e molto invasivi.
La maggior parte dei browser attuali, però, dispone di una o più soluzioni per bloccare i pop-up: non sempre funzionano, perché i siti cercano di premunirsi usando strategie per aggirare i blocchi, ma almeno riducono di parecchio il numero delle finestre odiose.

I pop-under sono l'evoluzione più infida dei pop-up. Invece che aprirsi davanti a noi, in primo piano, i pop-under si aprono dietro la nostra finestra principale, spesso senza che noi ce ne accorgiamo. Ce ne accorgiamo però quando andiamo a chiudere il browser e vediamo altre finestre luccicanti e luminose, che erano annidate dietro quella principale. Da un certo punto di vista è meno intrusivo del pop-up, perché non ci balza in faccia con arroganza, ma da un altro punto di vista è più subdolo, proprio perché agisce senza che noi lo notiamo: soprattutto se sono molti e presentano filmati, animazioni flash o altre opzioni ad alto consumo di banda, possono rallentare la nostra navigazione, oltre a intasarci la barra delle applicazioni.
Se i browser attuali funzionano abbastanza bene contro i pop-up, sono ancora piuttosto vulnerabili ai pop-under.

Segnaliamo poi che molti pop-up, come anche i pop-under, presentano all'interno un falso pulsante "Chiudi" o altri trucchi come un pulsante "OK", simile a quello che spesso si usa per chiudere finestre su Windows: in questo modo, un utente distratto potrebbe cliccarlo, pensando di chiudere la pubblicità, per poi invece ritrovarsi spedito in qualche altro sito, oppure alle prese con la richiesta di scaricare o installare qualcosa. E quel qualcosa sarà probabilmente uno spyware. Sempre meglio chiuderli cliccando sulla X della finestra (nell'angolo in alto a destra, sul bordo), oppure direttamente dalla barra delle applicazioni, o anche con un sano ALT + F4.

Come bloccarli
Abbiamo già detto che gli attuali browser dispongono tutti di una funzione per bloccare i pop-up e, nella maggior parte dei casi, la troverete già attiva di default: non dovrete fare niente altro, insomma, perché di solito è pre-impostata. Non basta a bloccare tutti i pop-up, però, e non serve a molto contro i pop-under. Come possiamo rafforzarla, allora?
AdBlock Plus l'abbiamo già visto in precedenza e non è necessario aggiungere molto: anche se non era stato pensato inzialmente per bloccare i pop-up, riesce comunque a bloccarne la maggior parte. Non sembra però avere molto successo coi pop-under: è possibile copiare l'indirizzo di un pop-under e poi aggiungerlo manualmente alla lista degli elementi da bloccare di AdBlock Plus, ma è un sistema un po' macchinoso per molti utenti. Disponibile per Firefox, ovviamente, ma anche per Google Chrome, tra le estensioni già citate.
Google Toolbar, Yahoo Toolbar e qualche altra toolbar ufficiale hanno, tra le altre funzioni, anche quella di bloccare i pop-up. Sono disponibili per buona parte dei browser principali, Internet Explorer incluso.
Simple Adblock, soluzione apposita per gli utenti di Internet Explorer. Grossomodo è un equivalente di AdBlock Plus, pensato però per gli untenti di Internet Explorer; non c'è molto altro da aggiungere.
NoScript è il Terminator di ogni pop-up, pop-under e quasi tutto quello che può infestare internet. Uccide anche troppo, se non ci state attenti. Una delle tante estensioni di Firefox, permette di eseguire solo il contenuto di siti che sono stati dichiarati "affidabili" dall'utente stesso e aggiunti a una lista di siti fidati; in tutti gli altri casi, il contenuto potenzialmente nocivo sarà bloccato senza pietà. Il contenuto potenzialmente nocivo di un sito è rappresentato da Flash, Silverlight, JavaScript, Java e molte altre cose, che normalmente si usano nella maggior parte dei siti. Come configurazione è parecchio complicato e richiederebbe da solo un articolo per spiegare come funzioni di preciso e come si possa impostare a dovere. Per adesso, limitiamoci a rendere nota la sua esistenza.



