domenica 7 agosto 2011

Cosa sono i DRM

Visto che ho già parlato più volte di e-books e dei vari formati in cui un e-book si presenta più spesso (come il PDF, lo EPUB o il MOBI), credo proprio che oggi mi toccherà parlare di qualcosa che, molto spesso, procede di pari passo con gli e-books che compriamo. Anzi, diciamo pure che sono appiccicati agli e-books che compriamo. Mi riferisco infatti ai DRM.
Cosa sono i DRM? Beh, cominciamo intanto a sciogliere la sigla, per chiarire un paio di cose. DRM sta per Digital Rights Management, ossia “gestione dei diritti digitali”. Non è tanto un oggetto vero e proprio, quanto un insieme di regole, che limitano e delimitano l’utilizzo di un prodotto digitale a cui siano state applicate: un e-book, per esempio, ma anche un MP3, un album, un programma e così via. Come non vi sarà troppo difficile intuire, lo scopo dei DRM è, formalmente, quello di combattere la pirateria e tutelare i diritti d’autore sui prodotti digitali che acquistiamo. Bella frase, ma anche molto discutibile. Vediamo dunque come funzionano, nella pratica.

I DRM sono un insieme di tecnologie e strategie che servono a tutelare chi detiene il copyright di un determinato prodotto. Per tutelare questo copyright, al prodotto saranno applicati sistemi di protezione particolari, a seconda del tipo di prodotto. Questi sistemi di protezione impediscono che il prodotto possa essere utilizzato in modi non graditi a chi ne detiene il copyright.
Un esempio concreto è quello degli e-books. Un e-book a cui sono stati applicati i DRM non potrà essere aperto e visualizzato su più computer, o su più lettori; in certi casi, poi, non sarà possibile copiarlo, oppure stamparlo. Se compriamo un e-book che ha un limite di 5 visualizzazioni, per esempio, significa che lo potremo aprire su un massimo di 5 computer diversi, oppure su 4 computer e un tablet, o altre combinazioni analoghe: in ogni caso, l’e-book potrà essere utilizzato solo su un massimo di 5 supporti diversi. Se vogliamo aprirlo su un sesto computer, dovremo comprare di nuovo l’e-book. Beninteso, possiamo aprirlo tutte le volte che vogliamo sullo stesso computer: la limitazione è relativa solo al numero di computer diversi su cui quell’e-book può essere letto (quasi sempre, ma ci sono eccezioni).
Nel caso dei CD, invece, i DRM possono essere installati per impedire che le tracce delle canzoni possano essere copiate, o almeno per rendere il più possibile complicata la copia delle tracce. In un MP3, i DRM possono impedire che il file funzioni su supporti diversi, oppure imporre un tempo limite, a seconda di come l’MP3 è stato acquistato. In un videogioco, i DRM possono impedire che il gioco sia installato su più computer, oppure possono richiedere l’autenticazione online, prima di permettere l’utilizzo del gioco. E così via.
Qualunque sia il tipo di tecnologia utilizzata nei DRM, la sostanza rimane la stessa: limitare e decidere a priori le possibilità di utilizzo del file che noi compriamo. Tecnica molto discutibile, tanto è vero che i DRM sono spesso ribattezzati Digital Restriction Management, ossia “gestione della restrizione digitale”. Con l’utilizzo dei DRM, noi compriamo il prodotto, ma sarà sempre un altro a decidere come lo potremo utilizzare, ossia chi ha posto i DRM su quel prodotto.
Nel caso degli e-books, poi, la presenza di DRM può anche impedirci di leggere un e-book che abbiamo regolarmente e legalmente acquistato: non tutti i reader, infatti, supportano gli e-books protetti da DRM e il motivo è semplice. Nel caso di un e-book, l’applicazione dei DRM consiste quasi sempre in una forma di crittografia del file stesso, che potrà dunque essere decrittato e aperto solo da programmi e supporti che siano capaci di decrittarlo. Prima di acquistare un reader, o un e-book, è sempre bene informarsi se il reader supporti anche i DRM, oppure se l’e-book sia protetto da DRM, per evitare brutte sorprese dopo l’acquisto. Lettori che utilizzano Adobe Digital Editions, di norma, dovrebbero poter aprire i files protetti da DRM; altri, invece, potrebbero non farlo.
Naturalmente, è sempre possibile rimuovere la protezione dei DRM. Una rapida ricerca su Google mostrerà, fin dalla prima pagina di risultati, un buon numero di programmi anche gratuiti che servono a questo (provate a cercare “DRM removal”, per esempio, e lo vedrete voi stessi). Certo, rimuovere la protezione da un file può essere considerato illegale, ma questo è un altro discorso.

