venerdì 28 dicembre 2012

Le impostazioni di ricerca di Google


Come già detto in altre occasioni, i risultati delle ricerche su Google (ma anche su altri motori di ricerca che utilizzano criteri analoghi) non sono neutrali, né identici per ogni utente: più persone che eseguono una stessa ricerca, dunque, otterranno risultati diversi, calibrati in base ad alcuni fattori.
Un primo fattore è la lingua con cui utilizziamo Google, mentre un altro è il paese da cui ci stiamo collegando: un francese che usa la versione in lingua francese di Google, otterrà risultati diversi da un giapponese che utilizza la versione di Google in lingua giapponese, anche se stanno cercando la stessa cosa. Questo criterio era in funzione già da tempo, ma è destinato a diventare sempre più forte dopo l’introduzione del Knowledge Graph, il quale aggiunge ulteriori discriminanti su base geografica, legate alle statistiche di ricerca dei vari paesi. E fin qui, nulla di nuovo.
Altri fattori che determinano il risultato delle nostre ricerche su Google sono legato alla nostra storia personale, cioè alle ricerche che abbiamo compiuto in passato e ai risultati che abbiamo selezionato: i siti che clicchiamo più spesso, o che visitiamo più spesso, tenderanno ad avere una posizione migliore nei risultati delle nostre ricerche, mentre i siti che abbiamo deciso di bloccare non compariranno proprio e abbasseranno nei risultati delle ricerche eventuali altri siti, che si appoggiano o linkano molto questi siti bloccati. Su questi fattori “personali” abbiamo una certa possibilità di controllo, attraverso la pagina delle impostazioni di ricerca di Google.

