mercoledì 22 febbraio 2012

Breve presentazione di LibreOffice

Visto che qualche giorno fa è stata rilasciata la sua versione 3.5, approfitterò di questa occasione per parlare un poco di LibreOffice, la suite di programmi per ufficio alternativa a Microsoft Office, ma anche a OpenOffice.
LibreOffice è nato da una scissione all'interno del gruppo di lavoro di OpenOffice, scissione che si è verificata verso la fine del 2010 in seguito all'acquisizione della Sun Microsystem  (azienda che seguiva lo sviluppo di OpenOffice) da parte della Oracle. Al di là di queste note storiche, LibreOffice nasce come una variante di OpenOffice o, a seconda dei punti di vista, come un erede che ha scelto di proseguire sulla propria strada. Come risultato, tutto ciò che si poteva provare già su OpenOffice è presente anche su LibreOffice, con l’aggiunta degli sviluppi successivi alla biforcazione di questi due progetti. Di conseguenza, al momento LibreOffice e OpenOffice sono ancora molto vicini, ma in futuro la distanza tra loro è destinata ad aumentare, adesso che procedono per strade differenti. Se consideriamo anche la travagliata storia recente di OpenOffice, col passaggio da Sun Microsystem a Oracle e infine ad Apache, è probabile che il futuro sarà più luminoso per LibreOffice che non per il fratello OpenOffice.
Caratteristica principale di LibreOffice è il suo essere gratuito e open-source, come già OpenOffice. Lo potete installare, usare e “manomettere” senza problemi di licenze o costi. Al momento, è la suite di scelta per diverse distribuzioni Linux, come Fedora, ma ne esistono naturalmente varianti per i sistemi operativi Windows e Macintosh: l’importante è scegliere quella giusta al momento dello scaricamento, problema che comunque non si dovrebbe porre perché il sito stesso vi suggerirà la versione adatta al vostro computer. Al momento, poi, risente ancora di una certa dipendenza dal Java, per cui sarà bene che lo abbiate installato, per poter utilizzare correttamente LibreOffice, in particolare su Macintosh e Linux. Su Windows, invece, non è richiesto espressamente il Java tra i requisiti di sistema (anche perché Windows ha finora incluso quasi sempre una Java Virtual Machine, anche se non molto aggiornata), ma non vi farà certo male averlo.

Come già OpenOffice, anche LibreOffice è composto da sei programmi, che sono identici almeno come nome: nei contenuti si differenziano per lo sviluppo che LibreOffice ha portato avanti dopo la scissione di un anno e mezzo fa, ma per adesso le differenze sono esigue.
Writer, come suggerisce il nome, è il word processor di LibreOffice. Se non sapete cosa sia un word processor, pensate a Microsoft Word: stessa cosa. Rispetto a Word, l’interfaccia di Writer è un poco diversa e potreste aver bisogno di un paio di giorni per abituare l’occhio, ma per il resto potete fare più o meno le stesse cose con entrambi i programmi. Include anche funzioni di completamento automatico delle parole, formattazione automatica e controllo di ortografia, insomma tutte quelle funzioni che, a seconda dei vostri gusti, avrete già amato o odiato con Word: anche qui le potrete disabilitare, se preferite. Per il resto, la principale differenza è che potrete salvare i vostri documenti nel formato PDF senza bisogno di avere Adobe Acrobat installato.
Calc è il foglio elettronico di calcolo, in pratica una versione alternativa di Microsoft Excel. Come già per Writer, potete farci più o meno le stese cose che fate già col “cugino” della Microsoft: se siete familiari con Excel, non avrete problemi a usare Calc, sempre dopo aver superato l’eventuale spaesamento dato dalla differenza nella grafica, se siete particolarmente sensibili a questi aspetti in un programma.
Impress è il corrispondente di PowerPoint, ossia un programma per la creazione di presentazioni multimediali. Oltre a poter salvare i vostri progetti in un formato compatibile con PowerPoint, potrete anche salvarli in formato SWF, cioè come presentazione in Flash, se proprio ci tenete. In questo caso, come è ovvio avrete poi bisogno di Adobe Flash per visualizzare il risultato.
Questi sono i tre programmi che un utente normale utilizzerà più spesso. In aggiunta, ci sono altri tre programmi più esoterici, che probabilmente molti non toccheranno mai se non per pura curiosità di vedere cosa siano.
Draw, come il nome suggerisce, è un programma di grafica, sì, ma di grafica vettoriale. Corrisponde a Microsoft Visio e lo potrete utilizzare anche per la creazione di vari tipi di diagrammi, illustrazioni 3D e via dicendo. Alcune delle sue funzionalità lo fanno assomigliare un poco anche a Microsoft Publishing, se conoscete questo programma.
Base è un programma per la creazione e gestione di database. Se avete mai trafficato con Microsoft Access, allora avete anche una idea di cosa si possa fare con Base, incluso utilizzarlo come interfaccia per interagire con MySQL e vari altri tipi di database; se non avete mai trafficato con Microsoft Access e non sapete neppure cosa sia un database, potrete ignorare questo programma e vivere felici.
Math, infine, è un editor per formule matematiche, che corrisponde più o meno a Equation Editor su Windows. Con questo programma è possibile appunto realizzare anche le formule ed equazioni più complesse, che di solito saltate a piè pari quando le trovate in mezzo a una pagina, e potrete poi importare le vostre creazioni in altri programmi come Writer e Calc, per mostrarle orgogliosi agli amici.