Esistono poi forme più blande di protezione, molto meno intrusive e limitanti dei DRM. Tra queste, possiamo ricordare i cosiddetti social DRM, oppure la pratica del watermark. Invece che limitare il numero di supporti o la possibilità di utilizzare un file, come i DRM standard, queste soluzioni alternative puntano a prevenire la diffusione delle copie di un file, inserendo all’interno dello stesso file i dati personali di chi lo ha comprato, oppure un numero identificativo, che permetta in ogni caso di risalire al primo compratore (e quindi al primo diffusore,se le copie di quel file saranno poi condivise in Rete. In altri termini, ogni e-book (ogni MP3, ogni programma, ogni album, eccetera) che compreremo, sarà “marchiato” col nostro nome e altri nostri dati: se lo diffonderemo, chiunque potrà vedere chi sia stato il primo a metterlo in circolazione. Se non provvederemo a rimuovere il marchio, ovviamente...

mercoledì 3 agosto 2011

Le Impostazioni account di Facebook

Fra i vari cambiamenti che si sono verificati in questo periodo estivo su Facebook, uno che potrebbe essere passato inosservato ai più è la modifica della sezione “Impostazioni Account”. Una modifica più che altro grafica, è bene specificare, ma ha cambiato comunque la disposizione di molte voci, il che potrebbe causare problemi a chi non riesce a ritrovare qualcosa.
Innanzitutto, la sezione “Impostazioni Account” è quella che ci permette di modificare una serie di opzioni e informazioni che riguardano la nostra identità come utenti e il modo in cui accediamo e interagiamo con Facebook. Da queste pagine, infatti, possiamo modificare il nostro nome, l’indirizzo e-mail a cui ricevere notifiche e messaggi, la password, i dispositivi con cui possiamo accedere a Facebook, la lingua del sito e così via. per raggiungerla, basta cliccare su “Account”, in alto a destra in ogni pagina, e poi scegliere la voce corrispondente.
Ecco cosa ci apparirà:

Come possiamo subito vedere, adesso Facebook ha spezzettato la pagina con le nostre impostazioni, trasformandola in una serie di voci nel menu sulla sinistra (invece del menu in alto che avevamo prima). A ogni voce del menu corrisponderà poi un numero minore di opzioni, che sono state in buona parte semplificate. Impareremo a ritrovarle abbastanza in fretta, non è un problema.
Intanto, la prima voce del menu, che vediamo anche nell'immagine sopra, corrisponde a “Generale”: il suo contenuto dovrebbe essere chiaro a sufficienza, anche solo a leggere i nomi, ma aggiungiamo lo stesso due parole, tanto per stare sul sicuro.
Nome: nome e cognome con cui apparirete su Facebook.
Nome utente: lo potete modificare soltanto una volta ed è il nome che sarà assegnato al vostro profilo. Normalmente, infatti, a ogni profilo di Facebook corrisponde un codice numerico e il suo indirizzo sarà qualcosa del tipo
http://www.facebook.com/profile.php?id=1234567890.
Se invece impostiamo un nome utente, l’indirizzo del nostro profilo diventerà
http://www.facebook.com/NomeUtente.
Non proprio una modifica fondamentale, ma ad alcuni può piacere.
E-mail: l’indirizzo e-mail principale con cui siete collegati a Facebook, più eventuali indirizzi secondari.
Rete: la rete di contatti a cui appartenete, se ce n’è una.
Account collegati: eventuali altri account di Facebook che avete collegato al vostro (per esempio se avete problemi di personalità multipla...).
Lingua: la lingua in cui saranno visualizzati tutte le scritte e tutti i messaggi di Facebook.

