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sabato 15 giugno 2013

Scribus, alternativa libera a InDesign

Scribus è un programma di impaginazione libero e open source, disponibile per tutti i principali sistemi operativi: Windows, Macintosh, Linux/UNIX e così via. Meglio ancora, è disponibile in lingua italiana e corredato da una valida guida interna (anche questa in gran parte in italiano), che ne descrive la struttura, le funzioni principali e fornisce anche un breve tutorial, con un esempio concreto di creazione di un documento. È un buon punto di partenza e vale la pena cominciare da lì il proprio studio di Scribus.
L’installazione del programma non dovrebbe presentare particolari problemi, ma per gli utenti Windows c’è un’avvertenza: al termine della procedura di installazione, se decidete di aprire il file readme, Scribus vi segnalerà che avreste dovuto installare un altro programma, prima di Scribus, e cioè Ghostscript. Se non lo avete installato, a ogni successivo avvio Scribus si lamenterà di non riuscire a trovarlo: è bene dunque scaricare e installare Ghostscript, prima di installare Scribus. A ogni modo, è anche possibile utilizzare Scribus, senza aver installato Ghostscript, ma alcune funzioni non saranno disponibili, ossia le funzioni per cui è richiesto Ghostscript: nello specifico, non potrete importare file in formato EPS, utilizzare l’anteprima di stampa, o generare codici a barre. Nei sistemi operativi Linux/UNIX, invece, Ghostscript è di solito già installato, per cui il problema non si pone, anche se potrebbe essere necessario aggiornarlo.
Una volta installato, al primo avvio vi troverete molto probabilmente davanti a questa finestra,
cioè la finestra per la creazione di un nuovo documento. A differenza di un elaboratore di testi, come ad esempio Word o Writer, o anche il semplice Blocco Note, non ci sarà già una pagina bianca standard ad aspettarvi, pronta a essere profanata dai vostri scritti: dovrete crearla voi stessi, in base alle vostre esigenze per quel particolare lavoro. per facilitarvi le cose, ma anche per darvi un primo suggerimento su come cominciare, Scribus vi proporrà subito la finestra per la creazione di un nuovo documento. Se lo trovate troppo invasivo, o se non amate in generale essere imboccati con le operazioni da svolgere, potete sempre selezionare “Non mostrare più questa finestra di dialogo”, in basso a sinistra: in questo caso, all'avvio vi troverete davanti il programma nudo e crudo, in attesa che voi apriate un file già esistente, oppure creiate un nuovo documento.
Come ho detto in precedenza, nella guida di Scribus è presente un tutorial in italiano, che vi mostrerà le principali funzioni del programma: se decidete di seguirlo, lo troverete nella sezione Documentazione -> Le basi di Scribus, col titolo “Iniziare subito a lavorare con Scribus”. Un altro possibile punto di partenza è il tutorial online, che potete raggiungere dal menu Aiuto -> Guide online, sotto il nome di “Primi passi con Scribus”.
Più in generale, è utile leggere tutti gli articoli presenti nella sezione “Le basi di Scribus”, nella guida interna, se non avete mai utilizzato un programma di questo genere. È opportuno ripetere, infatti, che Scribus non è un programma per la creazione o la scrittura di testo, ma per la sua impaginazione: anche se contiene un elaboratore di testo molto semplice (poco più di un Blocco Note), il suo utilizzo fondamentale consiste nell'importare documenti e poi impaginarli, non crearli da zero. In altri termini, se volete creare un semplice volantino, con due righe di testo, potete farlo direttamente con Scribus, senza problemi; se invece lo volete usare per impaginare un libro o una rivista, scrivete prima di tutto il testo col vostro editor preferito, salvatelo in un formato TXT o ODT e poi utilizzate pure Scribus per impaginarlo, aggiungere le immagini e così via. Una volta concluso il lavoro, il risultato finale potrà essere esportato come PDF, come immagine, oppure stampato (o anche tutte e tre le cose assieme, volendo).
Le funzioni di base di Scriptus possono poi essere semplificate, utilizzando script per automatizzare diversi tipi di operazioni: alcuni sono preinstallati e li potete trovare elencati nel menu Script, ma potete aggiungerne quanti volete, in base alle vostre esigenze. L’unico requisito necessario è saper programmare in Python, cioè il linguaggio in cui gli script sono realizzati; inoltre, è anche possibile aggiungere plugin, in questo caso realizzati in C++. La guida di Scribus fornisce qualche informazione in proposito, nella sezione For Developers, assieme a una introduzione alla creazione di plugin in C++, ma non è stata tradotta in italiano: nulla vi vieta di leggerla, se siete interessati all'argomento.

sabato 15 settembre 2012

4K Download, uno sguardo veloce


Sotto l’etichetta di “4K Donwload” si raccoglie una serie di programmi gratuiti che, come suggerisce la seconda parte del nome, servono appunto a permettere o semplificare lo scaricamento di materiale da siti di condivisione video come YouTube e altri. La prima parte del nome, “4K”, deriva invece dalla risoluzione massime in cui è possibile scaricare un video di YouTube, ossia la cosiddetta risoluzione in 4K, all'incirca 4000 pixel di larghezza (e proporzionalmente 3000 pixel di altezza). Sul sito di riferimento, che ovviamente si chiama 4kdownload, è possibile trovare cinque diversi programmi gratuiti, il cui funzionamento in gran parte si sovrappone:
  • 4K Video Downloader
  • 4K Video to MP3
  • 4K YouTube to MP3
  • 4K Stogram
  • 4K Vimeo Downloader.

A eccezione dell’ultimo, che al momento è soltanto per Windows, questi programmi sono disponibili per i principali sistemi operativi: Windows, Mac OS X, Ubuntu e Debian. Dovreste quindi riuscire a trovare quello che fa per voi, senza troppi problemi di adattamento. La pagina di download rimanda a Sourceforge, per lo scaricamento di ogni programma, ma non dovrebbe comunque dare grandi problemi. Potrebbe semmai essere più difficile decidere cosa scaricare, dato che più o meno tutti sembrano fornire lo stesso servizio.
Nonostante questa abbondanza di offerte, il programma di cui avrete bisogno, nella maggior parte dei casi, è il primo, ossia 4K Video Downloader: gli altri li potrete prendere in considerazione solo in caso di emergenza, oppure se 4K Video Downloader non ha soddisfatto le vostre necessità.
4K Video Downloader permette di scaricare video da YouTube e altri siti analoghi, selezionando la qualità video che preferite tra quelle disponibili; permette anche di estrarre l’audio da un video, scaricandolo come file MP3. In linea di massima, funziona più o meno come Songr, che abbiamo già visto, ma ha una interfaccia più professionale e forse più semplice da usare; prima di scaricare un file (video o audio che sia) ci informa anche sulle dimensioni del file, così da farci una idea sul consumo della banda e sul tempo di scaricamento. Anche la procedura di scaricamento è la stessa a cui probabilmente sarete ormai abituati e che, con minime varianti, si ripropone per tutti i siti e i programmi di download da YouTube:
  1. copiare l’indirizzo del video;
  2. premere il pulsante “Paste URL” nella finestra di 4K Video Downloader (il link che avete copiato sarà incollato automaticamente);
  3. scegliere se scaricare solo l’audio, oppure una delle qualità di video disponibili;
  4. scegliere dove salvarlo sul vostro computer.