FaceBook: how to save videos

Have you found an interesting video on FaceBook, but you have no clues about how to download and save it? Then, this guide could probably be of some help for you.
Before starting, let's say a thing: videos on FaceBook are accessible in two different formats: FLV and MP4, like on YouTube. This means that you'll probably have to convert them, if you're planning to watch them with Windows Media Player or using them with Windows Movie Maker.

Mozilla Firefox
If your favourite browser is Mozilla Firefox, you're really lucky. All you need is a very simple addon, like Video DownloadHelper, and you can download almost every video with a click. Here you can find DownloadHelper.
Whenever you are on a page with multimedial content, like a video, the icon at the left of the address bar will light on: click on it and you can choose how to download the video you're watching. And it's done. Pretty easy, isn't it?

Internet Explorer
Ok, you're using Internet Explorer.
You can still download a video from FaceBook, without the need of any other software, but it's a little more complicated. Let's play a little geek magic!
Whenever you visit a webpage, everything you see on that page is also saved in Internet Explorer cache: pages, pictures, videos, icons and so on. What is the cache? Well, it's a folder which works like a closet: Internet Explorer stores there all the content from webpages you visit, in order to speed up the loading of a website, next time you visit it. You can find the cache by clicking on "Tools" and "Internet Options". From the new window, choose "General" tab. Under "Browsing History", click on "Settings", then "View files" and you'll have all the content from the cache, spread in front of your eyes.
A lot of stuff, I guess.
Let's clean up everything: it will be easier to find what we're searching for, next time. Go back to "General", then click on "Delete", under "Browsing History". It's enough to select "Temporary Internet files", that are the ones we're interesting in.
Now the cache is clean. If we want to save a video from FaceBook, we can open the page where the video lies and watch it until the end. Now, let's go back to the cache: inside the temporary files folder, we should be able to find our video, too. It will have a name like "1103431878357_870" and a quite big file: sort files from size, if you have problems in finding it.
Here is the video, then. Now we can copy the file in another folder and rename it, with whatever name we like: the main point is the name must end with .mp4 or .flv, as for example "name.mp4". This way, our computer will recognize it as a video.
Done. If needed, we can convert the video, now, or watch it as it is.

Google Chrome
We can use the same trick we have already seen with Internet Explorer: copy the video from the cache, after watching it online. There is only a little problem: with Chrome, it's pretty difficult to find the cache. We can use a small and free software, which will help us accessing the cache: ChromeCacheView.
Just download and install it and you'll be able to find the cache in no time. Then, the trick is the same we already saw: open the cache, copy the file and rename it.

Safari
Another easy solution. Just open the video on FaceBook, watch it and click on "Window" and "Activity": search for the file, which should have a .flv or .mp4 extension, and download it with a double click.

Download from a website
Last but not least, you can use a website to download a video from FaceBook.
SaveVideo is probably the best and easier solution.
You just need to copy the URL of the page where the video is, then paste it on the website (I think you should be able to guess by yourselves where to paste the URL: right under "Enter URL of video page here and press "Download"). Then, press "Download". A link will appear under it, from where you can easily download your video, in a mp4 format.

sabato 25 dicembre 2010

Come salvare i video di Facebook

(English version)

Siccome vedo che ci sono ancora problemi nello scaricare e salvare i video di Facebook, credo che sarà il caso di scivere anche una breve guida, dedicata a questo argomento specifico: come salvare i video di Facebook.
Per praticità, divido la spiegazione in base al browser che utilizzate, ossia al programma con cui vi collegate a internet. In fondo, una soluzione per scaricarli attraverso un sito internet.

