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venerdì 20 febbraio 2015

Modificare ebook con Calibre

Calibre è un programma gratuito e libero, già famoso come strumento per la conversione e in generale la gestione degli ebook, tanto da essere stato etichettato in più occasioni come lo iTunes degli ebook. Che questo sia da intendersi come un complimento o un insulto è aperto alla vostre interpretazioni e mi asterrò dal proporvi la mia, che propende per al seconda.
Etichette a parte, Calibre è usato soprattutto per convertire un ebook da un formato all’altro, nonché per fungere da biblioteca virtuale e, se si vuole, anche per trasferire testi dal computer a un qualsiasi lettore esterno, e viceversa. Le sue funzioni, però, non si esauriscono qui. Tra quelle introdotte più di recente (anche se quanto di recente dipende dall’ultima volta che lo avete aggiornato: non è che sia proprio una novità dell’ultima ora, ecco) vi è la possibilità di modificare ebook. Alcuni formati di ebook. E per “modificare” non intendo solo convertirli, ma proprio editarne il contenuto, come si può fare con un qualsiasi documento all’interno di un elaboratore di testi come Word o Writer.
La modifica di ebook all’interno di Calibre è disponibile soltanto per due formati, che sono poi anche quelli che ha più senso modificare con questo programma: EPUB e AZW3. Il primo formato dovrebbe essere noto a tutti ed è quello utilizzato dalla maggior parte dei dispositivi di lettura che non siano il Kindle. Il formato AZW3, invece, potrebbe suonare più esotico a molti, ma di fatto è una versione riveduta e corretta del MOBI, ossia il formato base per il suddetto Kindle.
La nuova funzione di modifica la trovate facilmente nella barra degli strumenti di Calibre ed è la penultima voce in fondo a destra:
Selezionate lo ebook da modificare, cliccate sulla icona e si aprirà la finestra di modifica:
Come potete vedere, non è poi molto diversa da quella di Sigil o da quella di un qualsiasi altro elaboratore id testi ridotto all’osso o quasi. Non aspettatevi funzioni speciali o particolari, dunque: è uno strumento che vi permette di modificare il codice di uno ebook, ma senza campanelli e lucine colorate. Almeno per adesso, poi in futuro si vedrà.
Non so quanti di voi lo vorranno usare per modificare un file EPUB, dato che Sigil permette già di fare la stessa cosa e in modo più completo (ebbene sì, è ancora più spartano ed essenziale di Sigil, che lo crediate oppure no), ma può essere utile per modifiche rapide e immediate, senza bisogno di uscire dal programma che state utilizzando. Ammesso che il programma che state utilizzando sia Calibre, ovviamente. Molto più interessante, invece, è la possibilità di modificare ebook per il Kindle.
Come ho detto, il secondo formato che potete modificare utilizzando questo strumento è lo AZW3. Il formato AZW3, anche se non proprio del tutto, è quasi completamente identico al MOBI. Da un certo punto di vista. Da un altro punto di vista è un MOBI arricchito, per permette di andare al di là di una grafica in bianco e nero e striminzita, che è la sola grafica concessa dal MOBI. Funziona col Kindle e la conversione dal MOBI è quasi indolore: molto spesso non si nota neppure la differenza, almeno sul piano grafico.
Cosa significa tutto questo? Significa che, se volete modificare uno ebook in formato MOBI, lo potete convertire prima in AZW3 e poi modificare all’interno di Calibre. Il che è più o meno come convertirlo in EPUB e poi modificarlo, d’accordo, ma la distanza tra i due formati è minore e molto probabilmente non avrete bisogno di una seconda conversione a lavori ultimati, per poter leggere il risultato sul vostro Kindle, dato che il Kindle apre senza problemi il formato AZW3. A meno che il vostro Kindle non sia alquanto datato, nel qual caso potrebbero anche esserci problemi.

lunedì 29 settembre 2014

Sigil 0.8.0, cosa cambia

Sigil, il programma per creare e modificare e-book in formato EPUB, è ancora vivo e, dopo quasi un anno di silenzio, finalmente ne abbiamo una nuova versione, la 0.8.0, per l’appunto. Non che ci siano stati grandi cambiamenti, almeno in superficie, ed è probabile che grandi cambiamenti non ci saranno neppure in un futuro prossimo, dato il ritmo con cui il suo sviluppo procede: al momento, Sigil è un programma sviluppato e mantenuto, di fatto, da una sola persona, il che non offre grandi prospettive di aggiornamenti rapidi. Ma vediamo cosa sia cambiato.
Prima di tutto, è cambiato il sito da cui poter scaricare gratuitamente Sigil. Le nuove versioni, per Windows, GNU-Linux e Macintosh, sono scaricabili da GitHub, ossia da questa pagina, invece che dal vecchio sito di Google Code. Non proprio un cambiamento radicale, ma la scelta della versione giusta potrebbe risultare meno chiara del passato, considerata la discutibile grafica della pagina. Leggete con cura il testo biancastro, sullo sfondo verde dei pulsanti, e dovreste poter reperire la versione che vi serve. Dopo aver visto come procurarci il programma, passiamo alle novità nel suo funzionamento. Che di fatto è una sola.
Lasciano da parte le correzioni di alcuni errori, presenti nella precedente versione 0.7.4, la grande novità di Sigil 0.8.0 è la introduzione di una infrastruttura, che supporta l’utilizzo di plugin in questo programma. Più o meno come quella che ha Calibre, giusto per dare una idea. In altri termini, è possibile programma re e aggiungere nuove funzioni a Sigil, attraverso un sano fai-da-te informatico. Per chiunque abbia le competenze necessarie, è ovvio.
Al momento, il supporto di plugin è ancora parecchio limitato, sia perché di fatto è disponibile un solo linguaggio di programmazione, per realizzare i plugin, sia perché i plugin stessi non esistono: se li volete, dovete programmarveli voi, oppure modificare plugin già esistenti per programmi analoghi. Piuttosto che niente, è pur sempre meglio piuttosto.
Nello specifico, l’unico linguaggio di programmazione supportato, per realizzare plugin, è il Python, sia nella versione 2 che nella versione 3 del linguaggio. Una scelta che mi entusiasma moltissimo, dato che trovo la programmazione in Python piacevole come una colonscopia, ma questo è solo un parere personale. In apparenza, molti altri apprezzano invece il linguaggio: buon per loro.
Gusti a parte, la scelta è motivata dal fatto che il Python è un linguaggio già ampiamente usato per realizzare plugin in altri programmi, per cui non dovrebbe essere troppo difficile riciclare e modificare plugin già esistenti, adattandoli alle necessità di Sigil. In particolare, pare che i plugin di Calibre siano riciclabili in Sigil con poche modifiche, dato che la struttura di base è la stessa per i due programmi. O almeno, così sostiene la persona che si occupa dello sviluppo di Sigil e chi sono io per contraddirlo?
Plugin a parte, per il resto non ci sono cambiamenti nel funzionamento di Sigil: tutto ciò che avevo detto per la precedente versione rimane valido anche per questa. Anche la sua interfaccia non è cambiata, a parte l’aggiunta di una nuova voce di menu: Plugin, per l’appunto, e dovreste poter immaginare a cosa serva. Vedremo se, dopo questa versione, altre ne arriveranno, con novità più consistenti e, magari, miglioramenti più consistenti. Considerato il ritmo, non la aspetterei prima della prossima estate, ma spero di esserne smentito.

domenica 19 agosto 2012

Pubblicare un e-book su Amazon - Formati

Suppongo non ci sia alcun bisogno di presentare Amazon: se non avete trascorso gli ultimi quindici anni vivendo sotto un sasso, privi di contatti col resto del mondo e senza avere accesso a un computer, il nome “Amazon” lo avrete sentito di sicuro, anche se magari non vi avete mai acquistato nulla. Meno famosa potrebbe però essere una sottosezione del sito di Amazon, ossia il Kindle Direct Publishing, una piattaforma da cui è possibile auto pubblicare i propri libri in formato e-book: più precisamente, come il nome suggerisce, in un formato per il Kindle, ossia il dispositivo di lettura e-book commercializzato da Amazon.
Esistono svariate altre piattaforme di questo tipo, più o meno serie e più o meno famose: sono spuntate come funghi con la diffusione degli strumenti per leggere e-book e in linea di massima promettono tutte la stessa cosa: puoi pubblicare il libro che vuoi, fissarne il prezzo e poi riceverai una determinata percentuale su ogni vendita del tuo libro. Ciò che è sottinteso, ma che molti autori dimenticano, è che la piattaforma in questione si limiterà a rendere disponibile l’e-book: spetta al suo autore il lavoro promozionale, ossia fare pubblicità al libro e rendere nota al mondo la sua esistenza, se vuole sperare di poterne vendere qualche copia. Amazon, attraverso la sua sezione Kindle Direct Publishing, mette a disposizione degli aspiranti scrittori uno strumento per inserire più facilmente i propri libri nel mercato per Kindle, a zero spese (e a zero guadagni, se non si è capaci di pubblicizzare il proprio libro, ma questo è un altro paio di maniche). Oggi mi occuperò degli aspetti più tecnici (e tecnologici), ossia che formato scegliere per il proprio testo e come realizzarlo.
Qualunque sia il formato in cui presenterete il vostro libro (DOC, HTML, PDF, EPUB, MOBI, eccetera), sappiate che non sarà conservato: Amazon lo convertirà immediatamente in un formato su misura per il Kindle, che non è nessuno dei formati in cui lo potete caricare. È dunque fondamentale scegliere un formato che non dia problemi in fase di conversione, per evitare che il nostro e-book sia deformato e reso irriconoscibile. Avrete comunque la possibilità di visualizzare un’anteprima del libro convertito, alla fine del processo: se i risultati non saranno soddisfacenti, potrete rifare tutto da capo, oppure potrete modificare il file risultante dalla conversione. I formati che Amazon accetta sono i seguenti: EPUB, MOBI (e PRC), HTML , DOC (e DOCX), RTF, TXT, PDF. Qualunque formato sceglierete, poi, dovete ricordarvi di creare anche un indice del libro: Amazon lo richiede.
Vediamo dunque pregi e difetti dei vari formati, nonché come realizzare un e-book in questi formati.

