mercoledì 17 agosto 2011

Programmi nascosti in Windows: IExpress

Un sistema operativo Windows, oltre ai soliti programmi noti, ne contiene svariati altri che sono sconosciuti ai più, ma che spesso si rivelano più utili dei programmi “famosi”. Sotto questo aspetto, la cartella System32 è una vera miniera d’oro, in cui si possono ripescare molteplici “tools” che i programmatori Microsoft hanno ritenuto (giustamente) abbastanza importanti da essere inseriti nel sistema operativo, ma non abbastanza importanti (errore!) da essere pubblicizzati.
Oggi parleremo di IExpress.

IExpress è appunto una delle tante icone misteriose che vi saranno apparse, se avete mai esplorato la cartella System32. Lo potete raggiungere in modo più semplice digitando “iexpress” nella ricerca di Windows, che vi appare premendo il tasto Start. A cosa serve? IExpress è una utilità che serve a creare archivi autoestraenti, autoinstallanti o semplici archivi compressi (con estensione CAB). Spieghiamo in breve le prime due voci.
Archivio autoestraente: cartella compressa che, con un click, estrae in automatico tutti i files che contiene (tipo alcuni archivi creati con WinRAR).
Archivio autoinstallante: il tipico installer che trovate per molti programmi Windows. Lo cliccate e si avvia il processo di installazione di un programma.
L’archivio autoinstallante vi interesserà più che altro se siete programmatori e volete distribuire un vostro programma: vi dà anche la possibilità di inserire licenze di uso e aggiungere altre opzioni ai vari passaggi dell’installazione. Gli archivi compressi, invece, possono sempre tornare comodi a tutti, sia nel formato autoestraente, sia nel formato normale.
Un limite di IExpress è la lingua: purtroppo lo troviamo solo in versione inglese, cosa che potrebbe renderlo indigesto a molti utenti. A ogni modo, vediamo di seguito una breve guida al suo utilizzo.
Digitiamo iexpress nel riquadro della ricerca, clicchiamolo ed ecco cosa ci appare:
La prima richiesta è di preparare un file che contenga le informazioni sul nostro archivio: scegliamo la prima opzione se lo vogliamo creare adesso, scegliamo la seconda se ne abbiamo già uno.

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Nel secondo passaggio, ci chiederà che tipo di archivio vogliamo creare:
-archivio autoinstallante
-archivio autoestraente
-archivio compresso.
A seconda della scelta, il resto del procedimento cambierà. Il terzo passaggio, però, rimane uguale ed è la richiesta di inserire un nome per il vostro archivio.



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Immaginiamo di voler creare un archivio autoinstallante, per distribuire un nostro programma. Nella quarta fase ci chiederà se vogliamo che, al momento dell’installazione del programma, si apra una finestrella in cui chiedere all’utente se vuole proseguire con l’installazione (ne avrete già viste a decine, molti programmi la usano...). Se vogliamo che appaia, dovremo scrivere il testo della finestrella.

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Quinta fase. Vogliamo inserire una licenza nel nostro programma, che l’utente dovrà accettare prima di poter proseguire con l’operazione? Se la risposta è sì, dovremo prepararne una su un file di testo (TXT) e inserirla adesso.

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Sesta fase. Selezioniamo tutti i files che dovranno essere inseriti nell’archivio, cliccando “Add” e aggiungendoli a uno a uno. Nella fase successiva, la settima, ci sarà poi chiesto di scegliere il file EXE da cui si avvierà l’installazione e, se volete, il programma da eseguire subito dopo la fine del processo di installazione: saprete voi quale scegliere.

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Adesso ci sarà chiesto come vogliamo che si esegua l’installazione. Il primo caso prevede la classica finestra di dimensioni medie; il secondo caso prevede una installazione nascosta, senza che sullo schermo appaia qualcosa (e senza che l’utente se ne accorga); il terzo caso prevede una finestra a dimensioni ridotte; il quarto caso prevede lo schermo intero.

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Vogliamo che compaia un messaggio finale, a installazione avvenuta? Magari un ringraziamento, o altro. se la risposta è sì, dovremo inserirlo adesso.

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Siamo quasi alla fine. Adesso dobbiamo scegliere la cartella in cui installare il nostro archivio e il nome che avrà il programma, una volta installato. In basso, troviamo due opzioni: con la prima, se selezionata, possiamo nascondere il processo di installazione all'utente, con la seconda possiamo scegliere di installare i files usando i nomi presenti nell'archivio.

Le ultime tre finestre sono semplici. Nella prima ci è chiesto se sarà necessario far riavviare il computer dopo l’installazione del nostro programma. Nella seconda, potremo salvare le impostazioni per riutilizzarle in futuro, se vogliamo. Nella terza, infine, ci sarà chiesto solo di dare l’OK alla creazione dell’archivio autoinstallante, cliccando su “Fine”.

Il lato oscuro di IExpress

Come alcuni di voi avranno già notato, IExpress possiede anche un suo lato oscuro. La funzione di creare archivi autoinstallanti, unendo assieme più programmi, può essere facilmente usata anche come binder, ossia per nascondere un malware (nello specifico, un RAT o un Keylogger) dentro un normale programma. Quando voi avviate l’installazione per quel programma, vi sarà installato anche il malware, in modo del tutto nascosto.
Come evitarlo? Beh, non lo puoi evitare. Un controllo con l’antivirus va sempre effettuato, quando si scarica qualcosa dalla Rete, ma anche un semplice controllo potrebbe non essere sufficiente. Se il malware (o virus, se preferite) è stato debitamente mascherato, l’antivirus potrebbe non riconoscerlo e dirvi che il file è pulito. Per sicurezza, possiamo anche effettuare un controllo con un servizio come VirusTotal, che scansionerà il nostro file con più programmi antivirus, ma non avremo comunque la certezza che il file sia privo di virus. Dunque?
Il sistema migliore è sempre la prevenzione, cioè scaricare un programma dal suo sito ufficiale e seguendo la sua distribuzione ufficiale, invece che da siti oscuri o farselo passare da “un amico”: non si sa mai cosa potrebbe averci infilato in omaggio, quell’amico... In alternativa, eseguite il programma sospetto all’interno di un sandbox, ossia un ambiente isolato che non comunica con nessun’altra parte del disco fisso: BufferZone è una valida soluzione gratuita, per un sandbox.
Un limite di IExpress, se usato in questo modo, è che non permette di modificare l’icona del file, una volta creato l’archivio autoinstallante: guardare l’icona del programma appena scaricato può almeno farci venire qualche dubbio sulla sua pulizia. D’altro lato, però, resta possibile modificare l’icona, usando però altri programmi e non IExpress, per cui anche lo studio dell’icona potrebbe non bastare.
In ultima analisi, si torna sempre alla questione: fidarsi o non fidarsi di chi fornisce il programma? E qui la scelta spetta a voi.

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