Internet Explorer
Se usate Internet Explorer e non volete ricorrere a programmi extra, potete provare con un trucchetto da "smanettoni".
Quando visitate una pagina, tutto ciò che vedete viene anche salvato nella cache di Internet Explorer: le pagine, le foto, i video, eccetera. Cosa è la cache? Diciamo che è una specie di deposito, un ripostiglio in cui Internet Explorer salva il contenuto delle pagine internet, per poterle poi aprire più in fretta, se tornate a visitarle. La potete trovare cliccando "Strumenti", poi "Opzioni Internet". Nella finestra che si apre, scegliete l'etichetta "Generale". Sotto la voce "Cronologia esplorazioni", cliccate su "Impostazioni": cliccate su "Visualizza file" e vi apparirà la cartella con il contenuto della cache, ossia tutto ciò che Internet Explorer ha salvato durante la vostra navigazione.
Scommetto che ci sarà molta roba.
Per semplificare le cose, possiamo fare pulizia e cancellare tutti i file. Torniamo all'etichetta "Generale" e clicchiamo stavolta "Elimina", sempre sotto la voce "Cronologia esplorazioni". Basta selezionare "Files temporanei", che sono quelli che ci interessano.
Una volta ripulita la cache. potete aprire la pagina di Facebook in cui c'è il video che vi interessa. Guardatelo fino alla fine. Tornate poi alla cartella dei file temporanei e lì dentro dovreste trovare anche il file del video: avrà un titolo del tipo "1103431878357_870" e sarà piuttosto grande. Se avete problemi a trovarlo, ordinate i file in base alle dimensioni.
Adesso potete prendere quel file, copiarlo in un'altra cartella e rinominarlo come volete: l'importante è che il nome finisca con .mp4, ad esempio "nome.mp4".
Avete il vostro video, salvato sul computer. Potrebbe essere necessario convertirlo, se non riuscite ad aprire i files mp4, ma questo l'ho già spiegato qui.

Firefox
Se usate Firefox, è sufficiente installare l'estensione DownloadHelper. Aprite la pagina del video e poi lo potete scaricare come un qualunque video di YouTube, nel modo che ho già spiegato anche qui. Potreste anche usare altre estensioni che fanno lo stesso lavoro, ma questa è la mia preferita e non mi ha mai dato problemi.

Google Chrome
Potete usare lo stesso sistema già visto per Internet Explorer, ossia copiare il video dalla cache del programma, dopo che lo avrete guardato. Con un piccolo problema: la cache di Chrome non è così facile da raggiungere. Per risparmiarvi troppa fatica, potete usare un programmino che si occupa appunto di questo: accedere alla cache di Chrome. Il programma è ChromeCacheView.
Link per il download diretto: http://www.nirsoft.net/utils/chromecacheview.zip
Traduzione in italiano: http://www.nirsoft.net/utils/trans/chromecacheview_italian.zip
Per utilizzare la traduzione italiana, prima di tutto dovete scaricare e installare il programma in inglese. Poi, scaricate la traduzione, estraete il file "chromecacheview_lng.ini" e copiatelo nella stessa cartella in cui avete installato ChromeCacheView.
Dopodiché, il procedimento per salvare il video è lo stesso già visto per Internet Explorer: trovare il file nella cache, copiarlo e rinominarlo.

Safari
Siete maniaci Apple e avete un iMac con Safari? Nessun problema! Aprite il video di Facebook, poi cliccate "Finestra" e "Attività": cercate il file del video, che avrà estensione .flv (oppure .mp4). Quando lo avrete trovato, scaricatelo con un doppio click.

Scaricare da siti
Infine, potete scaricare un video di Facebook senza utilizzare programmi o estensioni particolari.
Un sito da cui potete facilmente scaricare i video di FaceBook è SaveVideo.
L'utilizzo è molto semplice: copiate l'indirizzo della pagina in cui si trova il video da scaricare e incollatelo nello spazio sotto la scritta "Enter URL of video page here and press 'Download'". Dopodiché, basta attendere un poco e vi apparirà subito sotto il link da cui scaricare il video. Cliccatelo col tasto destro del mouse e salverete il video sul vostro computer.
In alternativa, potete tentare con un altro sito, ossia DownFacebook. Suona male, magari, ma pare sia efficace.
Lo potete usare in due modi.
  • Copiando l'indirizzo della pagina del video, ad esempio http://www.facebook.com/video/video.php?v=70409658791, e incollandolo nello spazio apposito di quel sito. E cliccando "Download video!", ovviamente.
  •  Modificando il nome della pagina in cui si trova il video, per aggiungere un "down". In pratica, se la pagina è http://www.facebook.com/video/video.php?v=70409658791, voi la dovete modificare in http://www.downfacebook.com/video/video.php?v=70409658791. Premete "invio" e lo scaricherete.