martedì 28 febbraio 2012

Google e l’ottimizzazione per motori di ricerca

L’ottimizzazione per motori di ricerca, normalmente abbreviata nella sigla SEO (Search Engine Optimization), consiste in una serie di tecniche per migliorare la visibilità del proprio sito sui motori di ricerca, allo scopo di ottenere una posizione più alta nelle ricerche compiute su Google e affini. È anche un settore in cui girano allegramente truffe, leggende popolari e fuffa di ogni tipo, come siti e servizi che promettono di portarti al primo posto nelle ricerche su Google in una settimana, o di far arrivare milioni di visitatori quotidiani al tuo sito. Forse anche per questo, Google ha deciso di preparare e rilasciare una guida all’ottimizzazione per motori di ricerca, rivolta prima di tutto ai webmaster di poca o media esperienza: l’ultima versione, riveduta e corretta, è uscita giusto qualche giorno fa ed è scaricabile gratuitamente (e in italiano) in formato PDF da questa pagina.
Se non la volete scaricare, la potete anche leggere online, sempre su quella pagina.

Precisiamo: non è una guida definitiva, che in due giorni, porterà il vostro sito nelle posizioni più alte di Google, facendovi guadagnare un traffico mai visto. Molto più semplicemente, la guida contiene una serie di consigli e suggerimenti su come realizzare e migliorare la struttura di un sito, per renderlo più accessibile agli spider di Google (ma non solo ai suoi), ossia quei simpatici bot che trascorrono la propria vita digitale a spostarsi da un sito all’altro, per schedarne i contenuti e raccoglierli in un archivio. Quell’archivio che, poi, i motori di ricerca utilizzeranno per fornire le risposte alle vostre ricerche.
In sostanza, la guida di Google vi indica come migliorare il vostro sito dal punto di vista di un motore di ricerca. Nulla di trascendentale, solo alcuni consigli che possono essere seguiti o ignorati. Siccome però i dipendenti di Google qualcosa ne sanno, in fatto di motori di ricerca, è forse una saggia idea cominciare da qui, invece di buttarsi alla cieca nel magico mondo dell’ottimizzazione del proprio sito. Anche perché sono trenta pagine, scritte in un italiano abbastanza comprensibile anche per i non-nerd, e non vi costerà troppo tempo o troppa fatica.