MOBI

È la scelta migliore. Il formato nativo per Kindle, ossia il formato in cui il vostro libro sarà convertito, è in pratica un MOBI con alcune modifiche: passare dall’uno all’altro è un processo indolore, quasi sempre, ed è molto improbabile che la formattazione del testo possa essere alterata. Più complicato, però, è lavorare sul formato MOBI: non esiste un equivalente di Sigil per il MOBI, al massimo potrete lavorare all’interno di Mobipocket Creator, ma non è una esperienza molto piacevole, almeno per i miei gusti.
Se scegliete di produrre un file in formato MOBI, vi suggerisco quindi due strade alternative: realizzare un buon HTML e poi convertirlo in MOBI, oppure realizzare un buon EPUB e poi convertirlo in MOBI. In entrambi i casi, la conversione può essere eseguita facilmente con Calibre. Utilizzate dunque gli strumenti che preferite per preparare il vostro e-book in formato HTML o EPUB, poi convertitelo in MOBI con Calibre e guardare il risultato: se vi soddisfa, siete a posto; se non vi soddisfa, tornate a modificare il file originario e poi convertitelo di nuovo, fino a che non sarete soddisfatti.

EPUB

Rispetto al MOBI, avrete maggior probabilità che l’impaginazione del vostro libro sia alterata dalla conversione, quando lo caricherete su Amazon, ma ha il vantaggio di essere molto più comodo da lavorare, in fase di preparazione. Inoltre, una copia in formato EPUB vi tornerà comoda se deciderete di distribuire il vostro e-book anche su piattaforme destinate ad altri dispositivi di lettura: se volete leggere un e-book su un iQualcosa, per esempio, il formato che vi servirà sarà proprio lo EPUB. Anche gli store con una i- davanti vi chiederanno uno EPUB. Morale della favola: tenerne pronta una copia ben formattata non fa mai male.
Ho già scritto più pagine su come realizzare un testo in formato EPUB, per cui non mi dilungherò anche qui. Una raccomandazione, però, è quella di verificare la correttezza del proprio EPUB alla fine del processo, utilizzando l’apposito test di convalida EpubCheck, online o sul proprio computer: uno EPUB valido è uno EPUB che si convertirà molto meglio.

HTML

Tanto il MOBI, quando lo EPUB sono basati sullo HTML; di fatto, sono una cartella compressa, al cui interno si trovano le varie pagine del libro in formato HTML (o derivato da). Anche lo HTML è dunque una ottima scelta per realizzare il vostro libro, ed è anche il formato che dovrete maneggiare, se deciderete di modificare un testo già caricato su Amazon. Si può porre semmai un altro problema: come realizzare un testo in formato HTML?
Se utilizzate una suite per ufficio come i vari tipi di Office (Microsoft Office, OpenOffice, LibreOffice), avrete a disposizione anche un elaboratore di testi: Word, oppure Writer. Nome a parte, cambia poco. Potrete dunque utilizzare il vostro elaboratore di testi preferito, per scrivere e modificare il libro, l’importante è che alla fine vi ricordiate di salvarne una copia in formato HTML (eventualmente filtrato, se siete su Word). La versione in “pagina web filtrata” vi permette di includere nel file HTML anche tutte le immagini che potreste aver inserito nel vostro libro: prima di caricare il tutto su Amazon, dovrete quindi comprimere in un file ZIP il file HTML e la sottocartella connessa.
Per dettagli sulla formattazione dello HTML, Amazon ha realizzato una (brevissima) guida, che vi servirà soprattutto in fase di modifica di un libro già caricato.

DOC/DOCX

Non è un formato che sceglierei: va benissimo mentre state lavorando al vostro libro, ma quando si tratta di caricarlo su Amazon (o su qualsiasi altra piattaforma di pubblicazione) è meglio passare ad altri formati, tipo lo HTML, oppure lo EPUB. Il formato DOC/DOCX ha buone probabilità di causare modifiche, anche profonde, della struttura del testo, soprattutto se avete inserito qualche impaginazione strana, oppure caratteri anomali; poi magari lo caricherete senza problemi e la versione finale del vostro libro sarà splendida, ma non è un risultato su cui potete fare affidamento, non più di quanto potete fare affidamento sulla puntualità di Trenitalia.
Amazon ha anche una breve guida su come impaginare il vostro libro mentre lo state lavorando su Word (ma anche su Writer): tenetela presente, se non sapete come inserire immagini, come creare un indice, come impaginare il titolo, dove mettere la pagina con le note di copyright e così via. Alla fine, la guida vi suggerisce di salvare tutto come pagina web filtrata e caricarlo così: non è la soluzione che adatterei io, ma la scelta è vostra. Se avete un testo ricco di immagini, potrebbe anche essere un suggerimento corretto.

RTF

In linea di massima, vale quanto detto per il formato DOC/DOCX: va bene mentre lo state scrivendo, ma per la pubblicazione attraverso Amazon è meglio convertirlo in un altro formato, alla fine. Se state lavorando con un file RTF, io vi suggerirei di farlo passare per il formato EPUB, dato che la conversione è di solito indolore (e ho anche già scritto una guida sulla conversione da RTF a EPUB); se vi sentite ardimentosi, però, potreste anche caricarlo direttamente in RTF e vedere cosa ne salterà fuori.

TXT

Non so perché una persona dovrebbe decidere di scrivere un libro in formato TXT, nel 2012, ma anche questo è supportato. Ovviamente, se scegliete il TXT potete dimenticarvi di immagini all’interno del testo, formattazioni particolari e quant'altro: va bene solo per un file di puro testo, senza orpelli e molto spartano.

PDF

Non fatelo. Non importa quanto siate disperati, ma non fatelo. È quasi sicuro che il risultato finale sarà molto diverso da quello che immaginavate voi, se caricate un file PDF e chiedete ad Amazon di convertirlo in un altro formato. Per farvi una idea di cosa potrebbe uscirne, provate voi stessi a convertire un PDF in un formato come EPUB o MOBI, utilizzando Calibre, e capirete perché io vi stia dicendo di non scegliere il PDF.
Se proprio dovete, esportate il file in un formato più malleabile, come lo RTF, oppure lo HTML: non sarà un passaggio indolore, ma sarà molto meno doloroso che la conversione diretta. Anche in questo caso, poi, potrebbe succedere che la conversione di un PDF si concluda bene, ma le probabilità sono molto basse: è come fare un viaggio in treno da Milano a Napoli, mentre nevica forte, e sperare di arrivare in perfetto orario.