I vari passaggi sono riassunti anche nella pagina di istruzioni sul sito ufficiale, corredata da immagini: il tutto è in inglese, ma dovrebbe essere comprensibile anche a chi non conosce la lingua. Una volta scaricato, il file potrà essere in formato MP3 (se avete scelto solo l’audio), oppure in formato MP4 o FLV (se avete scelto il video) e avrà la qualità che avete scelto voi. Siccome per la qualità dell’audio avete a disposizione una sola scelta, nella maggior parte dei casi, potreste anche scegliere di scaricare tutto il video, magari ad alta qualità, ed estrarre l’audio in un secondo momento, utilizzando un programma che vi permetta di scegliere la qualità di cui avete bisogno.
4K Video Downloader funziona con YouTube, Facebook, Vimeo, Dailymotion e Metacafe.
Siccome col primo programma è possibile fare più o meno tutto, a cosa servono gli altri quattro? Ottima domanda, che andrebbe però girata agli sviluppatori: in linea di massima, sono versioni più specializzate, mentre 4K Video Downloader è il “coltellino svizzero” della situazione. L’unico a presentare un funzionamento diverso è 4K Stogram, che non è dedicato allo scaricamento di video o audio, ma alle immagini di Instagram: inserendo il nome utente di una persona, questo programma promette di rendere disponibili tutte le sue foto.
Infine, per tutti e cinque i programmi esiste la possibilità di tradurli nella lingua che preferiamo. Le istruzioni per tradurre un programma in una lingua non ancora disponibili si possono trovare sul sito ufficiale di distribuzione. Ovviamente, sono in inglese.

martedì 11 settembre 2012

LibreJS: che cosa è e come funziona

Se avete mai visitato il sito di Richard Stallman, allora probabilmente vi sarete già imbattuti nel nome di LibreJS: lo trovate menzionato nella parte alta della pagina di apertura, tra le notizie in evidenza. Se non sapete chi sia Richard Stallman, possiamo descriverlo in breve come un geniaccio paranoico, con svariate fissazioni più o meno razionali e giustificate. È anche il “creatore” di Emacs e questo è sufficiente ad assicurargli un posto nel pantheon informatico. Ma torniamo a LibreJS.
LibreJS è una estensione per browser basati su Mozilla (per intenderci, Firefox è l’esponente più famoso) che, a seconda dei punti di vista e delle convinzioni personali, può essere completamente inutile, oppure fondamentale: il suo compito è infatti quello di analizzare tutti gli elementi in JavaScript contenuti in una pagina web e bloccare quelli che non sono “liberi”. Un esempio pratico appare nella immagine sottostante:
Questo è il risultato che si ottiene aprendo la prima pagina di Google, con LibreJS attivo. Quando carichiamo una nuova pagina, LibreJS ne analizza tutto il JavaScript presente al suo interno; se una o più parti è definita in un file esterno, scaricato assieme alla pagina, allora LibreJS provvederà ad analizzare anche quegli elementi. Al termine dell’analisi, tutto ciò che è stato identificato come non-libero è bloccato da LibreJS; l’unica eccezione è costituita dal JavaScript considerato semplice, ossia il JavaScript che
-non definisce funzioni;
-non carica files esterni alla pagina;
-non utilizza AJAX.
Questo sono i principali elementi che rendono “semplice” un elemento in JavaScript e, di conseguenza, immune all’attività censoria di LibreJS; un elemento in JavaScript che esegue almeno una di queste operazioni, o altre analoghe, non è considerato semplice e sarà quindi analizzato a fondo (e bloccato, se necessario). Come possiamo vedere dall'immagine soprastante, Google brulica di JavaScript non libero, secondo l’analisi di LibreJS, ma in effetti si può ottenere lo stesso risultato su quasi tutti i siti, dato che solo una sparuta minoranza di siti (quelli gestiti da membri e attivisti di GNU e Free Software Foundation, in linea di massima) si adegua ai canoni di LibreJS.
Quando una pagina è stata caricata, possiamo cliccare sull’icona nell’angolo in basso a destra del browser (quella col simbolo JS) per visualizzare il risultato, che poi corrisponde all’immagine inserita in precedenza. Di base, tutto il JavaScript considerato “non-libero” è bloccato: possiamo però sbloccarlo cliccando sul pulsante “Allow all scripts in this page”, che autorizzerà l’esecuzione di tutto il JavaScript presente nella pagina, che sia libero o meno. Questa autorizzazione resterà valida per tutta la sessione del browser, ossia fino a che non lo chiuderemo. Se invece vogliamo concedere un’autorizzazione permanente a una o più pagine, oppure a uno o più siti, dovremo modificare le impostazioni di LibreJS e aggiungere alla “lista bianca” i siti che ci interessano. Per farlo, apriamo la finestra delle estensioni di Firefox (o del browser basato su Mozilla che stiamo utilizzando), cerchiamo LibreJS e clicchiamo poi sul pulsante “Opzioni”. Si aprirà questa schermata:
Nella parte bassa troviamo uno spazio editabile, introdotto da “Whitelist domains, separated by comma, omit protocol”: qui dovremo scrivere, oppure incollare, l’indirizzo dei siti che vogliamo autorizzare sempre, separandoli tra loro con una virgola. Dovremo scrivere solo la parte dell’indirizzo che segue il www: se vogliamo autorizzare Google, ad esempio, dovremo scrivere google.com, non scrivere www.google.com o peggio ancora http://www.google.com.
A titolo informativo, nel corso della procedura di installazione LibreJS vi chiederà di cancellare la cache del vostro browser
il che è normale e giustificato. LibreJS ha bisogno che il browser scarichi tutto il contenuto di una pagina, per poterlo esaminare e bloccare (ove necessario); siccome la cache serve anche a evitare di dover scaricare tutto il contenuto dei siti che abbiamo visitato in precedenza, mantenere il contenuto precedente l’installazione di LibreJS ne ostacolerebbe il funzionamento sui siti già visitati da noi.
Detto questo sul suo funzionamento, la domanda che resta è: perché una persona dovrebbe utilizzarlo? LibreJS non serve ad aumentare la sicurezza del computer, perché non blocca elementi in JavaScript che potrebbero essere dannosi, ma soltanto gli elementi che non sono rilasciati con una licenza “libera” (una lista delle licenze considerate libere è consultabile sul sito GNU). Se ci interessa una gestione più accurata e personalizzabile del JavaScript, allora dovremo rivolgerci a NoScript, altra estensione per Firefox e simili, orientata verso la sicurezza del codice e dell’utente che lo esegue. LibreJS è invece orientato verso tutti quegli utenti a cui interessa la liberta del software, ossia tutti quelli che vogliono eseguire sul proprio computer soltanto programmi (e script) che siano liberi, non proprietari. In pratica, interessa solo a una piccola minoranza di utenti.
Per chi volesse approfondire il discorso sul JavaScipt libero e i problemi connessi al JavaScript chiuso, almeno dalla prospettiva del GNU, un buon punto di partenza è la lettura dell’articolo “The JavaScript Trap” (in inglese).

