sabato 26 febbraio 2011

Windows e la Gestione Attività

Oppure il Task Manager, in lingua inglese.
Gestione Attività è un servizio presente sui sistemi operativi Windows, che consente agli utenti di monitorare e gestire direttamente varie funzioni del proprio computer. Lo abbiamo già visto parlando di come chiudere un programma bloccato e questo è appunto uno degli usi che possiamo fare di Gestione Attività: da una sua finestra possiamo vedere tutti i programmi in attività sul nostro computer e, se è il caso, chiuderli direttamente da lì. A volte è l'unico modo per chiuderli, se non rispondono agli altri comandi. Ma ci sono anche altre funzioni, che vedremo rapidamente.
Prima cosa: come aprire la Gestione Attività? Abbiamo almeno due sistemi:
  1. clicchiamo col tasto destro del mouse sulla barra delle applicazioni (la striscia che troviamo in fondo allo schermo, dove ci sono anche l'orologio, varie icone e il pulsante start di Windows). Selezioniamo poi la voce "Gestione attività".
  2. Usiamo la combinazione di tasti CTRL + MAIUSC (il vecchio SHIFT, per i nostalgici) + ESC.
In entrambi i casi, si aprirà questa finestra:
Nella parte alta troviamo sei etichette: Applicazioni, Processi, Servizi, Prestazioni, Reti, Utenti.
Applicazioni ci mostra quali programmi stiamo usando in questo momento. Cliccando sull'etichetta, avremo la lista delle finestre aperte sul nostro computer, con una breve descrizione dello stato. In basso, troviamo tre pulsanti: Termina attività, Passa a, Nuova attività. Il primo serve a chiudere la finestra selezionata (lo usiamo se un programma si blocca, come abbiamo già visto); il secondo serve ad aprire in primo piano la finestra selezionata (come se cliccassimo sulla sua icona nella barra delle applicazioni); il terzo serve ad aprire un nuovo programma o una nuova finestra.
Processi ci mostra l'elenco dei processi in corso sul nostro computer: con Windows sono una marea, non vi spaventate. Sono tutte quelle attività che il computer esegue di continuo, per gestire le operazioni e mantenersi così com'è. Di ognuna ci viene indicato il nome del file, il nome dell'utente che la sta utilizzando, il consumo di CPU (ossia quanto fa lavorare il processore del computer), il consumo di memoria RAM e una breve descrizione, che a volte è anche comprensibile. Da qui possiamo scoprire eventuali processi non autorizzati, come virus o altro... se ci intendiamo di Windows e sappiamo riconoscere i vari processi, ovvio; in ogni caso, può almeno darci qualche sospetto, se troviamo un processo misterioso che consuma CPU. Utile soprattutto per scoprire quale attività sta tenendo impegnato il computer, per poi eventualmente bloccarla. I due pulsanti in basso, "Mostra processi di tutti gli utenti" e "Termina processo", dovrebbero essere comprensibili già dal nome: suggerisco però una certa cautela nel terminare un processo, se non sappiamo cosa sia.
Una cosa che possiamo fare, invece, è usarlo in combinazione con Applicazioni. Se dalla scheda Applicazioni, infatti, clicchiamo sul tasto destro su una delle voci che vediamo, tra le opzioni del menu troveremo anche "Vai al processo": cliccandola, saremo portati al processo da cui quel programma dipende e potremo così provare a chiudere l'applicazione bloccata, terminando direttamente il suo processo.
Servizi ci mostra appunto i servizi in attività sul nostro computer e il loro stato. Se ciò che vedete vi appare qualcosa di alieno e misterioso, allora ignorate tutto e non avrete problemi. Se invece riconoscete ciò che vedete, allora saprete anche cosa farne e non c'è bisogno che ve lo dica io.
Prestazioni ci mostra con un grafico l'uso della CPU (in percentuale) e della RAM. Quando sul vostro computer tutto va bene, la CPU sarà a livelli piuttosto bassi; se l'uso è molto elevato, allora può significare varie cose. Se sono picchi elevati, ma di breve durata, allora non è niente di preoccupante: un programma lo ha impegnato un po', in fase di apertura, ma poi tutto si è normalizzato. Se invece l'uso della CPU resta sempre a livelli molto elevati, forse è il caso di chiudere un paio di programmi (quelli che consumano di più), o evitare di usare troppi programmi in una volta. La CPU è il motore del vostro computer: sovraccaricare a lungo un motore non è mai una buona cosa.
Rete vi mostra lo stato della rete e il suo traffico, se siete connessi a una rete. Se non siete connessi a una rete, potete ignorare questa scheda.
Utenti vi mostra gli utenti attivi sul computer. Se lo usate solo voi, ovviamente ci sarà un solo utente e di nuovo potete ignorare questa scheda.

venerdì 25 febbraio 2011

Come installare e usare Osiris

Nell'articolo precedente, abbiamo presentato Osiris, il programma gratuito per creare e condividere siti internet in forma anonima, libera e attraverso la rete peer-to-peer, invece che attraverso un server fisso; ne abbiamo anche descritto le principali caratteristiche. Oggi, per completare il discorso, vedremo come installare e usare Osiris in concreto.
Il primo passaggio è il più semplice: scaricarlo. Dal sito ufficiale, potete scaricarlo al momento in una versione per Windows e una per Linux; o meglio, in tre versioni per Windows e due per Linux. Osiris esiste infatti sia in versione installabile sul computer, sia in versione "portatile"; in più, c'è anche una estensione per Firefox. Noi ci concentreremo sulla versione da installare.
Scarichiamo dunque Osiris, installiamo il programma (e fin qui basta seguire le indicazioni, non c'è nulla di particolare da dire: normale processo di installazione di un programma) e avviamolo per la prima volta. Ci comparirà adesso una finestra con il wizard per configurarlo.
Osiris wizard
Cliccando su "Avanti", la finestra successiva ci chiederà di scegliere quale lingua usare per Osiris: suppongo che sceglierete l'italiano, visto che è presente tra le possibilità... ed è ovvio, essendo un programma sviluppato da italiani. Possiamo anche scegliere se eseguirlo in automatico all'avvio del computer. Per non rallentare l'avvio del computer, suggerisco di non eseguirlo in automatico: basterà cliccare poi sull'icona del programma per caricarlo.
Arriviamo così a un'altra finestra che potrebbe spaventare qualcuno:
Osiris wizard
In questa finestra, possiamo scegliere le porte da abbinare a Osiris ed eventualmente l'attivazione del servizio di UPnP (Universal Plug and Play). Se siamo in difficoltà, lasciamo le impostazioni così come sono e limitiamoci a testare le porte, per verificare che funzionino, cliccando sul tasto che troviamo accanto alle voci corrispondenti. Con lo UPnP attivato, dovrebbero funzionare.
Ultimo passaggio, la configurazione di un eventuale proxy, se lo usiamo:
Osiris wizard
Se non usiamo un proxy, e se non intendiamo usare un proxy per connetterci con Osiris, allora lasciamo tutto così com'è e passiamo oltre. Se invece usiamo un proxy, dovremo selezionare prima di tutto il tipo di proxy, cliccando sulla freccia in basso nella zona dove, in questa immagine, compare la parola "Nessuno". Poi, dovremo inserire l'indirizzo IP del proxy alla voce "Indirizzo", la porta a cui si connette alla voce "Porta", più l'eventuale nome utente e password, se si tratta di un proxy protetto da password. Tutte informazioni che dovrebbero essere in vostro possesso, se usate quel proxy.
Con questo, abbiamo concluso l'installazione e la configurazione di Osiris.

Come usarlo

Dopo averlo configurato a dovere, si aprirà la finestra principale del programma:
Osiris interfaccia
In alto a destra, troviamo alcuni pulsanti. Quello più grande, con la freccia che punta verso il logo di Osiris, serve ad aprire l'interfaccia web del programma. Dei tre pulsanti sotto, i primi due servono ad attivare o disattivare lo scambio di informazioni attraverso Osiris, mentre il terzo (quello con la chiave inglese) serve a modificare le impostazioni di Osiris e ci riporta alle finestre che abbiamo visto in precedenza.
Cliccando sul pulsante in alto a destra, con la freccia che punta verso il logo di Osiris, apriremo l'interfaccia web di Osiris.
Osiris interfaccia
Cliccando su "Crea un portale", possiamo creare un sito internet privo di server.
Cliccando su "Iscriviti a un portale", possiamo entrare a far parte di un sito già esistente e condividerlo, oltre a contribuire ai contenuti del sito. Per farlo, però, abbiamo bisogno di un link di invito : se siamo iscritti a qualche portale, ci apparirà nella pagina di ingresso e basterà cliccare il link corrispondente per entrare. Per cercare link di invito, potete controllare il forum di Osiris, sul sito ufficiale.
Osiris è un sistema che funziona attraverso al condivisione di contenuti: più utenti condividono un sito (o portale, come sono chiamati qui), più il sito sarà stabile e attivo. Se volete quindi aprire un sito con Osiris, vi consiglio prima di tutto di trovare altri utenti che vi supporteranno: creare un sito per se stessi, sconosciuto a tutti, non è proprio in linea con la filosofia di base di Osiris.
Se deciderete di aprire un nuovo portale, ecco la pagina che vi troverete davanti:
Osiris portale
Vi spaventa? Nessun problema! Osiris vi mette a disposizione un video tutorial, ossia una guida che vi spiegherà come fare per creare un portale. La trovate qui: Video Tutorial.

mercoledì 23 febbraio 2011

Osiris, per creare siti peer-to-peer

I normali siti internet, così come i forum, i blog e quant'altro, si basano su un sistema centralizzato: quando si vuole aprire uno spazio internet, bisogna appoggiarsi a un gestore, che ci metta a disposizione il luogo in cui collocare il nostro sito, spesso a pagamento. Dovremo registrarlo e il sito sarà intestato a noi: chiunque potrà così sapere chi abbia aperto un sito e chi lo stia gestendo. Il sito, inoltre, sarà ospitato su un server centrale (o più di uno, a seconda delle dimensioni del sito), che funzionerà da "motore" e si occuperà di gestire il traffico degli utenti sul sito.
Osiris nasce per rivoluzionare questa concezione. Seguendo la filosofia del P2P (il peer-to-peer, ossia la condivisione libera di contenuti - la stessa che ha dato origine a eMule, per intenderci), Osiris è un programma gratuito, e prossimamente anche open source e multipiattaforma, il cui obbiettivo è di permettere a chiunque di creare e mantenere un sito internet "peer-to-peer", ossia senza ricorrere a un server centrale, senza pagare l'affitto a un gestore, senza bisogno di registrarsi ed essere schedati come proprietari del sito.
Osiris logo
Sito ufficiale (in italiano e in inglese):

Come funziona?