lunedì 13 agosto 2012

Cosa sono i files CHM

Sotto l’etichetta generica di e-book possono essere raccolti svariati tipi di files, a seconda delle proprie convinzioni personali e di ciò che siamo disposti a considerare come “libro”: alcuni scelgono di restringere il termine ai soli formati che abbiano un’aria sufficientemente libresca, come lo Epub, il MOBI e il PDF; altri preferiscono intendere il termine nella sua accezione più ampia e includono negli e-books qualsiasi testo scritto in formato digitale, a partire dal più semplice dei TXT prodotti da un Blocco Note. Questione di gusti e di convinzioni personali, appunto: il minimo comune multiplo è che sia scritto e in formato digitale. Il formato CHM si colloca appunto nella fascia grigia tra lo e-book fatto e finito, con tanto di copertina, indice, eccetera, e il file di testo puro e semplice: alcuni lo considereranno un formato per e-book, altri non lo riterranno degni. Qualunque sia la vostra scuola di pensiero, vi converrà sapere almeno cosa fare quando ve ne troverete davanti uno, dato che ha conosciuto una discreta diffusione in passato ed è tuttora utilizzato in molti contesti.
Il formato CHM è un formato proprietario, realizzato dalla Microsoft una quindicina di anni fa: ha visto la luce più o meno ai tempi di Windows 98, per intenderci. Nonostante questa sua origine “chiusa”, però, il formato CHM è stato allegramente vivisezionato e la sua struttura interna ormai è ben nota: per questo motivo vi capiterà di trovarlo anche in contesti che non hanno nulla a che fare con la Microsoft e con Windows, come alternativa a formati più rigidi, tipo il PDF. Anche il suo campo di azione si è allargato col tempo: se alla nascita era stato destinato alla realizzazione delle guide per i vari programmi (i vari files di “aiuto” che trovate per quasi tutti i programmi destinati all’uso su sistemi operativi Windows, per esempio), adesso è utilizzato per distribuire qualsiasi tipo di testo, libri inclusi.
Qui sopra potete vedere un esempio di file CHM: probabilmente ne avrete già incontrato almeno uno, nel corso della vostra vita al computer. Come potete notare, un file CHM dispone sia di un indice, nel riquadro di sinistra, sia di varie altre funzioni per modificare la visualizzazione del testo, che lo portano molto vicino ai normali lettori per e-books. Non solo: se andiamo a guardare sotto la pelle di un CHM, troveremo molte altre somiglianze con formati quali lo Epub e il MOBI, tanto che possiamo pensarlo come uno zio o un cugino dei formati e-book più diffusi oggi.
Un file CHM, infatti, è fondamentalmente una raccolta di files HTML rilegati assieme. Si prendono i vari capitoli del nostro testo in formato HTML, li si raccoglie assieme, si compila un indice coi link alle varie sezioni dei vari capitoli e poi si comprime il tutto: ecco realizzato un CHM. Se ricordiamo quale sia la struttura di uno Epub, vedremo che la differenza non è molta. È anche facile capire la comodità di un formato dinamico come questo, rispetto alla rigidità di un PDF: come i formati e-book più famosi oggi, si tratta sempre di “sito compresso”, che può modificare il proprio aspetto per adattarsi alla dimensione dello schermo.
Per aprire un file CHM esistono diversi sistemi. Se utilizzate un sistema operativo Windows, avrete già a disposizione tutti gli strumenti che vi servono: nella maggior parte dei casi basterà un doppio click sull’icona del file e si aprirà da solo. I files CHM scaricati dalla Rete, però, potrebbero darvi qualche problema: una volta aperti, può capitare che non vediate il testo normale, ma il classico messaggio di “pagina non trovata”, proprio come succede quando non riuscite a collegarvi a un sito. È una misura di sicurezza, utilizzata spesso da Windows. Se vi succede, cliccate col tasto destro del mouse sull’icona del file, selezionate la voce “Proprietà” dal menu contestuale e scegliete di “sbloccare” il file.
Altra cosa che potete fare coi files CHM, sempre in ambito Windows, è decomprimerli, ossia “smontare” il file ed estrarre tutte le pagine HTML di cui è composto: questa operazione, di solito, risolve qualsiasi problema di lettura dovreste avere, se proprio quel CHM on piace al vostro computer. Per smontare un CHM, dovrete passare dal celeberrimo “prompt dei comandi”, noto anche come “linea di comando” o con altri nomi: qualcosa che, probabilmente, molti utenti Windows non avranno mai fatto in vita loro, a meno che non siano vissuti nei tempi eroici in cui Windows girava ancora su DOS. Dopo aver cercato e avviato il programma cmd dal menu di avvio di Windows, dovrete digitare questo comando:
hh.exe –decompile destinazione nome_file.chm
Al posto di “destinazione” dovrete inserire nome e indirizzo della cartella in cui salvare le varie pagine HTML, una volta estratte dal file CHM; al posto di “nome_file.chm”, invece, dovrete inserire nomee  indirizzo del file CHM. Gli indirizzi del file e della cartella saranno qualcosa del tipo c:\Users\Tizio\Documents eccetera, a seconda di dove avete salvato il file originale e dove volete salvare il suo contenuto. Non lasciate spazi vuoti nel nome del file o nel nome della cartella.
Questa soluzione potrebbe risultare indigesta a molti di voi, oltre che difficile per chi utilizza un altro sistema operativo. Soluzioni alternative, che funzionano sia su Windows, sia su Linux, sia altrove, richiedono l’utilizzo di programmi esterni. Firefox, ad esempio, ci mette a disposizione una estensione per aprire i file CHM, ossia CHM Reader, che aggiungerà una voce “Apri files CHM” al menu di Firefox: potremo così aprire qualsiasi file CHM all’interno di Firefox e leggerlo da lì, proprio come faremmo con gli strumenti forniti da Windows.
Altra possibilità è quella di convertire un file CHM in un altro formato di nostra preferenza, utilizzando Calibre. Fra gli svariati formati che Calibre supporta, infatti, è incluso anche il CHM: basterà così aggiungere il file CHM a Calibre, scegliere di convertirlo e poi selezionare il formato di destinazione, che potrebbe essere uno Epub (per quasi tutti i lettori di e-book), un MOBI (per il Kindle), oppure altri ancora. Come per ogni conversione, non è garantito che il risultato sia allo stesso livello qualitativo dell’originale, ma di solito è sufficientemente buono da non badare alle differenze, almeno nei files di solo testo.

mercoledì 8 agosto 2012

Leggere e creare ebook con Calibre (aggiornato)

Avevo già scritto un articolo su Calibre, presentandone l’aspetto, le funzioni e aggiungendo una breve spiegazione su come usarlo per convertire testi digitali da un formato all’altro. Per la precisione, lo avevo scritto più di un anno fa. Considerato però che lo sviluppo di Calibre procede a velocità ben più elevate di un treno italiano, e che il suo sviluppatore, Kovid Goyal, ha rilasciato giusto all’inizio del mese la versione 0.8.63, forse sarà opportuno procedere con un aggiornamento del testo, giusto per non restare indietro.


Come potere vedere dall’immagine soprastante, l’aspetto di Calibre non è cambiato molto, il che è un bene: non ci sono problemi di adattamento visivo, per inseguire le nuove scelte grafiche del designer di turno, e questo è sempre un aspetto positivo. Ci sono però diversi cambiamenti nel motore, cioè nel luogo in cui è opportuno che siano i cambiamenti, ma a questi accenneremo poi.
Calibre è disponibile in lingua italiana ed è ricco di annotazioni che spiegano in breve lo scopo di ogni pulsante, al passaggio del mouse: il suo utilizzo dovrebbe quindi essere alla portata di tutti, dato che basta saper leggere l’italiano. Cliccando poi sulla freccia che troviamo accanto a ogni icona principale, nel menu in alto, potremo visualizzare tutte le altre opzioni connesse a quella icona, oltre alla principale.
Aggiungi libri permette di importare nuovi e-books, oppure nuovi files che vogliamo convertire in un qualche formato e-book. Le varie opzioni supplementari ci permettono di precisare come vogliamo importare i files, ma in linea di massima otterremo sempre lo stesso risultato: il file selezionato sarà aggiunto alla biblioteca di Calibre e comparirà nella parte centrale della finestra. il primo file, o libro, comparirà anche in un’anteprima nella colonna di destra, che includerà sia la copertina (ammesso che ne abbia una), sia i vari formati in cui possiamo leggere quel libro. Se vogliamo altri formati, basterà convertirlo, come vedremo poi. I formati che possiamo importare con Calibre, e successivamente aprire e leggere, sono parecchi: si va da classici formati da e-book, come lo Epub e il MOBI, al PDF, al DOC/DOCX, fino allo HTML e al semplice TXT. Diciamo che dovreste poter importare più o meno qualsiasi formato di testo.
Modifica metadati, con le sue varie opzioni supplementari, ci permette di modificare le informazioni per il libro che abbiamo selezionato nella parte centrale della finestra: potremo così aggiungere o modificare il titolo, il nome dell’autore, l’immagine di copertina, il codice ISBN, la data di pubblicazione, eccetera. Se useremo Calibre soltanto per organizzare la nostra biblioteca, come una sorta di iTunes per libri (molti utenti lo considerano così), allora la modifica dei metadati ci servirà soltanto per migliorare la catalogazione dei testi; se invece vogliamo usare Calibre per realizzare un e-book, allora la modifica dei metadati sarà un passaggio obbligato, prima di procedere con la conversione.
Converti libri serve appunto a convertire da un formato all’altro un qualsiasi file importato in Calibre. All'interno di Calibre, il formato in cui il testo si trova ha importanza secondaria, dato che il lettore di cui è fornito riesce ad aprirli tutti (anche se non necessariamente bene e in modo esteticamente soddisfacente); se però volete trasferire un libro su un lettore esterno, come ad esempio un Kindle, allora la conversione potrebbe essere fondamentale, per ottenere un formato che sia accettato dal vostro dispositivo di destinazione. Nel caso di un Kindle, ad esempio, potreste ritrovarvi a utilizzare spesso questa funzione, per convertire un e-book dal formato EPUB (non supportato dal Kindle) al formato MOBI (supportato dal Kindle). Il processo di conversione presenta parecchie opzioni, che però non sono cambiate: la spiegazione che avevo fornito in precedenza rimane dunque ancora valida. Dovrebbe però essere possibile ottenere risultati migliori da formati che, finora, erano risultati alquanto ostici da convertire.
Leggi ci permette di leggere un e-book, utilizzando il lettore interno di Calibre. Per leggere un libro, basta selezionarlo nella parte centrale della finestra e poi cliccare questo pulsante, oppure cliccare sul formato che vogliamo aprire nella colonna di destra della pagina: il risultato sarà lo stesso. Il lettore interno potrebbe non essere il sistema migliore per leggere un libro, dato il suo aspetto scabro ed essenziale, ma di sicuro è uno strumento comodo per aprire parecchi formati, senza bisogno di scaricarsi mille programmino diversi. Va anche bene per farsi una prima idea sul risultato di una nostra conversione e, se non ci soddisfa, ripeterla senza bisogno di uscire da Calibre.
Prendi libri ci permette di cercare libri su svariati negozi online e siti “biblioteca”, cercando per autore, titolo, libro e negozio; ci fornisce anche informazioni di massima sul tipo di protezione (o di limitazione, a seconda dei punti di vista) che quel negozio potrebbe apporre ai propri e-books. È da segnalare la presenza del Progetto Gutenberg, tra i “negozi” su cui possiamo cercare: lì potrete essere certi di non avere problemi di DRM e di non dover pagare, perché tutti i testi sono forniti liberamente e gratuitamente.
L’inquietante icona a forma di cuore, che comincia a pulsare se vi passiamo sopra il puntatore del mouse, serve a effettuare donazioni a favore di Calibre e del suo sviluppatore, se vogliamo. Se non ci interessa, possiamo ignorarla e vivere felici lo stesso.
Scarica notizie ci permette di ricevere una sorta di rassegna stampa da uno o più siti di nostra preferenza. Cliccando su questa icona, si aprirà una nuova finestra, dove potremo consultare una lista di fonti, in base alla lingua o al paese: un doppio click sulla lingua che ci interessa ed ecco che avremo l’elenco di tutte le fonti giornalistiche (beh, il termine è qui utilizzato in senso molto ampio, stiracchiandolo per tutte le sue estremità) disponibili per quella lingua. Se proviamo a guardare tra le fonti italiane, che sono 51 in questo momento, troveremo sia siti di quotidiani nazionali, sia siti di agenzie stampa (tipo l’ANSA), sia siti di altre entità non ben definibili, ma che possono anche essere considerate fonti di notizie, a seconda delle proprie convinzioni e dei propri gusti.
Aiuto ci aprirà il manuale di Calibre, che potremo consultare se siamo persi e non sappiamo come proseguire. Da sottolineare che il manuale è online, per cui è necessaria una connessione attiva, per poter utilizzare questa opzione.
Rimuovi libri ci permettere di togliere un libro dalla biblioteca di Calibre: questo non lo eliminerà dal computer, o almeno non necessariamente, ma lo toglierà dalla sezione centrale della finestra. Considerato però che questa funzione cancellerà la sottocartella relativa a quel libro, che si trova all’interno della cartella Calibre, questo potrebbe essere sufficiente a rimuovere il libro anche dal nostro computer, se non ne avevamo salvata una copia altrove. Di conseguenza, è opportuno fare attenzione prima di rimuovere qualcosa.
Il pulsante successivo, X libri (dove X sta per il numero di libri importati su Calibre), ci permette di trovare la biblioteca di Calibre, ossia la cartella “Calibre” che è stata creata da qualche parte nel nostro computer, al momento dell’istallazione, ed eventualmente di spostarla.
Salva su disco ci permette di salvare in un’altra sezione del nostro computer il libro che abbiamo selezionato: usato in combinazione col pulsante “Rimuovi”, può essere utile per salvare un e-book in una cartella diversa del computer, prima di toglierlo dalla biblioteca di Calibre.
Connetti/Condividi, come dice il nome, ci permette appunto di connetterci ad altri dispositivi e condividere cartelle o singoli libri. Tra le sue opzioni c’è anche quella di connettersi a iTunes, che può tornare comoda per collegare Calibre a dispositivi che utilizzano questo programma. Inoltre, è anche possibile condividere libri via e-mail.
Preferenze, infine, ci offe alcune opzioni per personalizzare Calibre, installando ad esempio nuovi plugin, oppure per risolvere eventuali problemi: da qui possiamo riavviare il programma in modalità debug, ad esempio, oppure lanciare un classico “wizard” che ci guiderà lungo le prime impostazioni di Calibre.