lunedì 30 maggio 2011

Recuva, per recuperare files cancellati da Windows

O almeno provarci.
In un precedente articolo, abbiamo parlato di Eraser e di come cancellare definitivamente un file da Windows. Stavolta proveremo ad affrontare il problema dalla prospettiva opposta, ossia come recuperare un file che abbiamo cancellato, sempre su un sistema operativo Windows.
Prima di tutto, un rapido riassunto sul meccanismo di cancellazione files, per Windows. Dopo che abbiamo svuotato il Cestino, i files non sono realmente cancellati dal nostro computer: cancelliamo soltanto la via di accesso al file. In questo modo, il nostro computer non vedrà più il file che abbiamo cancellato e penserà che quello spazio sia vuoto. Dunque, lo utilizzerà per salvare altri files, sovrascrivendo il nostro file "cancellato". In pratica, è come coprire una parola sbagliata con uno strato di bianchetto, aspettare che il bianchetto si asciughi e poi scriverci sopra un'altra parola. Fino a che un nuovo file non è salvato nello spazio del vecchio file, quindi, è possibile recuperare quello che avevamo "cancellato". Tecnicamente, è possibile recuperarlo almeno in parte anche dopo che quello spazio è stato usato per salvare altri files, ma per adesso limitiamoci alle cose più semplici; anche perché, in molti casi, ci ritroveremo con documenti incompleti, rovinati e pressoché inutilizzabili.
Esistono numerosi programmi che permettono di recuperare files cancellati da Windows, o almeno permettono di tentare il recupero. Per prudenza, sarebbe opportuno tenerne sempre uno pronto, su chiavetta o su altro dispositivo mobile: non si sa mai quando possa tornare utile, ma prima o poi capita sempre di averne bisogno. Perché su chiavetta? Beh, le probabilità di poter recuperare per intero un file cancellato, come abbiamo detto, dipendono dal fatto che quella porzione di memoria sia ancora libera: meglio quindi lavorare con supporti esterni, invece che salvare altro materiale sul disco fisso. Un supporto esterno, poi, ci servirà comunque, perché è lì che dovremo salvare eventuali files recuperati: sempre per evitare di salvare altro materiale sul disco fisso e rendere irrecuperabili i files cancellati che contiene.

Un buon programma per il recupero è Recuva, gratuito e disponibile anche in italiano.
Recuva
Sito ufficiale: http://www.piriform.com/recuva
Pagina per scaricarlo: http://www.filehippo.com/download_recuva

Sicuramente ne esisteranno di migliori, a pagamento, e sicuramente altri vi suggeriranno programmi diversi: ognuno ha quello con cui si trova meglio, o a cui è più affezionato. Lo potete considerare come un punto di partenza, dal momento che è un programma piccolo e gratuito: se non funziona per recuperare il vostro file, o se non ne siete soddisfatti, nulla di vieta di provarne altri.
Come funziona? Beh, l'interfaccia è piuttosto semplice da usare.
Recuva screenshot
Innanzitutto, scegliete il disco su cui volete eseguire lo scan, per cercare i files recuperabili. Una volta selezionato, basta cliccare "Scan", proprio lì accanto. Per restringere la ricerca, potete naturalmente impostare alcuni parametri, come ad esempio il tipo di file che state cercando (pictures, video, music, eccetera): se cliccate la freccia verso il basso, a destra di "Scan", troverete le varie opzioni. Infine, il tasto "Options" serve per impostare le opzioni di Recuva stesso: se proprio avete problemi a farlo funzionare, basta scegliere di utilizzare il "Wizard" e sarete guidati passo per passo nelle operazioni di recupero.
Alla fine della ricerca, avrete un elenco completo di tutti i files cancellati che ha trovato.
  1. Quelli con un cerchietto verde sono i files in perfette condizioni, che possono essere recuperati.
  2. Quelli con un cerchietto giallo sono in condizioni mediocri e potreste tentare un recupero, con poche possibilità.
  3. Quelli con un cerchietto rosso sono ormai stati sovrascritti del tutto ed è pressoché impossibile recuperarli.

Per recuperare un file, basta selezionarlo cliccando nel quadrato alla sua sinistra. Dopo che avrete selezionato tutto, potrete cliccare sul tasto "Recupera" e decidere dove volete salvare il file recuperato. Tutto qui. Come ho detto, fare un tentativo non vi costa nulla: è semplice, gratuito e di solito molto efficace.

martedì 8 febbraio 2011

HJSplit, per tagliare e unire files

HJSplit è un minuscolo programma gratuito, disponibile per tutte le piattaforme, che serve a uno scopo molto preciso: dividere (e naturalmente riunire) files di grandi dimensioni. Il che potrebbe sembrare una cosa piuttosto inutile, a prima vista. In certi casi, però, dividere un file in parti più piccole è proprio ciò di cui abbiamo bisogno: succede se il file è molto grande e noi lo vogliamo spedire come allegato via e-mail, oppure caricare su un sito di condivisione, come Mediafire. Questi siti, infatti, hanno un tetto massimo per le dimensioni dei files che si possono caricare; se il nostro file è più grande, dobbiamo ridurlo di dimensioni. Lo stesso succede per gli allegati e-mail.
In linea di massima, dunque, HJSplit ci serve quando dobbiamo spedire o caricare un file piuttosto grande: dividendolo in parti più piccole, ogni operazione risulterà più semplice e veloce. Inoltre, è un programma che occupa pochissimo spazio (circa 200 KB) e non ha bisogno di essere installato: anche se magari ci capiterà di averne bisogno soltanto un paio di volte, possiamo tenerlo nel nostro computer senza alcun fastidio.

HJSplit screenshot
Sito ufficiale di HJSplit.

Il funzionamento è piuttosto semplice.
Come possiamo vedere, lo schermo iniziale ci mostra sei pulsanti: Split, Join, Compare, Checksum, About ed Exit.
Split: per dividere un file in parti più piccole.
Join: per riunire un file separato.
Compare: per confrontare due files e determinare se siano identici.
Checksum: per creare un checksum di un file, ossia una sequenza di bit che serve a verificare l'integrità di un dato o di un messaggio. Una specie di certificato di garanzia.
About: vi informa sulla versione di HJSplit che state utilizzando.
Exit: per chiudere il programma.
I due pulsanti che userete più spesso, ovviamente, sono Split e Join.

Dividere un file
Il procedimento per dividere un file è molto semplice.
Prima di tutto, clicchiamo il pulsante "Split": si aprirà una nuova finestra, dove dovremo scegliere il file da tagliare e le dimensioni dei pezzi in cui tagliarlo.
Clicchiamo "Input File" e scegliamo il file da dividere.
Clicchiamo "Output" per scegliere la cartella in cui salvare il file tagliato.
Con "Split file size" possiamo decidere le dimensioni dei singoli pezzi: scegliamo la dimensione più adatta alle nostre esigenze.
Clicchiamo "Start" per cominciare a dividere.
Alla fine del processo, il file sarà diviso in file più piccoli, numerati da .001 in poi e salvato nella cartella che abbiamo scelto.