Per ognuna di queste voci, trovate sulla destra l’opzione “Modifica”. Una volta modificata, ricordatevi di cliccare il pulsante “Salva”, per rendere effettiva la modifica.
L’ultima riga, a fondo pagina sulla sinistra, recita: Scarica una copia del tuoi dati di Facebook. Corrisponde alla funzione che vi permette di scaricare tutto il contenuto del vostro profilo Facebook, di cui ho già parlato altrove.

La seconda voce del menu è “Protezione” e contiene tutte le opzioni per rendere moderatamente più sicura la vostra vita su Facebook, ma solo per quanto riguarda il modo in cui vi collegate al sito. Per la sicurezza di ciò che condividete e per la privacy, è meglio andare alle Impostazioni sulla Privacy.
Ecco come ci si presenta la pagina “Protezione”.

La prima misura di protezione è la Navigazione protetta. In altri termini, quando è possibile userete una connessione attraverso https, invece che la classica connessione attraverso http. Quale è la differenza? Ne abbiamo già parlato, ma lo riassumeremo anche qui. La connessione http è quella che usiamo di solito, è più veloce, ma i nostri dati viaggiano “scoperti”: il traffico dal nostro computer non è criptato e può essere letto da chi ha tempo, voglia e mezzi per intercettarlo. Invece, la connessione https utilizza un sistema di crittografia per proteggere il traffico dei dati ed è il tipo di connessione che, di solito, si riserva per le circostanze in cui è necessario proteggere i dati: quando si inseriscono password, ad esempio, o quando ci si collega al proprio sito di home banking, o si fanno acquisti online e così via. rispetto alla http, la https è più lenta.
Le Notifiche di accesso ci avvisano ogni volta che qualcuno accede al nostro account di Facebook da un dispositivo che noi non abbiamo mai usato: se in quel momento noi non siamo collegati, allora è evidente che qualcuno sta accedendo a nome nostro.
L’Approvazione degli accessi è collegata alla precedente. Se un dispositivo non riconosciuto, e non registrato come nostro (per esempio un cellulare con un numero di telefono diverso dal nostro), cerca di accedere al nostro account, allora dovrà inserire un codice di sicurezza che sarà inviato al numero di cellulare che ho registrato come mio.
Nei Dispositivi riconosciuti possiamo registrare e salvare come “nostri” tutti quei dispositivi da cui siamo soliti accedere al nostro account.
Le Sessioni attive ci dicono quante persone sono entrate nel nostro account (in teoria solo noi), e da quale dispositivo hanno effettuato l’accesso (in termini molto vaghi). Se ci sono sessioni di troppo, o se vediamo che qualcun altro è connesso in contemporanea a noi, lo possiamo bloccare da qui, cliccando su "Termina attività" accanto alla sessione sospetta.

Il resto delle Impostazioni Account non contiene voci particolari ed è chiaro a sufficienza da essere capito a prima vista. O almeno, non mi pare che siano necessarie spiegazioni ulteriori, perché di fatto ogni voce può essere ridotta a una sola opzione: la voce stessa.

La voce “Notifiche”, nel menu sulla destra, contiene un elenco di tutte le notifiche più recenti e delle applicazioni che ci hanno inviato notifiche. Per ogni applicazione, possiamo "modificare" le opzioni per l'invio di notifiche, usando "Modifica", che troviamo in fondo a destra di ogni applicazione.

La voce “Applicazioni”, invece, contiene l’elenco di tutte le applicazioni che sono abilitate a inviarci notifiche e ad accedere ai nostri dati. Utile per controllare che non vi siano applicazioni indesiderate, che magari abbiamo autorizzato per errore dopo aver cliccato un link. Anche qui, possiamo modificare i "poteri" di ogni applicazione, oppure rimuoverla cliccando sulla X in fondo a destra.

La voce “Mobile” ci permette di registrare un cellulare e abilitare dunque l’accesso alla sezione per cellulare di Facebook.

La voce “Pagamenti” ci serve solo se abbiamo intenzione di fare acquisti o spendere soldi su face book ed è qui che dobbiamo recarci, per scegliere e modificare le forme di pagamento.

La voce “Inserzioni di Facebook” contiene alcune informazioni e alcuni comunicati relativi alle inserzioni pubblicitarie che troviamo su Facebook, incluse alcune smentite ufficiali di leggende metropolitane e teorie da complottasti che circolano in Rete a proposito di Facebook.