Le novità introdotte dalle ultime versioni, come dicevo, si trovano in gran parte sotto il cofano e non sono dunque visibili dall'esterno: miglioramenti a quasi tutte le funzioni di base, insomma, oltre che alla grafica del lettore interno. Degna di nota, però, è la possibilità di eseguire piccole modifiche ai libri in formato EPUB, disponibile cliccando col tasto destro del mouse sopra a un libro e selezionando "Ottimizza libro": sia chiaro, Sigil è tutta un'altra cosa, ma se vogliamo soltanto eseguire livevi correzioni, allora potrebbe essere sufficiente.

giovedì 12 gennaio 2012

Come modificare un file MOBI

Come abbiamo già visto, il formato MOBI è un formato alternativo allo EPUB per realizzare ebooks che, a differenza del PDF, si possono adattare alle dimensioni degli schermi e sono quindi più adatti a essere visualizzati su lettori di varie dimensioni: dal computer, al tablet, allo smartphone.
Sia lo EPUB che il MOBI sono basati sullo stesso concetto, ossia il ricorso a un linguaggio fluido, non definito rigidamente ma capace di adattarsi allo spazio di cui dispone. La stessa strategia usata anche per le pagine web, insomma, e infatti i due formati si fondano sullo XML e sullo XHTML La grande differenza, però, è che lo EPUB è un formato libero, mentre il MOBI è un formato proprietario, ed è una differenza che si fa sentire, quando guardiamo agli strumenti disponibili per creare e modificare questi due formati. Se per crearli possiamo utilizzare Calibre in entrambi i casi, con esiti più o meno soddisfacenti, a tutt’oggi non esiste un programma equivalente a Sigil per modificare un file MOBI. Probabilmente, continuerà a non esistere anche nell’immediato futuro.
Come si può dunque modificare un file MOBI, una volta che lo abbiamo creato o acquistato? Nel secondo caso, la risposta molto spesso è “non si può”, ma lasciamo perdere per il momento questo dettaglio. Modificare un file MOBI è possibile, ma ci costringe a prendere strade diverse, rispetto a quelle che potremmo utilizzare per un EPUB. Anzi, sarebbe più opportuno parlare di strade alternativa, dato che in realtà non sono poi così diverse: possiamo utilizzare gli stessi strumenti di cui ci serviamo per gli EPUB, soltanto che, prima, dovremo sottoporre i nostri file MOBI a qualche piccolo intervento chirurgico. Vediamo come.

Immaginiamo di avere a disposizione un file MOBI privo di DRM (ebbene sì, ne esistono, anche se non ne troverete molti su Amazon). Un MOBI è composto da un insieme di file XHTML, più altre cose che al momento non hanno importanza, come le immagini di copertina, il file TOC (l’indice dell’ebook) e così via. Possiamo vederlo facilmente, aprendo un MOBI con un programma come WinRAR e simili. La struttura di un MOBI ci suggerisce dunque due possibili strategie, per modificarlo a seconda delle nostre esigenze, due strategie indirette ma efficaci: convertirlo in HTML, oppure convertirlo in EPUB.
Entrambe queste operazioni le possiamo svolgere con Calibre. Importiamo il nostro file MOBI, clicchiamo su “Converti libri” e poi scegliamo il formato in cui convertirlo. Personalmente, ritengo sia più comodo convertirlo in EPUB, ma altri preferiscono utilizzare il formato HTML. A voi la scelta. Se vi sentite più a vostro agio lavorando sullo EPUB, convertitelo in EPUB; se lo HTML vi è amico, convertitelo in HTML. In entrambi i casi, dopo la conversione avremo il nostro ebook in un formato su cui, finalmente, potremo lavorare.
Diciamo dunque che lo abbiamo convertito in EPUB. Il risultato può essere più o meno buono, a seconda dei casi, ma questo è secondario, perché adesso potremo modificare il file come vogliamo, correggere tutti gli errori, inserire eventuali indici, immagini, link, e tutto ciò che ci sembra opportuno inserire. Lanciamo Sigil, apriamo lo EPUB che abbiamo ottenuto attraverso Calibre e arrotoliamoci le maniche, perché è il momento di lavorare.
Ho già dedicato svariati articoli a Sigil e a come eseguire diverse operazioni utilizzando questo programma, per cui non mi sembra il caso di ripetermi anche qui. In ogni caso, il punto è questo: il file MOBI originario è adesso diventato un file EPUB e possiamo trattarlo proprio come ogni altro EPUB, alla faccia della Amazon. Solo la fantasia e la nostra conoscenza di Sigil (e dello XML) possono limitarci.
Una volta che abbiamo finito le modifiche, però, potremmo anche avere voglia di recuperare il nostro file MOBI, soprattutto se abbiamo intenzione di utilizzarlo con lettori come il Kindle, che non supportano lo EPUB. Niente di più facile, basta eseguire l’operazione inversa. Apriamo di nuovo Calibre, importiamo il nostro EPUB (ed ex MOBI) opportunamente modificato e corretto e poi sotto con un altro giro su “Converti libri”. Questa volta, la nostra conversione sarà dallo EPUB (formato di input) al MOBI (formato di output). Se tutto andrà bene, avremo riottenuto il nostro MOBI di partenza, ma modificato come volevamo noi, pronto a essere caricato su qualsiasi lettore vorremo utilizzare (beh, non che ci siano poi così tante alternative, in effetti).
Tutto ciò, come si diceva, vale per i MOBI privi di DRM.
E se il nostro MOBI è protetto da DRM, come lo sono quasi tutti gli ebooks acquistati su Amazon? Beh, qui il discorso si fa più complesso e meno legale. Nel caso degli ebooks, la protezione garantita dai DRM consiste di solito in una operazione piuttosto semplice: il contenuto dello ebook è criptato e può essere decrittato, al momento della lettura, attraverso una chiave che si trova all’interno del nostro lettore e che è registrata a nostro nome. Un ottimo esempio di crittografia di questo tipo ci è fornito proprio da Adobe Digital Editions.
Cosa fare in questi casi? Il procedimento per rimuovere i DRM consiste di solito nel recuperare la chiave interna al nostro lettore, utilizzarla per decrittare lo ebook e produrre così una copia non criptata del file. Come è facile capire, questa operazione non è gradita dalle case editrici ma, per chi fosse interessato (a fini puramente educativi, ovvio), è possibile trovare con una certa facilità guide per rimuovere i DRM, con una ricerca su Google, anche se spesso richiedono una vaga conoscenza del Python (linguaggio in cui sono realizzati gli strumenti usati di solito). Buona ricerca!