Riunire un file
Per riunire un file che abbiamo in precedenza diviso con HJSplit, il procedimento è altrettanto semplice.
Prima di tutto, clicchiamo il pulsante "Join": si aprirà anche in questo caso una nuova finestra.
Clicchiamo "Input File" e scegliamo il file da riunire. Basta selezionare solo il pezzo numerato con .001 ed è importante che tutti i pezzi siano nella stessa cartella: in questo modo, il programma li pescherà in automatico uno dopo l'altro, nell'ordine numerico.
Clicchiamo "Output", per scegliere la cartella in cui salvare il file intero.
Clicchiamo "Start" per rimettere assieme il file.

Confrontare due files
Cliccando il pulsante "Compare", possiamo confrontare tra loro due files e verificare se siano uguali, oppure se vi siano differenze. Un procedimento che può sembrare inutile, ma che a volte ha una sua utilità: possiamo infatti verificare se uno dei due files sia stato in qualche modo alterato, volontariamente o meno. Ricordiamo che è possibile inserire virus all'interno di molti tipi di files, così come è possibile mascherare in parte un virus, modificandone alcune parti. Un confronto tra il file originale e una sua copia può quindi tornare comodo, in certi casi.
Il processo è semplice: clicchiamo "Compare" e si aprirà una nuova finestra.
Come "File 1" e "File 2", scegliamo i due files che vogliamo confrontare. Poi, clicchiamo "Start" per avviare il confronto. Alla fine, il programma ci dirà se siano uguali, oppure se ci siano differenze.

Creare un checksum
Questo è un processo molto esoterico e misterioso, almeno per la maggior parte dei possibili utenti. Vediamo di darne una breve spiegazione.
Un checksum è una breve sequenza di lettere e numeri, che può essere generata in base al contenuto di un file. Due files identici avranno anche la stessa sequenza, ossia lo stesso checksum. Due files con la stessa sequenza, però, non saranno sempre identici. Diciamo che attribuire un checksum a un file è una misura di sicurezza in più, se lo vogliamo distribuire ad altri: se qualcuno dovesse modificare il file, per qualsiasi motivo, cambierebbe anche il checksum e così ci potremmo accorgere facilmente della manomissione.
Per creare un checksum, il procedimento è semplice.
Clicchiamo sul pulsante "Checksum" e si aprirà una nuova finestra.
Clicchiamo su "File" per scegliere il file da usare.
Cicchiamo "Start", per avviare l'operazione.
Alla fine, nel riquadro accanto alla scritta MD5 Checksum, ci apparirà una sequenza di lettere e numeri: è il checksum del file che abbiamo selezionato.

giovedì 27 gennaio 2011

Creare ePub con Calibre

Come abbiamo già detto, il formato ePub si sta affermando come alternativa più concreta al PDF, per quanto riguarda la creazione di e-book; se poi si tratta di e-book per dispositivi di piccole dimensioni, come cellulari o tablet, allora lo ePub funziona persino meglio del PDF. Ma come è possibile creare un e-book in formato ePub?
Anche se è possibile creare direttamente un file di testo in formato ePub, è molto più semplice scrivere il nostro testo in un altro formato e poi convertirlo in ePub, per non dover impazzire sulle formattazioni e sullo HTML. Esistono diversi programmi, anche gratuiti, che ci permettono di svolgere questa operazione, ossia convertire in ePub un documento già esistente. Uno di questi programmi è Calibre.


Pagina per il download (Windows, Mac e Linux)
Calibre è un valido programma, gratuito, per la gestione e la conversione degli e-book. Permette di convertire vari tipi di documenti in ePub, di organizzare una vera e propria libreria dei vostri e-book, nonché ovviamente di visualizzare gli ePub sul vostro computer, se non avete già altri programmi adatti.
Questa è l'interfaccia, all'apertura:


In primo piano, al centro, abbiamo la lista degli e-book caricati su Calibre; a sinistra abbiamo un indice della nostra libreria; a destra l'anteprima di un libro, con l'indicazione dei formati in cui è disponibile; in alto troviamo il meno del programma. Vediamo come funziona.

Menu
Aggiungi libro - Una voce piuttosto semplice da intuire. Ci permette di aggiungere alla nostra libreria un e-book già esistente, ma soprattutto ci permette di importare un documento che vogliamo convertire in formato ePub. Clicchiamo questo pulsante, per selezionare il documento da importare.
Modifica metadati - Cliccando questo pulsante, possiamo modificare i dati del libro: il titolo, il nome dell'autore, l'anno di edizione, eccetera. Se vogliamo creare un ePub, inserire i metadati è molto importante ed è un passaggio fondamentale.
Converti libro - Beh, anche questo mi sembra piuttosto chiaro. Una volta che abbiamo importato un documento da convertire, dovremo cliccare questo pulsante per convertirlo in ePub.
Leggi - Ci permette di aprire il libro selezionato, cioè quello evidenziato nella parte centrale dello schermo, che appare anche in anteprima sulla destra. Come lettore è molto rudimentale, ma fa il suo lavoro e va benissimo se non abbiamo alternative per aprire un ePub.
5 libri - Il numero ovviamente può variare ed è il pulsante che ci indica il contenuto della nostra biblioteca. Cliccandolo, possiamo creare una nuova biblioteca, spostare la biblioteca esistente, cambiare la cartella in cui saranno salvati i nostri libri, eccetera.
Cuore - Il pulsante col cuore ci permette di effettuare una donazione a Calibre, se vogliamo. Altrimenti, possiamo ignorare questo pulsante e non succederà niente.
Scarica notizie - Se siamo connessi a internet, con questo pulsante possiamo scaricare i dati di un e-book, se presenti in Rete.
Salva su disco - Ci permette di salvare un libro in un'altra zona del nostro disco fisso, in caso di bisogno o di modifiche.
Connetti/condividi - Pulsante che ci permette la condivisione di documento, anche esportandolo attraverso iTunes.
Cancella libri - Con questo pulsante, possiamo eliminare il libro selezionato.
Aiuto - Per consultare il manuale del programma, in caso di difficoltà.
Preferenze - Per modificare le impostazioni di Calibre.

Creare un ePub
Studiando il menu, abbiamo già potuto vedere quali siano le operazioni fondamentali per poter convertire un documento in ePub. Prima di tutto, dovremo "aggiungere" il documento alla nostra libreria, con l'apposito tasto. In secondo luogo, andremo a "modificare" i dati del documento (questo passaggio lo possiamo anche fare più avanti, se ce ne dimentichiamo). Per terzo, procederemo con la "conversione" vera e propria. I primi tre pulsanti del menu, nell'ordine in cui sono collocati: piuttosto semplice da ricordare.
Fin qui, tutto facile:
  1. Aggiungiamo il documento
  2. Modifichiamo i metadati
  3. Convertiamo
Dopo aver cliccato su "Converti libro", ci si aprirà una pagina nuova, in cui dovremo impostare vari elementi del nostro e-book:
Metadati - Se non li abbiamo già inseriti, questo è il momento di specificare i dati del nostro libro: titolo, autore, copertina per la catalogazione e quant'altro.
Visualizzazione - Se vogliamo modificare qualcosa nella formattazione del testo, questa è la sezione su cui lavorare. Altrimenti, lasciamo tutto così com'è.
Imposta pagina - Possiamo selezionare la formattazione della pagina, in base a un particolare tipo di lettore. Se abbiamo preferenze, possiamo ottimizzare il nostro e-book per un certo dispositivo; altrimenti, lasciamo tutto così come è.
Rilevamento della scrittura - Altra sezione che possiamo lasciare così come è, se non abbiamo qualche ulteriore modifica grafica da apportare al contenuto del libro.
Indice - Se non è presente un indice del libro, Calibre lo genererà automaticamente. Qui possiamo decidere se utilizzare un indice prodotto da noi, oppure un indice prodotto da Calibre stesso.
Output EPUB - Per impostare una copertina dello ePub, o dividere il file in più parti.