Per i dettagli tecnici e per tutte le caratteristiche, vi rimando al sito ufficiale, che potete consultare in italiano e che vi spiegherà, in modo abbastanza chiaro, cosa sia possibile ottenere con Osiris e come funzionino i siti creati con Osiris.
La differenza principale, rispetto a un sito internet normale, è che un sito creato con Osiris si trova fisicamente nel computer di chi lo visita e lo utilizza: non è da qualche parte nella Rete, mail suo contenuto è ospitato per intero nel computer dei suoi utenti. Proprio come succede coi files scambiati attraverso eMule, il sito viene condiviso tra gli utenti che sono connessi e registrati al sito. Ognuno ha la sua copia e ognuno può modificarla, liberamente, per poi condividerla con gli altri.
Non esiste infatti un amministratore centrale, per i siti creati con Osiris. O meglio, è possibile anche creare siti normali, con un'amministrazione centrale, ma la filosofia di Osiris è orientata verso l'anarchia: gli utenti di un sito si autoregolano a propria scelta e il sito stesso è, a tutti gli effetti, un sito autogestito dalla collettività che ne fa parte. Non c'è censura dei contenuti, è la comunità nel suo insieme che decide cosa inserire e cosa non inserire.
Oltre che anarchico, Osiris è anche anonimo. Non è infatti possibile risalire all'identità di chi ha aperto il sito e di chi compone la sua comunità, grazie al sistema in cui il sito stesso è progettato. In questo, non è molto diverso dalla rete Tor: ogni utente di Osiris costituisce un nodo, o anche più nodi, e l'uso di chiavi digitali di crittografia, assieme all'impossibilità di associare un nodo al suo indirizzo IP, rendono inattuabile l'identificazione degli utenti.
Come è ovvio, Osiris funziona meglio quando è distribuito tra molti utenti: più i nodi sono numerosi, più i contenuti sono distribuiti e minore è il traffico per ogni nodo. Lo abbiamo già visto anche parlando di Tor ed è ancora più vero nel caso di Osiris, in quanto si tratta di condividere interi siti. Allo stesso modo, un alto numero di partecipanti contribuisce a migliorarne la sicurezza, sempre per il principio della distribuzione dei contenuti.

A cosa serve?

Come per Tor, un uso tipico di Osiris è per sfuggire alla censura. Non esistendo un server centrale su cui si trova il sito, non è possibile chiudere o bloccare l'accesso a un sito basato su Osiris, proprio perché si trova su tutti i computer degli utenti che lo condividono. L'unico sistema sarebbe quello di rintracciare ogni utente e sequestrare il suo stesso computer, ma di nuovo questo è ostacolato dalla struttura di Osiris, che impedisce di collegare un utente (ossia un nodo) al suo indirizzo IP. Se gli utenti di un sito sono 100, allora esisteranno 100 copie di quel sito su altrettanti computer, da cercare e distruggere a uno a uno; se gli utenti sono 1000, le copie saranno altrettante. più la comunità di Osiris è grande, più diventa inarrestabile. Lo stesso principio su cui si basa il P2P di eMule, insomma: più copie esistono di uno stesso file e più sarà folle un tentativo di farle sparire tutte.
Con Osiris è possibile creare qualsiasi tipo di sito internet, forum, galleria di immagini e quant'altro. E ogni cosa sarà condivisa liberamente tra tutti gli utenti che ne fanno parte, tutti potranno contribuire allo stesso modo. Per ogni altro dettaglio, poi, vi rimando al sito ufficiale, nonché alla pagina di Wikipedia, dove potrete leggere a una a una le caratteristiche di Osiris.

SkipScreen, per scaricare da siti di hosting

Parlando di siti di condivisione (o siti di hosting, per usare il termine inglese), come ad esempio Mediafire e Megaupload, abbiamo poi dovuto parlare anche di quali siano le regole per scaricare dai vari siti, visto che quasi tutti adottano sistemi diversi. Spesso si tratta di inserire un codice, un captcha, e poi aspettare un certo intervallo di tempo, prima che si sblocchi il link per scaricare gratis. Alla lunga, può diventare piuttosto fastidioso, specie se abbiamo molti files da scaricare.
SkipScreen è un'estesione di Firefox, che si propone appunto come strumento per facilitare le cose.
La possiamo scaricare e installare gratis sia dal suo sito ufficiale, sia dalla lista delle estensioni di Firefox. Non cambia molto, anche se io suggerirei di scaricarla dal secondo sito, ossia dal sito di Firefox: nel sito ufficiale, infatti, per gli utenti Windows l'estensione è disponibile come file exe da installare. Molto più sicuro installarla direttamente come estensione, senza usare un file .exe; non si sa mai.
Su entrambe le pagine, poi, troverete una lista completa dei siti di condivisione coi quali funziona, al momento: O, in alternativa, sui siti coi quali funzionava al momento dell'ultimo aggiornamento. Come abbiamo detto, le regole di scaricamento cambiano spesso e volentieri, per cui non è sempre facile mantenersi aggiornati sulle ultime modifiche: su alcuni dei siti della lista, dunque, SkipScreen potrebbe non funzionare più. Siete avvisati. In questo caso, dovrete attendere un nuovo aggiornamento dell'estensione (l'ultimo aggiornamento, al momento, è del 15 gennaio 2011).

Ma come funziona SkipScreen?
SkipScreen serve, fondamentalmente, ad aggirare le richieste di attesa nei siti di condivisione, per saltare subito allo scaricamento di un file. O almeno, questo è quanto promette.
Non appena lo avrete installato, dopo il riavvio di Firefox, vi apparirà una finestra in inglese, in cui vi si chiede se volete abilitare anche l'opzione di SmartLink: cliccate pure su "Decline" e rifiutate. Nel menu "Strumenti" troverete adesso una voce "SkipScreen": selezionando "Options", potrete scegliere quali siti di condivisione abilitare per lo scaricamento veloce.
Adesso, proviamo a scaricare da un sito di condivisione. Se SkipScreen è abilitato per quel sito, e funziona, vi apparirà subito una piccola finestra verde al centro dello schermo: è un messaggio di SkipScreen, che vi avvisa di attendere, perché al resto penserà lui. Lasciate la finestra aperta e, quando il file sarà pronto, avrete la classica richiesta di "salva o apri", a meno che non abbiate impostato diversamente il vostro Firefox.
In pratica, SkipScreen salta in automatico tutti i passaggi intermedi, sceglie l'opzione di scaricamento gratuito, gestisce per voi il conto alla rovescia e vi presenta il file scaricabile, non appena è a disposizione.Lavora anche in coppia con FilesTube, portandovi direttamente alla pagina da cui scaricare il file che avete scelto.
Nel sito ufficiale, tra l'altro, è annunciata anche una versione di SkipScreen per Google Chrome.

Per quanto mi riguarda, non la trovo un'estensione particolarmente utile e infatti non la uso. Lascio però a voi il giudizio.

lunedì 21 febbraio 2011

Come aprire file RAR e TAR.GZ

I files con estensione RAR, oppure TAR.GZ, sono cartelle compresse, ossia archivi che contengono più files, compressi per ridurre le loro dimensioni e risparmiare spazio. Non molto diversi da una cartella ZIP, insomma: la differenza sta appunto nel formato di compressione che è stato utilizzato per creare l'archivio. Compressione diverse danno origine a files diversi.
Come è facile da intuire, anche il programma per aprire questi archivi cambierà, a seconda di come sono stati compressi. I files ZIP e RAR sono tipici di Windows, mentre i files TAR.GZ sono molto più comuni per i sistemi Unix/Linux, giusto per intenderci. In linea di massima, però, possiamo aprire ogni file compresso, qualunque sia il nostro sistema operativo, anche se cambiano i programmi che ci serviranno per aprirli.
Se usiamo Windows, i files ZIP non sono un problema: a partire da Windows XP, le cartelle compresse in formato ZIP si possono aprire come se fossero cartelle normali e poi estrarre il loro contenuto cliccando su "Estrai tutto", che troveremo nella parte alta della cartella ZIP, una volta entrati. Possiamo creare altrettanto facilmente una cartella ZIP, cliccando col tasto destro del mouse sul file o sulla cartella che vogliamo comprimere e poi selezionare "Inzia a -> cartella compressa".
Come fare per gli altri formati?