La guida si apre con una indicazione che dovrebbe essere ovvia, ma che molto spesso è dimenticata, almeno a giudicare da come si presentano parecchi siti: le pagine di un sito devono essere pensate e progettate per gli utenti che le visiteranno, non per i bot dei motori di ricerca. Prima riempiamo una pagina di contenuti, ossia di quelle informazioni che un utente sta cercando, e poi preoccupiamoci anche di aiutare i motori di ricerca a trovarle.
Detto questo, la guida è divisa in sei brevi sezioni, ognuna caratterizzata da un colore diverso e  costituita da una manciata di pagine e quindi molto agile da leggere. Ci sono anche tante figure esplicative, un glossario a piè pagina con la spiegazione dei termini tecnici e molti link ad altre risorse, se proprio l’idea di leggere una guida informatica vi spaventa. Cosa più importante, non troverete formule matematiche di dubbia utilità e di ancor più dubbio gusto.
La prima sezione, “SEO: Concetti di base”, contiene indicazioni sulle scelte più efficaci dei nomi di pagina, ma anche su come inserire una descrizione per il proprio sito o per le varie pagine. Le descrizioni, per intenderci, sono quelle due-tre frasi in italiano (o inglese) che compaiono sotto al risultato di ogni ricerca su Google (se per quel sito esiste una descrizione).
La seconda sezione, “Migliorare la struttura del sito”, contiene ovviamente indicazioni su come migliorare la struttura del proprio sito, ossia su come organizzare le varie pagine, come comporre gli indirizzi di una pagina e così via. Possono sembrare dettagli banali e insignificanti, ma in realtà hanno il loro peso nelle ricerche: anche se deciderete di non mettere in pratica i suggerimenti, sarà comunque utile sapere che anche questi particolari contano.
Con la terza sezione, “Ottimizzare il contenuto”, si lasciano da parte gli indirizzi delle pagine per concentrarsi invece su ciò che è scritto nelle pagine: in altri termini, produrre contenuti di qualità per il nostro sito. Questa è la sezione più importante, se vogliamo che il nostro sito sia ottimizzato anche per i visitatori umani e non solo per i bot di un motore di ricerca: fornire contenuti, contenuti originali e di qualità, dare agli utenti le informazioni che stanno cercando. In questo modo, sarà più facile ottenere la chiave per aumentare la visibilità, ossia i link al nostro sito. Qualunque siano le tecniche che utilizzerete per ottimizzare un sito, la più importante resterà sempre quella di ottenere link su altri siti, che rimandino alle vostre pagine. La Rete è, appunto, una rete e un sito collegato a molti altri siti, sia in entrata che in uscita, è un sito che si trova vicino al centro della Rete. Un sito privo di link, invece, è solo un ramo morto alla periferia della Rete.
La quarta sezione, “Come comportarsi con i crawler web”, è dedicata invece ai bot utilizzati dai motori di ricerca e al modo in cui possiamo interagire con loro attraverso il file “robots.txt”, che dovrebbe trovarsi su ogni sito. Se vogliamo sapere come nascondere una pagina e impedire che sia indicizzata da Google, è qui che dobbiamo cercare.
La quinta sezione, “SEO per cellulari”, è la principale novità introdotta su questo aggiornamento della guida di Google ed è dedicata appunto alla navigazione attraverso i cellulari, che segue regole non sempre e non necessariamente identiche alla navigazione da browser. Se vogliamo che il nostro sito sia accessibile anche da un cellulare, e sia visualizzato decentemente, allora è utile dare una occhiata a quali siano le differenze e a cosa fare per adattarsi.
L’ultima sezione, “Promozione e Analisi”, è dedicata appunto ad altre tecniche per migliorare la visibilità di un sito: niente modifiche o miglioramenti alla struttura, ma la vecchia e odiata pubblicità. Ammetto che non è una sezione molto interessante, almeno per i miei gusti, ma è un aspetto che è bene tenere presente e, se vogliamo, utilizzare a nostro vantaggio. Nella guida troverete alcuni suggerimenti su cosa fare e cosa NON fare, per pubblicizzare il vostro sito. Anche in questo caso, è sempre utile dare una occhiata, sia che decidiate di utilizzare i consigli, sia che decidiate di ignorarli.