Controlliamo per sicurezza che in alto a destra, come formato output, sia indicato il formato EPUB, dopodiché clicchiamo OK e cominciamo la conversione. A seconda del tipo di formato e delle dimensioni del file, ci vorrà un certo tempo. Alla fine, avremo il nostro ePub pronto per la lettura.

Quali files si possono convertire?
Precisiamo: non tutti i tipi di documento si possono convertire in ePub, usando Calibre.
Il formato che dà meno problemi in assoluto è lo HTML, ossia quello di una comune pagina web.
Al secondo posto, metterei lo RTF, un formato in cui si può comodamente salvare ogni tipo di DOC o DOCX da Office o da Open Office.
Il formato PDF è probabilmente il peggior formato che si possa dare in pasto a Calibre. La conversione potrebbe andare bene, come potrebbe essere uno schifo totale: dipende dai singoli PDF, da come sono stati creati e dal loro contenuto. Se si vuole convertire un PDF in ePub usando Calibre, è meglio esportare prima di tutto il PDF in HTML, oppure in RTF e poi convertire il documento così esportato.
I file in formato DOC non sono supportati da Calibre: li dovete prima salvare in formato RTF, oppure HTML, usando Office.

Ultima cosa
Se volete creare ePub per uso personale, Calibre va benissimo.
Se volete creare ePub per la distribuzione, invece, potreste avere qualche problema. Gli ePub prodotti da Calibre difficilmente superano il test di convalida ePubCheck, per una precisa scelta del creatore di Calibre: egli considera infatti troppo restrittive e limitanti le impostazioni ufficiali, per cui non vuole adeguare il suo programma a quelle norme. Per adesso va così.

mercoledì 12 gennaio 2011

Facebook Chat Virus: how to manage and remove it

Update on July 27th, 2011.

Have you clicked a link in FaceBook chat and now your computer is infected? Have you received a strange message with a link in FaceBook chat and you don't know what is it? This is a good starting point to find more about.

How the virus works
Since December, there is a virus crawling through the FaceBook Chat: a worm, to be more accurate
What is this virus?
Pretty easy: like almost all the infections you can get through a social network, it is just a simple message you'll receive in FaceBook Chat. One of your friend will send you this message, which is something like "foto :-)", "pic :)" and a link to the photo itself. Presumably.
DON'T click it.
Whatever thing could happen, don't click that link. Never.
What to do, then? The first thing is "Don't panic". Until now, nothing bad happened: you've only received a message with a potential virus, but the virus is not in your computer, yet. Simply close that chat window and everything will be fine. And DON'T click the link.
As a second step, I'd suggest you to write a message to your friend, the one who sent you the link with the virus. It's not mandatory, but it's a nice thing from you. DON'T copy the link in the message: just write "I got a strange link from you" and explain what happened and everything will be fine. If you got the link from his/her Facebook profile, this means that your friend is already infected by that virus and now the virus itself is trying to spread, without your friend ever notice it. If you inform him/her, you'll surely do him/her a favour and you'll help avoiding that other friends will be infected by the virus
Now, what happens if you click the link?
First of all, you made a really bad move. But well, it can happen. Maybe you involuntarily clicked it, or you really trusted your friend, who knows. It would be better to be more cautious in the Web, but by now you did it. Time to find a solution. Let's see.
If you click the link, you'll be send to a fake FaceBook page, which says that the picture you were looking for has been moved, for whatever reason. If you want to see the picture, you must click on a button, which looks exactly like a common FaceBook button, like the one you usually click in order to activate an app. Have you clicked it? Great! Now, your computer has just won a new virus.

domenica 2 gennaio 2011

Pulire il computer con CCleaner

La manutenzione del proprio computer è fondamentale, se vogliamo che viva a lungo e funzioni bene.
Due sono le operazioni principali, per mantenere sano un computer: pulire e riordinare. Oltre, naturalmente, a evitare di prendersi qualche virus, ma di questo abbiamo già parlato. Partiamo dunque dalla pulizia.
Pulire il computer è importante, soprattutto se si usa un sistema operativo Windows. E mi riferisco alla pulizia del contenuto, come è ovvio: spolverare il computer è un'altra operazione importante, senza dubbio, ma per svolgerla non c'è bisogno di utilizzare programmi o di intendersi un minimo di informatica. Vediamo piuttosto come si pulisce il contenuto di un computer.
Un sistema operativo Windows ci mette a disposizione un primo strumento di pulizia del disco fisso, utile ma non sufficiente. La "Pulizia disco", a cui possiamo accedere dal menu "Proprietà" del nostro disco fisso (che di solito sarà C), ci serve infatti a liberare spazio sul disco fisso, eliminando files temporanei, contenuti del cestino e qualche anteprima salvata provvisoriamente. Si tratta dunque di svuotare, che non è la stessa cosa di pulire. Pulire un computer significa soprattutto eliminare tutte le scorie lasciate dai programmi che utilizziamo, ma anche le chiavi di registro ormai inutili, lasciate indietro da programmi disinstallati o aggiornamenti: sono queste le cose che più rallentano un computer e lo mettono a rischio, quando si accumulano troppo.
Come si puliscono queste parti?
C'è un programma fatto apposta per noi e per risolvere questo problema: CCleaner.

Sito ufficiale: http://www.piriform.com/ccleaner
Link per scaricarlo: http://www.piriform.com/ccleaner/download/standard
Link alternativo: http://www.filehippo.com/download_ccleaner

Il nome può sembrare strano, con quella doppia C iniziale, ma ha un suo motivo "storico". Nella sua prima versione, questo programma si chiamava CrapCleaner, che potremmo tradurre come "Pulicacca" e che ci spiega subito quale sia il suo scopo: ripulire il nostro computer da tutti i rifiuti che seminiamo noi, utilizzandolo, e che seminano i vari programmi che utilizziamo. In seguito, visto il successo ottenuto, il nome del programmaa è stato cambiato per renderlo più politicamente corretto, così adesso abbiamo CCleaner, dove la prima C sta per la parola censurata.
Ma lasciamo perdere le note storiche e passiamo alle cose importanti. CCleaner è un programma gratuito e disponibile anche in italiano: a prima vista, e al primo utilizzo, può sembrare un po' complicato, ma non è difficile da impostare. Dopodiché, basterà usarlo periodicamente per fare pulizia con un clic.
Ecco come ci si presenta:
A sinistra, abbiamo una colonna con quattro icone: "Pulizia", "Registro", "Strumenti" e "Opzioni".
Pulizia serve a cancellare i files temporanei lasciati da molti programmi, come Internet Explorer, Firefox, Office, gli antivirus e le varie componenti di Windows. Rispetto al programma di "Pulizia disco", pulisce molto più a fondo e libera più spazio.
Registro serve a tagliare i rami secchi nel registro di Windows: operazione fondamentale, che potrebbe risparmiarci molti errori e blocchi di Windows stesso.
Strumenti raccoglie alcune funzioni a cui possiamo accedere anche dal Pannello di Controllo di Windows, come la disinstallazione di programmi o il controllo dei programmi che si avviano in automatico quando accendiamo il computer.
Opzioni, infine, ci permette di impostare le opzioni del programma stesso, come il controllo degli aggiornamenti, la lingua e così via.