Per aprire files RAR o TAR.GZ facilmente, su Windows, esistono due ottimi programmi: WinRAR e 7zip.
WinRAR è probabilmente il migliore e più efficace, ma ha un problema: non è gratuito. Possiamo scaricare la versione di prova e utilizzarla normalmente per 40 giorni, dopodiché ci ricorderà ogni volta che è una versione di prova e che dobbiamo acquistare il prodotto ufficiale. Piuttosto fastidioso.
A parte questo, l'uso di WinRAR è molto semplice. Basta cliccare sulla cartella RAR o sulla cartella TAR.GZ che vogliamo aprire: si aprirà la finestra di WinRAR, da cui potremo accedere al contenuto dell'archivio. Se vogliamo estrarlo, a questo punto basta cliccare su "Estrai" (oppure su "Extract to", se avete la versione in inglese), scegliere la cartella in cui vogliamo estrarre il contenuto e poi dare l'OK. In breve tempo (a seconda delle dimensioni della cartella), tutto il contenuto del file RAR, o del file TAR.GZ, sarà estratto e potremo usarlo normalmente.
Segnaliamo, tra l'altro, che WinRAR è disponibile anche in una versione per Linux e una per Macintosh. Cambia leggermente il nome, ma il programma rimane lo stesso.

7-Zip è un'alternativa gratuita a WinRAR.
Il programma, che potete scaricare gratis dal suo sito internet, è principalmente per Windows, ma ne esistono anche versioni non ufficiali per altri sistemi operativi, come Linux e Macintosh: il nome diventa p7zip, ma per il resto cambia poco. Potete trovare tutti i link per scaricare le varie versioni, nella pagina di download.
7-Zip permette di aprire diversi tipi di archivi compressi, fra coi appunto il formato RAR e il formato TAG.GZ, che sono quelli che ci interessano, al momento.
Il funzionamento è piuttosto semplice. Una volta installato, basta cliccare col tasto destro del mouse sulla cartella compressa che vogliamo aprire. Dal menu, scegliamo la voce "7-Zip" e poi, a seconda di cosa vogliamo fare, possiamo scegliere:
Open archive: per aprire la cartella compressa e vedere il suo contenuto.
Extract files: per estrarre il contenuto della cartella compressa in un luogo a nostra scelta.
Extract here: per estrarre il contenuto della cartella compressa nel luogo in cui ci troviamo (i files estratti appariranno nella stessa cartella in cui si trova l'archivio da aprire).

Gli utenti Macintosh, poi, possono anche provare il programma The Unarchiver, altro programma gratuito per aprire files ZIP e RAR. Non funziona però in senso inverso: può aprire cartelle compresse, ma non può creare cartelle compresse.

sabato 19 febbraio 2011

Installare e configurare Tor Vidalia

Per completare il discorso fatto nelle puntate precedenti, vediamo oggi come installare e configurare Tor Vidalia, ossia la versione completa di Tor, il programma gratuito e multipiattaforma per l'anonimato in Rete.
Tor Browser mette a nostra disposizione un browser con cui navigare sicuri e anonimi (anche se un po' più lentamente), facile da trasportare e utilizzabile su ogni computer, senza installazione. Non protegge, però, tutti gli altri possibili modi di connettersi: l'unico programma sicuro e coperto da Tor Browser è appunto il suo browser, ossia il programma con cui navighiamo in internet. Ma nei nostri computer ci sono molti altri programmi che possono accedere a internet, a volte anche contro il nostro volere. Per proteggerli tutti con Tor, quindi, dovremo usare un programma più completo: Tor Vidalia.

Tor Vidalia è, in pratica, la combinazione di due programmi: Tor, che ci permette di collegarci alla omonima rete di anonimato, e Vidalia, la sua interfaccia grafica, che ci permette di controllarlo e configurarlo facilmente. Per essere più precisi, Vidalia ci permette di avviare e chiudere Tor, di vedere il consumo della nostra banda di connessione, quanti collegamenti abbiamo attivi al momento, vedere come sono distribuiti i nodi della rete Tor nel mondo e così via. Grossomodo è il pannello di controllo che abbiamo già visto parlando di Tor Browser, ma in questa versione è molto più completo. A differenza di Tor Browser, è anche un programma che dobbiamo installare sul nostro computer, per usarlo, ma il processo non è difficile.

Cominciamo intanto dalla pagina da cui scaricarlo.
Cercate il vostro sistema operativo, Windows, Macintosh o Unix/Linux che sia, e poi cercate "Stable Vidalia Bundle": accanto, vedrete un link da cui poterla scaricare. Scaricatelo.
Dopo aver scaricato e avviato l'installazione, vi troverete con questa finestra (se avete Windows):
Installazione Tor
Come vedete, sono quatto i componenti del programma: Vidalia, Tor, Polipo e Torbutton.
Vidalia è l'interfaccia grafica per controllare Tor.
Tor è il programma di anonimato, per collegarsi alla rete.
Polipo è un programma che serve a migliorare la connessione agli altri proxy della rete di Tor
Torbutton è n'estensione di Firefox, che ci permette di connetterci e disconnetterci dalla rete Tor con un clic. Se non usate Firefox e non avete intenzione di usarlo in futuro, potete deselezionare questa voce.
All'interno di ogni voce, poi, vedrete altre opzioni che possono essere deselezionate, se preferite così. Vidalia è programmato per avviarsi da solo quando accendete il computer, ma potete deselezionare questa voce e avviarlo voi stessi, quando vi serve. Allo stesso modo, potete deselezionare la voce "Aggiungi al menu" per Vidalia, Tor e Polipo, se non li volete aggiungere al menu dei programmi di Windows. Qui dipende dai vostri gusti e dalle vostre abitudini. In caso di dubbio, lasciate tutto così com'è e non avrete problemi.
Per il resto dell'installazione, si tratta solo di cliccare OK e Avanti.
Vediamo adesso come configurarlo.

venerdì 18 febbraio 2011

Come utilizzare Tor Browser

Dopo aver parlato brevemente di come funziona Tor, vediamo oggi come utilizzarlo in concreto sul nostro computer.
Come possiamo vedere già dalla pagina di download, esistono versioni di Tor per i principali sistemi operativi e anche per alcuni cellulari: sta a noi scegliere e scaricare la versione giusta, a seconda delle nostre necessità. In particolare, Tor può essere utilizzato in due modi, sul computer:

- Tor Browser: è una versione che non ha bisogno di essere installata e si può usare anche da chiavetta USB. Si tratta di un browser indipendente, in cui sono pre-inserite tutte le funzioni di Tor, ed è basato su Mozilla Firefox. In pratica, usando Tor Browser, potrete navigare su internet con un programma identico a Firefox, ma con in più le funzioni offerte da Tor, per garantire protezione e anonimato. Nella versione per Windows, inoltre, è disponibile anche un programma di instant messaging (tipo MSN, per intenderci), sempre protetto da Tor e come parte integrante del browser. Lo potete scaricare da questa pagina, nella lingua che preferite (l'italiano, suppongo).

- Tor Vidalia: un programma che invece dovrete installare sul vostro computer. Rispetto a Tor Browser, in cui Tor è sempre attivo, la versione Vidalia vi permette di scegliere quando attivarlo, come attivarlo, come gestire il consumo di banda della vostra connessione, con quali programmi utilizzarlo e molte altre cose. In pratica, è la versione più completa e adattabile alle vostre esigenze, mentre invece Tor Browser è molto più utile per collegarsi in fretta, magari da un portatile e in situazioni di emergenza, o anche se non avete la voglia o le capacità di configurare Tor Vidalia personalmente. Lo potete scaricare da questa pagina.

Tor Browser

Per quanto riguarda Tor Browser, l'uso è piuttosto semplice. Dopo aver scaricato il programma, la prima volta che lo aprirete vi chiederà di scegliere la cartella in cui estrarre il contenuto: il file, infatti, è una cartella compressa che si estrae da sola. Scegliete la posizione che preferite, nel vostro computer, e poi date "Ok". In breve tempo, il contenuto sarà estratto in una cartella dal nome "Tor Browser" (almeno, su Windows: su altri sistemi operativi il processo potrebbe essere un poco diverso).
Entrate nella cartella e troverete altre quattro cartelle, più il file "Start Tor Browser": le cartelle contengono la documentazione e le componenti del programma, mentre il file "Start Tor Browser" serve per avviarlo. Cliccatelo. Vi apparirà questa finestra:
Tor, pannello di avvio

che, in breve tempo, diventerà così:
Tor, pannello di controllo
Questo è il pannello di controllo di Tor: sarà bene ricordarlo e imparare a conoscerlo, perché lo dovrete usare per installare e gestire la versione Vidalia. Già adesso, possiamo dare una veloce occhiata alle sue funzioni:
  1. Ferma Tor: per chiudere Tor e uscire dalla rete.
  2. Configurazione del relaying: per gestire il vostro nodo di Tor, se ne avete attivato uno. Di base, con Tor Browser siete impostati come client, cioè come semplici utenti della rete, per cui non dovrete preoccuparvi di nodi. Se invece volete diventare voi stessi parti della rete e ospitare un nodo, allora è da qui che lo potrete fare.
  3. Mostra la rete: vi aprirà una mappa del mondo, per mostrarvi la posizione degli altri nodi attivi al momento.
  4. Usa una nuova identità: vi permette di "cambiare strada" e far perdere le vostre tracce, in ogni caso, dandovi un nuovo profilo come utente. Utile di tanto in tanto, o se visitate siti particolarmente a rischio.
A questo punto, si aprirà una normale finestra di Firefox, con la quale potrete navigare normalmente. La differenza rispetto al solito sarà che, in questo modo, sarete protetti da Tor, nel modo che abbiamo già spiegato in precedenza. Ah, la navigazione sarà anche più lenta del solito, ma anche questo lo abbiamo già spiegato: usando proxy e saltando da un computer all'altro, è inevitabile che sia così.
Potrete copiare la cartella "Tor Browser" su una chiavetta USB, per portarla sempre con voi e usarla su qualsiasi computer (con lo stesso sistema operativo, ovvio). Basterà inserire la chiavetta, aprirla e avviare il programma. Tutto ciò che vi serve è dentro quella cartella, non c'è bisogno di installare niente. Allo stesso modo, per cancellare il programma basterà cancellare quella cartella dal vostro computer, senza passare per il Pannello di Controllo e la disinstallazione.
Ricordiamo poi che, con Tor Browser, soltanto le connessioni che farete attraverso quel programma saranno protette. Se vi collegate con un browser diverso da quello in dotazione, oppure se permetterete ad altri programmi di accedere a internet, allora quelle connessioni non saranno protette. Per una protezione totale, dovrete ricorrere alla versione da installare sul computer, ossia Tor Vidalia.