martedì 13 dicembre 2011

Qualche suggerimento per Calibre

Oggi torneremo a occuparci di ebook e in particolare di Calibre, il valido programma di conversione a cui abbiamo già dedicato altri articoli. L’argomento di questo saranno quei passaggi del processo di conversione che più spesso sembrano causare problemi agli utenti.
Con Calibre possiamo convertire un file di testo in vari formati ebook, dallo EPUB, al MOBI, al PDF. Anche il file di partenza può presentarsi in più formati, ma per un buon risultato sarebbe meglio utilizzare soltanto files in formato HTML o RTF, cioè i formati che provocano meno problemi in fase di conversione. Potete anche provare a convertire un file DOC, DOCX o un PDF, se proprio vi sentite avventurosi, ma è improbabile che sarete soddisfatti del risultato: molto meglio salvarlo prima come RTF (nel caso di un documento di Office e varianti) o in HTML.
Per procedere con la conversione in ebook, dovremo prima di tutto importare il file che vogliamo convertire, cliccando su “Aggiungi libri”, dopodiché dovremo evidenziarlo nella lista dei libri, aggiungere copertina e metadati cliccando su “Modifica Metadati” e infine procedere con la conversione vera e propria, cliccando su “Converti libri”. Ci troveremo davanti una pagina di questo tipo:

Al centro apparirà la copertina del nostro futuro ebook. Se non abbiamo ancora caricato la copertina, cosa che potevamo fare benissimo nella sezione “Modifica Metadati”, possiamo farlo adesso, selezionando una nuova immagine in “Cambia immagine di copertina”.
In alto, troveremo due voci: “Formato di input” e “Formato di output”. Il formato di input è il formato del file che stiamo per convertire e non è modificabile, mentre il formato di output è il formato in cui sarà creato il nostro ebook. Possiamo scegliere quello che preferiamo, anche se nella maggior parte dei casi useremo Calibre per creare un EPUB o un MOBI (il formato dei dispositivi Kindle).
A destra, ci sono i vari metadati del nostro file: titolo, autore, editore, eccetera. Se ancora non li abbiamo inseriti, questo è il momento giusto per farlo.
Una volta conclusa questa parte preliminare, clicchiamo su “Visualizzazione” e prepariamoci: adesso arriveranno le cose serie.

Qui abbiamo una serie di opzioni che ci permettono di decidere quale sarà la formattazione del testo, nel nostro ebook. È meglio controllarle con cura e stare attenti a cosa facciamo, se non vogliamo poi ritrovarci col testo allineato a sinistra, rientri mancanti, righe vuote tra un capoverso e l’altro e così via.
Per la maggior parte di queste opzioni, è possibile ricevere un aiuto da Calibre stesso. Se spostiamo il puntatore del mouse sopra una voce, ci apparirà una finestra (in italiano) con una breve descrizione di quella voce e del suo funzionamento. Se non avete voglia di leggerle tutte, ecco alcuni consigli per un ebook standard (senza formattazioni particolari o caratteri inconsueti).
- Selezionate la voce “Rimuovi spazi tra i paragrafi”, per evitare di ritrovarvi con righe bianche tra un paragrafo e l’altro. Selezionando questa voce, si attiverà anche la possibilità di scegliere la larghezza del rientro della prima riga, che potrete regolare a vostro piacimento. Tenete presente che l’unità di misura utilizzata è lo em, che corrisponde alla dimensione del carattere da voi utilizzato nel testo: 1 em corrisponde allo spazio di un carattere, 0.5 em allo spazio di mezzo carattere, e così via.
- Come “Giustificazione del testo”, potete selezionare “Originale” se volete mantenere la stessa formattazione già presente nel vostro file, oppure potete passare ad “Allinea a sinistra” o a “Testo giustificato”.
- Può essere utile selezionare “Ottimizzazione punteggiatura”, se avete scritto il vostro file con un programma che ha l’abitudine di formattare automaticamente la punteggiatura (come Word).

“Elaborazione euristica” è una sezione che, nella maggior parte dei casi, potete ignorare e vivere tranquilli. Potete provare a usarla soltanto se il primo tentativo di conversione (o i primi tentativi di conversione) ha dato pessimi risultati e un testo formattato in modo orrendo. Siccome però si tratta di un sistema che procede per stime basate su modelli, sarebbe preferibile lasciarlo perdere e usare invece correzioni “a mano”, per adattarle in modo più preciso alle necessità del nostro testo.

“Imposta pagina” è un altro passaggio che non dovrebbe dare problemi. Serve a decidere la struttura base della pagina del nostro futuro ebook, a seconda del tipo di lettore su cui intendiamo usarlo. Se non vogliamo creare un ebook su misura per un determinato lettore, possiamo lasciare le impostazioni di default e andranno benissimo.
Passiamo così al “Rilevamento della struttura”.

“Rimuovi la prima immagine” serve in un caso molto particolare: se il nostro file possiede già una immagine iniziale e questa immagine non corrisponde alla copertina da noi impostata. Non so quante volte vi capiterà di usarla, ma non si sa mai...
Se invece non vogliamo o non possiamo usare una immagine di copertina, allora possiamo selezionare “Inserisci i metadati come prima pagina del libro”: in questo modo, Calibre creerà una copertina composta dai metadati del file, ossia titolo, autore e quant’altro abbiamo inserito. Non sarà una copertina molto bella, ma può essere utile se stiamo producendo un documento quale una relazione, una tesina o altri tipi di testo che non richiedono copertine elaborate.
Con la sezione “Indice” siamo vicini alla conclusione.

Se nel nostro file è già presente un indice funzionante, lasciamo stare questa sezione: serve a generare automaticamente un indice, in base ai nomi dei capitoli che Calibre rileverà durante la conversione.
La parte più interessante di questa pagina è la seconda metà, dove troviamo le voci “Livello 1 indice (espressione XPath)” e seguenti. Per molti di voi saranno voci misteriose, suppongo, ma servono a indicare a Calibre come riconoscere ed etichettare i livelli del testo. I livelli del testo, di solito, corrispondono a sezioni, capitoli e sottocapitoli. Se cliccate sulla bacchetta magica accanto a ognuna di queste voci, potrete accedere a una finestra di aiuto, che dovrebbe suggerirvi come compilare la voce corrispondente.
Personalmente, preferisco costruire l’indice usando Sigil, che mi permette di farlo “a mano”, senza affidarmi ad algoritmi e altre espressioni regolari, ma è questione di gusti.

L’ultima sezione da tenere presente è quella dell’Output. Ciò che troverete in questa sezione dipende dal formato in cui avete scelto di convertire il vostro file. A titolo di esempio, ecco come si presenta il caso “Output EPUB”:

Se invece state convertendo il vostro file in MOBI, troverete una pagina completamente diversa, adattata alle caratteristiche del formato MOBI. Risulta dunque piuttosto complicato dare indicazioni generale su come comportarsi, ma le varie voci sono abbastanza documentare e dovrebbe essere chiaro cosa selezionare, a seconda del tipo di ebook che state producendo.

lunedì 31 ottobre 2011

Realizzare copertine per ebook

Realizzare la copertina di un ebook può essere un piacere, oppure un tormento, a seconda dei punti di vista. Per quanto mi riguarda, è un supplizio che rinvio il più possibile, data la mia totale incapacità in campo grafico, e di solito finisco per produrre schifezze. Al di là di questo, la copertina ha una sua importanza, perché è la prima cosa che i potenziali lettori vedranno del nostro ebook: se lasciamo una buona impressione, sarà più probabile che decideranno di leggerlo, soprattutto se non siamo famosi e nessuno ci conosce. Se invece siamo famosi, possiamo anche mettere una copertina bianca, perché tanto basterà il nostro nome... Ma passiamo ad altro.

Per realizzare in concreto una copertina, avremo bisogno prima di tutto di un programma per elaborare immagini: un programma come Photoshop, se ci sentiamo in vena di spese folli o di procurarcelo in altri modi, oppure un programma libero come GIMP, a disposizione di tutti. Sarà poi utile imparare a usarli, almeno per quanto riguarda i comandi principali.
Il primo problema che si pone è quello delle dimensioni. Quanto deve essere grande l’immagine della copertina? Dipende dal formato del nostro ebook. Se vogliamo produrlo in formato PDF, la copertina dovrà avere le stesse dimensioni delle pagine interne. Se vogliamo produrre un EPUB, invece, potremmo avere qualche problema extra, per decidere la dimensione della copertina.
Personalmente, ho sperimentato vari formati e alla fine mi sono assestato sul 612 x 792 pixel, come dimensione per la copertina di un EPUB. Forse non sarà la dimensione ottimale, forse su alcuni lettori renderanno meglio copertine più alte, o più larghe, o con una base maggiore dell’altezza: lo scoprirete voi, a seconda del lettore che usate per gli EPUB. Ho visto però che questo formato si comporta bene in molti casi, non lascia fastidiosi spazi bianchi ai margini e occupa a dovere lo schermo. Per adesso me lo tengo buono. Come dpi, preferisco stare sui 300.
Un esempio di copertina per EPUB realizzata da me (e quindi dalla grafica orrenda) è la seguente:

Il contenuto della copertina, poi, dipende dalle vostre preferenze. C’è chi utilizza una sola immagine, che riempie tutto lo spazio, e su quella immagine scrive il nome dell’autore, il titolo ed eventuali altre informazioni (editore, collana, eccetera); altri preferiscono racchiudere l’immagine principale in una cornice, all’esterno della quale si troveranno nome dell’autore, titolo, eccetera. La scelta è vostra e potete anche affidarvi a un grafico, se preferite. L'importante è che, alla fine, sia salvata in un formato adatto al vostro scopo: un semplice .JPG va benissimo.
Il punto che interessa a noi, invece, è il successivo: aggiungere la copertina al nostro ebook.
In un PDF basta inserirla come prima pagina del file, operazione che richiede forse 5 secondi con un programma come Adobe Acrobat, o con analoghi programmi per la modifica di PDF. Se invece vogliamo realizzare un EPUB, tutto dipende dal programma che stiamo usando.
Con Calibre, il procedimento è molto semplice. Carichiamo il file che vogliamo convertire in EPUB (cliccando su “Aggiungi libri”), selezioniamolo nella finestra centrale del programma e poi clicchiamo su “Modifica i metadati”: ci troveremo di fronte a una finestra di questo tipo.
Ciò che ci interessa è, ovviamente, il riquadro centrale, sotto la scritta “Cambia la copertina”. Per inserire l’immagine che abbiamo preparato, basta cliccare “Sfoglia” e selezionare l’immagine: sarà aggiunta al nostro ebook, col risultato che possiamo vedere sopra. “Rimuovi” serve a togliere la copertina che abbiamo inserito, se cambiamo idea o se la vogliamo modificare., mentre “Genera copertina” serve a creare una copertina automatica, se non ne abbiamo una. Il risultato sarà questo e, immagino, a pochi di voi piacerà:

Una cosa da tenere presente, quando avvieremo la conversione in EPUB, è la voce “Output EPUB”, nella finestra che useremo per impostare i dati di conversione. Si riferisce infatti alla copertina e contiene alcune opzioni che sarà utile modificare, se è il caso. Basta spostare la freccia del mouse sopra ogni voce, per avere un breve menu in italiano, che ci spiegherà a cosa serva quella voce. le impostazioni che io uso di solito sono le stesse che potete vedere in questa immagine.

Se preferiamo invece ricorrere a Sigil, per inserire una copertina al nostro EPUB, allora il processo è persino più semplice: basterà infatti inserire una normale immagine prima di tutto il resto. Al momento del salvataggio, Sigil la riconoscerà come copertina e la tratterà di conseguenza. Per inserire una immagine in Sigil, basta spostare il cursore nel punto in cui vogliamo inserire l’immagine e poi cliccare su “Insert Image” e scegliere l’immagine. L’immagine di copertina sarà così salvata su una pagina separata dalle altre, solitamente col nome “titlepage.xhtml”.

martedì 9 agosto 2011

Semplice guida per realizzare EPUB

Ho già parlato spesso e volentieri del formato EPUB, nonché dei programmi gratuiti migliori per realizzare un e-book in formato EPUB, convertendo un documento già esistente. Vediamo stavolta di riassumere un poco il discorso e spiegare come possiamo ottenere un EPUB funzionante, pulito e che superi il test di convalida dello EPUBCheck. Tutto questo, utilizzando programmi gratuiti, oppure già presenti sul nostro computer (a seconda del sistema operativo che abbiamo, è ovvio).
Un programma famoso, ma anche molto dispendioso, per realizzare un EPUB è Adobe InDesign, ma non vi preoccupate: non lo useremo, così come non useremo Pages, della Apple. Al momento, lo EPUB è un formato ancora molto semplice e adatto per e-book dalla struttura semplice, meglio ancora se pulita. Proprio per questi motivi, è più conveniente realizzarli utilizzando programmi altrettanto semplici e che non abbiano il pessimo vizio, comune a tutti i programmi costosi e “professionali”, di riempire i files di codice inutile e ridondante. Se vogliamo realizzare un EPUB in modo indolore, la semplicità paga molto più dei soldi.

Immaginiamo dunque di voler realizzare un romanzo e poi distribuirlo in formato EPUB, così potrà essere letto su un grande numeri di dispositivi portatili, come i tablet, gli e-book reader (o almeno la maggior parte di essi) e gli smartphone. Un romanzo, di solito, ha una struttura molto semplice e lineare ed è proprio ciò che ci serve, per imparare a creare un EPUB.
Scriviamo pure il nostro romanzo con l’elaboratore testi che preferiamo. Se stiamo lavorando su OpenOffice, allora sarà molto più semplice e diretto ottenere un EPUB, ma possiamo ricavare buoni risultati anche da un mastodonte come Word, anche se ci sarà più lavoro da fare. Non troppo, solo qualche passaggio extra. La cosa importante è NON salvare il nostro documento in un formato doc, docx o cose simili. O meglio, possiamo salvarne una copia in questo formato, ma non la useremo per ottenere il nostro EPUB. Per un EPUB è meglio salvare il documento nel formato RTF.
Ora, se stiamo lavorando su OpenOffice, è cosa buona e giusta aver installato la macro Writer2ePub, distribuita da Simplicissimus: è gratuita, basta scaricarla e installarla nel nostro OpenOffice e siamo pronti a cominciare. Una volta che l’abbiamo installata, potremo esportare i nostri documenti direttamente in formato EPUB. In pratica, con un click possiamo convertire il nostro file di OpenOffice in un EPUB. Molto comodo, no? Ma non credete, ci sarà ancora lavoro da fare. Intanto, però, avremo un proto-ebook che ci risparmierà alcuni passaggi intermedi. Potete perciò saltare direttamente a Sigil, più in basso nella pagina, ignorando i paragrafi di seguito (quelli che parlano di Word, WordPad e Calibre, per intenderci).

Se invece siamo utenti di Office e stiamo lavorando su Word, allora dovremo faticare un poco di più. Innanzitutto, come ho detto, salviamo una copia del nostro documento in formato RTF: questo ci libererà di alcune formattazioni automatiche di Word, che causerebbero diversi problemi in fase di conversione. Attenzione, però! Rimangono ancora molte formattazioni da ripulire, se vogliamo che il nostro EPUB finale sia snello, lineare e soprattutto superi il test di convalida. Anche Word, come i programmi di cui parlavo prima, ha il pessimo vizio di riempire di fuffa i nostri documenti.
Dopo aver salvato il file in formato RTF con Word, andiamo ad aprire un altro programma, che tutti i sistemi operativi Windows possiedono ma che, forse, voi non avete mai usato. Si tratta di WordPad, un elaboratore di testi che è più complesso del Blocco Note, ma molto più semplice di Word. Esattamente quello che ci serve, per fare una bella lavanda gastrica al nostro file.
Apriamo dunque WordPad, apriamo il nostro RTF all’interno di WordPad, eseguiamo se necessario qualche piccola correzione (ma di solito non serve) e poi salviamolo come RTF. Vedrete che le dimensioni del file si saranno dimezzate, a questo punto. Lo abbiamo purgato di tutto ciò che era inutile.
Adesso, possiamo usare Calibre, per convertire il file RTF in un EPUB. Ho già spiegato come funziona Calibre, così mi limiterò a qualche piccola indicazione. Innanzitutto, inseriamo i metadati necessari: titolo, autore, data di pubblicazione, eccetera. Poi, sempre dalla pagina in cui inseriamo i metadati, appiccichiamo anche la copertina del nostro EPUB, se vogliamo che abbia una copertina. Basterà aprire l’immagine che abbiamo creato (ne abbiamo creata una, no? Se non l’abbiamo creata, facciamolo adesso, prima di procedere con la conversione) e al resto penserà Calibre. Dopodiché, clicchiamo su “Converti libro”.
A questo punto, se abbiamo già inserito tutti i metadati, dobbiamo effettuare solo un piccolo ritocco. Nella sezione “Visualizzazione”, selezioniamo le voci “Rimuovi gli spazi tra i paragrafi” e “Ottimizzazione punteggiatura”; riduciamo l’ampiezza del rientro (suggerisco un valore tra 0,5 e 1,0); scegliamo “Testo giustificato”. Come nella figura seguente, insomma:
Sono ritocchi opzionali, ma renderanno più semplice il nostro lavoro successivo e più bello il nostro e-book finale. lasciamo perdere, per adesso, la struttura del testo e l’indice, perché sono elementi che sistemeremo poi con Sigil in modo molto più efficace. Avviamo la conversione e otterremo un file EPUB. Se lo apriamo, noteremo che ha una struttura molto grezza, ma non è un problema. A rimettere tutto a posto penserà Sigil.