Questi sei programmi di base, poi, possono essere arricchiti con una vasta scelta di espansioni, che corrispondono più o meno agli addons di Firefox (giusto per darvi una idea) e che vi permetteranno di aggiungere nuove funzioni ai programmi, a seconda delle vostre esigenze. In realtà, al momento non sono ancora così tante le estensioni progettate per LibreOffice nello specifico, ma la maggior parte delle estensioni di OpenOffice può essere riciclata anche in questo ambiente, senza problemi di compatibilità. Un esempio è PDF Import, estensione che vi permette di modificare qualsiasi documento in formato PDF e che, immagino, potrebbe interessare parecchi di voi.

6 commenti:

  1. Già... mi piacerebbe proprio che ti cimentassi in una SERIA guida a Ubuntu...
    Seguendo te, FORSE, riuscirei a istallarlo senza mandare a quel paese windows :)
    Ciao, Mayer

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  2. Libre Office l'ho scoperto da poco e lo preferisco a Neo Office e Open Office perché è più leggero e veloce; ho scoperto però che pur potendo impostare delle password d'acceso a documenti queste poi non vengono richieste alla successiva apertura - da qualche parte ho letto che la cosa si può fare solo su documenti salvati nel formato nativo, peccato (e peccato che al momento di impostare la password la cosa non venga esplicitata).

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    1. Ora come ora, LibreOffice è il programma con le migliori prospettive di sviluppo per il futuro, visto che ha attirato parecchi (se non la maggioranza) degli sviluppatori di OpenOffice.
      Il problema delle password non funzionanti col formato docx è già stato segnalato tra i bug di LibreOffice, per cui si spera sarà risolto entro il prossimo aggiornamento. Più in generale, la compatibilità tra LibreOffice e il formato docx non è ancora ottimale, quando si tratta di password (ma si spera lo possa diventare a breve): col formato doc, invece, non dovrebbe dare problemi. Il formato odt (cioè il formato nativo di LibreOffice), comunque, si può aprire senza problemi anche con Word, per cui si può sempre ricorrere a quello.

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    2. Grazie, anche per le belle notizie - in effetti Libre Office mi piace molto, se si pensa poi che è gratis...

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    3. Gratis, ma soprattutto open source: chiunque ne abbia le capacità, può modificarlo liberamente per adattarlo alle proprie esigenze.

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  3. Grazie siete fantastici!

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