Il procedimento per utilizzare Tor Vidalia è un po' più complicato, ma lo vedremo la prossima volta.

mercoledì 16 febbraio 2011

Tor, anonimato in Rete

Tor icona
In precedenza, abbiamo spiegato cosa sia un proxy e come si possa usare per accedere a siti bloccati, oppure per mantenere l'anonimato in internet. Abbiamo anche spiegato come configurare un proxy, per utilizzarlo col nostro browser, ossia col programma con cui ci colleghiamo a internet. Per completare il discorso, vedremo oggi un'applicazione concreta e completa del concetto di proxy, per costruire una intera rete anonima, che possa collegare tra loro molti computer e molti utenti da ogni parte del mondo.
Parleremo di Tor.
Tor (The Onion Routing) è un progetto che ha come obbiettivo quello di garantire l'anonimato in internet: un sistema di comunicazione basato proprio sul concetto di proxy e sulla collaborazione tra gli utenti che ne fanno parte, per costruire una rete a prova di censura e di identificazione. Funziona sul principio dello onion routing (lett. "navigazione a cipolla"): in termini molto semplici, permette di collegarsi attraverso una rete di server ospitati sui computer degli utenti connessi alla rete, in modo che un osservatore esterno possa vedere solo il traffico che entra nella rete o il traffico che esce dalla rete, e mai entrambi contemporaneamente. Il traffico interno alla rete, invece, è del tutto nascosto. In pratica, se voglio visitare un sito utilizzando Tor, io mi collegherò prima di tutto alla rete di Tor; da lì, sarò rimbalzato attraverso una serie di server, distribuiti in varie parti del mondo, e alla fine raggiungerò il sito.
Una complicazione inutile? Non è detto. Un estraneo vedrà soltanto che io mi sono collegato a un server di entrata della rete Tor; non vedrà niente di ciò che avviene all'interno della rete; vedrà infine un collegamento che esce da un server di uscita della rete Tor e accede a un sito. Non sarà possibile, dunque, rintracciare l'origine dell'ultimo segnale, né sarà possibile scoprire a che sito io mi sia collegato; il sito stesso non potrà sapere che sono stato io a collegarmi, né quale sia la mia origine. Come potete capire, Tor serve anche a evadere la maggior parte dei sistemi di controllo e censura di Internet, messi in atto dai vari governi.

In concreto, Tor è un programma gratuito, disponibile per i principali sistemi operativi (Windows, Macintosh, Linux/Unix, eccetera). Consiste principalmente di un proxy (chiamato relay) e del programma che serve a mantenere la rete, collegandosi agli altri nodi e crittografando il traffico. A seconda delle impostazioni, possiamo utilizzarlo sia per collegarci alla rete di Tor, e quindi navigare in modo anonimo, sia anche per diventare noi stessi parte della rete, accettando di mettere a disposizione una parte della nostra connessione per agire da nodo, ossia da server. Possiamo usarla, ovviamente, per navigare in modo anonimo su internet, ma anche per eseguire altre operazioni, come inviare e ricevere e-mail, oppure i servizi di messaggistica istantanea, come MSN o IRC.
I livelli di utilizzo di Tor sono quattro.

Client
Configurazione di base: possiamo collegarci alla rete di Tor e sfruttarla, ma non ne facciamo parte.

Relay di mezzo
Siamo parte della rete di Tor e il nostro computer agisce come uno dei nodi interni, attraverso i quali si fanno rimbalzare le comunicazioni di altri utenti. Sul nostro computer è attivo un proxy di Tor, che permette ad altri utenti di passare attraverso di noi, per procedere nella navigazione. Ci troviamo nel mezzo della rete, nella parte interamente protetta da crittografia. Se abbiamo una connessione a banda larga, questa è la scelta migliore: una parte della nostra connessione sarà sfruttata da altri, ma in questo modo contribuiremo ad allargare la rete e potenziarla. Inoltre, ci garantisce maggiore protezione e anonimato, rispetto a essere semplici Client.

Relay di uscita
Il nodo di uscita dalla rete. Da un certo punto di vista è il più esposto, perché può essere visto dall'esterno della rete e quindi localizzato. Questi stessi motivi, però, lo rendono anche il nodo più importante. Se scegliamo questa opzione, possiamo decidere a quali siti vogliamo consentire l'accesso e vietare, ad esempio, che altri possano utilizzare il nostro nodo per connettersi a siti che non approviamo (pornografia e altri).

Relay ponte
Un tipo di nodo molto particolare, progettato per aiutare chi vuole connettersi alla rete Tor da un paese in cui la censura è molto stretta ed esistono sistemi di filtraggio finalizzati a bloccare Tor. Utilizza dunque una tecnologia diversa dagli altri nodi, che sarebbe complicato spiegare, ma per noi utenti non fa alcuna differenza pratica.

Usare la rete di Tor è più lento di una connessione normale, proprio perché dobbiamo passare attraverso molti nodi, prima di arrivare al sito che ci interessa. Inoltre, i nodi sono ancora pochi e questo aumenta il traffico (e la lentezza) della rete. Proprio per questo è importante ospitare un nodo, se abbiamo a disposizione una buona connessione a banda larga: collaboreremo così ad allargare la rete di Tor e ad accelerarla.
Per queste sue caratteristiche, poi, è anche importante rispettare alcune norme di buona educazione, quando si usa Tor. Si tratta di un servizio che nasce in primo luogo per garantire anonimato a chi ne ha bisogno e per sfuggire alla forme di repressione governativa, nei paesi a più forte censura: finché lo utilizziamo per accedere a un sito o per conversare in forma anonima e nascosta, niente di male; usarlo per scaricare film o altri files molto ingombranti, invece, è molto discutibile sul piano morale. L'intera rete Tor si basa su volontari che mettono a disposizione parte della propria banda, per aiutare altri a comunicare: intasarla per scaricare film illegalmente, peggio ancora se porno, è decisamente di pessimo gusto. Allo stesso modo, sfruttare l'anonimato per spammare o vandalizzare siti, forum e altro, va contro i principi alla base di Tor.

Come vedremo, due sono i programmi con cui possiamo utilizzare Tor, ossia:
- Tor Browser
- Tor Vidalia

martedì 15 febbraio 2011

Breve guida a Megaupload

Megaupload è un altro famoso sito di hosting, ossia un sito per la condivisione di files, che funziona in un modo non molto diverso da Mediafire. Abbiamo già spiegato come scaricare files da Megaupload, in un precedente articolo; oggi spiegheremo invece come funziona il sito nel caso in cui vogliamo usarlo per caricare e condividere materiale.
Innanzitutto, ci sono tre modi per utilizzare Megaupload: come utente non registrato, come utente standard, oppure come utente Premium. Nei primi due casi, Megaupload è gratuito: possiamo caricare e scaricare files senza problemi, ma con alcune limitazioni di velocità, oppure di dimensione dei files. Come utente Premium, invece, si hanno vantaggi in termini di velocità e altre funzioni del sito, ma naturalmente bisogna pagare un abbonamento mensile. In questo articolo, ci concentreremo sulle due soluzioni gratuite, ossia utente non registrato e utente standard.

Utente non registrato

La soluzione più semplice, se ci interessa soltanto scaricare files da Megaupload, oppure caricare momentaneamente qualcosa che vogliamo passare a un amico. Un utente non registrato è appunto qualsiasi persona che non si sia registrata sul sito di Megaupload, ma che lo utilizza come "estraneo", come persona di passaggio. La principale differenza rispetto a un utente standard è che un utente non registrato non può organizzare e gestire in cartelle i files che ha caricato su Megaupload, ma può solo distribuire il link che ottiene dopo aver caricato un file. All'incirca la stessa cosa che succede anche su Mediafire, come abbiamo già visto.
Ecco come ci appare la home di Megaupload, se siamo utenti non registrati:
Megaupload homepage
Per caricare un file che vogliamo condividere, dovremo cliccare sul pulsante "Sfoglia: potremo così scegliere il file tra le cartelle del nostro computer.
Secondo passaggio: scrivere una breve descrizione del file, nello spazio a sinistra del pulsante "Invia". Basta anche una parola.
Terzo passaggio: clicchiamo su "Invia" e aspettiamo che il file sia caricato.
Alla fine, ci apparirà in basso un link del tipo http://www.megaupload.com/?d=ICO9AB8S Possiamo copiarlo e distribuirlo come preferiamo: cliccandolo, chiunque potrà scaricare il nostro file.

