sabato 16 luglio 2011

Il formato MIDI

Siccome ogni tanto mi arrivano sulla conversione di un file audio dal formato MIDI al formato MP3 (e viceversa), vediamo di spiegare in breve e nel modo più semplice che cosa sia un file in formato MIDI e quali siano le sue caratteristiche principali. In questo modo, forse, sarà più facile capire i problemi e le difficoltà di una conversione MIDI -> MP3 (ma soprattutto MP3 -> MIDI), un tipo di conversione possibile, ma non automatica come tra altri formati.

Cosa è un MIDI

Un file MP3, così come un file WAV e più o meno qualsiasi altro formato audio “normale”, è una registrazione di uno o più suoni (o la campionatura di una forma di onda, se preferite fare i tecnici): una canzone, per esempio, o un discorso, o qualsiasi altra cosa che sia “audio”.
Un file MIDI, invece, non è la registrazione di un suono (o la campionatura di un’onda), ma è invece un insieme di dati che descrivono il modo in cui un certo brano musicale deve essere suonato. In un MIDI avremo allora una traccia per ogni strumento musicale e, in quella traccia, sarà contenuta la sequenza delle note suonate, la loro durata, modulazione e ogni altro effetto associato a essa. Non troveremo dunque la registrazione effettiva della musica, ma solo le indicazioni su come la musica deve essere suonata, strumento per strumento. La voce umana, invece, non è inclusa tra i dati che si possono immagazzinare in un MIDI e questo li rende perfetti per creare basi musicali.
Per riassumere in breve, possiamo immaginare un MIDI come uno spartito musicale e un MP3 come una esecuzione musicale. Non è una similitudine precisa, ma dovrebbe essere sufficiente per far capire la differenza tra le due forme.

Come funziona un MIDI

Come abbiamo visto, un MIDI non è la registrazione di una musica, ma una descrizione di come una musica debba essere suonata. Nel file MIDI sono dunque immagazzinati numerosi parametri audio, che servono a descrivere la musica: gli strumenti che la eseguono, le note da eseguire, la durata di ogni nota, il volume, eccetera. Di per sé, questi dati non ci dicono molto, proprio come uno spartito musicale non dirà molto a chiunque non sia un musicista. Il MIDI, dunque, ha bisogno di essere interpretato e trasformato in musica dall’azione congiunta della scheda audio del computer (se stiamo usando un computer) e di un programma che possa leggere i MIDI. Quasi tutti i programmi audio ci riescono, al giorno d’oggi, per cui questo non sarà un problema: lo apriamo con un Windows Media Player senza difficoltà, per intenderci. La difficoltà viene dopo.
A differenza di un MP3, infatti, la cui qualità dipende dalla registrazione e non dal programma con cui l’ascolto, l’esecuzione di un MIDI dipende interamente dal lettore che utilizzo, proprio perché il file non è una registrazione, ma un insieme di dati che devono essere interpretati ed eseguiti ogni volta. Per riprendere l’immagine già usata, possiamo dire che il MIDI è uno spartito e la sua esecuzione dipende dall’orchestra a cui lo affidiamo: una buona orchestra darà un buon risultato, una pessima orchestra darà un pessimo risultato.
Un file MIDI è dunque molto più piccolo e leggero rispetto al corrispondente MP3, proprio perché non contiene musica, ma solo una sequenza di dati che indicano come suonare la musica: in media, un MIDI sarà nell’ordine dei 50-70 KB di dimensione, mentre un MP3 raramente scende sotto i 2 MB, a meno che non sia una registrazione di pochi secondi. Da qui è facile capire come tutte le musiche dei vecchi videogiochi fossero MIDI, proprio perché occupavano poco spazio e ottimizzare lo spazio era un fattore-chiave all’inizio dell’era dei videogiochi. Il fatto che fossero  MIDI, poi, vi spiega anche perché la musica di uno stesso gioco potesse cambiare parecchio, a seconda del computer: dipendeva tutto dalla differenza nella scheda audio.

A cosa serve un MIDI

Oltre a essere utilizzato in tutti i vecchi videogiochi, il MIDI ha anche usi molto più concreti nel campo degli strumenti musicali elettronici, i quali interagiscono tra loro proprio attraverso un MIDI: il nome stesso del formato deriva da Musical Instrument Digital Interface, ossia interfaccia digitale per strumenti elettronici. Il che è normale, dato che il MIDI nasce proprio come formato standard per permettere agli strumenti di comunicare tra loro e interagire anche col processore a cui sono collegati. Se cercate dunque una base musicale da scaricare sulla vostra tastiera, insomma, dovrete cercarla tra i files MIDI.
Oltre che per gli strumenti, il MIDI è utilizzato spesso anche dai programmi (e dalle macchine) che si occupano di karaoke, sia a livello amatoriale che a livello professionale. Non potendo registrare la voce umana, il MIDI si presta molto bene a un uso come base musicale su cui cantare e le ridotte dimensioni permettono di immagazzinarne migliaia in pochissimo spazio. Dove serve una base musicale, il MIDI è quasi sempre la prima scelta.
Infine, anche per la maggior parte delle pagine web che decidono di mettere, some sottofondo, una  qualche musica, il MIDI è o dovrebbe essere la prima scelta, proprio per la sa dote di leggerezza: è molto più rapido e indolore scaricare un MIDI, piuttosto che attendere il caricamento e l’esecuzione di un MP3 o, peggio ancora, di un WAV.

Conversione da MIDI a MP3

Convertire un MIDI in un formato MP3 è una operazione possibile, ma non indolore, proprio come non è indolore l’operazione opposta, da MP3 a MIDI.
Nel primo caso, per ottenere un Mp3 si tratta praticamente di trovare una orchestra che possa suonare il nostro MIDI: per questo motivo, ogni programma di conversione ci offrirà una certa scelta di possibili “interpretazioni” del nostro MIDI, a seconda del numero e del tipo di strumenti che lo compongono. Se non siamo pratici di musica, dovremo procedere per tentativi, abbinando varie interpretazioni musicali fino a che non ne avremo trovata una che ci soddisfi (o almeno che ci faccia meno schifo delle altre). Un esempio gratuito e online è il sito HamieNET, dove appunto ci sono chiesti vari parametri da impostare, prima di poter convertire un MIDI.
Nel secondo caso, da MP3 a MIDI, si tratta di estrarre le informazioni sugli strumenti dal brano che viene eseguito: è come trascrivere lo spartito di un brano musicale (di ogni singolo strumento del brano musicale) mentre lo ascoltiamo. Si può fare, certo, ma il risultato potrebbe non essere molto preciso e accurato, perché dipende da come è eseguito il brano in questione. Migliore è la qualità del nostro MP3 di partenza e maggiori saranno le probabilità che la conversione vada a buon fine, sempre ricordando che, in ogni caso, l’eventuale parte cantata andrà persa.

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