Sigil è, almeno a mio parere, il programma più utile e prezioso, quando lavoriamo con un EPUB. Ci permette infatti di modificare e aggiustare il file sia attraverso una interfaccia semplice, simile a un normale elaboratore di testi, sia intervenendo direttamente sul codice (se ne siamo capaci). Inoltre, è gratuito.
Apriamo dunque il nostro EPUB con Sigil e rimbocchiamoci le maniche. Il lavoro più grosso che dovremo fare sarà quello di percorrere tutto il testo e spezzarlo alla fine di ogni capitolo. Sempre che questa separazione non sia già stata fatta dalla macro Writer2ePub, nel qual caso avremo un passaggio in meno. Se non è così, scorriamo il testo, sistemiamo il cursore alla fine di ogni capitolo e clicchiamo il pulsante “Ch”: il file sarà così spezzato in vari files più piccoli, uno per ogni capitolo. Non è indispensabile, ma è più comodo.
Adesso, sistemiamo i titoli, evidenziando il nome di ogni capitolo e selezionando lo header adatto. Per il titolo del libro, useremo lo heading 1; i titoli dei capitoli (o delle sezioni) richiedono lo heading 2; per i sottocapitoli useremo lo heading 3 e così via. Inserire gli headers nella corretta gerarchia è fondamentale, per ottenere poi un indice che funzioni. L’indice sarà generato automaticamente da Sigil, quando salviamo il file, e lo potremo visualizzare premendo il tasto F7; col tasto F8, invece, visualizzeremo e modificheremo i metadati.
Ci sono immagini da inserire o sistemare? Inseriamo e sistemiamo, allora! Per inserire una immagine, basta posizionare il cursore nel punto in cui vogliamo mettere l’immagine e poi cliccare sul pulsante con l’icona di una immagine, accanto a Ch. Ci penserà poi Sigil a caricare l’immagine nella cartella del nostro EPUB, così come genererà in automatico anche il foglio di stile, ossia il file CSS, che contiene le istruzioni su come interpretare le formattazioni del testo. Se volete modificarlo, lo trovate nella cartella Styles; se invece non sapete cosa sia, lasciate che ci pensi Sigil.
Quando avete ritoccato tutto ciò che dovete ritoccare, premiamo il pulsante con la V verde, per eseguire un primo controllo del nostro EPUB: se ci sono errori, Sigil ce lo dirà, evidenziando anche la parte del codice in cui l’errore si trova.
Non ci sono errori? Benissimo, il nostro EPUB è concluso. Apriamolo con un lettore, per vedere il risultato “sul campo”. Se siamo soddisfatti, possiamo sottoporlo al test di convalida EPUBCheck; se non siamo soddisfatti, torniamo da Sigil e ritocchiamo le parti che non ci convincono.
Con questo sistema, possiamo realizzare senza problemi un EPUB dalla struttura semplice, come ad esempio un romanzo, una guida o un manuale, ma anche una raccolta di poesie, se non siamo troppo futuristi nell'impaginazione. Un esempio di testo di narrativa creato in questo modo lo potete trovare di seguito, a titolo indicativo.

sabato 23 aprile 2011

Convertire un file PDF in EPUB

Proseguendo il nostro discorso sui vari tipi di e-book, vediamo oggi di affrontare un argomento piuttosto ostico e, in certi casi, disperato: convertire un file PDF in un EPUB, per poterlo leggere senza problemi su tablet e altri dispositivi portatili.
Premessa generale: al momento non esiste una formula magica, sempre efficace, per convertire un PDF in un EPUB. I due formati si collocano quasi agli estremi opposti, come filosofia di progettazione, e il passaggio dall'uno all'altro ci costringe a mediare tra caratteristiche che a fatica si conciliano. Abbiamo già presentato un rapido confronto tra PDF ed EPUB, che possiamo riassumere e semplificare in due aggettivi:
  • PDF = rigido
  • EPUB = fluido

Il PDF nasce per riprodurre sullo schermo, nel modo più fedele possibile, l'impaginazione di un documento. Ciò che vediamo sullo schermo è lo stesso che uscirà dalla stampante (se la stampante funziona, ovviamente). Ogni elemento della pagina è collocato nel posto che gli è stato assegnato e da lì non si può muovere: possiamo ingrandire o rimpicciolire la visuale, usando lo zoom, ma questo non cambierà la struttura della pagina. Se ingrandiamo troppo, dovremo poi usare la barra di scorrimento, per leggere le parti che escono dalla "inquadratura".
Lo EPUB nasce per adattare il documento alle dimensioni dello schermo. Se lo schermo è piccolo, come nei lettori portatili, avremo un documento con molte pagine strette; se lo schermo è più grande, le pagine saranno più larghe e diminuiranno di numero. Possiamo fornire indicazioni generali, come la giustificazione del testo, il tipo di carattere e l'ordine dei capitoli, ma il modo in cui gli EPUB saranno poi visualizzati, in concreto, dipende dal lettore con cui li apriremo.
Alla luce di queste caratteristiche, passare da uno EPUB a un PDF è possibile e relativamente indolore: si tratta di scegliere un particolare aspetto grafico dello EPUB e "pietrificarlo", così che non possa più essere cambiato. L'operazione inversa, cioè il passaggio da un PDF a un EPUB, è molto più complicato e spesso saremo costretti a procedere per tentativi, cercando di adattare una impaginazione "rigida", che non cambia mai, a una impaginazione "fluida", che può cambiare su ogni dispositivo di lettura.
Vediamo dunque cosa possiamo fare.

Se il PDF di partenza è un fumetto, oppure un documento brulicante di illustrazioni, grafici, tabelle e quant'altro, allora il nostro compito è molto più che disperato: sarà più rapido impazzire del tutto, che non adattare quel file ai sistemi di impaginazione di un EPUB. Si possono fare tentativi con Adobe InDesign (programma che io non apprezzo, ma sono gusti personali) e con Photoshop, cercando un modo per inserire una tabella enorme in uno schermo di pochi pollici, come quelli dei lettori portatili, ma le probabilità di trovare una soluzione che soddisfi voi, e che soddisfi il test di convalida di Epubcheck, sono davvero minime. Personalmente vi sconsiglio di lanciarvi nell'impresa, ma siete liberi di tentare...
Se il PDF è invece un normale documento di testo, come ad esempio un libro di narrativa, allora la conversione avrà maggiori possibilità di successo: più il testo di partenza è semplice, più sarà semplice anche farlo digerire a un EPUB.
La prima cosa da fare è trovare un formato intermedio, da dare poi in pasto a programmi di conversione come Calibre: se possibile, dobbiamo puntare sullo HTML, oppure lo RTF. Con Calibre esiste anche la possibilità di convertire direttamente da PDF a EPUB, ma non fatelo: nel 99% dei casi, il risultato sarà una schifezza, privo di qualsiasi tipo di impaginazione. Usate un passaggio intermedio.
Se possediamo Adobe Acrobat (il programma della Adobe per creare e modificare i PDF), abbiamo diverse soluzioni.
  1. Dal menu "File" scegliamo "Export" -> "Rich Text Format" (per salvarlo in formato RTF
  2. Dal menu "File" scegliamo "Export" -> "HTML" -> "HTML 4.01 with CSS 1.0" (per salvarlo in HTML).
  3. Dal menu "Edit" scegliamo "Copy File to Clipboard" e poi incolliamolo in un programma di elaborazione testi (Word, OpenOffice, quello che volete).

Se abbiamo scelto di salvarlo come HTML, possiamo aprirlo con Sigil e cominciare a lavorare sull'impaginazione ed eventuali codici strani, che potrebbero essere apparsi dopo la conversione da PDF: succede spesso, a seconda di come il PDF originale è stato creato dal suo autore. Armiamoci di pazienza.
Se lo abbiamo salvato in RTF, oppure lo abbiamo copincollato in un elaboratore di testi, possiamo apportare le prime correzioni già dall'elaboratore di testi stesso, il che potrebbe essere un poco più semplice, perché dispone di un numero di funzioni maggiore rispetto a Sigil. Quando siamo più o meno soddisfatti del lavoro, apriamo Calibre e diamogli in pasto il documento, salvato in formato RTF. Potrebbe essere necessario un ulteriore passaggio attraverso Sigil, se il documento originale era particolarmente rognoso.

Se non abbiamo Adobe Acrobat, possiamo usare Mobipocket Creator, come intermediario. La prima operazione effettuata da Mobipocket Creator, quando importate un file già esistente, è convertirlo in formato HTML: possiamo dunque importare il nostro file PDF, come se volessimo creare un MOBI, e poi copiare il file HTML dalla cartella del progetto. Non è un metodo molto ortodosso, d'accordo, ma ci permette di convertire un PDF in HTML attraverso un programma gratuito. A questo punto, abbiamo a disposizione un file HTML e possiamo cominciare a lavorarlo con Sigil, come già detto.

I procedimenti che ho presentato funzionano meglio se il PDF di partenza contiene solo testo e se l'impaginazione non è particolarmente complicata. Dovrete comunque lavorare con Sigil, per correggere le formattazioni, aggiustare l'impaginazione e sostituire gli eventuali simboli speciali, spesso usati in un PDF; nel caso, dovrete anche cancellare i numeri di pagina, se presenti nel testo. Quanto al risultato... beh, a volte potrete ottenere un buon EPUB, altre volte non riuscirete ad andare oltre la sufficienza: ogni PDF ha una storia diversa e non ci sono regole valide per tutti. Con tanta pazienza, dovrete procedere per tentativi.

domenica 17 aprile 2011

Creare un e-book in formato MOBI

Il MOBI è il formato tipico degli e-books per i lettori Kindle e, entro certi limiti, può essere considerato come un concorrente del formato EPUB. Oltre a essere utilizzato su questi lettori, però, il formato MOBI si può adattare anche ad alcuni cellulari, oltre che naturalmente ai computer. Abbiamo già visto come fare per aprire un e-book in formato MOBI sul nostro computer; vediamo oggi come creare un e-book in formato MOBI, ossia come convertire un documento in MOBI, così da poterlo utilizzare senza problemi su lettori Kindle (e altri supporti).