Come funziona?
Partiamo dalla "Pulizia". Selezionando questa voce, troveremo una schermata con due etichette "Windows" e "Applicazioni". L'etichetta "Windows" ci serve a selezionare cosa vogliamo e cosa non vogliamo pulire tra le componenti fondamentali del sistema operativo Windows. L'etichetta "Applicazioni", invece, ci eprmette di scegliere tra i programmi aggiuntivi, come Firefox, Chrome, i programmi Adobe, Office e tutto quello che potremmo aver installato nel nostro computer. Una precisazione: questa sezione serve a far pulizia nel lavoro dei programmi, non a disinstallare i programmi. In pratica, si tratta di svuotare cartelle temporanee, eliminare files provvisori, che si sono prodotti mentre il programma era in esecuzione, e così via. Non cancellerete nessun programma, né i file salvati.
Dopo aver selezionato tutto quello che volete selezionare, cliccate su "Analizza" e CCleaner vi fornirà una stima dello spazio che libererete e di cosa sarà cancellato. Se vi sta bene, cliccate su "Avvia Pulizia"; in caso contrario, cambiate le voci selezionate, per ottenere risultati diversi.
La sezione "Windows" è divisa in varie parti.
Internet Explorer: qui potete selezionare quali parti di IE volete ripulire. Personalmente, suggerisco di selezionare "File Temporanei Internet" e "File Index.dat", per partire, e poi aggiungere "Cookie" e "Cronologia", se volete una pulizia più approfondita, facendo sparire le tracce di quello che avete visitato su internet. Eventualmente, anche gli "Indirizzi web digitati di recente".
Esplora Risorse: è il settore dedicato ai documenti apetti di recente, di cui Windows salva più copie durante il lavoro, e altre cose temporanee; io le selezionerei tutte, tranne "Esegui (nel Menu Start)".
Sistema: qui si cancellano i files temporanei prodotti dallo stesso sistema operativo. Il mio suggerimento è di selezionare le prime voci, fino a "Segnalazione Errore Windows" inclusa, e lasciar stare le ultime quattro, per una manutenzione di routine.
Avanzate: come dice il nome stesso, toccatele solo se conoscete e riconoscete le varie voci. Se non sapete cosa sia, non selezionatela. Personalmente, suggerisco di selezionare solo la prima voce, "Vecchi dati Prefetch", mentre potete lasciar perdere il resto. Ogni volta che cercate di selezionare una di queste voci, poi, vi apparirà una finestrella con la spiegazione di cosa state per cancellare: se adesso avete cambiato idea, basterà deselezionare la voce.
La sezione "Applicazioni" è divisa a propria volta in varie parti, a seconda di cosa avete installato sul vostro computer.
Se avete più di un browser, ossia più di un programma con cui navigare in Internet, lo troverete qui, con le opzioni che avevamo già visto per Internet Explorer. Per una normale manutenzione, suggerisco di selezionare solo "Cache Internet", "Sessione" e "Compatta Database", in questo modo non rischierete di perdere le pagine visitate più spesso. Volendo, anche "Cookie" può essere selezionato, con l'avvertenza che poi sarà necessario fare di nuovo login in tutti i siti a cui siete registrati.
Seguirà poi un elenco di programmi che avete sul vostro computer: potete selezionarli tutti, in questo modo ripulirete la spazzatura che lasciano in giro per il vostro computer, mentre sono in esecuzione.

Passiamo al "Registro". Come detto, da qui si può fare pulizia nel registro di Windows. Se non sapete cosa sia il file di registro di Windows, ve lo spiegherò magari in un'altra occasione, perché sarebbe piuttosto lungo: diciamo che è un file molto particolare, in cui sono custodite tutte le impostazioni di Windows e dei programmi installati. Il cuore del vostro computer, insomma. Tenerlo pulito e in ordine è fondamentale, se volete evitare che Windows "impazzisca" spesso e volentieri.
Potete selezionare tutte le voci che trovate nella lista, con un'unica avvertenza: la seconda, ossia "Estensioni file non usate", potreste anche non selezionarla, se avete fretta. Non perché non sia importante, ma perché molto probabilmente vi ritroverete con una valanga di risultati e questo rallenterà il processo di pulizia: se avete tempo, selezionatela pure; se avete poco tempo, non selezionatela.
Cliccando poi "Trova Problemi", CCleaner eseguirà una prima scansione del vostro registro, cercando tutti i problemi nelle categorie selezionate. Completata la scansione, vi dirà quanti problemi avrà trovato: per correggerli, cliccate su "Ripara Selezionati". Prima di ripararli, però, vi chiederà se volete salvare una copia di backup: fatelo sempre. Se dovessero esesrci errori nella pulizia, con la copia di backup potrete risistemare tutto, annullando le modifiche effettuate.
Dopo aver cliccato su "Ripara Selezionati" e aver salvato la copia di backup, potrete riparare un errore alla volta, oppure ripararli tutti assieme in un colpo solo. Voi non dovrete fare nulla, non temete: il lavoro di riparazione lo farà CCleaner, a voi sarà richiesto solo di cliccare un pulsante.
Avvertenza. Se è la vostra prima pulizia del registro, vi conviene selezionare soltanto una voce alla volta, effettuare la scansione, salvare il backup e poi correggere gli errori. In questo modo, se il computer dovesse avere problemi, vi basterà ripristinare solo quella voce selezionata, invece di tutto il registro.

Negli "Strumenti" troviamo quattro voci sulla sinistra.
Disinstallazione serve a disinstallare un programma. Non l'avreste mai detto, vero? Funziona come l'equivalente che trovate nel Pannello di Controllo di Windows: selezionate il programma da disinstallare e poi cliccate "disinstalla", sulla destra.
Avvio vi mostra l'elenco di tutti i processi lanciati nel corso dell'avvio del vostro computer: più la lista è lunga, più il vostro computer impiegherà tempo ad avviarsi. Potete attivare o disattivare qualsiasi voce della lista, anche se vi sconsiglio di metterci mano, se non sapete cosa state facendo: potreste disattivare qualche componente fondamentale di un programma e scoprire poi che quel programma non parte più. Potete sempre riattivarla da qui e risolvere così il problema, certo, ma non c'è bisogno di complicarsi la vita facendo esperimenti alla cieca.
Ripristino Sistema vi serve a gestire i punti di ripristino sul vostro computer ed è uguale alla corrispondente funzione di Windows.
Bonifica Drive, infine, serve a pulire lo spazio vuoto sul disco fisso, una operazione che serve più che altro per motivi di sicurezza, nel caso abbiate dati sensibili sul vostro computer e vogliate essere sicuri che, dopo averli cancellati, siano spariti davvero. Potete ignorarla tranquillamente per la maggior parte della vostra vita. in condizioni normali, a meno che non abbiate effettivamente bisogno di pulire a fondo lo spazio libero del disco, per qualunque motivo di privacy.
Se volete utilizzarla, una sola cosa: come opzione per "Bonifica", selezionate sempre e solo "Solo spazio libero". Selezionare "Intero drive" equivale a formattare il computer, cioè cancellare TUTTO quello che si trova nella parte del computer che avete selezionato, incluso lo stesso Windows: è un po' come un tasto di autodistruzione, insomma. Meglio evitare.
Per il resto, se durante la bonifica vedrete diminuire lo spazio libero sul disco, non vi preoccupate: è normale. A mano a mano che procede con l'operazione, le parti già "pulite" saranno considerate come occupate, per distinguerle da quelle ancora da pulire  A fine operazione, tutto tornerà normale e spesso guadagnerete anzi un po' di spazio libero. Se anche a fine operazione lo spazio libero dovesse essere ridotto, allora qualcosa è andato male.