Utente standard

Un utente standard è un utente che si è registrato gratuitamente su Megaupload. Avrà a disposizione un nome utente e una password, con cui potrà accedere alla sua area personale: in quell'area saranno raccolti e ordinati tutti i files che ha caricato sul sito.
Registrarsi è semplice e gratuito (se ci registriamo come utenti standard).
Dalla pagina iniziale, dobbiamo cliccare su "Abbonamento gratuito", che troviamo in alto a sinistra, subito sotto la scritta "Megaupload". Verremo portati a una pagina come questa:
Registrazione Megaupload
Nella parte alta, troviamo un confronto tra ciò che possiamo ottenere come utenti non registrati e ciò che possiamo ottenere come utenti registrati: leggete pure, se avete qualche curiosità.
Nella parte bassa, invece, troviamo il modulo da compilare per registrarsi. Avremo bisogno di inserire un nome utente, una password e un indirizzo email valido. Il numero di cellulare è facoltativo, per cui possiamo anche non metterlo. Leggiamo e accettiamo i termini di servizio e poi procediamo con la registrazione.
Una volta registrati, saremo portati subito a una pagina in cui possiamo modificare le impostazioni del nostro account, aggiungendo altri particolari su di noi e così via: se non siamo interessati, possiamo anche ignorare tutto, per il momento. Se vogliamo invece modificare qualcosa, inseriamo i dati che vogliamo inserire e poi clicchiamo sul pulsante "Invia" che si trova sotto alla sezione da noi modificata.
Adesso possiamo caricare e gestire i nostri files, in un modo non molto diverso da quello che abbiamo già visto per Mediafire.
Clicchiamo su "Gestione file", in alto a sinistra, per accedere alla pagina da cui gestire i nostri files (non l'avreste mai detto, eh?). Ci apparirà una pagina di questo tipo, se siamo appena registrati:
Utente Megaupload
Guardiamo il menu sulla sinistra.
Seleziona tutti: serve appunto a selezionare tutti i nostri files in una volta sola.
Hotlink selezionato: gli Hotlink sono link per scaricare un file da Megaupload, con la particolarità che permettono di scaricare all'istante, senza attendere i 45 secondi di un utente gratuito. Come è facile intuire, per creare un hotlink dobbiamo pagare, in base alla dimensione del file che vogliamo far diventare un hotlink.
Copia selezionati: come dice il nome, permette di copiare i files che abbiamo selezionato da una cartella a un'altra cartella. Dopo aver selezionato un file e cliccato su questa voce del menu, ci apparirà una finestra dove potremo selezionare la cartella di partenza e quella in cui copiare il file.
Invia per e-mail selezionati: per spedire via e-mail il link a un file. Basta selezionare il file che vogliamo condividere, cliccare su questa voce e poi inserire l'indirizzo del destinatario nella finestra che si aprirà. Il destinatario riceverà una e-mail con il link per scaricare il file.
Elimina selezionati: per eliminare dalla lista il file che abbiamo selezionato.
Esporta selezionati: permette di esportare una lista dei files selezionati.
Import Mega Links: disponibile solo per gli utenti Premium.
Condividi selezionati: ci fornisce il link per condividere il file selezionato, ossia il link da cui poterlo scaricare.
Crea nuova cartella: per creare una nuova cartella in cui ordinare i files.

Ogni volta che un nostro file sarà scaricato, inoltre, guadagneremo un certo numero di punti. Questi ci serviranno, se vogliamo, per ottenere alcuni premi.
Ecco la tabella:

10000 punti premio:    abbonamento Premium di un mese
50000 punti premio:    Abbonamento Premium di 6 mesi
100000 punti premio:    Abbonamento Premium un anno
500000 punti premio:    Platinum a vita + $500 USD
1000000 punti premio:    $1500 USD
5000000 punti premio:    $10000 USD

Va segnalato che sarà contato un solo download per file per ciascun indirizzo IP al giorno.

Altra precisazione, per quanto riguarda lo scaricamento di file: i files di dimensioni superiori a 1024 MB possono essere scaricati solo con un account Premium. Esiste poi un tetto massimo di scaricamenti al giorno, per gli utenti che non sono Premium: raggiunto quel tetto, non potrete scaricare altri files per la giornata.
Ogni altro dettagli lo potrete trovare nelle FAQ di Megaupload, in italiano.

domenica 13 febbraio 2011

PhotoJacker chiude per web scraping

PhotoJacker
Oggi avevo intenzione di parlare di una comoda estensione per Firefox, ossia PhotoJacker, che serve a scaricare in un attimo un intero album fotografico da Facebook. Non ne parlerò, per un motivo molto semplice: su ordine di Facebook stesso, PhotoJacker ha dovuto chiudere e non è più possibile scaricare l'estensione.

Si può vedere subito dal suo sito ufficiale.
In breve, PhotoJacker è stato accusato di violare una norma del regolamento di Facebook, ossia questa:
3.2: Non raccogliere contenuti o informazioni degli utenti, né accedere in altro modo a Facebook, usando strumenti automatizzati (come bot di raccolta, robot, spider o scraper) senza la nostra autorizzazione.
L'accusa rivolta a questa estensione è di utilizzare il web scraping. Il web scraping è una tecnica che consiste nell'estrarre informazioni da un sito internet: in parole molto semplici, consiste nello scaricare quantità più o meno grandi di materiale da un sito, spesso in modo automatizzato, senza che quel sito lo permetta esplicitamente. Non è sempre vietato, e come per ogni cosa vale soprattutto il principio della quantità e qualità del materiale scaricato, oltre che il fine stesso dello scaricamento. Salvare per uso personale un'immagine trovata su una pagina web, per esempio, è sì web scraping in senso stretto, ma quasi mai è vietata da un sito; scaricare pagine e pagine per poi riciclarle in un altro sito, invece, è vietato dovunque.
Secondo Facebook, PhotoJacker è appunto colpevole di web scraping, in quanto permette di scaricare album fotografici interi da Facebook: PhotoJacker sarebbe dunque uno scraper, almeno secondo il codice di Facebook. Da un certo punto di vista è vero, come riconosce lo stesso programmatore: PhotoJacker è uno scraper, in quanto permette all'utente finale di scaricare foto da Facebook in modo veloce, senza dover ripetere le operazioni di "Apri/Salva immagine" per ognuna. L'aspetto che più sembra aver infastitido Facebook, però, è che questo programma non utilizzi la sua API, ma in pratica ci giri attorno.
A ogni modo, dalla fine di gennaio PhotoJacker ha chiuso i battenti e non sarà più possibile scaricarlo. Resta però possibile usarlo, per chi lo avesse già installato su Firefox, anche se non sappiamo per quanto: probabilmente fino alla prossima modifica della struttura del sito.
Curiosamente, PhotoJacker era già stato al centro di problemi con Facebook, quando qualche mese fa aveva dovuto abbandonare il suo vecchio nome di FacePAD, utilizzato fino ad allora, per contrasti sul copyright del nome stesso: il fatto che contenesse la parola "Face", di cui Facebook sta cercando di ottenere il monopolio, non era andata molto giù al sito di social networking.
Adesso, la chiusura definitiva.

Il suo funzionamento, per chiunque lo possegga ancora, è piuttosto semplice.
Dopo aver installato l'estensione, basta cliccare sul nome di un album di Facebook col tasto destro del mouse: tra le opzioni del menu, compare anche "Download Album with PhotoJacker".
Una volta selezionata questa voce, basta scegliere la cartella in cui salvare le foto (si può anche creare una nuova cartella), il nome da utilizzare come prefisso le foto e poi il resto lo fa lui, scaricandole una dopo l'altra nell'ordine in cui sono state inserite nell'album. Le foto saranno salvate in ordine, da "Nome_001" fino all'ultima foto dell'album. Ovviamente, al posto di "Nome" ci sarà il nome scelto da voi.
Per chi invece non ha fatto in tempo a scaricarlo, segnalo il sito di Softonic, da cui pare sia ancora possibile procurarselo. A vostro rischio e pericolo, beninteso.
In alternativa, potete scaricarlo direttamente da qui: PhotoJacker.

sabato 12 febbraio 2011

FilesTube: download MP3 and much more

With the increasing number of hosting and sharing sites, like Mediafire, Megaupload, Hotfile and so on, many new tools have started to appear for taking advantage of them.
FilesTube is, for now, probably the best tool you can find: a very good search engine, which crawls through all the hosting sites, searching for the files you're looking for. If you got tired with eMule, Torrent and oher similar softwares, or if you want to try a simpler and quicker way for finding and downloading files, I'd say it's a wise choice to take a look at that site.
FilesTube works almost like Google. You write the name of the file you're searching for, then hit "Search" and look at the results. After every search, FilesTube will give you a list of the sites where you can download the file you want. If someone uploaded it to a hosting site, of course.
FilesTube home
For every result, you'll find some information which are very important to study, if you don't want to download the wrong file. As you will see, every link is composed by many parts:
  • the file name, often with an extension (.mp3, .wmv, .mp4, .rar, .zip, and so on);
  • the hosting site where the file is hosted: Megaupload, 4shared.com, Mediafire, Rapidshare and so on;
  • the file extension, near the ext abbreviation;
  • the file size;
  • the date when the file was uploaded.