Calibre

Lo abbiamo citato già svariate volte e lo citeremo ancora. Calibre è un valido programma gratuito per la conversione e la gestione degli e-books, supporta la maggior parte dei formati attualmente in circolazione e, quindi, se la cava bene anche coi MOBI. Possiamo utilizzarlo per aprire e leggere gli e-books in questo fromato, ma possiamo anche usarlo per convertire un documento in formato MOBI, proprio come abbiamo già visto per gli EPUB.
Il processo di conversione è pressoché identico a quello già descritto per gli EPUB: la differenza principale è che dobbiamo ricordare di selezionare il formato MOBI come formato di uscita, in alto a destra nella finestra di conversione. Di base, come formato di uscita è indicato lo EPUB, per cui noi dovremo cliccare sulla freccia in basso, in modo da far apparire la lista completa, e poi selezionare il MOBI. Per il resto tutte le altre impostazioni le potete modificare a vostra scelta, come già visto: si raccomanda naturalmente di inserire i metadati.
I formati di partenza sono quelli già descritti nell'articolo in cui ho spiegato il funzionamento di Calibre, ma li possiamo riassumere qui: risultati ottimi coi files in formato HTML, dal discreto al buono coi files RTF, scarsi coi files PDF. Questo in linea generale, poi dipenderà naturalmente dal contenuto del singolo file.

KindleGen

Se Calibre non vi piace, o se il risultato non vi soddisfa, potete utilizzare un convertitore progettato apposta per i MOBI. Il primo esempio è KindleGen, un programma gratuito fornito dalla Amazon stessa (la casa produttrice dei lettori Kindle). Lo potete scaricare dal loro sito.
Precisiamo: non è un programma facile da usare e molti di voi lo troveranno indigesto. Tanto per cominciare, non ha una interfaccia grafica, ma è un programma da eseguire dalla linea di comando, come si faceva i vecchi tempi e come molti utenti Windows non sono più abituati a fare, da anni. Inoltre, vi permette di convertire in MOBI solo alcuni tipi di documenti, ossia i files in formato HTML (il formato di una classica pagina web, per intenderci). Un possibile vantaggio di KindleGen è che non richiede installazione: basta estrarlo dalla cartella compressa ed è già pronto per funzionare; inoltre, è disponibile sia per Windows, sia per Macintosh, sia per Linux.
Vediamo in modo molto schematico come si utilizza.

Windows

1-Estraete il contenuto della cartella ZIP in una destinazione a scelta; per semplicità, si suggerisce c:\KindleGen
2-Aprite una finestra di comando (la sottospecie di DOS presente sui sistemi operativi Microsoft). La trovate in "Tutti i programmi -> Accessori -> Prompt dei comandi", oppure scrivendo "cmd" nello spazio di ricerca del menu Start.
3-Scrivete c:\KindleGen\kindlegen . Se avete scelto una cartella diversa in cui estrarre KindleGen, la parte in rosso dovrà essere cambiata, per adattarsi al vostro percorso. In questo modo, vi apparirà una breve lista di istruzioni sull'uso di KindleGen (in inglese).Se non vi interessano, potete saltare questo passaggio.
4-Per convertire un file, spostatevi nella cartella in cui si trova il file, usando il comando "cd". Se si trova in Documenti, ad esempio, il percorso sarà qualcosa del tipo c:\users\nome\documents (dove "nome" è il vostro nome di utente) e dovrete quindi scrivere cd c:\users\nome\documents, per raggiungere la cartella in cui si trova il file da convertire.
5-Una volta che siete all'interno della cartella giusta, scrivete c:\KindleGen\kindlegen libro.html (dove "libro.html" è il nome del file da convertire,s eguito dal suo formato: cambiatelo in base al nome del vostro file).
6-Se tutto è andato bene, adesso troverete un file dal nome libro.mobi (di nuovo, al posto di "libro" ci sarà il nome del vostro file di origine).

Mac

1-Estraete il contenuto della cartella compressa in una cartella a vostra scelta. Per semplicità, si suggerisce la classica home directory (~).
2-Aprite una finestra di comando e scrivete ~/KindleGen/kindlegen , per vedere una lista di istruzioni sul funzionamento di KindleGen (se vi interessano). Se non vi interessano, potete saltare questo passaggio.
3-Per convertire un file, spostatevi nella cartella in cui si trova il file da convertire, usando il comando cd. Se il file si trova nel Desktop, per esempio, dovrete scrivere cd Desktop.
4-Una volta che siete nella cartella giusta, scrivete ~/KindleGen/kindlegen libro.html (dove "libro.html" indica il nome e il formato del file da convertire: cambiatelo a seconda del nome del vostro file).
5-Se tutto è andato bene, adesso troverete un file dal nome libro.mobi (di nuovo, al posto di "libro" ci sarà il nome del vostro file di origine).

Linux

1-Estraete il contenuto della cartella tar.gz nella directory ~/KindleGen (per semplicità).
2-Aprite una finestra di comando e scrivete ~/KindleGen/kindlegen , per vedere una lista di istruzioni sul funzionamento di KindleGen (se vi interessano). Se non vi interessano, potete saltare questo passaggio.
3-Per convertire un file, spostatevi nella cartella in cui si trova il file da convertire, usando il comando cd. Se il file si trova nel Desktop, per esempio, dovrete scrivere cd Desktop (ma se siete utenti Linux, non dovreste aver bisogno che sia io a spiegarvi come fare...).
4-Una volta che siete nella cartella giusta, scrivete ~/KindleGen/kindlegen libro.html (dove "libro.html" indica il nome e il formato del file da convertire: cambiatelo a seconda del nome del vostro file).
5-Se tutto è andato bene, adesso troverete un file dal nome libro.mobi (di nuovo, al posto di "libro" ci sarà il nome del vostro file di origine).

Mobipocket Creator

Altro programma gratuito per la conversione in MOBI. Rispetto a KindleGen, è molto più semplice da usare, soprattutto perché dispone di una interfaccia grafica, il che renderà tutto più facile per gli utenti Windows. Fra l'altro, è prodotto dalla stessa casa che distribuisce Mobipocket Reader e lo possiamo considerare come il "fratello" del lettore per MOBI: se Mobipocket Reader serve a leggere i MOBI, Mobipocket Creator serve appunto a crearli.
Un possibile svantaggio è la lingua inglese, per chi non fosse molto pratico, ma i comandi sono abbastanza chiari da poter essere memorizzati in poco tempo. Può convertire in formato MOBI i files HTML, i normali TXT (quelli prodotti dal "Blocco note", per intenderci), i files di Word e anche i PDF.
Questo in linea generale; per i dettagli sul funzionamento, vi rimando al prossimo articolo, che sarà appunto una guida a Mobipocket Creator.

giovedì 17 marzo 2011

Come aprire un epub

Ho già parlato più volte di come creare epub, come modificare epub e anche di come sia fatto un epub. Mi rendo conto solo adesso, però, di non aver mai affrontato per bene il problema di come aprire e visualizzare un epub. Vediamo di provvedere.
Se possedete un qualche prodotto della Apple, come un computer Macintosh, un iPhone, un iPod o un iPad, allora non dovreste avere problemi. Il formato epub è stato progettato proprio per tutti quei supporti che hanno uno schermo di ridotte dimensioni, come appunto gli aggeggi che cominciano per i-; di conseguenza, dovreste poterli aprire come qualsiasi altro file. In caso di problemi, però, potete utilizzare l’applicazione iBooks, che è gratuita. Oppure l’applicazione Stanza, ugualmente gratuita.
Il discorso cambia se avete un sistema operativo Windows. Considerato che un epub è, fondamentalmente, una cartella ZIP, nei casi di emergenza rimane sempre la soluzione artigianale di aprire un epub come se fosse una cartella compressa e poi leggere i files in esso contenuti. Non è pratico e non è elegante, però funziona. I files interni sono in pratica pagine web, come formato, per cui le potete aprire col vostro browser.
Se invece vogliamo un sistema più efficace ed elegante, allora abbiamo due possibilità: utilizzare un lettore di epub online, oppure scaricare un programma per aprirli sul nostro computer.

Lettori online

Ne esistono diversi, ma tutti seguono lo stesso principio: vi registrate al sito e poi caricate i vostri files epub, per poterli leggere comodamente dal vostro browser (cioè il programma con cui vi collegate a internet).
Bookworm permette di leggere e condividere epub in un modo molto semplice, creando una vostra biblioteca online. Il servizio è gratuito.
Ibisreader funziona grossomodo alla stessa maniera: ci si registra, si caricano i propri epub sul sito e poi li si può leggere in qualsiasi momento e da qualsiasi luogo, purché si sia connessi alla rete.
MagicScroll è un altro esempio ancora: carichi un epub da tuo computer e poi lo leggi sul loro sito.

Programmi

Se invece vogliamo installare sul nostro computer un programma per visualizzare epub, senza bisogno di passare per qualche sito, allora abbiamo alcuni esempi.
Calibre, di cui ho già parlato, mette a disposizione un lettore di epub molto semplice e spartano, oltre a un servizio per gestire la propria biblioteca digitale. Non è certo il prodotto migliore, in fatto di lettori, ma siccome ci permette anche di convertire molti formati in epub, è un programma che torna sempre comodo avere.
Adobe Digital Edition è un programma gratuito della Adobe, che ci permette appunto di visualizzare files in formato epub. Possiede anche molte altre funzioni, ma per il momento concentriamoci solo su quella che ci interessa: visualizzare un epub.
EPUBReader è una estensione per Firefox, che vi permetterà di aprire gli epub direttamente da Firefox, proprio come se fossero un sito internet. Per aprire un epub che si trova già sul vostro computer, basta usare il menu di Firefox File -> Apri file e selezionare lo epub che volete aprire. Funziona solo con epub privi della protezione DRM.
Un elenco più completo di programmi per ogni sistema operativo, sia Windows, Mac o Linux, lo potete trovare a questa pagina, che però è in inglese.