Le "Opzioni", infine, vi permettono di personalizzare il modo in cui usate CCleaner.
In gran parte sono voci intuitive, che dovreste capire già dal nome. Le uniche cose che vi suggerisco di fare sono:
Impostazioni - le prime 4 voci le potete lasciare in bianco; nel caso, selezionate solo la ricerca automatica degli aggiornamenti per il programma.
Avanzate - selezionate "Cancella file in Windows Temp solo se più vecchi di 24 ore" e "Chiedi se salvare un backup dei problemi di registro": il resto lo potete lasciare in bianco.

venerdì 17 dicembre 2010

GIMP, l'alternativa gratuita a Photoshop


Photoshop è probabilmente il programma di fotoritocco (e non solo) più conosciuto al mondo. Presenta però almeno due difetti, non trascurabili: è piuttosto difficile da usare; è a pagamento e costa parecchio.
Per il primo problema, purtroppo, c'è poco da fare. Non esistono programmi seri, che permettano di modificare e ritoccare in modo perfetto una immagine, con un semplice click: qualunque programma si scelga, c'è sempre da lavorare e imparare almeno un po' di teoria del fotoritocco, per poterlo usare con risultati soddisfacenti. C'è da dire, tra l'altro, che i programmi della Adobe, in generale, sono quanto di meno user-friendly si possa trovare in circolazione: pensati per utenti professionisti nei rispettivi settori della grafica, non si adattano in modo indolore a utenti inesperti e non si può sperare di ottenere qualche risultato andando a intuito o premendo tasti alla cieca. Se volete dedicarvi seriamente alla modifica delle immagini, preparatevi a sudare tanto e a leggervi i manuali d'uso.
Il secondo problema, cioè il prezzo, può essere risolto in modo perfettamente legale. La risposta é GIMP.
GIMP è un programma di fotoritocco gratuito, open-source e adattabile a ogni sistema operativo: Windows, Unix-Linux e Mac. Non ha forse la stessa potenza di Photoshop, ma per un utente comune, ossia un utente che non lavori come professionista nel campo della fotografia o della grafica, la differenza è ininfluente: con GIMP potrete fare le stesse cose che fareste con Photoshop.
Questo è il sito ufficiale della distribuzione italiana, dove potrete trovare aggiornamenti e manuali d'uso:
http://gimp.linux.it/www/
Il link diretto per scaricarlo, invece, è questo:
http://gimp.linux.it/www/download-home.html
Come già detto, non è facile da usare, proprio come non è facile da usare neppure Photoshop. Ci vuole tempo, pazienza e pratica, prima di arrivare a risultati soddisfacenti. Però ci si arriva e questo è l'importante. Per avere un primo assaggio del funzionamento di GIMP e per imparare almeno le basi, qui potete trovare una serie di 26 videoguide in italiano, che vi introdurranno all'arte segreta dell'uso di GIMP:
http://www.istitutomajorana.it/index.php?option=com_content&task=view&id=413&Itemid=33
La guida è stata pensata per una versione precedente di GIMP, cioè la 2.6.6, tuttavia dovreste poter trovare i comandi anche nella versione attuale, che è la 2.6.11.


lunedì 22 novembre 2010

Come scaricare video da YouTube e altri siti

Su questo argomento si sono già sprecati fiumi di inchiostro, ma soprattutto fiumi di bytes: ognuno suggerisce la sua tecnica e consiglia i programmi che preferisce. Dunque, in questo spazio mi limiterò a fare un rapido elenco dei sistemi migliori (secondo me) per scaricare i video da siti come YouTube, utilizzando i tre principali browser: Internet Explorer, Firefox e Google Chrome.

Internet Explorer
Per gli utenti di Internet Explorer, il modo più semplice per scaricare video da siti come YouTube è quello di appoggiarsi a uno dei tanti siti che offrono gratis questo servizio, oppure installare uno dei tanti programmi gratuiti che permettono di scaricare i video che stiamo guardando. Esaminiamo le due soluzioni.
I siti che permettono di scaricare video da siti di condivisione come YouTube sono numerosi, appunto, e in linea di massima funzionano tutti nello stesso modo: ti chiedono di inserire l'indirizzo del video che vuoi scaricare e poi ti restituiscono un link da cui si può scaricare il video, in uno dei formati a disposizione. I formati, di solito, sono .flv e .mp4; a volte c'è anche il formato .3gp: questi i formati video utilizzati da YouTube e da quasi tutti i siti analoghi ed è proprio in uno di questi formati che potrete scaricare il video. Alcuni siti offrono anche la possibilità di convertirlo direttamente in un formato a scelta, ma questa è una operazione che possiamo fare anche noi. Come? Ho già spiegato come si convertono video, oppure come si possono visualizzare video di ogni tipo.
Il sito più famoso che vi permette di scaricare video da vari siti è Keepvid. La lingua è l'inglese, ma non c'è da preoccuparsi: basta inserire l'indirizzo del video da scaricare nella barra in alto (dove vedete la scritta "Enter URL of video page here") e poi cliccare su "Download". Tempo qualche secondo e vi si aprirà una pagina, con una lista di link da cui potete scaricare il video, a seconda del formato e della qualità che preferite.
Gran parte di questi siti funziona allo stesso modo. Ne farò un breve elenco:
Eccetera eccetera. Alcuni vi offrono anche la possibilità di convertire il video o di estrarre l'audio dal video, ma di questo parleremo in un'altra occasione.
Guardiamo ora i programmi per scaricare video da YouTube e affini. Anche di questi ne esistono di tutti i tipi.
Free Youtube Download è un esempio: programma gratuito, abbastanza semplice da usare, permette di scegliere se scaricare in formato .FLV, oppure in .AVI. Il difetto principale è che funziona solo con YouTube e Google Video.
aTube Catcher, invece, permette di scaricare video da moltissimi siti, è sempre gratuito, permette anche di convertire il video scaricato. Non sono sicuro, però, che al momento supporti anche Windows 7: le voci sono contrastanti.
YouTube Downloader HD è un programma gratuito dalla grafica molto semplice, per non dire spartana. Anche se all'occhio non farà una bellissima figura, il suo lavoro lo esegue a dovere e l'importante è questo.