Remember to always check whether all the infos coincide, or not. If you're searching for a song, for example, check that the file extension is MP3. A RAR file is often used for archives: if you're searching for a whole album, it's highly probable you'll find it in a RAR file (or a ZIP file). Videos usually are MP4, or WMV, or also AVI. If you find an EXE file, it's safer to avoid it, because they could be a very bad surprise (aka a virus). Of course, if you're searching for a software, it will be an EXE file, but it's always risky to download them.
The date is important, because the hosted files are often deleted, for a copyright infringement. The newer the file, the higher the chances to find a working link for downloading it. Not always, but often.
When you have found the right file and you're ready to download it, you just have to click on the file name, or also on the "Download" line that you can find down to the right, under every link: they will bring you to the same page.
In the next page, click on the "Download" button, which you can find down to the right, near the file name. This will bring you to the hosting site where you can download the file.
The following steps will depend on the hosting site. Every site has it's own rules to download a file: on Mediafire you just have to click on "Click here to start download", on Megaupload you have to wait for 45 seconds, and so on. You'll learn all of these rules in no time, don't worry.
If you want to speed up the search, you can also try this Firefox add-on, which will add FilesTube to Firefox search bar.

Come impostare un proxy

Abbiamo visto che i proxy sono uno strumento che ci serve ad aggirare filtri, censure e ad accedere a pagine che altrimenti sarebbero bloccate per noi o per il nostro paese. Possiamo usarli per visitare siti che il governo italiano ha bloccato, oppure possiamo usarli per accedere a siti bloccati sulla rete che stiamo utilizzando (scuola, biblioteca, ufficio, eccetera); possiamo anche usarli per nascondere la nostra identità e non farci subito localizzare dal sito che visitiamo. Invece di collegarci direttamente a un sito, noi ci colleghiamo al proxy e da lì raggiungiamo il sito che ci interessa.
Il problema principale è che la connessione sarà più lenta, utilizzando un proxy; il vantaggio è che potremo accedere a siti che altrimenti ci sarebbero vietati, ma anche che potremo accedere senza mostrare direttamente chi siamo.
Ma come facciamo a usarli, nello specifico?
Prendiamo come esempio un sito che ci fornisce proxy validi e aggiornati, come HideMyAss.
Se lo apriamo, troveremo una lista di proxy che possiamo utilizzare. Per ognuno di essi, sono indicati l'indirizzo IP, la porta e il paese del proxy. Il paese è molto importante da tenere presente: se usiamo un proxy degli USA, i siti a cui ci collegheremo ci vedranno come provenienti dagli USA, per esempio. Quindi, se noi vogliamo entrare in un sito che è accessibile solo per gli utenti di un determinato paese, dovremo cercare un proxy di quel paese.
Indirizzo IP e porta, invece, servono a configurare il proxy sul nostro browser, ossia sul programma con cui ci colleghiamo a internet. Vediamo come fare, a seconda del browser. Come esempio, prenderemo un ipotetico proxy che abbia 204.232.206.87 come indirizzo IP e 80 come porta.

Internet Explorer

Prima di tutto, apriamo Internet Explorer.
Dal menu "Strumenti", nella parte alta della finestra, clicchiamo sulla voce "Opzioni Internet". Se non ci appare il menu, in alto, clicchiamo prima sul tasto ALT per farlo apparire.
Dalla finestra "Opzioni Internet", clicchiamo sull'etichetta "Connessioni". Verso il basso, troveremo la voce "Impostazioni rete locale (LAN)": clicchiamo il pulsante "Impostazioni LAN".
Nella sezione "Server proxy", selezioniamo "Utilizza un server proxy per le connessioni LAN" e poi clicchiamo su "Avanzate". Nella nuova finestra, come indirizzo scriviamo l'indirizzo IP del proxy che vogliamo usare (nel nostro esempio, 204.232.206.87); come porta, scriviamo la porta a cui si collegherà il proxy (nel nostro esempio, 80).
Ok a tutto, riavviamo Internet Explorer e adesso dovremmo poterci collegare attraverso il nostro proxy.

Mozilla Firefox

Dal menu "Strumenti", scegliamo la voce "Opzioni", che dovrebbe essere l'ultima della lista.
Nella nuova finestra, clicchiamo sull'etichetta "Avanzate" (di nuovo l'ultima della lista) e poi su "Rete", tra le quattro etichette che ci appariranno in basso.
Nella sezione "Connessione" - "Determina come Firefox si collega a internet", clicchiamo su "Impostazioni".
Nuova finestra. Selezioniamo "Configurazione manuale dei proxy". Nella casella "Proxy HTTP", scriviamo l'indirizzo IP del proxy (nel nostro esempio, 204.232.206.87); come porta, scriviamo la posta a cui si collegherà il proxy (nel nostro esempio, 80).
Di nuovo Ok a tutto, riavviamo Firefox e dovrebbe essere a posto.

Google Chrome

Dalla finestra principale di Chrome, clicchiamo sulla chiave inglese, nell'angolo in alto a destra. Selezioniamo poi la voce "Opzioni".
Nella nuova finestra, clicchiamo sull'etichetta "Roba da smanettoni", poi cerchiamo "Rete" - "Imposta proxy per connessione alla rete". Clicchiamo sul pulsante "Modifica impostazioni proxy".
Come vedrete, ci manderà nella stessa finesta che abbiamo già usato per Internet Explorer. Il resto del procedimento, dunque, è identico a quanto già detto per Internet Explorer.

Safari

Dalla finestra principale di Safari, clicchiamo sul menu "Preferenze", poi sulla voce "Avanzate".
Altro clic sulla voce "Modifica impostazioni". Si aprirà adesso il pannello "Network".
L'ultimo passo consiste nel cliccare su "Preferenze di Sistema", per poi inserire le informazioni del proxy che abbiamo scelto. Come indirizzo scriviamo l'indirizzo IP del proxy che vogliamo usare (nel nostro esempio, 204.232.206.87); come porta, scriviamo la porta a cui si collegherà il proxy (nel nostro esempio, 80).
Ok a tutto, riavviamo Safari e tutto dovrebbe essere a posto.

venerdì 11 febbraio 2011

Come funziona un crypter

Come abbiamo visto, è possibile nascondere un virus agli antivirus. Un file che il nostro antivirus ci presenta come "pulito", in realtà, potrebbe nascondere al proprio interno un bel trojan, pronto a infettare il nostro computer. Per questo, non possiamo mai avere la certezza assoluta che un file sia sicuro, soprattutto se lo abbiamo scaricato in modo "discutibile" e in una versione crackata: chi ha provveduto a crackare il programma, o a confezionare un'apposita crack per un programma, potrebbe anche aver deciso di lasciare un ricordino all'interno del file.
Uno degli strumenti più usati per occultare un virus è il crypter. Vediamo come funziona.
Abbiamo detto che un antivirus riconosce un virus sulla base del codice da cui è composto. Ogni file con estensione EXE, ossia l'estensione di quasi tutti i programmi e i virus per Windows, non è altro che una sequenza di linee di comandi: ogni tipo di programma ha determinate sequenze di linee di codice, che lo contraddistinguono e ne identificano le funzioni. Anche i virus hanno sequenze di codice che li identificano come virus, in quanto descrivono il loro funzionamento. L'antivirus ha in memoria queste sequenze, per poterle riconoscere quando scansiona un file. Se all'interno di un file sono presenti queste sequenze di codice e di comandi, allora quel file è, oppure contiene, un virus e l'antivirus lo segnala. Un buon antivirus utilizza anche altri criteri oltre a questo, ma non complichiamo troppo le cose.
Un crypter ha appunto lo scopo di nascondere quelle parti di codice che un antivirus riconoscerebbe come infette, mascherandole con una porzione di codice pulito e apparentemente innocuo: al momento della scansione con l'antivirus, sarà proprio la parte sostituita a essere esaminata, mentre la parte infetta resterà al sicuro, nascosta dietro di essa. L'antivirus non la vedrà, perché le parti di codice che riconosce come virus gli sono state nascoste, ricoperte da un codice che, invece, non può identificare.
Un crypter è un programma che carica al proprio interno il file infetto, ne preleva il codice, lo maschera con una serie di processi di crittografia, per renderlo irriconoscibile e, alla fine, produce un file infetto che potrà risultato UD (undetectable, ossia irriconoscibile per buona parte degli antivirus), oppure FUD (fully undetectable, ossia irriconoscibile per tutti gli antivirus). Come è facile capire, al cuore di ogni crypter ci sono proprio i processi di crittografia a cui sottoporrà il virus, per mascherarlo: i vari crypter esistenti si distinguono proprio in base alla crittografia utilizzata, alla potenza del sistema e così via. I dati di crittografia si trovano all'interno di un particolare file del crypter, chiamato stub.
Lo stub, in pratica, contiene la maschera che sarà utilizzata per nascondere il codice del virus e ha di solito una vita piuttosto breve. Uno stub resiste fino a quando un antivirus non impara a riconoscere il virus mascherato: a quel punto, anche il codice usato dallo stub sarà etichettato come virus e non sarà più possibile usarlo per mascherare con successo un virus. Come molto spesso accade in campo informatico, è un continuo gioco di guardie e ladri tra le case produttrici di antivirus e i creatori di virus. Gli antivirus, a mano a mano, imparano a riconoscere gli stub, ossia il codice usato per mascherare i virus, e i creatori di virus devono di continuo produrre nuovi stub, ossia nuove combinazioni crittografiche per mascherare i virus.
Il procedimento è il seguente:
  1. Si parte da un virus.
  2. Il crypter protegge il virus con la crittografia, per renderlo illeggibile agli antivirus.
  3. Il crypter prende il virus crittografato e lo inserisce nel fondo dello stub, che è pronto per essere inserito in un programma o distribuito in altri modi.
  4. L'antivirus, in una scansione, controllerà lo stub e vedrà solo un file pulito, perché il virus è nascosto e crittografato al suo interno.
  5. Quando la vittima esegue il programma che contiene lo stub, lo stub estrae il virus, lo decritta e lo salva in una cartella del computer della vittima.
  6. Il virus ha infettato il computer della vittima, senza che l'antivirus lo potesse trovare.

