sabato 6 ottobre 2012

Abandonware, videogiochi di altre epoche

Il termine abandonware è uno dei tanti neologismi, più o meno belli, che sono stati creati sulla base della parola software, fondendola di volta in volta con sostantivi, aggettivi e participi passati: freeware, shareware, spyware, eccetera. Abandonware, nello specifico, è formato da abandoned e software e si utilizza per indicare tutti quei programmi (software, per l’appunto) che sono stati “abbandonati” dai loro autori o produttori. Cosa si intenda esattamente per “abbandonati” richiederebbe svariate pagine, per essere spiegato, date le possibili interpretazioni del concetto; sintetizzando molto, però, possiamo dire che un programma è abbandonato quando, per vari motivi, produttori e distributori smettono di occuparsene: perché la casa produttrice è scomparsa, perché le piattaforme su cui quel programma funzionava sono fuori produzione, superate da piattaforme più nuove, o perché generalmente non è più possibile acquistare quel programma. Pensate a tutti quei videogiochi prodotti nei primi anni ’80, per piattaforme che adesso non esistono più (tipo il DOS), e avrete una buon idea di cosa sia lo abandonware. Per molti aspetti, anche lo stesso DOS può essere considerato abandonware, almeno nella versione MS-DOS, vista la fine che ha fatto con l’avvento di Windows: proprio per questo ne troviamo oggi diversi emulatori, come il DOSBox.
Un programma abbandonato non è un programma libero: è un programma che non interessa più ai proprietari e che, per questo, è stato lasciato in un angolo ad ammuffire. Alcuni abandonware, poi, sono stati effettivamente rilasciati come programmi liberi o, per lo meno, come programmi freeware, ma è solo una piccola percentuale; nella maggior parte dei casi, gli abandonware sono programmi mantenuti in vita da “archeologi” del computer o vecchi appassionati di quei programmi, che li conservano e li scambiano in un limbo tra la legalità e l’illegalità. Le leggi sul copyright sono forse il problema maggiore che ogni appassionato di abandonware si trova ad affrontare: il copyright si basa su tempi biblici, misurati in decenni, mentre il mondo informatico si muove in tempi molto più brevi, dove basano pochi anni per rendere obsoleta qualsiasi cosa. Tra un videogioco dei primi anni ’80 e un videogioco di quest’anno c’è la stessa differenza che possiamo trovare tra l’impero romano e il mondo di oggi, ma compressa in una trentina d’anni. Volendo aspettare la scadenza naturale del copyright, non esisterebbe più alcun modo di utilizzare questi programmi, mentre i produttori (e detentori di copyright) in molti casi hanno scaricato in cantina i programmi già dopo dieci anni dalla loro uscita. Ecco dunque perché il mondo dello abandonware esiste in un limbo sospeso tra legale e illegale: formalmente si occupa di programmi coperti da copyright, ma di fatto questi programmi hanno perso qualsiasi valore commerciale per i loro stessi produttori.
La situazione attuale è dunque questa: esistono vari siti che distribuiscono abandonware, quasi sempre programmi che hanno almeno quindici anni di vita e non si trovano più in commercio (e in molti casi non si trovano più in commercio neppure le piattaforme per cui questi programmi erano stati sviluppati). Questi programmi sono distribuiti o col consenso dei produttori, o all’insaputa dei produttori, o infine nel tacito disinteresse dei produttori. Di tanto in tanto, un programma che era finito nel dimenticatoio dell’abandonware torna in distribuzione, magari aggiornato: in questo caso, i siti di abandonware lo rimuovono dal loro “catalogo”, spontaneamente o su “suggerimento” dei produttori. Un esempio di questo tipo è Ports of call, un videogioco del 1990 o giù di lì, in cui si simulava la gestione di una compagnia navale: dopo qualche anno come abandonware, i suoi due “padri” hanno deciso di riportarlo in vita in un formato deluxe, aggiungendo un po’ di grafica 3D, ed è così tornato in commercio, smettendo di essere abandonware. Non so quanto successo abbia avuto, ma questo è un altro paio di maniche.