sabato 25 febbraio 2012

Adobe Digital Editions e i files ACSM


Adobe Digital Editions (spesso abbreviato in ADE) è il principale lettore di ebook per computer. Non è l’unico, ovviamente, ma è quello con cui avrete a che fare più spesso, soprattutto se siete soliti acquistare ebooks sui siti delle varie case editrici e vi ritrovate dunque a dover interagire con un ebook protetto dai famigerati DRM.
Quando si acquista un ebook protetto da DRM, la prima cosa da fare per poterlo leggere è aprirlo attraverso Adobe Digital Editions. Fanno ovviamente eccezione i libri acquistati su Amazon e destinati al Kindle, spesso distribuiti in un formato non supportato da Adobe Digital Editions, ma in generale il passaggio obbligato è attraverso il nostro caro amico ADE, per ottenere un ebook leggibile. Per essere più precisi, il passaggio attraverso Adobe Digital Editions è obbligatorio per ottenere un ebook, perché ciò che riceviamo al momento dell’acquisto di un ebook non è l’ebook stesso, ma un file con estensione ACSM. Che è una cosa molto diversa.
Se Adobe Digital Editions è installato correttamente, se lo abbiamo attivato col nostro ID Adobe, se non ci sono problemi di sincronizzazione tra orologio del computer e orologio del server del sito, e se non si verifica tutta una serie di altri possibili incidenti di percorso, non avremo mai alcun contatto diretto coi file ACSM e dunque non ce ne dovremo preoccupare. Qualche volta, però, un incidente di percorso si verifica e così dobbiamo occuparcene. Vediamo dunque più nel dettaglio cosa sono i files ACSM e come funzionano.
Prima di tutto, un file ACSM non è un ebook. La sigla ACSM sta per Adobe Content Server Manager e questo dovrebbe darci già un indizio sulla funzione di questo file: non è un ebook, ma un file che si occupa di scaricare il nostro ebook. Più precisamente, il suo lavoro consiste nel mettersi in contatto col server su cui si trova lo ebook, registrare lo ebook con il nostro profilo Adobe (in pratica lo intesta a noi) e poi scaricarlo all'interno di Adobe Digital Editions. A questo punto, Adobe Digital Editions potrà confrontare la registrazione dello ebook, verificare che sia identica alla proprie registrazione (in pratica, controlla che lo ID con cui abbiamo registrato Adobe Digital Editions sia lo stesso con cui abbiamo acquistato lo ebook) e procede a decrittare il contenuto del nostro ebook, consentendoci così di leggerlo. Il file ACSM andrà allegramente perduto, perché ormai ha svolto il suo lavoro, e nella cartella “My Digital Editions” troveremo il nostro ebook, in formato PDF oppure Epub, a seconda di cosa abbiamo acquistato.
A cosa serve tutto questo giro contorto? In pratica, a nulla: è uno dei pedaggi che dobbiamo pagare, come utenti, all’esistenza dei DRM e al loro diffuso impiego nel campo editoriale. Quando acquistiamo un ebook, invece di scaricare direttamente il nostro ebook e poi farne quello che vogliamo, dobbiamo scaricare un piccolo file ACSM e passarlo attraverso Adobe Digital Editions (operazione che, per lo meno, avviene in automatico, se tutto funziona a dovere) in modo da fargli recuperare il nostro ID Adobe (ossia il profilo con cui ci siamo registrati al momento dell’installazione di Adobe Digital Editions). Il file ACSM scaricherà quindi lo ebook vero e proprio, marchiandolo col nostro ID, e solo a quel punto lo potremo leggere su un numero limitato di dispositivi sui quali Adobe Digital Editions è stato attivato con lo stesso ID con cui abbiamo acquistato lo ebook. Tutto molto semplice e lineare, giusto?
Come ho detto, potrebbero però verificarsi incidenti di percorso, al momento dell’acquisto di un ebook. In questo caso, invece del libro ci ritroveremo per le mani un minuscolo file ACSM (in media si aggira sui 2 KB di dimensione), che non sappiamo come utilizzare. Le alternative non sono molte: possiamo solo aprire il file ACSM con Adobe Digital Editions e aspettare che si colleghi al server, per scaricare lo ebook. Se nel mezzo riusciamo anche a risolvere il problema che ci ha impedito il download diretto, allora sarà molto meglio, ma questa è la parte più complicata, perché i problemi possono essere causati dagli eventi più strani: una delle più diffuse cause di errore, per esempio, è dovuta a una possibile differenza tra l’orario del nostro computer e l’orario del server su cui si trova l’ebook, differenza che rende impossibile la sincronizzazione (e che si può risolvere sistemando ora e/o data del nostro computer).
Un’ultima cosa. Se dopo aver scaricato e convalidato correttamente il vostro ebook vi illudete di poterlo leggere ovunque, allora vi sbagliate di grosso. C’è un limite al numero di lettori su cui potete leggere lo ebook, come ho già detto, e il limite è 6 se non è stato modificato di recente: questo limite è causato dai DRM. Una volta che lo ebook è apparso nella cartella “My Digital Editions”, infatti, non abbiamo ottenuto un normale file PDF o Epub, ma un file criptato. Se proviamo ad aprirlo in un qualsiasi altro modo che non si attraverso un Adobe Digital Editions attivato col nostro ID, ciò che ci apparirà sarà un file illeggibile. Questo perché i DRM applicati a un ebook, di solito, consistono proprio in una forma di crittografia, che Adobe Digital Editions provvederà a decrittare di volta in volta, attraverso la chiave che è stata generata al suo interno al momento della registrazione del programma e che è collegata al nostro ID.
Normalmente non è possibile rimuovere questa protezione e ricavare un ebook pulito, o almeno non con mezzi leciti, ma esiste almeno uno script realizzato in Python che si occupa proprio di questo: rimuovere la protezione dagli ebook. Tutto ciò è considerato illegale dalle case editrici, per cui non vi fornirò dettagli su come fare, ma potete trovare facilmente sia lo script, sia una guida su come si utilizza, attraverso una semplice ricerca con Google, se ne avete bisogno e credete sia necessario agire in questo senso. Se sceglierete questa strada, "remove drm from epub" è probabilmente la frase migliore da cercare su Google...