Come difendersi?
Non c'è un sistema unico e garantito per difendersi. Se un virus è nascosto a regola d'arte con un buon crypter (ed è quindi FUD), allora per i primi giorni dopo la sua creazione sarà invisibile a ogni antivirus. C'è la possibilità, però, che non sia completamente introvabile, ma che alcuni antivirus riescano a trovarlo (e allora è UD): se abbiamo un file sospetto, è bene sottoporlo a una scansione con più antivirus, usando per esempio il sito Novirusthanks, già citato.
La soluzione migliore, però, è sempre la prevenzione. I file a più alto rischio sono sempre le crack per videogiochi, programmi e altro: in molti casi conterranno un virus, spesso un trojan. Se possibile, meglio non scaricarle, soprattutto da Torrent o altre fonti inaffidabili. Se proprio dobbiamo, allora controlliamole con il nostro antivirus e con un sito come Novirusthanks, come già detto. Meglio ancora, aspettiamo qualche giorno e poi controlliamole con gli antivirus: come detto, i crypter hanno vita breve ed è raro che uno stub possa rimanere nascosto a tutti gli antivirus per più di una settimana. Se abbiamo un po' di pazienza, qualche casa di antivirus lo localizzerà e potremo quindi salvarci da una infezione.

giovedì 10 febbraio 2011

Come chiudere un programma bloccato

Se usate Windows, vi sarà capitato almeno una volta di ritrovarvi con un programma bloccato, una finestra che non risponde ai comandi e che non riuscite a chiudere in nessun modo. Succede. Nella parte alta vi appare la temibile scritta (non risponde), accanto al nome della finestra, e per quanti tentativi farete, quella finestra non si chiuderà, neppure cliccando ripetutamente su "Termina programma".
Se utilizzate Windows fin dai tempi eroici di Windows 95, o anche Windows 98, avrete già una bella esperienza in questo campo. Le versioni più recenti sono migliorate molto rispetto ai loro più instabili antenati e il blocco completo di un programma, o di una finestra, è un evento più raro, oggigiorno. Ma ancora si verifica. Come si risolve, allora, se neppure la richiesta di termina programma funziona a qualcosa, per chiudere quel maledetto programma bloccato?
Una volta c'era la mitica combinazione di tasti CTRL + ALT + CANC, per risolvere queste emergenze: non sempre funzionava, ma una generazione di utenti è cresciuta conoscendo a memoria questa combinazione, tanto da usurare forse i tasti stessi. Adesso, però, abbiamo a disposizione sistemi più raffinati, per eseguire la stessa operazione su Windows. Vediamo.

Il programma che stiamo usando si è bloccato e non risponde. Abbiamo cliccato la X e la finestra non si è chiusa; abbiamo cliccato "termina programma" e il programma non è terminato; abbiamo usato anche la combinazione ALT + F4 per chiudere la finestra, ma la finestra non si è chiusa. Usiamo le maniere forti.
Col tasto destro del mouse, clicchiamo su un punto qualsiasi della barra delle applicazioni, purché sia libero da icone. La barra delle applicazioni è quella barra grigia che troviamo in basso nello schermo, dove ci sono le icone delle finestre aperte e anche l'orario. Non dovreste avere difficoltà a trovarla, basta guardare nell'estremità inferiore dello schermo. Dopo aver cliccato col tasto destro, si aprirà un menu: clicchiamo sulla voce "Gestione attività".
Si aprirà adesso una finestrella, con varie etichette nella parte alta: "Applicazioni", "Processi", "Servizi", "Prestazioni", eccetera. Sono tutte utili e importanti, ma al momento ci interessa chiudere questo programma che non risponde, per cui dobbiamo guardare solo la prima, Applicazioni. Clicchiamola.
In basso, ci apparirà la lista di tutti i programmi in uso sul nostro computer, in questo momento: tra di loro ci sarà anche il programma bloccato. A questo punto, basta trovare il programma bloccato; dovreste riconoscerlo dal nome, ma soprattutto dal fatto che, sotto la colonna "Stato", ci sarà scritto "Non risponde", mentre negli altri programmi funzionanti c'è scritto "In esecuzione". Selezioniamo quel programma e clicchiamo sul pulsante "Termina attività". Lo troviamo in basso sulla sinistra, nella finestrella. Nel giro di qualche secondo, il programma si chiuderà.
Piuttosto semplice, direi.
Se proprio non dovesse funzionare neppure questa, che è la procedura per la chiusura di emergenza di un programma, allora ci toccherà ricorrere a un sano riavvio di Windows.

mercoledì 9 febbraio 2011

Nascondere virus agli antivirus

Abbiamo già parlato a lungo dei vari tipi di virus che si possono incontrare, in Rete e non; abbiamo anche specificato che in realtà bisognerebbe parlare di malware, non di virus, ma per semplicità continueremo a usare il termine più comune, benché improprio. Per ogni tipo di virus, come sappiamo, esistono appositi programmi per trovarli ed eliminarli: gli antivirus sono i più famosi, ma non sono gli unici e sono efficaci solo contro alcune categorie di virus molto precise. A ogni modo, è sempre importante controllare con un antivirus ogni file che scarichiamo da internet, prima di aprirlo: questo ci metterà al sicuro nella maggior parte dei casi.
Ma non sempre.
Esistono infatti virus che possono sfuggire anche agli antivirus più aggiornati, nonché agli altri programmi di sicurezza antimalware. E non si tratta di virus, speciali, anzi: nella maggior parte dei casi, sono trojan, oppure keylogger accessibili a tutti, o almeno a tutti quelli che si divertono a infettare i computer altrui. La cosa che li rende particolari è un'altra, ossia un trattamento a cui i loro creatori li sottopongono, prima di diffonderli: un trattamento che serve a nasconderli agli antivirus, mascherandoli in modo da sembrare programmi innocui. Un trattamento che li rende FUD (fully undetectable, cioè introvabili per tutti gli antivirus), oppure UD (undetectable, introvabili solo per alcuni antivirus), come si dice in gergo. Ma che trattamento è?
Per capire meglio, due parole su come fanno gli antivirus a riconoscere i virus.
Quando eseguiamo la scansione di un file con un antivirus, l'antivirus analizza la struttura del file, alla ricerca di particolari porzioni di codice che sono caratteristiche dei virus. Se in un file sono presenti queste parti di codice, allora l'antivirus lo riconosce come virus e ci segnala che il file è infetto. A seconda del tipo di codice che trova, poi, ci saprà anche dire di che tipo di virus si tratti, perché ogni tipo di virus ha caratteristiche diverse e un codice diverso. Gli aggiornamenti dell'antivirus servono proprio a mantenerlo sempre informato sui nuovi tipi di virus e sulle caratteristiche del loro codice: in questo modo, l'antivirus saprà di volta in volta riconoscere le infezioni e rispondere di conseguenza. Possiamo paragonarlo a un esame del sangue: l'antivirus analizza il file, studia al microscopio la sua struttura e, a seconda dei risultati che ottiene sotto certi parametri, ci dirà se il file sia sano oppure malato, ma anche che tipo di malattia abbia. Questo per dirla in modo molto semplice.
Tutto si riconduce, dunque, al codice del virus e alle caratteristiche che lo rendono un virus. Se noi vogliamo che il nostro virus non sia riconosciuto, dovremo pertanto trovare un modo per ingannare l'antivirus e non fargli vedere queste caratteristiche. Dovremo nasconderle.
Il sistema più usato per nascondere un virus consiste proprio nel modificare, oppure nel mascherare, le parti di codice che un antivirus riconosce come virus. Bastano piccole modifiche, che di solito non alterano il funzionamento del virus, ma rendono solo più complicato riconoscerlo. Descrivere le tecniche e i sistemi per nascondere un virus andrebbe al di là degli scopi di questo articolo: chi è capace di farlo, sa già come fare e non ha bisogno che glielo dica io: chi non è capace, che almeno faccia la fatica di impararlo da solo, se proprio vuole divertirsi a infettare gli altri. Vedremo piuttosto come proteggerci dai virus mimetizzati.