Firefox
Se usate Firefox come browser, oltre a tutti i metodi già elencati, potete utilizzarne altri più efficaci, sfruttando proprio la più grande risorsa di Firefox: le estensioni. E se si tratta di scaricare video, da YouTube o da qualsiasi altro sito, l'estensione di riferimento è certo Video DownloadHelper, almeno a mio parere. Dopo averla installata, accanto alla barra degli indirizzi vedrete un'icona con tre palline: quando si colora, significa che in quella pagina c'è un video o un file audio che potete scaricare. Ciliccatela e vi mostrerà la lista di ciò che potete scaricare: basta scegliere quello che interessa a voi, al resto ci penserà il programma.
Un'altra estensione che vi può tornare utile, sempre per scaricare video, è Easy YouTube Video Downloader, che invece Aggiungerà, accanto a ogni video, una serie di pulsanti, per scaricarlo nel formato e nella qualità che preferite.

Google Chrome
Anche in questo caso, tutti i sistemi già descritti per Internet Explorer funzionano benissimo. In aggiunta, esistevano estensioni anche per Chrome, che vi facilitavano il lavoro e vi permettevano di scaricare video con un click: un esempio era S-YouTube Downloader, ma al momento pare che gli ultimi cambiamenti di YouTube le abbiano rese inutilizzabili. Vedremo in futuro.

domenica 21 novembre 2010

Come vedere (quasi) ogni formato video

Oggigiorno, si possono trovare in circolazione numerosi formati video, gran parte dei quali non è supportata dai più comuni e famosi programmi multimediali, come Windows Media Player. In particolare, questo è vero per i due formati utilizzati da Youtube: il formato .flv e il formato .mp4, quest'ultimo usato molto anche dai dispositivi portatili come iPod e iPhone. Se scaricate un video da Youtube in uno di questi due formati, è facile che poi non riuscirete ad aprirlo sul vostro computer.
Per risolvere questo problema, si sono diffusi molti lettori universali, programmi che vi permettono di aprire e visualizzare quasi tutti i formati video attualmente in circolazione. Molti di questi programmi sono gratuiti (ma non tutti). I due programmi gratuiti più diffusi e affidabili, a mio parere, sono VLC media player e Media Player Classic.

VLC media player

Download: qui
VLC media player è un lettore universale, che funziona praticamente con tutti i formati video in circolazione, come già detto. L'interfaccia è abbastanza semplice da usare, anche se magari richiederà un po' di pratica a chi è abituato solo a Windows Media Player: in ogi caso, si impara in fretta. Include i codec per visualizzare quasi tutti i video, permette anche di gestire e registrare gli streaming, ha una interfaccia personalizzabile e se la cava più che bene anche con i file danneggiati o incompleti. Inoltre, è disponibile per sistemi operativi Windows, Mac, Linux e altri. In più, come già detto, è gratuito.
Questa la pagina ufficiale: http://www.videolan.org/vlc/

Media Player Classic
Download: qui
Download: qui (nella versione "Home Cinema")
L'interfaccia grafica è molto spartana e ricorda le versioni più vecchie di Windows Media Player. Il che è del tutto normale, visto che proprio a quelle si ispira. Media Player Classic è un altro ottimo lettore universale, che come il precedente vi permetterà di aprire pressoché ogni formato video sul vostro pc. I comandi sono molto semplici da memorizzare, anche attraverso la tastiera, e dispone di tutti i codec necessari per aprire i vari formati. A differenza di VLC, però, non permette di aprire gli streaming.
Ne esistono due versioni: una molto più semplice, che non richiede neppure di essere installata, e una po' "evoluta", ossia la versione Home Cinema, dotata di più funzioni e disponibile anche in lingua italiana. Entrambe le versioni sono gratuite. Il vantaggio principale di questo programma è che si adatta senza problemi anche a computer vecchi e con una potenza limitata: richiede poche risorse per funzionare e funziona senza dare problemi.
Questa la pagina ufficiale (per lo Home Cinema): http://mpc-hc.sourceforge.net/

venerdì 19 novembre 2010

Convertire video con un Mac

In precedenza ho presentato Format Factory, ottimo programma gratuito per convertire file video e audio. Un programma molto semplice e intuitivo da usare, oltre che in italiano; il suo unico problema, semmai, è che Format Factory è disponibile solo per Windows. Esistono però altri programmi gratuiti e altrettanto validi, per chi ha bisogno di convertire file video o audio e usa un computer Mac: ne elencherò alcuni. Avverto che non li ho potuti provare di persona, non avendo un Mac, ma sono comunque ritenuti validi.

Mpeg Streamclip

Download: qui 
MPEG Streamclic è un programma per visualizzare la maggior parte dei formati video, inclusi gli streaming; per modificare i video, coi comandi di taglia, copia, incolla eccetera; per convertirli in altri formati, ovviamente.
Altre informazioni nel sito ufficiale, qui: http://www.squared5.com/svideo/mpeg-streamclip-mac.html


HandBrake


Download: qui
Rispetto al precedente, HandBrake si presenta come un programma più semplice da usare, ma sempre efficace per il suo scopo: convertire video in un formato adatto al mac, partendo da quasi ogni formato.
Dispone di un ampio manuale per gli utenti, consultabile qui.
Il sito ufficiale è questo: http://handbrake.fr/

Miro Video Converter

Download: qui
Un altro programma per convertire quasi ogni formato di video in MP4, OGG e WebM. Studiato apposta per convertire video in formati adatti a IPhone, IPod e affini, è di conseguenza piuttosto semplice da usare e intuitivo. Nella homepage del suo sito, potete trovare una breve animazione che vi spiega con immagini come funziona e come si converte un video.
Il sito ufficiale è questo: http://www.mirovideoconverter.com/

LongoMatch: l'allenatore digitale

longomatch

Sito ufficiale: http://longomatch.ylatuya.es/index.php

Un programma gratuito piuttosto interessante, disponibile sia per Windows, sia per Linux.
Come dice il nome, e come dice la presentazione, LongoMatch è uno strumento di analisi per video sportivi, utile per allenatori e studiosi dello sport, per aiutare nell'analisi video delle gare. Semplifica l'analisi video, fornendo una serie di strumenti dall'uso intuitivo, per taggare, rivedere e modificare le più importanti azioni di una gara. Permette di raggruppare le sequenze per categorie, creandone una playlist, correggerne velocità e altri dettagli, creare presentazioni con sequenze di partite differenti e fornisce anche uno strumento di modifica video, per creare nuovi video coi tuoi preferiti. Anche se è principalmente orientato allo sport, LongoMatch può essere usato per ogni lavoro che richieda il tagliare e rivedere spezzoni di video e può di conseguenza essere applicato anche in campo come il cinema, la medicina o le conferenze.
Programma interessante, in teoria, ma bisogna ammettere che, al momento, è ancora un po' instabile e traballante: ci auguriamo però che i problemi attuali si possano risolvere con le future versioni. Al momento, siamo alla 0.16.4, uscita proprio pochi giorni fa e disponibile anche in italiano.

Download per Windows: qui
Download per Linux: qui (il sorgente, come è ovvio)