Nella scheda dei risultati di ricerca, la prima opzione che troviamo è quella relativa all'attivazione o disattivazione del filtro SafeSearch, che serve a filtrare e bloccare tutti quei risultati di ricerca che sono valutati come “di natura sessuale”: un classico filtro per la cosiddetta salvaguardia dei bambini”, insomma, che anche Google mette a disposizione dei tuoi utenti. Come per tutti i filtri di questo tipo, i risultati di ricerca da bloccare sono scelti in base ai calcoli di un algoritmo: non è garantito quindi che tutti i siti “sconvenienti” saranno bloccati, proprio come non è garantito che saranno bloccati soltanto i siti di quel tipo. Gli errori sono sempre possibili e questo filtro non è comunque sufficiente a sostituire un controllo genitoriale, come è specificato nella stessa pagina in cui si descrive il SafeSearch. A ogni modo, chi lo volesse usare potrà anche regolarne la severità, utilizzando l’apposita barra.
Previsioni Google Instant è una voce che riguarda quei suggerimenti di ricerca, ma anche quei risultati di ricerca, che appaiono mentre stiamo ancora scrivendo ciò che vogliamo cercare: sono un tentativo di risparmiarci tempo  e proporci in anticipo ciò che potremmo voler cercare, a volte con risultati parecchio buffi. È possibile decidere se attivare questa funzione, nonché specificare come utilizzarla: le tre opzioni sono “sempre attiva”, “mai attiva”, oppure “attiva solo quando la connessione è sufficientemente veloce”. In questo ultimo caso, l’impostazione è attiva, di base, ma è pronta a disattivarsi automaticamente se la nostra connessione dovesse diventare troppo lenta; si riattiverà poi quando la connessione sarà tornata decente.
Subito sotto è possibile anche specificare quanti risultati vogliamo per ogni pagina, da un minimo di dieci a un massimo di cento: come è ovvio, questo determinerà quanti risultati avremo in ogni pagina di ricerca su Google. Scendendo ancora, possiamo decidere cosa succederà, quando cliccheremo su uno dei risultati di ricerca: di base, le nuove pagine si apriranno nella stessa scheda in cui abbiamo effettuato la ricerca, ma possiamo decidere di farle aprire in una nuova scheda selezionando appunto la voce “Apri ogni risultato selezionato in una nuova finestra del browser”.
Le ultime due  voci sono decisamente più interessanti e coinvolgono in modo molto più diretto il nostro account su Google (se ne abbiamo uno): per modificare entrambe, infatti, sarà obbligatorio l’accesso al nostro account. Inoltre, entrambe le voci hanno un grosso peso sia sui risultati di ricerca, sia sulla nostra privacy (la seconda voce in particolare).
Blocco di risultati indesiderati ci consente di creare una lista con un massimo di 500 siti che dovranno essere bloccati, per qualunque motivo noi vogliamo. Se blocchiamo un sito, le sue pagine saranno escluse dai risultati delle nostre ricerche e potrebbero essere penalizzati nei risultati anche tutti quei siti che, per qualsiasi motivo, si appoggiamo molto ai siti da noi bloccati. Inoltre, Google specifica anche che le nostre “liste nere” potrebbero essere utilizzate (ma non si sa con quale peso) per la regolazione intera delle ricerche; in termini più comprensibili, un sito bloccato da molti utenti potrebbe anche subire una qualche penalità nelle ricerche di altre persone.
Cronologia delle ricerche è una funzione che, a seconda dei punti di vista, può essere utile, oppure inquietante. Google registra tutti i risultati delle nostre ricerche, proprio come un browser registra tutte le pagine che abbiamo visitato: in entrambi i casi, questa è chiamata “cronologia”. Nel caso di Google, questa cronologia è salvata all'interno del nostro account e da lì possiamo decidere se attivare la funzione (normalmente è attiva), disattivare la funzione, cancellare alcuni risultati o cancellare tutti i risultati. Questa funzione può avere una sua utilità, nel caso in cui noi vogliamo ritrovare i risultati di una nostra vecchia ricerca, ma presenta anche aspetti meno piacevoli. Oltre ai vari dibattiti sulla privacy, la cronologia delle nostre ricerche influenza i risultati delle nostre prossime ricerche, adattandole a quelli che sono i nostri gusti e le nostre preferenze, oppure agli argomenti che, in passato, abbiamo ritenuto più utili. In altri termini, se voi cercate spesso argomenti porno e, anche nelle ricerche normali, tendente a cliccare tutti i risultati che sembrano porno, Google deciderà che voi siete pervertiti e nelle vostre future ricerche i risultati porno saranno favoriti rispetto agli altri, adeguandosi ai vostri interessi. Giusto per fare un esempio, sia chiaro. Anche questo dimostra come i risultati delle ricerche su Google non siano neutri, ma dipendano dalla storia personale di ogni utente.
Nella sezione Lingue del menu di sinistra possiamo specificare la lingua da utilizzare (come è ovvio), nel caso in cui questa lingua sia diversa da quella in cui stiamo utilizzando Google. La sezione Posizione, invece, determinerà quanto sarà precisa la geolocalizzazione dei risultati di Google. Di base, Google cerca sempre di fornirci risultati che siano quanto più possibile pertinenti al luogo in cui ci troviamo: se cerchiamo locali o negozi, ad esempio, come primi risultati dovremmo trovare quelli geograficamente più vicini a noi. Anche il luogo su cui si aprirà Google Maps dipende da questo. È una funzione su cui è dunque necessario spendere qualche parola in più.
Aprendo questa scheda, abbiamo la possibilità di inserire l’indirizzo preciso del luogo in cui ci troviamo, se vogliamo inserirlo. Se lasciamo in bianco questo spazio, Google cercherà comunque di scoprire dove ci troviamo, perché “Google fornisce sempre i risultati che ritiene siano più pertinenti alla ricerca effettuata” e “la località è uno dei fattori che utilizziamo per fornire questi risultati pertinenti”, eccetera eccetera: parola di Google. Se stiamo utilizzando un cellulare, la localizzazione è molto semplice e precisa: basterà guardare la cella da cui ci stiamo collegando. Nel caso di un computer, o di una connessione non mobile, Google utilizzerà il nostro indirizzo IP, per cercare di individuare la zona da cui ci stiamo collegando; i risultati saranno inevitabilmente approssimativi. Altra possibilità è quella di ricorrere alla Google Toolbar, se l’abbiamo installata: una delle sue funzioni è “la mia posizione” e si può immaginare benissimo a cosa serva.
Non è possibile disattivare la geolocalizzazione dei risultati; anche se non specifichiamo il luogo in cui ci troviamo, Google cercherà lo stesso di scoprirlo. Per limitare i danni, può essere utile scrivere comunque una località, ma limitandosi al paese (per esempio, “Italia”). Se proprio vogliamo evitare ogni tipo di localizzazione, dovremo ricorrere a un proxy (anche se così troveremo risultati pertinenti al paese in cui si trova il proxy, che per noi potrebbero essere inutili) , oppure utilizzare un altro motore di ricerca, come DuckDuckGo.

lunedì 24 dicembre 2012

Il nuovo Registro Attività di Facebook


Dopo aver esaminato la volta scorsa le ennesime modifiche alle impostazioni sulla privacy di Facebook, modifiche in effetti più grafiche che sostanziali, oggi daremo una occhiata al nuovo aspetto con cui ci si presenta il Registro Attività, per concludere le sorprese che Facebook ci ha lasciato sotto l’albero di natale.
Anche in questo caso, c’è da dire che i cambiamenti sono soprattutto grafici. Ecco infatti come si presenta adesso la pagina principale del Registro Attività:

La prima cosa che notiamo è la scomparsa del menu a tendina, sostituito da un menu permanente nella colonna di sinistra della pagina: c’è qualche novità nelle voci che compongono il menu, ma per il resto il funzionamento è lo stesso a cui dovremmo ormai esserci abituati. Il Registro Attività è uno strumento per controllare tutto ciò che condividiamo e abbiamo condiviso su Facebook e il menu ci serve appunto a filtrare per categorie la montagna di materiale composta da foto, video, messaggi, commenti, link, nuove amicizie e tutto ciò che può costituire una nostra attività su Facebook. cliccando sulla voce “Foto”, ad esempio, vedremo l’elenco di tutte le foto e gli album che abbiamo condiviso; la voce “Commenti” ci mostrerà tutti i commenti che abbiamo scritto su qualsiasi tipo di post, nostro o altrui; la voce “Post in cui sei taggato” ci mostrerà la lista di tutti i post in cui compare un tag rivolto a noi, sia che lo abbiamo messo noi stessi, sia che lo abbiano messo altre persone; eccetera eccetera. Il luogo in cui questi elenchi appariranno è la parte centrale della pagina.
Sulla colonna di destra, invece, troviamo un calendario, dove sono elencati gli anni della nostra “vita” su Facebook, dal momento dell’iscrizione fino a oggi: cliccando sul numero dell’anno, si aprirà un sottomenu con l’elenco dei mesi. Esattamente come per il menu della colonna di sinistra, anche questo serve a filtrare le nostre attività, ma in questo caso il criterio è il periodo in cui sono state eseguite: combinando le due colonne, possiamo dunque vedere tutti i commenti che abbiamo scritto nel mese di ottobre del 2010, per esempio, e il risultato ci apparirà sempre nella parte centrale della pagina. Va poi ricordato che questa cronologia ci mostra la data in cui le notizie e le attività sono state inserite su Facebook, non la data in cui sono state svolte: se un evento si è svolto il 20 giugno, ma noi lo abbiamo pubblicato su Facebook il 3 luglio, allora lo troveremo inserito nel mese di luglio. E fin qui, nulla di nuovo.
Oltre a mostrarci cosa abbiamo fatto, commentato o condiviso, il Registro Attività ci permette anche di modificare, nascondere o rimuovere qualsiasi nostra attività. Se guardiano nella sezione centrale della pagina, dove appaiono le varie attività da noi svolte, nell'angolo in alto a destra di ogni attività troveremo due icone: la prima ci permette di regolare la privacy di quell'attività  decidendo chi potrà vederla, mentre la seconda ci permette di modificarne la visibilità all'interno del nostro diario. Come impostazione di base, tutte le attività sono visibili nel diario: qui possiamo decidere se lasciarle così come sono, metterle in evidenza (cliccando sull'icona a stella), oppure nasconderle dal nostro diario. Nascondendo un’attività, la renderemo soltanto invisibile sul nostro diario, ma potrà ancora essere vista altrove: se è un commento al post di un amico, ad esempio, altre persone potranno continuare a leggerlo tra i commenti di quel post, ma non troveranno la notizia relativa sul nostro diario. Se vogliamo che un’attività sparisca del tutto, la dovremo eliminare.
Come si può vedere, il Registro Attività continua a funzionare esattamente come prima: le modifiche introdotte sono solo grafiche e non riguardano il suo funzionamento. In altri termini, Facebook ha aggiunto un po’ di zucchero per gli occhi, nel tentativo di rendere più bello e appetibile il registro e, forse, anche più facile da utilizzare, ma questo ultimo aspetto è da verificare sul campo. Di un certo interesse, però, è la seconda voce che troviamo nel menu di sinistra, ossia “Controllo del diario”: se abbiamo scelto di attivare il controllo del tag, è qui che potremo trovare tutti i post in cui siamo stati taggati e che attendono la nostra approvazione. Cliccando sulla icona a forma di ingranaggio, nella parte alta della pagina, si aprirà questa finestrella:

Qui possiamo attivare o disattivare il controllo dei tag. Se è attivo, ogni volta che un amico ci taggherà in un post, noi dovremmo ricevere una notifica (come al solito), ma il tag non apparirà automaticamente nel nostro diario: finirà invece in questa sezione del Registro Attività, ad attendere il nostro giudizio. All'interno della sezione “Controllo dei tag”, vedremo dunque la lista dei tag in sospeso e per ognuno potremo decidere se approvarne la pubblicazione, oppure nasconderlo. Qualunque sia la nostra scelta, riguarderà soltanto la visibilità di quel post sul nostro diario: il nostro tag potrà essere visto altrove (per esempio nei profili di chi ha pubblicato il post, oppure sui profili delle altre persone taggate), ma non sarà visibile nel nostro profilo.
In conclusione, le modifiche al Registro Attività sono più che altro un restauro della componente grafica, pensato forse per facilitare la vita a chi ha poca dimestichezza coi menu a tendina (quelli in cui devi cliccare qualcosa, per far uscire la lista delle opzioni) e preferisce avere tutto sotto gli occhi, a portata di click. Le proprietà del Registro non cambiano, il suo funzionamento neppure: sarà forse argomento delle prossime modifiche, visto che a ogni manciata di mesi c’è qualche cambiamento, in meglio o in peggio a seconda dei punti di vista.