Diciamo subito che non c'è un sistema sicuro per proteggersi. Se un virus è stato occultato a regola d'arte, non saremo in grado di localizzarlo, almeno non nei primi giorni: non fino a che un produttore di antivirus non ne avrà ottenuto un esemplare da analizzare e classificare, insomma. La migliore soluzione è dunque prevenire.
Per evitare di scaricare files infetti, scarichiamo sempre e solo dai siti ufficiali dei programmi. Le crack sono particolarmente a rischio, perché molto spesso sono utilizzate come veicoli per i trojan e altri virus: se possibile, evitiamole. Non apriamo link o allegati da e-mail sospette, giriamo alla larga da siti sospetti e così via. Le solite raccomandazioni che valgono sempre, per evitare i virus.
Possiamo però aggiungerne un'altra. Abbiamo scaricato un file e non sappiamo se sia pulito, oppure se ci sia qualche virus nascosto. Il nostro antivirus lo segnala come pulito, ma possiamo fidarci? Se è una crack per un programma o un videogioco, io direi di no: meglio non fidarsi. Proviamo a sentire il parere di altri antivirus, già che ci siamo. Tra i tanti, uno di loro potrebbe riconoscere un virus nascosto. Come fare?
Col sito NoVirusThanks. Si tratta di un sito che ci offre la possibilità di caricare un file, di dimensioni non superiori ai 20 MB, e controllarlo con 24 antivirus diversi. Siccome molti sistemi per nascondere un virus lo rendono introvabile solo per alcuni antivirus, ma non per tutti, controllare un file con molti antivirus diversi può essere sufficiente per scoprire se nasconde qualche "sorpresa".
In ogni caso, l'arma migliore è sempre la prevenzione. Evitiamo comportamenti a rischio, files sospetti e siti non sicuri, e le probabilità di trovare un virus invisibile agli antivirus diminuiranno parecchio.

martedì 8 febbraio 2011

HJSplit, per tagliare e unire files

HJSplit è un minuscolo programma gratuito, disponibile per tutte le piattaforme, che serve a uno scopo molto preciso: dividere (e naturalmente riunire) files di grandi dimensioni. Il che potrebbe sembrare una cosa piuttosto inutile, a prima vista. In certi casi, però, dividere un file in parti più piccole è proprio ciò di cui abbiamo bisogno: succede se il file è molto grande e noi lo vogliamo spedire come allegato via e-mail, oppure caricare su un sito di condivisione, come Mediafire. Questi siti, infatti, hanno un tetto massimo per le dimensioni dei files che si possono caricare; se il nostro file è più grande, dobbiamo ridurlo di dimensioni. Lo stesso succede per gli allegati e-mail.
In linea di massima, dunque, HJSplit ci serve quando dobbiamo spedire o caricare un file piuttosto grande: dividendolo in parti più piccole, ogni operazione risulterà più semplice e veloce. Inoltre, è un programma che occupa pochissimo spazio (circa 200 KB) e non ha bisogno di essere installato: anche se magari ci capiterà di averne bisogno soltanto un paio di volte, possiamo tenerlo nel nostro computer senza alcun fastidio.

HJSplit screenshot
Sito ufficiale di HJSplit.

Il funzionamento è piuttosto semplice.
Come possiamo vedere, lo schermo iniziale ci mostra sei pulsanti: Split, Join, Compare, Checksum, About ed Exit.
Split: per dividere un file in parti più piccole.
Join: per riunire un file separato.
Compare: per confrontare due files e determinare se siano identici.
Checksum: per creare un checksum di un file, ossia una sequenza di bit che serve a verificare l'integrità di un dato o di un messaggio. Una specie di certificato di garanzia.
About: vi informa sulla versione di HJSplit che state utilizzando.
Exit: per chiudere il programma.
I due pulsanti che userete più spesso, ovviamente, sono Split e Join.

Dividere un file
Il procedimento per dividere un file è molto semplice.
Prima di tutto, clicchiamo il pulsante "Split": si aprirà una nuova finestra, dove dovremo scegliere il file da tagliare e le dimensioni dei pezzi in cui tagliarlo.
Clicchiamo "Input File" e scegliamo il file da dividere.
Clicchiamo "Output" per scegliere la cartella in cui salvare il file tagliato.
Con "Split file size" possiamo decidere le dimensioni dei singoli pezzi: scegliamo la dimensione più adatta alle nostre esigenze.
Clicchiamo "Start" per cominciare a dividere.
Alla fine del processo, il file sarà diviso in file più piccoli, numerati da .001 in poi e salvato nella cartella che abbiamo scelto.

Riunire un file
Per riunire un file che abbiamo in precedenza diviso con HJSplit, il procedimento è altrettanto semplice.
Prima di tutto, clicchiamo il pulsante "Join": si aprirà anche in questo caso una nuova finestra.
Clicchiamo "Input File" e scegliamo il file da riunire. Basta selezionare solo il pezzo numerato con .001 ed è importante che tutti i pezzi siano nella stessa cartella: in questo modo, il programma li pescherà in automatico uno dopo l'altro, nell'ordine numerico.
Clicchiamo "Output", per scegliere la cartella in cui salvare il file intero.
Clicchiamo "Start" per rimettere assieme il file.

Confrontare due files
Cliccando il pulsante "Compare", possiamo confrontare tra loro due files e verificare se siano uguali, oppure se vi siano differenze. Un procedimento che può sembrare inutile, ma che a volte ha una sua utilità: possiamo infatti verificare se uno dei due files sia stato in qualche modo alterato, volontariamente o meno. Ricordiamo che è possibile inserire virus all'interno di molti tipi di files, così come è possibile mascherare in parte un virus, modificandone alcune parti. Un confronto tra il file originale e una sua copia può quindi tornare comodo, in certi casi.
Il processo è semplice: clicchiamo "Compare" e si aprirà una nuova finestra.
Come "File 1" e "File 2", scegliamo i due files che vogliamo confrontare. Poi, clicchiamo "Start" per avviare il confronto. Alla fine, il programma ci dirà se siano uguali, oppure se ci siano differenze.

Creare un checksum
Questo è un processo molto esoterico e misterioso, almeno per la maggior parte dei possibili utenti. Vediamo di darne una breve spiegazione.
Un checksum è una breve sequenza di lettere e numeri, che può essere generata in base al contenuto di un file. Due files identici avranno anche la stessa sequenza, ossia lo stesso checksum. Due files con la stessa sequenza, però, non saranno sempre identici. Diciamo che attribuire un checksum a un file è una misura di sicurezza in più, se lo vogliamo distribuire ad altri: se qualcuno dovesse modificare il file, per qualsiasi motivo, cambierebbe anche il checksum e così ci potremmo accorgere facilmente della manomissione.
Per creare un checksum, il procedimento è semplice.
Clicchiamo sul pulsante "Checksum" e si aprirà una nuova finestra.
Clicchiamo su "File" per scegliere il file da usare.
Cicchiamo "Start", per avviare l'operazione.
Alla fine, nel riquadro accanto alla scritta MD5 Checksum, ci apparirà una sequenza di lettere e numeri: è il checksum del file che abbiamo selezionato.

sabato 5 febbraio 2011

aTube Catcher: salvare video e audio da YouTube

aTube Catcher è un comodo e semplice programma gratuito, per Windows, che permette di scaricare e salvare video da YouTube e altri siti analoghi. Tra le sue caratteristiche principali, c'è quella di poter scegliere il formato in cui salvare il video, nonché l'opzione di scaricare soltanto l'audio da un video. Utile dunque se siamo interessati solo a scaricare la musica di un video di YouTube, per esempio, senza bisogno di scaricare prima tutto il video e poi convertirlo in MP3. Il programma, tra l'altro, è in lingua italiana, per cui dovrebbe essere abbastanza semplice da capire e utilizzare.

Pagina di aTube Catcher.
Pagina per scaricarlo: Download.

Salvare Video
Il procedimento per salvare un video di YouTube usando aTube Catcher è piuttosto semplice: tutto ciò che ci serve è l'indirizzo del video. Per procurarsi l'indirizzo di un video di YouTube, basta aprire il video e poi copiare il contenuto della barra degli indirizzi, e sarà qualcosa del tipo http://www.youtube.com/watch?v= e poi una serie di lettere e numeri.
Apriamo aTube Catcher. Nello spazio accanto alla scritta "Sorgente", dobbiamo inserire l'indirizzo del video che ci interessa. Subito sotto, dove c'è scritto "Salva come", dobbiamo scegliere la cartella in cui vogliamo salvare il video. Per scelierla, basta cliccare "Sfoglia" e poi andare nella cartella che vogliamo.
Una riga più in basso troviamo la voce "estensione file": questa ci permette di scegliere l'estensione che avrà il nostro video, una volta scaricato e salvato. Basta cliccare sulla freccia scura puntata verso il basso e apparirà una lista. Scegliamo l'estensione che interessa a noi. Se abbiamo intenzione di guardare il video con Windows Media Player, oppure di utilizzarlo con Windows Movie Maker, allora la scelta migliore è il formato WMV.
Ultimo passo: clicchiamo "Scarica". Poi, basterà aspettare che il nostro video sia scaricato.

Salvare Audio
Se vogliamo salvare soltanto l'audio di un video di YouTube, il procedimento è quasi identico a quello che abbiamo già visto. Unica differenza, la scelta del formato. In questo caso, dovremo scegliere il formato MP3 come estensione del file, per ottenere un file audio.

Convertire un file FLV
Con aTube Catcher è anche possibile convertire un file dal formato FLV ad altri formati.
Chiariamo: aTube Catcher non è un programma per convertire video da qualsiasi formato a qualsiasi formato. Se vi interessa questo, allora è meglio utilizzare Format Factory, che è un ottimo programma gratuito per convertire files. Con aTube Catcher possiamo convertire solamente i video in formato FLV, ossia uno dei due formati usati normalmente nei siti di video; a titolo informativo, l'altro è il formato MP4.
Se abbiamo scaricato un video di YouTube in formato FLV, e adesso vogliamo cambiare formato, oppure estrarre l'audio, allora questa funzione può tornare utile.
Per farlo, dobbiamo prima di tutto selezionare la modalità "Converti file FLV in altri formati", dalla schermata iniziale.
"Sorgente" sarà il file che vogliamo convertire: cliccando su "Sfoglia" possiamo cercarlo tra le cartelle del nostro computer.
"Salva come" è la cartella in cui vogliamo salvare il file convertito: clicchiamo su "Sfoglia" e scegliamo il luogo, tra le cartelle del nostro computer. Dovremo anche selezionare il formato in cui covertire il file, dall'apposito menu che troveremo sotto il nome del file da convertire, nella finestrella che si aprirà.
Ultimo passaggio, clicchiamo su "Converti", per avviare la conversione.