Il sottobosco dello abandonware

Un sito di riferimento per lo abandonware è certo Abandonware the official ring, una specie di almanacco in cui è possibile trovare una raccolta dei principali siti di abandonware, accompagnati spesso da un voto sul loro funzionamento. Il sito fornisce anche una breve spiegazione su cosa sia abandonware secondo il suo metro di giudizio e una FAQ, in inglese, che contiene molte altre informazioni sul mondo dello abandonware, inclusi articoli di approfondimento e alcuni appunti sulla “etica” dello abandonware. Un buon punto di inizio per chiunque fosse interessato.
Home of the Underdogs è stato a lungo il sito di riferimento, in fatto di abandonware: organizzato come un mausoleo digitale, dedicato principalmente al mondo dei videogiochi, per ogni gioco forniva una recensione, un forum di discussione e uno o più link da cui scaricare il programma. Al momento, dopo varie vicissitudini, non include più alcun link diretto, ma rimangono le recensioni e una zona di discussione più o meno attiva. Se volete cercare notizie su un vecchio gioco di cui ricordate poco o nulla, probabilmente è il sito giusto da cui cominciare la vostra cerca: se poi vi bastano titoli e informazioni generali, allora è anche l’unico sito di cui avete bisogno.
Abandonia è un sito ancora vivo e vivace, forse il più importante nel campo della distribuzione di abandonware. Anche qui, come in Home of the Underdogs, i giochi sono suddivisi per genere, ma a differenza di HotU è possibile scaricare la maggior parte dei videogiochi direttamente dal sito. È in varie lingue, incluso l’italiano, e questo dovrebbe facilitare la vita anche agli utenti diversamente amici dell’inglese.
Se non vi accontentate di scaricare i videogiochi, ma volete anche utilizzarli, allora potreste aver bisogno di un emulatore, dato che molto spesso non riuscirete ad avviarli normalmente; se nel sito non è indicato nulla sul modo di far funzionare un gioco, potete provare con DOSBox, oppure con ScummVM, due emulatori in grado di far funzionare parecchie cose prodotte per vecchi computer.

martedì 2 ottobre 2012

La nuova sezione foto di Facebook


Per oggi in realtà avevo in programma un altro argomento; visto però che, tanto per cambiare, Facebook è in piena fase di “lavori in corso”, forse sarà opportuno spendere anche qualche parola sulla nuova grafica per la sezione “Foto”, che in questi giorni si sta diffondendo tra i profili col simpatico entusiasmo della peste nera nel Medioevo, raccogliendo peraltro lo stesso entusiasmo tra i contagiati.
Premessa generale: la trovo orribile. O almeno, sullo schermo di un computer la resa visiva è orribile, a mio parere. Sospetto però che Facebook non avesse posto al primo piano gli schermi dei computer, progettando questa grafica, ma gli schermi di dispositivi portatili, e di dimensioni ridotte, come gli smartphone e i tablet: lo stile ha molte affinità con la classica “app” per quel tipo di ambiente. Su quei dispositivi, dunque, la nuova sezione Foto può anche essere piacevole; su un vero computer non lo è, almeno a mio parere. Ma io ho il senso estetico di un lombrico, per cui la mia opinione in materia non fa testo.
Veniamo piuttosto al funzionamento.
Se siete già stati colpiti da questa modifica, la pagina delle vostre foto si apre con tre grandi etichette, subito sotto il vostro nome:

I numeri ovviamente saranno diversi a seconda dell’utente, ma la struttura e i nomi delle etichette sono questi. Peraltro, pare che i numeri siano essestescluson, almeno secondo la definizione che ne dà Ristorante al termine dell’universo, secondo volume della Guida galattica per gli autostoppisti: in altri termini, sono numeri che possono avere un valore qualsiasi, a eccezione del proprio. Se vi capita di leggere 8 album, dunque, è probabile che il numero esatto di album sia qualsiasi altro numero, tracce che l’otto. I numeri che appaiono nell'immagine qui sopra, infatti, sono tutti sballati. Ma procediamo.
Foto di te racchiude tutte le foto in cui siete stati taggati, sia quelle pubblicate da voi, sia quelle pubblicate da vostri amici; è anche la sezione che vedrete per prima, aprendo la zona “Foto” del vostro profilo. Le foto al suo interno sono disposte in ordine cronologico, dall'alto verso il basso (in alto le più recenti, in basso le più vecchie), e diverse etichette le suddividono per anno di pubblicazione: 2012, 2011, 2010, eccetera. In linea di massima, la struttura è la stessa che prima si trovava sotto ai vari album fotografici, cliccando sulla sezione “Foto” del profilo; la differenza è che, adesso, queste foto “taggate” sono state separate dagli album fotografici.
Foto, la seconda etichetta in alto, contiene invece tutte le foto che voi avete pubblicato, disposte in una sola pagina e in ordine cronologico. La struttura è la stessa che abbiamo già visto per le foto taggate, ossia in alto le più recenti, in basso le più vecchie, con etichette che distinguono i vari anni di pubblicazione: la differenza è che queste sono tutte le foto che avete pubblicato voi. Inoltre, il primo riquadro di ogni anno non è dedicato a una foto, ma contiene la scritta “Add New Photos”: lascio a voi indovinare a cosa potrebbe servire (per inciso, la traduzione è “Aggiungi nuove foto”). Non mi è ancora ben chiaro a cosa serva, in concreto, una sezione di questo tipo, ma lasciamo stare: qualche geniale progettista di Facebook ha deciso che i profili avevano disperato bisogno di questa novità e così eccola servita.
Album, finalmente, contiene tutti i nostri album. Formalmente dovrebbero essere disposti in ordine cronologico di modifica, ossia per primo gli album che sono stati modificati di recente e per ultimi gli album che non sono stati modificati da molto tempo, ma non è detto che l’ordine sarà sempre rispettato. Usatelo pure come riferimento, ma non affidategli la vostra vita. Il primo riquadro, peraltro, è vuoto e presenta la scritta “crea nuovo album”: se volete creare un nuovo album, cliccatelo. Cliccandolo, vi chiederà prima di tutto di selezionare le nuove foto da caricare; i dati sull'album li potrete specificare a caricamento in corso.
Sotto all'immagine di copertina di ogni album, troverete il titolo dell’album, il numero di foto contenute e, soprattutto, una icona che rappresenta la visibilità di quell'album  se volete modificarla, cliccate su quella icona. Tre album fotografici fanno eccezione: Immagini di copertina, Immagini del profilo e Foto Bacheca. La visibilità di questi album è fissa e non la potete cambiare; in particolare, Immagini di copertina sarà sempre pubblico. Potete però cambiare la visibilità delle singole foto contenute.
Veniamo così al secondo cambiamento della sezione Foto: oltre a essere stata rifatta la grafica, anche il modo di interagire con le foto è cambiato. Passando il puntatore del mouse sopra una foto, infatti, adesso è possibile vedere in anteprima alcuni elementi, senza bisogno di cliccare e ingrandire la foto. Innanzitutto, nella parte bassa della foto troveremo i classici “Mi piace” e “Commenta”, assieme al numero di “mi piace” e di commenti ricevuti da quella foto, che prima invece potevamo vedere soltanto aprendo la foto; questa modifica comporta la possibilità di commentare una foto, oppure di mettere “mi piace”, direttamente cliccando sulla voce che appare nella sua miniatura, senza bisogno di aprirla. In concreto, si risparmia un passaggio: non un granché, ma forse può essere comodo per le connessioni limitate di un dispositivo portatile (e qui si torna alla mia idea iniziale, che le modifiche siano state fatte per i dispositivi portatili e non per i computer).
Nell'angolo in alto a destra di ogni foto, poi, vedremo altre due icone, al passaggio del mouse: una stella e una matita, accompagnate rispettivamente dalla scritta “Evidenzia” e “Modifica e rimuovi”. Dovrebbe essere abbastanza ovvia la funzione di queste due icone. Cliccando sulla matita, si aprirà un menu con svariate opzioni per modificare la foto: aggiungere una data, aggiungere un luogo, scaricare la foto, eccetera. L’ultima di queste opzioni è “Elimina questa foto”, per chiunque avesse bisogno di sapere come cancellare una foto.
L’icona a forma di stella, dal nome “Evidenzia”, serve invece ad allargare una foto. Se lo cliccate, la foto da voi selezionata apparirà all'interno dell’album (ma non solo) con una grandezza quattro volte superiore a quella delle altre foto. È una funzione che può servire, se volete appunto evidenziare una foto, per qualsivoglia ragione. Per riportarla a dimensioni normali, basterà cliccare di nuovo sulla stella.
Per modificare la visibilità di una singola foto, infine, dovrete prima di tutto aprire la foto (cliccando quindi sull'anteprima  in modo da farla apparire a pagina intera) e poi cliccare sul pulsante “Modifica”, che troverete sulla destra, subito sotto la descrizione della foto. Questa possibilità, però, esiste solo per le foto di un album come “Immagini del profilo”; gli album normali, invece, non permettono di modificare la visibilità di una singola foto.